Battaglia Intesa-Mps, Mediobanca crolla in borsa (-4%)

Intesa ha le carte in mano, il mercato ha già scelto
Con il sostegno dei due maggiori azionisti di Mps, Intesa Sanpaolo ha accelerato la sua scalata mentre Mediobanca crolla in borsa.
Mark

Perché la mossa di Intesa su Mps ha fatto crollare Mediobanca così violentemente?

Mimi

Perché gli investitori stavano già scommettendo su una fusione tra Mediobanca e Rocca Salimbeni. Se Intesa acquisisce Mps, quella fusione diventa meno probabile o si allontana nel tempo. Mediobanca perde il suo scenario di crescita.

Luke

Ma aspetta — Intesa ha davvero i voti per vincere? Ha il supporto di Delfin e Caltagirone, ma serve che l'assemblea di Mps rigetti il piano difensivo di Lovaglio. Quello non è ancora accaduto.

Mimi

Giusto. È una mossa condizionata. Ma il fatto che Intesa abbia già assicurato i due maggiori azionisti è un segnale molto forte.

Mark

E se Lovaglio riesce a far approvare il suo piano difensivo?

Luke

Allora la scalata di Intesa si ferma, almeno per ora. E Mediobanca potrebbe recuperare. Ma il mercato ha già prezzato lo scenario opposto.

Mimi

Esattamente. La borsa guarda avanti. Ha visto che Intesa ha le carte in mano e ha reagito di conseguenza.

Mark

Quindi il voto dell'assemblea di Mps è il momento decisivo?

Mimi

Sì. È lì che si decide se questa battaglia continua o se Lovaglio riesce a difendere l'indipendenza della banca.

Luke

E nessuno sa ancora quando sarà quel voto?

Mimi

No, la fonte non lo specifica. È il prossimo capitolo da seguire.

  • Intesa Sanpaolo accelera la scalata su Mps e si presenta all'assemblea degli azionisti con due alleati pesanti già in tasca: Delfin e Caltagirone.
  • Mediobanca crolla del 4,45% — la peggiore performance di Piazza Affari — perché la mossa di Intesa rischia di far evaporare la sua attesa fusione con Rocca Salimbeni.
  • Il piano difensivo dell'ad Lovaglio diventa il vero campo di battaglia: se l'assemblea lo respinge, la strada per Intesa si apre; se lo approva, lo scenario si complica.
  • I mercati europei restano complessivamente positivi, con Milano a +0,53% e lo spread Btp-Bund in calo a 115 punti, ma l'attenzione è tutta concentrata sul fronte bancario.

Nel cuore del sistema bancario europeo, Intesa Sanpaolo ha rilanciato la sua offensiva su Mps, trasformando una partita già complessa in uno scontro aperto tra grandi capitali e alleanze strategiche. Con il sostegno assicurato dei gruppi Delfin e Caltagirone, la banca guidata da Carlo Messina ha spostato l'equilibrio del risiko bancario italiano, lasciando Mediobanca esposta a perdite significative e un'intera architettura di fusioni in bilico. Come spesso accade nei momenti di ridisegno del potere finanziario, il destino di molti dipende dal voto di pochi: quello dell'assemblea di Mps sul piano difensivo di Lovaglio.

La seduta di lunedì a Piazza Affari ha chiuso in territorio positivo, ma il vero protagonista della giornata è stato il settore bancario, scosso da una mossa strategica di Intesa Sanpaolo che ha riacceso la contesa per il controllo di Mps.

Intesa ha annunciato il rilancio della scalata sulla banca senese, ponendo una condizione precisa: che l'assemblea degli azionisti rigetti il piano difensivo proposto dall'amministratore delegato Lovaglio. La mossa acquista un peso specifico considerevole perché Intesa si è già assicurata l'appoggio dei due principali azionisti di Mps, i gruppi Delfin e Caltagirone. Il titolo Intesa ha guadagnato l'1,39%, mentre Mps ha segnato un rialzo più contenuto dello 0,85%.

La vera sorpresa negativa è stata Mediobanca, precipitata del 4,45% — la peggiore del listino — perché l'offensiva di Intesa mette a rischio, o almeno rinvia, la sua fusione con Rocca Salimbeni, un'operazione che il mercato stava già scontando nei prezzi. Con lo scenario che cambia rapidamente, le prospettive di quell'operazione diventano improvvisamente incerte.

