Vaccini al via in Gran Bretagna, venerdì negli Usa. Europa attende l'Ema

La pandemia ha ucciso oltre 1,53 milioni di persone nel mondo, con gli Stati Uniti più colpiti con oltre 283mila morti.
Una maratona, non uno sprint
Il direttore medico del servizio sanitario britannico descrive la campagna vaccinale come un impegno a lungo termine.
Mark

Perché la Gran Bretagna è stata la prima tra i Paesi occidentali a iniziare?

Mimi

Ha autorizzato il vaccino Pfizer-BioNTech prima di altri. Ha fatto una valutazione più rapida rispetto all'Ema e alla Fda.

Luke

Ma questo significa che ha fatto una valutazione meno rigorosa, o semplicemente più veloce? Il pezzo non lo dice.

Mark

Cosa significa che la Russia e la Cina avevano già iniziato?

Mimi

La Russia aveva già avviato la somministrazione di massa con lo Sputnik V a Mosca. La Cina aveva vaccinato centinaia di migliaia di persone, forse quasi un milione secondo il presidente di Sinopharm.

Luke

Ma la Cina stava ancora testando il vaccino in fase 3. Non era ancora provato. Questo è un dettaglio importante.

Mark

Quando l'Europa avrebbe potuto iniziare?

Mimi

L'Ema si sarebbe riunita il 29 dicembre per il vaccino Pfizer e il 12 gennaio per quello Moderna. Solo dopo avrebbe potuto autorizzare le distribuzioni nazionali.

Luke

Quindi l'Europa era indietro di settimane rispetto al Regno Unito e agli Stati Uniti. Ma il pezzo non spiega perché l'Ema fosse più lenta.

Mark

Quanti vaccini aveva il Regno Unito?

Mimi

Aveva ricevuto circa 800.000 dosi e aveva preordinato 40 milioni dalla Pfizer, sufficienti per 20 milioni di persone con due dosi ciascuna.

Luke

Ma il pezzo non dice quanti vaccini avessero gli Stati Uniti o l'Europa in quel momento.

Mark

Chi avrebbe ricevuto il vaccino per primo?

Mimi

Nel Regno Unito, le case di riposo, poi gli ultraottantenni, i medici e gli infermieri. In Francia, i residenti delle case di riposo e gli operatori sanitari ad alto rischio.

Luke

Questo era il piano, ma il pezzo non dice se questi piani fossero effettivamente realizzabili con le dosi disponibili.

Mark

Qual era la situazione della pandemia in quel momento?

Mimi

Oltre 1,53 milioni di morti nel mondo. Gli Stati Uniti avevano oltre 283.000 morti, il Brasile 177.000, l'India 140.000.

Luke

Questi numeri erano aggiornati al 7 dicembre. Il pezzo non dice se la situazione stesse migliorando o peggiorando.

  • Con un'iniezione alle 6.30 del mattino a Coventry, il Regno Unito ha bruciato sul tempo tutti i Paesi occidentali, trasformando un gesto medico in un atto storico.
  • Gli Stati Uniti erano a ore dal via libera della FDA, ma l'Europa restava ferma: l'Ema non si sarebbe riunita prima del 29 dicembre, lasciando milioni di cittadini in attesa.
  • Russia e Cina avevano già vaccinato centinaia di migliaia di persone con Sputnik V e Sinopharm, alimentando interrogativi sulla trasparenza dei dati e sull'efficacia reale.
  • Il bilancio globale non smetteva di crescere — oltre 283.000 morti negli Stati Uniti, Brasile e India tra i più colpiti — mentre Israele reintroduceva il lockdown notturno.
  • I governi stilavano liste di priorità — anziani, operatori sanitari, fragili — consapevoli che la campagna sarebbe stata una maratona, non uno sprint, come dichiarava il NHS britannico.

In un martedì di dicembre 2020, una novantenne seduta in una clinica di Coventry ha segnato il confine tra il tempo della paura e quello della speranza: Margaret Keenan è diventata la prima persona al mondo a ricevere un vaccino anti-Covid autorizzato, aprendo una corsa globale che vedeva già Russia e Cina in movimento, mentre l'Europa attendeva ancora il proprio turno. Dopo oltre 1,53 milioni di morti, l'umanità si trovava di fronte a uno spartiacque: non la fine della pandemia, ma l'inizio della risposta collettiva a essa.

