Nel cuore della cittadella Rai di Roma, un nuovo studio televisivo porta il nome di Pippo Baudo, il conduttore che per decenni ha incarnato il volto del servizio pubblico italiano. È il primo spazio costruito ex novo dalla Rai dal 1990, un gesto che misura insieme il peso del tempo trascorso e la volontà di tornare a investire nel futuro. Intitolare un luogo di lavoro a un uomo significa riconoscere che certe presenze non finiscono quando si spengono le telecamere, ma continuano a orientare chi viene dopo.
Inaugurato studio Pippo Baudo a Saxa Rubra, ospiterà Ballando con le Stelle
La televisione come spazio di incontro, condivisione e crescita
Perché la Rai ha scelto di intitolare uno studio a Pippo Baudo proprio adesso, nel 2026?
Baudo rappresenta un'epoca della televisione italiana in cui il servizio pubblico aveva una funzione unificante. Intitolargli uno studio è un modo di dire che quella missione rimane centrale, anche mentre la Rai si modernizza.
Ma il timing è interessante. Lo studio è nuovo, le tecnologie sono attuali, però il nome guarda al passato. È una scelta consapevole di continuità, oppure è nostalgia?
Probabilmente entrambe. La Rai sta dicendo: guardiamo avanti con le energie rinnovabili e i sistemi intelligenti, ma non dimentichiamo da dove veniamo.
I figli di Baudo non erano presenti. Significa qualcosa?
Non lo sappiamo. Potrebbe essere una scelta loro, potrebbe essere una questione di agenda. La fonte non lo spiega, quindi non possiamo speculare.
Quello che sappiamo è che Dina Minna, la sua assistente storica, era lì. Quella è una presenza significativa, una continuità umana.
E il fatto che sia il primo studio nuovo dal 1990 — quanto è importante?
È importante perché dice che la Rai non ha investito in infrastrutture nuove per 36 anni. Questo studio è un'eccezione, non la norma.
Esattamente. E il fatto che lo dedichino a Ballando con le stelle, un programma di intrattenimento, significa che Saxa Rubra sta cambiando identità.
Da cosa a cosa?
Da cittadella dell'informazione a polo integrato che ospita sia notizie che intrattenimento. È un'evoluzione della missione.
The Pulse
- Per la prima volta in trentasei anni la Rai costruisce uno studio da zero, segnalando una discontinuità significativa nella storia delle sue infrastrutture.
- L'assenza dei figli di Baudo, Tiziana e Alessandro, ha lasciato un vuoto silenzioso in una cerimonia altrimenti carica di emozione collettiva.
- Le immagini iconiche della carriera di Baudo proiettate all'ingresso hanno trasformato l'inaugurazione in un momento di memoria condivisa, quasi un rito.
- Tecnologie fotovoltaiche e sistemi intelligenti di illuminazione integrati nella struttura segnano la direzione ambientale che la Rai intende imprimere alle proprie scelte future.
- Saxa Rubra, storica sede dell'informazione Rai, si apre ora al grande intrattenimento: da sabato 3 ottobre lo studio ospiterà Ballando con le stelle su Rai 1.
Nel cuore della cittadella Rai di Roma, un nuovo studio televisivo porta il nome di Pippo Baudo, il conduttore che per decenni ha incarnato il volto del servizio pubblico italiano. È il primo spazio costruito ex novo dalla Rai dal 1990, un gesto che misura insieme il peso del tempo trascorso e la volontà di tornare a investire nel futuro. Intitolare un luogo di lavoro a un uomo significa riconoscere che certe presenze non finiscono quando si spengono le telecamere, ma continuano a orientare chi viene dopo.
Sabato mattina a Saxa Rubra è stato inaugurato il nuovo studio televisivo intitolato a Pippo Baudo, il primo costruito interamente da zero dalla Rai dal 1990. La cerimonia ha riunito i vertici aziendali — tra cui Roberto Natale, Alessandro Di Majo, Simona Agnes e Federica Frangi — insieme al cappellano Giuseppe Falabella e a Dina Minna, storica assistente del conduttore. I figli di Baudo, Tiziana e Alessandro, erano assenti.
