Attacchi hacker alla Camera: nel mirino le mail di Meloni e del bresciano Formentini

Non un episodio isolato, ma un'attività più ampia
Le fonti parlano di tentativi intensificati anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.
Mark

Partiamo dal fatto: cosa è successo, esattamente?

Mimi

Sarebbero state prese di mira le caselle di posta di Meloni, del deputato bresciano Formentini e dell'ex sottosegretario Delmastro. Montecitorio dice che non c'è emergenza.

Mark

Perché sottolineano che è una cosa quotidiana?

Mimi

Per ridimensionare. Dicono che attacchi simili si presentano ogni giorno e che le protezioni sono attive, anche con l'Acn e un protocollo specifico.

Luke

Fermiamoci un attimo: «nel mirino» non significa «violate». Dal testo non risulta che qualcuno sia entrato nelle caselle.

Mimi

Vero. Si parla di attacchi e di tentativi, non di dati sottratti.

Mark

E la disattivazione temporanea di funzionalità?

Mimi

Le fonti la descrivono come prassi precauzionale. Non dicono se sia stata applicata in questo caso.

Luke

Infatti, e tutto arriva da fonti di Montecitorio non nominate. Non ci sono conferme indipendenti né indicazioni su chi sia dietro gli attacchi.

Mark

Il fatto che altre istituzioni siano coinvolte cambia il quadro?

Mimi

Suggerisce un'attività più ampia, anche europea e internazionale.

Luke

Ma anche questo è attribuito alle stesse fonti: nessuna istituzione, per ora, lo ha confermato nel testo.

  • Le caselle di posta della premier Meloni, del deputato Formentini e dell'ex sottosegretario Delmastro sono state prese di mira dagli hacker.
  • La Camera tenta di abbassare la tensione, definendo la vicenda non emergenziale e quotidiana.
  • È in corso una risposta concreta con misure di protezione e un protocollo specifico insieme all'Acn.
  • Restano senza risposta le domande decisive: quali dati siano stati consultati e chi si nasconda dietro gli attacchi.
  • Gli attacchi, secondo le fonti, si estendono ad altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.

Nel silenzio operoso che spesso accompagna le questioni di sicurezza, Montecitorio ha scelto di sminuire l'episodio: le caselle di posta di Giorgia Meloni, del deputato bresciano Formentini e dell'ex sottosegretario Delmastro sono finite nel mirino di attacchi informatici. È un segno di come anche le istituzioni più alte del Paese convivano ogni giorno con tentativi di intrusione che si muovono nell'ombra, e di come la fiducia in quelle stesse istituzioni dipenda dalla misura con cui si sa raccontare ciò che accade.

Montecitorio ha scelto toni bassi per rispondere agli attacchi informatici che hanno colpito i sistemi della Camera dei deputati. Nel mirino sono finite le caselle di posta elettronica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del deputato bresciano Formentini e dell'ex sottosegretario Delmastro.

Le fonti della Camera parlano di una questione non emergenziale, che si presenta ogni giorno. Il messaggio è chiaro: i tentativi di intrusione fanno parte dell'ordinaria amministrazione di un'istituzione di questo peso.

Sono state attivate tutte le misure di protezione, tra cui la collaborazione con l'Acn, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, con un protocollo dedicato. Restano però ancora aperti interrogativi su quali dati siano stati effettivamente toccati o sottratti.

La Camera non esclude la disattivazione temporanea di alcune funzioni, come prassi precauzionale. Nel frattempo, il quadro più ampio è quello di un'attività che si estende anche ad altre istituzioni, senza autori né origine ancora individuati.

Montecitorio ha scelto toni bassi per commentare gli attacchi informatici che hanno preso di mira i sistemi della Camera dei deputati. Secondo quanto riportato, nel mirino sono finite le caselle di posta elettronica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del deputato bresciano Formentini e dell'ex sottosegretario Delmastro.

La replica delle fonti della Camera è arrivata in forma di precisazione: si tratta, dicono, di una questione che non ha carattere di emergenza e che si presenta quotidianamente. Una formula che punta a ridimensionare l'episodio, ricordando come i tentativi di intrusione facciano parte dell'ordinaria amministrazione di un'istituzione di quel rilievo.

Le stesse fonti spiegano che sono state messe in campo tutte le misure di protezione. Tra queste c'è la collaborazione con l'Acn, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, con la quale è attivo un protocollo specifico. Non viene descritto il contenuto tecnico degli interventi, né si indica se e quali dati siano stati effettivamente consultati o sottratti dalle caselle citate.

Tra le misure possibili, precisano da Montecitorio, c'è anche la disattivazione temporanea di alcune funzionalità dei sistemi informatici, secondo prassi. In altre parole, un rallentamento o uno stop di certi servizi può essere una scelta precauzionale e non necessariamente il segno di un danno subito.

C'è infine un elemento di contesto che allarga lo sguardo oltre le mura della Camera. Sempre secondo le fonti, da alcuni giorni si sarebbero intensificati analoghi tentativi di attacco e pressioni sui sistemi informatici anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali. Il quadro che emerge, dunque, non è quello di un episodio isolato ma di un'attività più ampia, di cui per ora non sono indicati né gli autori né l'origine.

Il nome di Formentini dà alla vicenda una dimensione locale per i lettori bresciani, mentre quello di Delmastro, ex sottosegretario, e quello di Meloni ne sottolineano la rilevanza politica. Resta da vedere se nei prossimi giorni arriveranno dettagli su cosa sia stato davvero colpito e se l'intensificarsi dei tentativi segnalato dalle fonti troverà conferma anche da parte di altre istituzioni.

Una questione che non ha carattere di emergenza e che si presenta quotidianamente.
— Fonti di Montecitorio
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