Alle 6.30 di martedì 8 dicembre 2020, Margaret Keenan, novant'anni, ha ricevuto in una clinica dell'University Hospital di Coventry la prima dose di vaccino Pfizer-BioNTech mai somministrata al mondo con autorizzazione regolamentare ufficiale. Con quel gesto, il Regno Unito si è posto all'avanguardia del mondo occidentale nella campagna vaccinale contro un virus che aveva già ucciso oltre 1,53 milioni di persone.

Gli Stati Uniti erano pronti a seguire venerdì, dopo la riunione del panel consultivo della FDA prevista per il giovedì. Se l'agenzia avesse dato il via libera, le prime dosi sarebbero andate ai medici in prima linea entro 24 ore. L'Europa, invece, attendeva ancora: l'Ema aveva fissato al 29 dicembre la valutazione del vaccino Pfizer-BioNTech e al 12 gennaio quella di Moderna, rinviando l'inizio delle campagne nazionali a gennaio inoltrato.

Nel frattempo, Russia e Cina erano già avanti. Mosca aveva aperto 70 centri vaccinali il 4 dicembre, somministrando lo Sputnik V — registrato ad agosto e dichiarato efficace al 95% — a personale medico, insegnanti e assistenti sociali. La Cina, attraverso Sinopharm, aveva già vaccinato centinaia di migliaia di cittadini con vaccini a virus inattivato, pur senza aver concluso le sperimentazioni di fase 3.

Il piano britannico era ambizioso: 800.000 dosi già disponibili e 40 milioni preordinate, sufficienti per 20 milioni di persone. La priorità andava alle case di riposo, agli ultraottantenni e agli operatori sanitari. In Europa, Francia e Portogallo preparavano i propri piani nazionali, mentre il bilancio globale continuava a crescere: oltre 283.000 morti negli Stati Uniti, 177.000 in Brasile, 140.000 in India. Israele, con i contagi in risalita, reintroduceva il lockdown notturno fino al 2 gennaio.

La campagna vaccinale mondiale era iniziata, ma il mondo restava diviso: tra chi correva e chi aspettava, tra trasparenza e opacità, tra la speranza di una maratona che si poteva vincere e la consapevolezza che la strada era ancora lunga.

La Gran Bretagna ha fatto un passo che il resto del mondo occidentale stava ancora aspettando. Martedì mattina, alle 6.30 ora locale, una novantenne di nome Margaret Keenan si è seduta in una clinica dell'University Hospital di Coventry e ha ricevuto un'iniezione di vaccino Pfizer-BioNTech. Con quel gesto, è diventata la prima persona al mondo a ricevere un vaccino anti-Covid autorizzato da un'agenzia di regolamentazione nazionale. Il Regno Unito, in questo momento, si è posizionato davanti agli Stati Uniti, davanti all'Europa, davanti a tutti i Paesi occidentali nella corsa a proteggere i propri cittadini dal virus che ha già ucciso più di 1,53 milioni di persone globalmente.

Mentre la Gran Bretagna procedeva con le iniezioni, il resto del mondo occidentale era ancora fermo in attesa. Gli Stati Uniti avrebbero iniziato venerdì, dopo che un panel di consulenti della Food and Drug Administration si fosse riunito giovedì per valutare il vaccino Pfizer-BioNTech. Se l'agenzia americana avesse dato il via libera, le vaccinazioni sarebbero potute partire nel giro di 24 ore, con i medici in prima linea a ricevere le prime dosi. L'Europa, invece, era ancora più indietro. L'Agenzia europea dei medicinali aveva fissato il 29 dicembre come data per riunirsi e valutare il vaccino Pfizer-BioNTech, e il 12 gennaio per quello di Moderna. Solo dopo queste riunioni i Paesi europei, compresa l'Italia, avrebbero potuto iniziare a distribuire le prime dosi secondo i loro piani nazionali.

