Nella capitale polacca, davanti alla sede della Corte Costituzionale, una protesta di centinaia di persone ha accompagnato la sospensione del suo presidente, Bogdan Święczkowski, decisa dal governo di Donald Tusk. Dietro la piazza si intravede una storia più antica: la lunga disputa su chi debba sedere nei tribunali di una democrazia, e chi abbia il diritto di indicarne i giudici. È una frattura che attraversa le istituzioni di un Paese, più che un episodio di cronaca isolato.
Polonia, sospeso il presidente della Corte Costituzionale: proteste in strada e tensioni con la polizia
Il presidente deve essere in Polonia: Nawrocki interrompe il viaggio
Nella capitale polacca, davanti alla sede della Corte Costituzionale, una protesta di centinaia di persone ha accompagnato la sospensione del suo presidente, Bogdan Święczkowski, decisa dal governo di Donald Tusk. Dietro la piazza si intravede una storia più antica: la lunga disputa su chi debba sedere nei tribunali di una democrazia, e chi abbia il diritto di indicarne i giudici. È una frattura che attraversa le istituzioni di un Paese, più che un episodio di cronaca isolato.
Davanti alla Corte Costituzionale polacca, a Varsavia, centinaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro la sospensione del suo presidente, Bogdan Święczkowski, decisa dal governo guidato da Donald Tusk. La Corte è la massima autorità giudiziaria del Paese, e la piazza si è presto fatta tesa.
Secondo la polizia, alcuni manifestanti hanno scavalcato la recinzione e altri hanno lanciato oggetti contro gli agenti. Almeno tre persone sono state fermate, e il bilancio potrebbe non essere definitivo.
La notizia ha raggiunto anche il capo dello Stato, Karol Nawrocki, in volo verso il Senegal. Ha annunciato su X di interrompere il viaggio e rientrare, perché, a suo dire, in un momento come questo il presidente deve essere in Polonia.
Lo scontro affonda le radici nelle nomine. Nawrocki, alleato del precedente governo del PiS, ha rifiutato a inizio anno di far giurare tre dei sei giudici scelti dal parlamento. Święczkowski, già viceministro della giustizia sotto il PiS, ha fatto lo stesso con i giudici indicati dall'attuale maggioranza. La Corte è così diventata il campo di un braccio di ferro tra governo e presidenza.
Restano da chiarire gli strumenti con cui la sospensione è stata decisa e come verrà contestata. Il punto decisivo sarà capire se il rientro di Nawrocki aprirà una nuova fase di scontro o un tentativo di mediazione.
Davanti alla sede della Corte Costituzionale polacca, a Varsavia, centinaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro la sospensione del presidente del tribunale, Bogdan Święczkowski, deciso dal governo guidato da Donald Tusk. Il presidente della Corte è la massima autorità giudiziaria del Paese. La protesta ha preso presto un tono più teso.
Secondo la polizia, alcuni manifestanti hanno scavalcato la recinzione che protegge il tribunale, mentre altri hanno lanciato oggetti contro gli agenti. Le forze dell'ordine hanno dichiarato di aver fermato tre persone. Il numero indicato è un minimo: le informazioni disponibili parlano di almeno tre fermi, e non di un bilancio definitivo.
La notizia ha raggiunto anche il capo dello Stato, Karol Nawrocki, che in quel momento era in volo verso il Senegal. Ha scritto su X di aver invertito la rotta: «In un momento come questo, il presidente deve essere in Polonia. Interrompo il mio viaggio verso il Senegal. Sto tornando». La decisione di rientrare dà la misura di come la presidenza legga la vicenda: non un episodio da seguire a distanza, ma una crisi che richiede la sua presenza nel Paese.
Per capire lo scontro bisogna tornare ai mesi precedenti. Nawrocki è considerato un alleato del precedente governo nazionalista del partito Diritto e Giustizia (PiS). All'inizio di quest'anno si è rifiutato di far prestare giuramento a tre dei sei giudici nominati dal parlamento, impedendo di fatto che entrassero in funzione.
Sull'altro versante c'è Święczkowski, che sotto il PiS è stato viceministro della giustizia. Anche lui si è rifiutato di permettere ai giudici eletti dall'attuale maggioranza parlamentare di assumere le proprie funzioni. La Corte si trova così al centro di un braccio di ferro tra la maggioranza di governo di Tusk, da un lato, e dall'altro il presidente della Repubblica e il vertice del tribunale, entrambi vicini al campo del PiS.
La sospensione di Święczkowski nasce quindi dentro questo conflitto sulle nomine, e le piazze di Varsavia ne sono la prima traduzione visibile. Le fonti disponibili descrivono i fatti davanti al tribunale e le parole di Nawrocki, ma non chiariscono ancora gli strumenti con cui la sospensione è stata decisa né come verrà contestata.
Resta da vedere come evolverà il confronto istituzionale tra presidenza e governo sul ruolo della Corte Costituzionale, e se il rientro anticipato di Nawrocki aprirà una nuova fase di tensione o un tentativo di mediazione.
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In un momento come questo, il presidente deve essere in Polonia. Interrompo il mio viaggio verso il Senegal. Sto tornando.— Karol Nawrocki, presidente polacco, su X