Copernicus: settembre 2026 secondo più caldo, temperature +1,5°C sopra livelli preindustriali

La serie di mesi che superano 1,5 gradi suggerisce uno spostamento strutturale verso un nuovo regime termico
Settembre 2026 segna il secondo mese consecutivo in cui le temperature globali oltrepassano la soglia critica di 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali.
Mark

Allora, settembre 2026 è il secondo più caldo mai registrato. Ma perché dovrebbe importarmi se è solo il secondo?

Mimi

Perché non è isolato. È il secondo mese consecutivo dell'anno che supera 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali. Agosto l'aveva già fatto. E secondo Copernicus, questa serie dovrebbe continuare fino al 2027.

Luke

Aspetta. Quando dici "dovrebbe continuare", è una proiezione o un'osservazione? Perché c'è una differenza.

Mimi

È una proiezione basata sui dati attuali e sul rafforzamento di El Niño. Non è una certezza.

Mark

E questo El Niño di cui parli, quanto è grave?

Mimi

Potrebbe essere uno degli eventi El Niño più intensi mai registrati. Sta amplificando il riscaldamento in tutto il pianeta.

Luke

Ma "potrebbe essere" — ancora una volta, è confermato o è una stima?

Mimi

È una valutazione di Copernicus basata su quello che stanno osservando nel Pacifico equatoriale. Non è ancora definitivo.

Mark

E l'Antartide? Ho letto che il ghiaccio marino ha raggiunto il terzo minimo storico.

Mimi

Sì, durante quello che dovrebbe essere il massimo invernale annuale. Significa che anche quando il ghiaccio dovrebbe espandersi, rimane più ridotto rispetto alla maggior parte degli anni precedenti.

Luke

Terzo minimo storico — da quanto tempo misuriamo il ghiaccio antartico con precisione? Perché "storico" dipende da quanto indietro andiamo.

Mimi

Dai dati satellitari moderni, principalmente dagli anni Settanta in poi. Non è una storia di millenni.

Mark

Quindi quello che stai dicendo è che il sistema climatico si sta spostando verso uno stato nuovo e più caldo.

Mimi

Esattamente. Non è un picco temporaneo. È una tendenza strutturale.

  • Settembre 2026 si ferma a soli 0,11°C dal record assoluto di settembre 2023, un margine che rivela quanto il sistema climatico sia ormai prossimo ai propri estremi storici.
  • Per il secondo mese consecutivo le temperature globali superano 1,5°C sopra i livelli preindustriali, trasformando quella che sembrava una soglia lontana in una condizione ricorrente.
  • El Niño si intensifica nel Pacifico equatoriale e spinge le temperature superficiali marine al massimo storico per settembre, amplificando le anomalie termiche su scala planetaria.
  • Il ghiaccio marino antartico raggiunge il terzo minimo storico per il massimo invernale, segnalando che anche i cicli stagionali delle regioni polari stanno subendo alterazioni strutturali.
  • Copernicus prevede che la serie di mesi oltre 1,5°C si prolunghi fino al 2027, indicando uno spostamento verso un nuovo regime termico piuttosto che un picco temporaneo.

Nel settembre 2026, il pianeta ha scritto un'altra pagina inquieta della propria storia termica: il secondo mese più caldo mai misurato, con temperature medie 1,63 gradi sopra i livelli preindustriali. Non si tratta di un'anomalia isolata, ma del secondo mese consecutivo in cui la soglia critica di 1,5 gradi — quella che l'Accordo di Parigi aveva indicato come limite da non superare — viene oltrepassata. L'oceano, i poli e l'atmosfera raccontano insieme una trasformazione che non è più proiezione futura, ma realtà misurabile del presente.

Settembre 2026 entra nella storia climatica come il secondo mese più caldo mai registrato, superato soltanto da settembre 2023. Il margine è sottile — appena 0,11 gradi — ma il dato più significativo non è il ranking: le temperature medie planetarie hanno raggiunto 1,63 gradi sopra i livelli preindustriali, segnando il secondo mese consecutivo dell'anno in cui la soglia critica di 1,5 gradi viene oltrepassata. Copernicus, il servizio meteorologico dell'Unione Europea, ha diffuso i dati a metà ottobre: la temperatura media globale si è attestata a 16,27 gradi, cioè 0,82 gradi sopra la media del periodo di riferimento 1991-2020.

L'oceano racconta una storia ancora più drammatica. La temperatura superficiale marina tra 60°S e 60°N ha toccato il massimo storico per settembre, riflettendo il rafforzamento di El Niño nel Pacifico equatoriale — un fenomeno che potrebbe diventare uno dei più intensi mai registrati e che amplifica le anomalie termiche in tutto il pianeta. Intorno all'Antartide, nel frattempo, il ghiaccio marino ha raggiunto il terzo minimo storico per il massimo invernale annuale: anche nelle regioni più fredde della Terra, i cicli naturali mostrano alterazioni significative.

