Dopo settimane di segnali contraddittori, Stati Uniti e Iran si trovano sull'orlo di un accordo che potrebbe ridefinire gli equilibri del Medio Oriente. Il primo ministro pakistano ha annunciato il raggiungimento di un testo condiviso, mentre Ginevra si prepara ad accogliere una firma storica domenica. Eppure, tra droni abbattuti sullo Stretto di Hormuz e smentite presidenziali, la pace resta un orizzonte ancora incerto — come spesso accade quando la diplomazia e la guerra si sfiorano senza ancora separarsi.
Usa abbattono droni iraniani a Hormuz mentre accordo di pace si avvicina
Mai così vicini, ora basta speculazioni
Cosa significa esattamente che l'accordo è "a un passo"? Abbiamo sentito questa frase molte volte nelle ultime settimane.
È vero, ma questa volta sembra diverso. Il primo ministro pakistano ha annunciato il raggiungimento di un testo definitivo e concordato, non solo una bozza in discussione. C'è una data concreta: domenica a Ginevra.
Ma Trump ha subito smentito i termini trapelati. Come facciamo a sapere se quello che i media iraniani hanno riferito corrisponde davvero a quello che è stato concordato?
Esattamente il punto. La bozza in 14 punti parla di cessate il fuoco immediato, ritiro delle forze americane e impegno Usa a non interferire negli affari iraniani. Ma Trump dice che sono fake news.
Cosa potrebbe ancora far saltare l'accordo a questo punto?
Molte cose. La questione del pedaggio a Hormuz, per esempio. E il fatto che i droni iraniani continuano a essere lanciati contro le navi commerciali. Se gli attacchi continuano fino a domenica, potrebbe complicare tutto.
Vero, ma il Centcom dice che tutti i droni sono stati abbattuti e il traffico prosegue senza ostacoli. Potrebbe essere un segnale che entrambe le parti stanno contenendo l'escalation in vista della firma.
E l'Europa? Trump ha detto che sono irrilevanti.
È un'affermazione forte, ma riflette una realtà: se Usa e Iran raggiungono un accordo bilaterale, l'Europa rimane effettivamente ai margini. Non è stata coinvolta nei negoziati.
Anche il segretario al Tesoro Bessent ha parlato di cali nei prezzi dell'energia se l'accordo va in porto. Questo suggerisce che gli americani vedono benefici concreti e immediati.
Quindi domenica potrebbe davvero accadere?
Potrebbe. Ma Teheran ha già detto che potrebbe firmare anche da remoto nei giorni successivi. Questo significa che domenica potrebbe non essere la data definitiva, solo una possibilità.
The Pulse
- Il premier pakistano annuncia un testo definitivo concordato tra Washington e Teheran, alimentando speranze concrete di una svolta diplomatica imminente.
- Trump smentisce i 14 punti trapelati dai media iraniani, li definisce 'fake news' e ordina all'Iran di 'rimettersi in riga', seminando nuova incertezza sul reale stato dei negoziati.
- Nello Stretto di Hormuz gli scontri non si fermano: l'Iran lancia droni contro navi commerciali, tutti abbattuti dalle forze americane, mentre Teheran avanza la richiesta di un pedaggio obbligatorio per il transito.
- Il segretario al Tesoro Bessent avverte che i prezzi dell'energia potrebbero calare sensibilmente se l'accordo venisse siglato entro il fine settimana, legando la pace alla pressione inflazionistica sulle famiglie americane.
- Israele ordina l'evacuazione immediata di 20 villaggi nel sud del Libano, segnale che le tensioni regionali restano tutt'altro che sopite nonostante i colloqui in corso.
Dopo settimane di segnali contraddittori, Stati Uniti e Iran si trovano sull'orlo di un accordo che potrebbe ridefinire gli equilibri del Medio Oriente. Il primo ministro pakistano ha annunciato il raggiungimento di un testo condiviso, mentre Ginevra si prepara ad accogliere una firma storica domenica. Eppure, tra droni abbattuti sullo Stretto di Hormuz e smentite presidenziali, la pace resta un orizzonte ancora incerto — come spesso accade quando la diplomazia e la guerra si sfiorano senza ancora separarsi.
Nella serata del 13 giugno, il primo ministro pakistano ha annunciato il raggiungimento di un testo definitivo e concordato tra Stati Uniti e Iran, segnando un momento che molti osservatori attendevano da settimane. Secondo le indiscrezioni, il memorandum potrebbe essere firmato domenica a Ginevra, alla presenza del segretario di Stato Vance e del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, anche se Teheran non esclude una firma da remoto nei giorni successivi.
