Edoardo Franco, dopo MasterChef: «Da quel programma non escono cuochi»

Da quel programma non escono cuochi
Il vincitore di MasterChef 12 Edoardo Franco ridimensiona il peso del titolo televisivo in un'intervista a Fanpage.
Mark

Perché questa intervista fa notizia? Un vincitore che ridimensiona il proprio titolo.

Mimi

Perché è insolito. Franco dice che nessuno dovrebbe aspettarsi una chiamata solo per aver fatto MasterChef, e che i concorrenti non sono chef appena usciti.

Mark

Ha lavorato in un ristorante dopo la vittoria?

Mimi

No. Dice che non era ciò che voleva, e ha scelto di lavorare come food content creator.

Luke

Fermiamoci un attimo: che la sua onda mediatica sia in calo è una sua valutazione. Nell'articolo non ci sono dati su follower o ingaggi.

Mark

E il percorso all'Alma?

Mimi

Comincia a marzo: cinque mesi di scuola e cinque di stage. Per lui sarà la prima vera esperienza in un ristorante.

Luke

Va detto anche che il quadro generale, cioè le meteore dei talent, viene dal suo racconto e da quello di Eleonora Riso. Non è un'analisi su tutti i vincitori.

Mark

Quindi cosa resta di certo?

Mimi

Le sue parole e il suo piano. Il resto lo dirà marzo.

Luke

Esatto: come andrà il corso, oggi, non si può sapere.

  • Il vincitore di MasterChef 12 ammette che il titolo non gli ha aperto le porte di una cucina professionale.
  • La popolarità mediatica è in calo e la carriera da food content creator si è fermata su un punto morto.
  • Franco sceglie ora di ripartire dalle basi, con un corso di cinque mesi e cinque di stage all'Alma.
  • Il prossimo passo è il debutto in un ristorante a marzo, la prima vera prova sul campo dopo il programma.

C'è un momento, dopo la luce dei riflettori, in cui un traguardo smette di sembrare una porta e diventa una stanza vuota. Edoardo Franco, vincitore di MasterChef 12, lo ha raccontato con una franchezza insolita per il mondo dei talent: vincere un programma televisivo non trasforma nessuno in cuoco, e la notorietà si consuma più in fretta del lavoro che dovrebbe sostenerla. È una confessione che riguarda il rapporto, antico quanto la fama, tra apparire e saper fare. Ora Franco prova a colmare quella distanza iscrivendosi all'Alma di Gualtiero Marchesi, a marzo, per imparare il mestiere da zero.

Edoardo Franco ha vinto MasterChef 12, ma a distanza dalla finale dice una cosa che pochi vincitori ammettono: da quella cucina televisiva non escono cuochi. Lo racconta in un'intervista a Fanpage, ripresa da Dissapore, con la lucidità di chi ha vissuto dall'interno il dopo-successo.

Finito lo spumante e spenti gli applausi, resta il vuoto tipico dei talent, dove la notorietà dura il tempo di un battito di ciglia. Franco, ex barman, dice di non essersi fatto illudere: nessuno dovrebbe credere di meritare una chiamata solo per aver partecipato, perché si tratta di cuochi non professionisti. Chi vuole fare questo mestiere deve formarsi o fare gavetta.

Lui stesso ha scelto altre strade, lavorando tra eventi e social come food content creator, senza mai entrare in una cucina professionale. Oggi ammette che la sua onda mediatica è in calo, e che la parentesi all'Isola dei Famosi non ha cambiato molto il quadro.

Da qui la svolta: a marzo Franco entrerà all'Alma, la scuola di Gualtiero Marchesi, per cinque mesi di corso seguiti da cinque di stage. Sarà la sua prima vera esperienza in un ristorante, il tentativo di costruire in cucina ciò che il titolo da solo non gli ha dato.

Edoardo Franco ha vinto MasterChef 12. Oggi, a distanza dalla finale, dice una cosa che chi guarda il programma raramente si aspetta di sentire da un vincitore: da quella cucina televisiva non escono cuochi. Lo ha raccontato in una lunga intervista a Fanpage, ripresa da Dissapore.

Il punto di partenza è il silenzio che segue la vittoria. Finiti lo spumante, gli applausi e le pacche sulle spalle di Cannavacciuolo, resta il vuoto tipico dei talent, dove la notorietà dura il tempo di un battito di ciglia. Non è un racconto del tutto nuovo: Eleonora Riso, che ha partecipato alla MasterClass successiva a quella di Edoardo, ha descritto sentimenti e situazioni simili.

Franco, ex barman, dice di non essersi fatto illudere dai riflettori. A suo giudizio nessuno dovrebbe avere la presunzione di ricevere una chiamata solo per aver partecipato a MasterChef. Ricorda che si parla pur sempre di cuochi non professionisti. Chi vuole davvero fare questo mestiere, sostiene, dovrebbe frequentare un corso di formazione oppure fare gavetta in un ristorante.

La sua scelta, dopo la vittoria, è stata un'altra: lavorare negli eventi o nei social. Nei ristoranti, secondo lui, finiscono quelli a cui non importa niente. Non ha quindi avuto alcuna esperienza in una cucina professionale dopo il programma, perché, dice, non era quello che voleva.

Ha iniziato invece a lavorare come food content creator, ma oggi si descrive a un punto morto della carriera: la sua onda mediatica, ammette, è in fase calante. In mezzo c'è stata anche la parentesi all'Isola dei Famosi.

Da qui l'idea di rimescolare le carte. A marzo Franco andrà all'Alma, la scuola fondata da Gualtiero Marchesi, per un percorso di cinque mesi di corso seguiti da cinque mesi di stage. Sarà, spiega, la sua prima vera esperienza in un ristorante.

La sua conclusione è netta: le persone credono che i concorrenti, appena usciti dal programma, siano chef, ma da MasterChef non escono cuochi. Il prossimo passaggio da seguire è proprio quello di marzo, quando il vincitore proverà a costruire in cucina ciò che il titolo da solo non gli ha dato.

Le persone credono che i concorrenti, appena usciti, siano degli chef. Ma da quel programma non escono cuochi.
— Edoardo Franco, a Fanpage
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