Sul fronte macroeconomico, la tensione sui titoli di Stato si è allentata: il rendimento del Btp è sceso al 4,65% e lo spread con il Bund tedesco si è ridotto a 115 punti. Il petrolio Brent ha perso lo 0,80%, frenato dallo sconto saudita sul greggio asiatico e dalla ripresa dei flussi nello Stretto di Hormuz, mentre nuovi attacchi all'oleodotto Est-Ovest in Arabia hanno limitato il ribasso.

Oltreoceano, Wall Street ha aperto in ordine sparso, con il Nasdaq in rialzo dello 0,67%. Molto più vivace la borsa brasiliana: il candidato di destra Flavio Bolsonaro ha ottenuto il 47,03% al primo turno delle presidenziali, superando il presidente uscente Lula al 45,16%. L'iBovespa ha toccato un nuovo record storico, guadagnando l'8,01% nelle prime contrattazioni.

La borsa italiana ha chiuso la seduta di lunedì con il segno più, ma il vero movimento della giornata si è concentrato nel settore bancario, dove una mossa strategica di Intesa Sanpaolo ha riacceso la battaglia per il controllo di Mps e ha mandato in caduta libera il titolo Mediobanca.

Intesa Sanpaolo ha annunciato il rilancio della sua scalata su Mps, la banca senese, con una condizione precisa: che l'assemblea degli azionisti rigetti il piano difensivo messo in campo dall'amministratore delegato Lovaglio. La mossa ha un peso specifico notevole perché Intesa si è già assicurata il sostegno dei due maggiori azionisti di Mps, i gruppi Delfin e Caltagirone. Con questi alleati in tasca, il cammino verso l'acquisizione diventa significativamente più agevole. Il mercato ha reagito positivamente al titolo Intesa, che ha guadagnato l'1,39%, mentre Mps ha segnato un rialzo più modesto dello 0,85%.

La vera sorpresa negativa della giornata è stata Mediobanca, che ha perso il 4,45%, la peggiore performance dell'intero listino di Piazza Affari. La ragione è semplice: la mossa di Intesa su Mps mette a rischio, o quantomeno rinvia, la fusione tra Mediobanca e Rocca Salimbeni, un'operazione che gli investitori stavano già prezzando nei titoli. Con la scalata di Intesa che accelera, lo scenario cambia e le prospettive di quella fusione diventano incerte.

Nel resto della giornata, Milano ha chiuso con un rialzo dello 0,53%, mentre Madrid ha guadagnato l'1,15% dopo l'annuncio di elezioni anticipate. Sul fronte dei titoli di Stato, la tensione si è allentata: il rendimento del Btp italiano è sceso di un punto base al 4,65%, e lo spread con il Bund tedesco si è ridotto di cinque punti, attestandosi a 115.

Il petrolio ha continuato a oscillare sotto il peso di notizie contrastanti. Il Brent ha perso lo 0,80%, scendendo a 101,3 dollari al barile. Al mattino era arrivato a 100 dollari. A spingere i prezzi verso il basso ha contribuito lo sconto deciso dall'Arabia Saudita sul greggio destinato all'Asia, insieme ai dati che mostrano una ripresa dei flussi nello Stretto di Hormuz: secondo la società specializzata Kpler, il traffico è salito a 16,3 milioni di barili al giorno, solo tre in meno rispetto ai livelli precedenti la guerra. Dall'altro lato, i nuovi attacchi all'oleodotto Est-Ovest in Arabia hanno fornito supporto ai prezzi.

Oltreoceano, Wall Street ha aperto con un andamento misto. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,10%, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,67%, mentre l'S&P 500 ha segnato un rialzo dello 0,44%. Molto più vivace la borsa brasiliana, che ha reagito con entusiasmo al primo turno delle elezioni presidenziali. Il senatore Flavio Bolsonaro, candidato di destra e favorevole ai mercati, ha ottenuto il 47,03% dei voti, superando il presidente uscente progressista Luiz Inacio Lula da Silva, fermo al 45,16%. Il ballottaggio è fissato per il 25 ottobre. L'iBovespa, il principale indice della borsa di San Paolo, ha raggiunto un nuovo record nelle prime contrattazioni, guadagnando l'8,01% e toccando i 207.466 punti alle 10.21 ora locale.

La mossa di Intesa Sanpaolo rilancia la scalata su Mps a condizione che l'assemblea della banca senese rigetti il piano difensivo disposto dall'amministratore delegato Lovaglio
— Comunicato di mercato
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