Sabato pomeriggio, Papa Leone XIV ha varcato le porte del Policlinico Gemelli di Roma a piedi, sorridente, cinque giorni dopo essere entrato per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare. La sua dimissione, autorizzata dai medici dopo esami del sangue e controlli radiologici, segna l'inizio di un recupero graduale che riporta il Pontefice al cuore della vita ecclesiale. In questo momento di fragilità umana, la figura del Papa si intreccia con quella di Varvara, una tredicenne ucraina che ha già percorso la stessa strada oscura della malattia — ricordandoci che la guarigione, quando arriva,
Papa Leone XIV dimesso dal Gemelli dopo intervento al polmone
Ha donato al Papa una piccola figura che lo proteggerà dalla malattia
Cosa significa che il Papa è stato dimesso dopo soli cinque giorni? È un recupero rapido o è ancora fragile?
I medici hanno giudicato che i parametri clinici—esami del sangue, radiografia del torace—fossero sufficienti. Ma il fatto che domani reciti l'Angelus dalla finestra, non in piazza, suggerisce cautela. L'udienza generale di mercoledì è ancora in sospeso.
Esatto. Non sappiamo ancora se quella cautela è precauzionale o se ci sono complicazioni. Gli esami istologici non sono ancora arrivati, quindi non conosciamo ancora il grado di aggressività del tumore.
Chi sono i medici che lo hanno operato?
Luigi Carbone e Stefano Margaritora. Hanno firmato il bollettino medico questa mattina.
Sono chirurghi del Gemelli, ma il comunicato non dice nulla sulla loro esperienza specifica o sulla complessità dell'intervento oltre il tempo—novanta minuti.
E questa ragazza ucraina, Varvara? Come si collega alla storia?
Ha avuto un tumore al collo, operata a gennaio. Ha incontrato il Papa il 31 dicembre, il giorno prima del suo intervento. Oggi era lì quando lui usciva dall'ospedale, e gli ha regalato una figura in pannolenci.
È una storia toccante, ma è importante notare che viene raccontata attraverso le parole di Varvara stessa. Non abbiamo una conferma indipendente di quell'incontro del 31 dicembre o di come sia andata la sua operazione.
Il presidente Mattarella ha mandato un messaggio. Cosa dice?
Auguri di pronta guarigione, e sottolinea che il Papa ha ricevuto solidarietà da tutto il mondo e dalle comunità cattoliche.
È un messaggio formale e atteso. Non aggiunge informazioni sulla salute del Papa, solo conferma il protocollo diplomatico.
Quando sapremo di più sulle sue condizioni?
Quando arriveranno gli esami istologici. Quello determinerà se il tumore era circoscritto o se richiederà ulteriori trattamenti.
E non sappiamo nemmeno quando arriveranno quei risultati. Il comunicato dice solo che si devono attendere.
The Pulse
- Un tumore maligno al polmone destro ha costretto il Papa a novanta minuti in sala operatoria martedì scorso, sospendendo le sue funzioni pubbliche e concentrando l'attenzione del mondo sulla sua salute.
- I medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora hanno dato il via libera alla dimissione solo dopo aver verificato esami del sangue e radiografie del torace, segnalando condizioni cliniche stabili ma ancora in evoluzione.
- Gli esiti istologici sul tumore sono ancora attesi, e resta incerta la ripresa dell'udienza generale di mercoledì in piazza San Pietro — la piena normalità è ancora da conquistare.
- Domani il Papa reciterà l'Angelus dalla finestra del suo appartamento, primo gesto simbolico di un ritorno alla vita pubblica che il mondo cattolico segue con speranza e apprensione.
- Tra la folla ad accoglierlo c'era Varvara Struk, tredicenne ucraina guarita da un tumore al collo, che ha donato al Papa una piccola figura in pannolenci — un gesto che ha trasformato l'uscita dall'ospedale in un incontro tra due storie di malattia e resilienza.
Sabato pomeriggio, Papa Leone XIV ha varcato le porte del Policlinico Gemelli di Roma a piedi, sorridente, cinque giorni dopo essere entrato per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare. La sua dimissione, autorizzata dai medici dopo esami del sangue e controlli radiologici, segna l'inizio di un recupero graduale che riporta il Pontefice al cuore della vita ecclesiale. In questo momento di fragilità umana, la figura del Papa si intreccia con quella di Varvara, una tredicenne ucraina che ha già percorso la stessa strada oscura della malattia — ricordandoci che la guarigione, quando arriva, porta con sé il desiderio di restituire ciò che si è ricevuto.
Papa Leone XIV ha lasciato il Policlinico Gemelli nel primo pomeriggio di sabato, cinque giorni dopo l'intervento chirurgico per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare al polmone destro. Il Pontefice è uscito a piedi, il volto disteso, salutando la folla con la mano alzata dal finestrino dell'auto diretta in Vaticano. L'operazione, durata novanta minuti, era avvenuta martedì scorso.