Ma il Regno Unito non era il primo al mondo a vaccinare. La Russia aveva già iniziato la somministrazione di massa con il suo vaccino Sputnik V, sviluppato a Mosca e registrato ad agosto. A Mosca, il Comune aveva aperto le prenotazioni online il 4 dicembre e aveva organizzato 70 centri clinici dove i cittadini potevano farsi vaccinare gratuitamente. La priorità andava al personale medico, agli insegnanti, agli assistenti sociali tra i 18 e i 60 anni. Ogni persona avrebbe ricevuto due dosi a distanza di 21 giorni l'una dall'altra. I ricercatori russi affermavano che il vaccino era efficace al 95 per cento, anche se poteva causare effetti collaterali lievi che duravano al massimo un paio di giorni.

La Cina aveva già iniziato ancora prima. Secondo indiscrezioni, centinaia di migliaia di cinesi erano già stati vaccinati con i vaccini sviluppati dall'azienda statale Sinopharm. L'azienda stava testando due candidati vaccini basati su coronavirus inattivati. Nel novembre, il presidente di Sinopharm aveva dichiarato che quasi un milione di cinesi erano stati vaccinati, e il 25 novembre la società aveva presentato una domanda per commercializzare i suoi vaccini nel Paese, anche se le sperimentazioni di fase 3 non erano ancora concluse. L'Indonesia aveva ricevuto le prime dosi dalla Cina la domenica precedente e stava preparando un programma di vaccinazione di massa, anche se il vaccino doveva ancora essere valutato dall'agenzia alimentare e farmaceutica del paese.

Nel Regno Unito, il piano era ambizioso. Il governo aveva ricevuto circa 800.000 vaccini e aveva preordinato 40 milioni di dosi dalla Pfizer, sufficienti a coprire la prima dose e il richiamo per 20 milioni di persone. Stephen Powis, direttore medico del servizio sanitario nazionale britannico, aveva sottolineato che sarebbe stata una maratona, non uno sprint. Si sarebbe iniziato dalle case di riposo, sia i residenti che il personale, e poi si sarebbe passato a tutti gli ultraottantenni del Paese, insieme ai medici e agli infermieri in prima linea. Il governo aveva identificato nove categorie prioritarie per la fase 1, basate su età e vulnerabilità, fino agli over 50.

In Europa, i Paesi stavano preparando i loro piani nazionali in attesa dell'approvazione dell'Ema. La Francia aveva annunciato che avrebbe iniziato con i residenti delle case di riposo e gli operatori sanitari ad alto rischio, con l'arrivo del primo milione di vaccini. Il Portogallo aveva pianificato di vaccinare 400.000 cittadini più vulnerabili a Lisbona e di raggiungere 1 milione di persone tra gennaio e aprile.

Intanto, il bilancio globale della pandemia continuava a crescere. Gli Stati Uniti rimanevano il Paese più colpito, con oltre 283.000 morti su quasi 15 milioni di contagiati. Il Brasile aveva superato le 177.000 vittime, con 426 morti registrati nelle ultime 24 ore. L'India aveva superato i 140.000 morti. In Israele, il Comitato contro il coronavirus aveva deciso di imporre un lockdown notturno dal giorno successivo fino al 2 gennaio, con divieto di attività commerciali e restrizioni al movimento tra le zone, mentre le infezioni continuavano a crescere nel Paese.

La corsa ai vaccini era iniziata, ma il mondo occidentale era diviso. Mentre la Gran Bretagna e gli Stati Uniti stavano per iniziare, e la Russia e la Cina erano già avanti, l'Europa aspettava. Le prossime settimane avrebbero determinato se l'Europa potesse recuperare il ritardo o se la divisione tra Oriente e Occidente nella campagna vaccinale sarebbe diventata ancora più profonda.

Sarà una maratona, non uno sprint
— Stephen Powis, direttore medico del servizio sanitario nazionale britannico
Se il commissario dell'Fda deciderà per l'approvazione già da venerdì o dall'inizio della prossima settimana potremmo vedere l'avvio delle vaccinazioni nel Paese
— James Hildreth, consulente scientifico della Fda
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