Ciò che rende settembre 2026 particolarmente rilevante è che non rappresenta un picco isolato. La sequenza di mesi oltre 1,5 gradi, iniziata ad agosto e destinata a proseguire fino al 2027 secondo le proiezioni di Copernicus, suggerisce uno spostamento strutturale verso un nuovo regime termico. L'Accordo di Parigi del 2015 aveva fissato proprio 1,5 gradi come soglia da non superare: che il mondo stia già registrando mesi interi a quella temperatura o oltre non significa che il limite sia stato violato in modo permanente, ma segnala che la finestra per evitarlo si sta restringendo rapidamente.

Settembre 2026 entra nella storia climatica come il secondo mese più caldo mai misurato, superato soltanto da settembre 2023. Ma il dato che dovrebbe preoccupare chi segue il riscaldamento globale non è tanto il ranking storico quanto quello che accade sotto la superficie dei numeri: le temperature medie planetarie hanno raggiunto 1,63 gradi centigradi al di sopra dei livelli preindustriali, segnando il secondo mese consecutivo dell'anno in cui questa soglia critica di 1,5 gradi viene oltrepassata.

Copernicus, il servizio meteorologico dell'Unione Europea, ha diffuso i dati a metà ottobre. La temperatura media globale dell'aria superficiale a settembre si è attestata a 16,27 gradi, cioè 0,82 gradi sopra la media del periodo di riferimento 1991-2020. È vero che settembre 2023 rimane ancora il record assoluto, ma il margine è sottile: appena 0,11 gradi separano il mese appena concluso dal precedente detentore del titolo. Quello che rende il dato ancora più significativo è che questa non è un'anomalia isolata. Agosto 2026 aveva già superato la soglia di 1,5 gradi, e secondo le proiezioni di Copernicus, questa serie di mesi eccezionalmente caldi dovrebbe continuare fino al 2027.

L'oceano racconta una storia ancora più drammatica. La temperatura superficiale media del mare nella fascia compresa tra 60 gradi di latitudine sud e 60 gradi di latitudine nord ha toccato il massimo storico per il mese di settembre. Questo record marino non è casuale: riflette il rafforzamento delle condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale, un fenomeno che sta assumendo proporzioni che potrebbero renderlo uno degli eventi El Niño più intensi mai registrati. El Niño, il riscaldamento periodico delle acque oceaniche tropicali, ha effetti globali sulla circolazione atmosferica e amplifica le anomalie termiche in tutto il pianeta.

Mentre l'oceano si riscalda, i poli si trasformano. Intorno all'Antartide, l'estensione del ghiaccio marino ha raggiunto il terzo minimo storico per il massimo invernale annuale. È un segnale che anche nelle regioni più fredde della Terra, i cicli naturali stanno subendo alterazioni significative. Il ghiaccio antartico dovrebbe raggiungere il suo massimo durante l'inverno australe, ma anche in quel momento di espansione, rimane inferiore a quanto osservato nella maggior parte degli anni precedenti.

I numeri di Copernicus si basano su decenni di osservazioni satellitari e stazioni meteorologiche sparse per il globo. Il periodo preindustriale di riferimento, 1850-1900, rappresenta il momento in cui le attività umane avevano ancora un impatto limitato sul clima terrestre. Misurare le anomalie rispetto a quel periodo significa quantificare l'effetto netto dell'industrializzazione e delle emissioni di gas serra. Che settembre 2026 sia 1,63 gradi più caldo di quella linea di base non è una curiosità statistica: è la misura di quanto il pianeta si sia già trasformato.

Ciò che rende settembre 2026 particolarmente rilevante nel contesto climatico globale è il fatto che non rappresenta un picco isolato. La sequenza di mesi che superano 1,5 gradi, iniziata ad agosto e destinata a proseguire, suggerisce uno spostamento strutturale verso un nuovo regime termico. L'Accordo di Parigi del 2015 aveva fissato come obiettivo il contenimento dell'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi, con l'aspirazione di limitarlo a 1,5 gradi. Che il mondo stia già registrando mesi interi a 1,5 gradi o oltre non significa che il limite sia stato superato in modo permanente, ma segnala che la finestra per evitare di oltrepassarlo si sta restringendo rapidamente.

Una serie di mesi con anomalie termiche superiori a 1,5 gradi che dovrebbe protrarsi fino al 2027
— Copernicus, servizio meteorologico dell'Unione Europea
Probabilmente uno degli eventi El Niño più intensi mai registrati
— Copernicus, in riferimento alle condizioni nel Pacifico equatoriale
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