Prima della dimissione, i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora avevano confermato che gli esami del sangue e il controllo radiologico del torace rendevano il Santo Padre idoneo al rientro nel Palazzo apostolico, senza necessità di presidi medici particolari. Alle dodici, il Papa aveva già presieduto la messa al decimo piano del Policlinico.
Il recupero sarà graduale: domani il Pontefice reciterà l'Angelus dalla finestra del suo appartamento, mentre resta ancora da definire la ripresa dell'udienza generale di mercoledì. Gli esiti istologici sul tumore sono ancora attesi. Il presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di auguri, sottolineando le testimonianze di affetto giunte da tutto il mondo.
Tra i fedeli presenti all'uscita c'era Varvara Struk, una ragazza ucraina di tredici anni che ha combattuto contro un tumore al collo, operata a Roma lo scorso gennaio. Il 31 dicembre 2025, il giorno prima del suo intervento, aveva incontrato Papa Leone XIV in piazza San Pietro e aveva ricevuto da lui un abbraccio indimenticabile. Oggi, guarita e in fase di recupero, ha voluto ricambiare quel gesto donando al Papa una piccola figura in pannolenci che lo rappresenta, con la promessa che lo avrebbe protetto dalla malattia. Le sue parole semplici — la speranza che il Papa vinca come ha vinto lei — hanno dato all'uscita dall'ospedale il peso di qualcosa di più grande di una dimissione medica.
Papa Leone XIV ha lasciato il Policlinico Gemelli nel primo pomeriggio di sabato, cinque giorni dopo essere entrato per un intervento chirurgico. Il Pontefice è uscito a piedi dall'ospedale romano, il volto disteso e sorridente, salutando la folla e i medici con la mano alzata dal finestrino dell'auto che lo riportava in Vaticano. Martedì scorso, dopo le tredici, era stato ricoverato per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare—un tumore maligno al polmone destro. L'intervento aveva richiesto novanta minuti in sala operatoria.
I medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora avevano comunicato stamattina, prima della dimissione, che gli esami del sangue e il controllo radiologico del torace, insieme alla valutazione complessiva delle condizioni cliniche, rendevano il Santo Padre idoneo a lasciare l'ospedale. Prima dell'uscita, alle dodici, il Papa aveva presieduto la messa al decimo piano del Policlinico. Secondo quanto appreso, i medici non hanno ritenuto necessari presidi medici particolari una volta che il Pontefice fosse rientrato nel Palazzo apostolico vaticano.
Il percorso di recupero procederà gradualmente. Domani il Papa reciterà la preghiera dell'Angelus dalla finestra del suo appartamento pontificio. Rimane ancora da definire se mercoledì terrà l'udienza generale in piazza San Pietro, evento che era stato calendarizzato dalla Prefettura della Casa Pontificia. Gli esiti degli esami istologici, che forniranno ulteriori dettagli sulla natura del tumore, sono ancora attesi.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di auguri per una serena convalescenza. Nel suo comunicato, Mattarella ha sottolineato come il Pontefice abbia ricevuto testimonianze di vicinanza e affetto da cittadini comuni e leader politici di numerosi Paesi, nonché dalle comunità cattoliche di tutto il mondo. Ha concluso rinnovando a nome dell'intera Italia il più caloroso augurio di pronto e completo ristabilimento.
Tra i fedeli che hanno accolto il Papa all'uscita c'era Varvara Struk, una ragazza ucraina di tredici anni che ha affrontato la propria battaglia contro un tumore al collo. Lo scorso gennaio si era sottoposta a un intervento all'ospedale Regina Margherita di Roma, e il giorno prima dell'operazione, il 31 dicembre 2025, aveva incontrato Papa Leone XIV in piazza San Pietro ricevendo da lui un abbraccio che non ha mai dimenticato. Oggi, dopo aver vinto la sua malattia e trovarsi in fase di recupero, Varvara ha voluto essere presente per ricambiare quel gesto. Ha donato al Papa una piccola figura in pannolenci che lo rappresenta, dicendogli che quel piccolo Papa lo accompagnerà sempre e lo proteggerà dalla malattia.
Varvara, accompagnata dall'associazione La Memoria Viva di Torino che dal febbraio 2022 ha organizzato ottantacinque missioni in Ucraina anche nelle zone colpite dai bombardamenti, ha espresso il suo augurio speciale al Pontefice: spera che vinca la malattia proprio come lei è riuscita a fare. Le sue parole semplici ma cariche di significato raccontano la forza di chi ha affrontato la malattia in prima persona e desidera trasmettere al Papa la stessa vicinanza e affetto che ha ricevuto da lui in un momento così delicato della sua vita.
Notable Quotes
Alla fine sono riuscita a incontrarlo di nuovo. Ho rivissuto quell'abbraccio e sono riuscita a donargli un Papa in miniatura che lo accompagnerà sempre e lo proteggerà dalla sua malattia.— Varvara Struk, ragazza ucraina di 13 anni
Gli auguro di vincere la malattia, proprio come sono riuscita a fare io.— Varvara Struk