I media iraniani vicini al team negoziale descrivono una bozza in 14 punti che prevede un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti regionali, incluso il Libano, l'impegno americano a non interferire negli affari interni iraniani e il ritiro delle forze statunitensi dalle aree prossime al territorio iraniano. Trump ha però prontamente smentito questi termini, definendoli 'fake news', e ne ha approfittato per attaccare Europa e G7, definendoli 'irrilevanti' e rivendicando una vittoria tutta americana.
Sul campo, la tensione non si è allentata: il Comando centrale americano ha riferito che l'Iran ha lanciato diversi droni contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz, tutti abbattuti. Teheran ha inoltre avanzato la richiesta di un pedaggio obbligatorio per il transito nello stretto, complicando ulteriormente il quadro negoziale. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha tuttavia dichiarato su Twitter che le due parti non erano mai state così vicine, e Trump ha ripubblicato il messaggio sulla sua piattaforma Truth Social — un gesto letto da molti come un segnale di apertura.
Sul fronte economico, il segretario al Tesoro Bessent ha anticipato che un accordo potrebbe portare a un calo significativo dei prezzi dell'energia, offrendo un possibile sollievo agli americani alle prese con le pressioni inflazionistiche. Mentre i negoziatori si preparano per domenica, Israele ha emesso un ordine di evacuazione per 20 villaggi nel sud del Libano, ricordando che la regione resta un sistema di tensioni interconnesse, dove ogni passo verso la pace deve fare i conti con molteplici fronti ancora aperti.
Dopo settimane di annunci contraddittori e smentite, gli Stati Uniti e l'Iran sembrano finalmente convergere verso un accordo di pace. Nella serata del 13 giugno, il primo ministro pakistano ha annunciato il raggiungimento di un testo definitivo e concordato, segnando un momento cruciale in una crisi che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. Secondo le indiscrezioni, il memorandum potrebbe essere firmato domenica a Ginevra alla presenza del segretario di Stato americano Vance e del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, anche se Teheran non esclude la possibilità di apporre la firma da remoto nei giorni successivi.
I dettagli dell'accordo rimangono ancora parzialmente oscuri, ma i media iraniani vicini al team negoziale hanno riferito una bozza articolata in 14 punti che delinea il percorso verso un'intesa su questioni nucleari, sanzioni e sicurezza regionale. Secondo questa versione, l'accordo prevederebbe un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti regionali, incluso il Libano, l'impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni iraniani e il ritiro delle forze americane dalle aree prossime al territorio iraniano. Tuttavia, il presidente Trump ha prontamente smentito questi termini, definendoli "fake news" e ordinando all'Iran di "rimettersi in riga".
La tensione diplomatica si intreccia con gli scontri militari ancora in corso. Il Comando centrale militare americano ha riferito che l'Iran ha lanciato diversi droni d'attacco unidirezionali nel tentativo di colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno abbattuto tutti i droni nelle ultime ore, e il flusso di traffico attraverso lo stretto prosegue senza ostacoli. Intanto, Teheran ha fatto trapelare la richiesta di un pedaggio obbligatorio per il passaggio attraverso Hormuz, una condizione che aggiunge un ulteriore livello di complessità ai negoziati.
Trump ha colto l'occasione per attaccare duramente l'Europa e il G7, definendoli "irrilevanti" e vantandosi di aver vinto la guerra senza il loro aiuto. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto con un tweet affermando che le due parti non erano mai state così vicine e invitando a porre fine alle speculazioni. Trump ha ripubblicato il messaggio di Araghchi sulla sua piattaforma Truth Social, un gesto che potrebbe essere interpretato come un segnale di apertura.
Sul fronte economico, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato a Fox News che i prezzi dell'energia, attualmente elevati, potrebbero diminuire significativamente se il conflitto con l'Iran dovesse risolversi. Bessent ha suggerito che una soluzione potrebbe arrivare già nel fine settimana o all'inizio della prossima settimana, offrendo agli americani un possibile sollievo dalle pressioni inflazionistiche legate ai costi energetici.
Nel frattempo, l'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione immediata per 20 villaggi nel sud del Libano, un'azione che riflette le tensioni regionali ancora irrisolte e il rischio di escalation in altre aree del Medio Oriente. Mentre i negoziatori si preparano per i colloqui di domenica a Ginevra, la comunità internazionale rimane in attesa di sviluppi che potrebbero ridisegnare gli equilibri geopolitici della regione.
Notable Quotes
È stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace— Primo ministro pakistano
Fake news, si rimetta in riga— Presidente Trump, in risposta ai termini trapelati dall'Iran
I prezzi dell'energia torneranno a scendere se il conflitto si risolve questo fine settimana o lunedì— Segretario al Tesoro Scott Bessent