All'interno dello studio, i presenti si sono trovati di fronte a una proiezione a tutto schermo delle immagini più iconiche della carriera di Baudo. L'effetto emotivo è stato immediato: il conduttore non era soltanto un volto televisivo, ma il tramite attraverso cui generazioni di italiani avevano vissuto la televisione come spazio di incontro e cultura condivisa.
Dal punto di vista tecnico, l'edificio incorpora impianti fotovoltaici e sistemi intelligenti di gestione dell'illuminazione, riflettendo le priorità ambientali che la Rai intende portare anche nelle proprie infrastrutture. L'uso dello studio è già definito: dal 3 ottobre ospiterà la nuova edizione di Ballando con le stelle, segnando l'apertura di Saxa Rubra — storicamente sede dell'informazione — al grande intrattenimento.
L'Amministratore Delegato Giampaolo Rossi ha inquadrato l'inaugurazione come parte di una strategia più ampia, sottolineando come l'eredità di Baudo continui a rappresentare un punto di riferimento per chi crede nel valore di una televisione capace di parlare a tutti e di unire.
Sabato mattina a Saxa Rubra, nel cuore della cittadella Rai di Roma, è stato inaugurato uno studio televisivo nuovo di zecca intitolato a Pippo Baudo, il conduttore che per decenni ha rappresentato il volto del servizio pubblico italiano. È il primo studio costruito interamente da zero dalla Rai dal 1990, un fatto che da solo racconta quanto tempo sia passato dall'ultima volta che l'azienda ha investito in infrastrutture di questa portata. La cerimonia ha riunito i vertici aziendali: Roberto Natale, Alessandro Di Majo, Simona Agnes e Federica Frangi nei ruoli di consiglieri di amministrazione, insieme al cappellano Giuseppe Falabella e a Dina Minna, la storica assistente di Baudo. Assenti dalla celebrazione i due figli del conduttore, Tiziana e Alessandro.
L'edificio non è stato concepito come un semplice spazio di lavoro. La facciata porta una decorazione permanente a carattere celebrativo, e all'interno, nel momento in cui i presenti hanno varcato la soglia, si sono trovati di fronte a una proiezione a tutto schermo delle immagini più iconiche della carriera di Baudo. Secondo chi era lì, l'effetto è stato tangibile: un'ondata di emozione ha attraversato il gruppo. Non era difficile capire perché. Baudo non era soltanto un conduttore; era stato il tramite attraverso il quale generazioni di italiani avevano conosciuto la televisione come luogo di incontro, di condivisione, di crescita culturale.
Dal punto di vista tecnico, lo studio è stato costruito con tecnologie all'avanguardia pensate per l'efficienza energetica e la sostenibilità. Impianti fotovoltaici e sistemi intelligenti di gestione dell'illuminazione sono stati integrati nella struttura, riflettendo le priorità ambientali contemporanee. Non è una scelta marginale: rappresenta il modo in cui la Rai intende costruire il proprio futuro, anche quando rende omaggio al passato.
L'uso immediato dello studio è già stato deciso. A partire da sabato 3 ottobre, andrà in onda da qui la nuova edizione di Ballando con le stelle, il programma di intrattenimento che occuperà la prima serata di Rai 1. Questa scelta non è casuale. Saxa Rubra, storicamente sede della divisione informativa della Rai, si apre ora anche al grande intrattenimento, ampliando la propria missione produttiva ed editoriale.
L'Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha inquadrato l'inaugurazione come parte di una strategia più ampia. Ha sottolineato come Baudo, attraverso il suo talento e la sua autorevolezza, abbia saputo interpretare il sentimento della nazione, trasformando la televisione in uno spazio dove gli italiani potessero riconoscersi. La sua eredità, ha detto Rossi, continua a rappresentare un punto di riferimento per chi lavora nel servizio pubblico e per chiunque creda nel valore di una televisione capace di parlare a tutti e di unire. Con questo progetto, ha concluso, Saxa Rubra si evolve verso il futuro senza dimenticare le personalità che hanno costruito la storia della Rai, diventando un polo sempre più integrato e moderno.
Notable Quotes
Con il suo talento, la sua autorevolezza e una capacità unica di interpretare il sentimento della Nazione, Baudo ha accompagnato generazioni di italiani, trasformando la televisione in uno spazio di incontro, condivisione e crescita culturale.— Giampaolo Rossi, Amministratore Delegato della Rai