Tasso di positività stabile al 26,2% con 408mila tamponi effettuati. Ricoveri in terapia intensiva a 391, ordinari a 10.115. Monitoraggio Gimbe: 728mila casi settimanali (+22,4%), ma decessi aumentano del 49%. Ricoveri in intensiva raddoppiati in un mese.
Covid Italia: 107mila nuovi casi, ricoveri oltre 10mila. Rallenta la crescita
Il plateau potrebbe durare a lungo, e la discesa potrebbe essere molto lenta
Perché il rallentamento della crescita dei casi non è una buona notizia come sembra?
Perché il rallentamento non significa che il virus stia scomparendo. Significa che la curva sta raggiungendo un picco, ma da lì potrebbe restare alta per settimane. Nel frattempo, i ricoveri continuano a salire.
Ma i ricoveri stanno crescendo meno velocemente rispetto alla settimana precedente. Il 21,5% è meno del 33%. Non è un segnale positivo?
Sì, è un segnale che la velocità di crescita sta rallentando. Ma il numero assoluto di persone ricoverate è ancora in aumento, e in un mese i posti in intensiva sono raddoppiati.
E i morti? Quelli stanno aumentando più velocemente dei casi.
Esattamente. 692 morti in una settimana, con un aumento del 49%. È il dato più preoccupante del rapporto.
Però bisogna considerare che il tasso di positività è stabile al 26,2%. Se il virus circolasse davvero più velocemente, il tasso dovrebbe salire.
Il tasso è stabile perché stiamo facendo più tamponi. Sono passati da 2,1 milioni a 2,5 milioni di tamponi settimanali. Più testi, più casi trovi.
E la vaccinazione? Come sta andando?
Male. La quarta dose è al 9% di media nazionale, con enormi differenze regionali. Il Piemonte è al 24%, la Calabria al 3%.
Ma il Ministero ha appena allargato la platea agli over 60. Forse i numeri miglioreranno.
Cartabellotta dice che il problema è la strategia. Le persone sono state dissuase dall'effettuare la quarta dose subito perché aspettano i vaccini aggiornati.
Quei vaccini aggiornati sono pronti?
No. Sono tarati su Omicron BA.1, non su BA.4 e BA.5 che circolano adesso. E non c'è nemmeno certezza sulla data di approvazione.
Der Puls
- 107.122 nuovi casi in 24 ore, tasso di positività al 26,2%
- Ricoveri ordinari superano 10.115, intensiva a 391 pazienti
- 728mila casi settimanali (+22,4%), ma 692 morti in 7 giorni (+49%)
- Ricoveri in intensiva raddoppiati in un mese: da 183 a 375 pazienti
- Quarta dose al 9% di media nazionale, dal 24% del Piemonte al 3% della Calabria
Tasso di positività stabile al 26,2% con 408mila tamponi effettuati. Ricoveri in terapia intensiva a 391, ordinari a 10.115. Monitoraggio Gimbe: 728mila casi settimanali (+22,4%), ma decessi aumentano del 49%. Ricoveri in intensiva raddoppiati in un mese.
In Italia 107.122 nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore con 105 morti. I ricoveri ordinari superano quota 10mila, mentre la Fondazione Gimbe segnala rallentamento della crescita ma aumento dei decessi.
A metà luglio del 2022, l'Italia registrava 107.122 nuovi contagi da Covid nelle ventiquattro ore precedenti, con un tasso di positività fermo al 26,2%. I tamponi eseguiti erano stati 408.096 tra antigenici e molecolari. I decessi giornalieri ammontavano a 105. Questi numeri, presi singolarmente, raccontavano una storia di una pandemia ancora presente ma in una fase diversa da quella dei picchi precedenti—una malattia ormai endemica, diffusa, ma non più in accelerazione verticale.
Ciò che preoccupava maggiormente era il movimento nei reparti ospedalieri. I ricoveri ordinari avevano superato la soglia dei diecimila, attestandosi a 10.115 pazienti, con un incremento di 289 rispetto al giorno precedente. In terapia intensiva si contavano 391 pazienti, tre in più di ventiquattro ore prima, con una media di 48 ingressi giornalieri. Questi numeri, apparentemente contenuti, nascondevano una tendenza preoccupante quando osservati su scala settimanale.
Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana dal 6 al 12 luglio, i nuovi casi avevano raggiunto quota 728mila, in aumento del 22,4% rispetto alla settimana precedente. Ma il dato che generava maggiore allarme era quello dei decessi: 692 morti negli ultimi sette giorni, un incremento del 49% rispetto ai 464 della settimana precedente. Il presidente Nino Cartabellotta osservava che la crescita dei casi stava rallentando—il valore più basso da quando, a metà giugno, la curva aveva invertito direzione—ma avvertiva che il raggiungimento del picco non significava una discesa rapida. Il plateau poteva durare a lungo, e la successiva diminuzione poteva essere molto lenta.
I ricoveri in area medica erano aumentati del 21,5% nella settimana considerata, passando da 8.003 a 9.724 pazienti. Quelli in terapia intensiva erano cresciuti del 16,1%, da 323 a 375. Sebbene questi incrementi fossero inferiori rispetto alla settimana precedente—quando i ricoveri ordinari erano saliti del 33% e quelli in intensiva del 36%—il quadro complessivo dell'ultimo mese era drammatico: i ricoveri in intensiva erano raddoppiati, passando da 183 il 12 giugno a 375 il 12 luglio. In area medica, il raddoppio era ancora più marcato, da 4.076 a 9.724 pazienti.
Sul fronte della vaccinazione, la situazione era meno incoraggiante. Nelle ventiquattro ore precedenti erano state somministrate quasi 47mila dosi di vaccino anti-Covid, un numero simile a quello degli inizi di maggio. Oltre 36mila erano state dosi di quarta dose. Tuttavia, le coperture regionali mostravano disparità significative: il Piemonte aveva raggiunto il 24% della platea over 60, seguito da Emilia Romagna al 17%, Toscana al 10% e Lombardia al 9%. La media nazionale si fermava al 9,04%, mentre Basilicata, Sicilia e Calabria erano ferme al 3-4%. Cartabellotta sottolineava che le somministrazioni nelle persone più vulnerabili non avevano mai decollato veramente: la copertura con la quarta dose era del 47,8% per gli immunocompromessi e appena del 22,5% per gli over 80 e i soggetti fragili. Il motivo, secondo il presidente di Gimbe, era la completa assenza di una strategia di sensibilizzazione. Anzi, le aspettative sui vaccini aggiornati avevano dissuaso le persone dall'effettuare subito la quarta dose con i vaccini disponibili.
Cartabellotta avvertiva che nelle settimane successive bisognava aspettarsi un ulteriore aumento dei ricoveri ospedalieri e dei decessi. Per questo motivo, riteneva inaccettabile l'idea di far circolare liberamente il virus, anche considerando l'ipotesi di potenziare l'immunità di popolazione attraverso un "booster naturale". La popolazione over 50 suscettibile era troppo numerosa, e una circolazione incontrollata di Omicron 5 rischiava di determinare una vera paralisi di vari servizi. Rimane fondamentale, concludeva, arginare la circolazione del virus utilizzando le mascherine al chiuso, in particolare in luoghi affollati e poco ventilati, oltre che all'aperto in condizioni di grandi assembramenti.
Nel frattempo, il Lazio comunicava che erano già oltre 35mila le prenotazioni sul portale regionale per le quarte dosi destinate a over 60 e soggetti fragili. Guardando avanti, il Ministero della Salute stava già pianificando per l'autunno la possibilità di somministrare contemporaneamente il vaccino anti-Covid e quello antinfluenzale nella stessa seduta vaccinale, sulla base dei dati preliminari sulla co-somministrazione.
Bemerkenswerte Zitate
Si intravede il raggiungimento del picco, ma la durata del plateau e la successiva discesa della curva potrebbero essere molto lenti— Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe
Nelle prossime settimane dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento di ricoveri ospedalieri e decessi: questo rende del tutto inaccettabile l'idea di far circolare liberamente il virus— Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe