Windows 10, patch di sicurezza gratis fino a ottobre 2027

Dopo il 12 ottobre 2027, le vulnerabilità potrebbero restare senza correzione
Cosa accade a Windows 10 quando termina il supporto esteso e non arrivano più aggiornamenti di sicurezza.
Mark

Perché Microsoft ha deciso di prolungare il supporto gratuito? Non era già stato annunciato che Windows 10 sarebbe finito a ottobre 2025?

Mimi

Il supporto ordinario è effettivamente terminato a ottobre 2025. Questa proroga riguarda specificamente il programma Extended Security Updates, che è una cosa diversa. Microsoft ha riconosciuto che milioni di PC ancora funzionano bene ma non possono passare a Windows 11 per ragioni tecniche o economiche.

Luke

Ma qui c'è una cosa importante: la proroga è gratuita solo per i consumatori privati in Europa. Le aziende pagano, e i prezzi salgono ogni anno. Quindi Microsoft sta essenzialmente dicendo: "I privati possono stare tranquilli un anno in più, ma se sei un'impresa, il costo aumenta."

Mark

Qual è il vincolo principale per accedere agli aggiornamenti gratuiti?

Mimi

Un account Microsoft con privilegi di amministratore. Devi usarlo per accedere a Windows e mantenerlo attivo. Se smetti di usarlo per più di 60 giorni, perdi l'idoneità e devi registrarti di nuovo.

Luke

Però c'è una via d'uscita: pagare circa 26 euro una tantum se vuoi usare un account locale. E poi c'è ConsumerESU, uno script di terze parti che aggira il controllo, anche se non è supportato ufficialmente.

Mark

Cosa succede dopo il 12 ottobre 2027?

Mimi

Windows 10 continuerà a funzionare normalmente. Ma le nuove vulnerabilità di sicurezza scoperte dopo quella data non riceveranno patch ufficiali. Il rischio aumenta significativamente.

Luke

Qui bisogna essere chiari: non è che il sistema diventa improvvisamente inutilizzabile. Ma senza aggiornamenti di sicurezza, qualsiasi buco scoperto nel kernel o nella rete rimane aperto. Firewall e antivirus aiutano, ma non sono sostituti.

Mark

Chi non può passare a Windows 11 e cosa dovrebbe fare?

Mimi

Molti computer perfettamente funzionanti non soddisfano i requisiti hardware di Windows 11. Altre volte il problema è il software: applicazioni professionali che non hanno alternative moderne o che costerebbero troppo da rimpiazzare. Per questi utenti, la proroga fino a ottobre 2027 guadagna tempo.

Luke

Ma è solo tempo. Alla fine, chi rimane su Windows 10 dovrà affrontare una scelta: aggiornare l'hardware, migrare il software, o accettare un sistema operativo senza patch di sicurezza ufficiali.

  • Milioni di PC italiani con Windows 10 rischiavano di restare senza protezione già dall'ottobre 2025, creando una vasta zona grigia di vulnerabilità informatica.
  • La pressione delle normative europee e delle associazioni di consumatori ha costretto Microsoft a semplificare drasticamente le condizioni di accesso, eliminando quote e requisiti complessi inizialmente previsti.
  • Chi è già iscritto al programma ESU non deve fare nulla: la proroga scatta automaticamente, mentre i nuovi utenti possono ancora registrarsi gratuitamente fino alla fine del programma.
  • Chi vuole mantenere un account locale può farlo pagando circa 26 euro una tantum, oppure ricorrere a uno script non ufficiale che aggira alcuni controlli regionali.
  • Dopo il 12 ottobre 2027, Windows 10 continuerà a funzionare ma le vulnerabilità scoperte resteranno senza correzione, spostando il peso della sicurezza su difese esterne sempre meno affidabili.

Nel ciclo naturale dell'obsolescenza tecnologica, Microsoft ha scelto di concedere una proroga — fino al 12 ottobre 2027 — alle patch di sicurezza gratuite per Windows 10, offrendo respiro a milioni di utenti italiani i cui computer funzionano ancora bene ma non possono o non vogliono compiere il salto verso Windows 11. È un gesto che riconosce la distanza tra il ritmo dell'innovazione e quello della vita reale, dove aggiornare un sistema non è sempre semplice né economicamente sensato. La condizione è minima — un account Microsoft con diritti amministrativi — ma dietro quella semplicità si nasconde una scelta su come vogliamo abitare i nostri strumenti digitali.

A giugno 2026 Microsoft ha annunciato che le patch di sicurezza gratuite per Windows 10 saranno disponibili fino al 12 ottobre 2027, un anno in più rispetto alla scadenza originaria. La decisione riguarda milioni di computer ancora perfettamente funzionanti ma incompatibili con Windows 11, o che ospitano software professionale difficile da sostituire, o per i quali un nuovo acquisto non si giustifica economicamente.

Per accedere al programma Extended Security Updates non è richiesto alcun abbonamento né il passaggio a Windows 11. Chi si è già registrato riceve la proroga automaticamente. L'unico vincolo rimasto — dopo che le normative europee hanno spinto Redmond ad abbandonare proposte più restrittive — è l'uso di un account Microsoft con privilegi amministrativi. Se l'accesso con quell'account si interrompe, il dispositivo può perdere l'idoneità entro 60 giorni. Chi preferisce un account locale può pagare circa 26 euro una tantum, oppure ricorrere allo script non ufficiale ConsumerESU.

Per iscriversi è necessario avere Windows 10 versione 22H2 con gli aggiornamenti applicati. La procedura si avvia da Impostazioni, Aggiornamento e sicurezza, Windows Update: sui PC idonei compare il collegamento per l'iscrizione. Una sola licenza copre fino a 10 dispositivi. Se il collegamento non appare, le cause più comuni sono una versione precedente alla 22H2, aggiornamenti in sospeso o l'uso di un profilo senza diritti amministrativi. Restano esclusi i dispositivi aziendali collegati a domini o gestiti tramite MDM, per i quali esiste un programma ESU commerciale separato con costi crescenti fino al 2028.

Oltre quella data, Windows 10 continuerà ad avviarsi e a far girare le applicazioni compatibili, ma le vulnerabilità scoperte nel sistema operativo potrebbero restare senza correzione. Firewall e antivirus aiutano, ma non sostituiscono le patch ufficiali: chi sceglierà di restare su Windows 10 dopo ottobre 2027 dovrà affidarsi sempre più a difese esterne, in un equilibrio sempre più precario.

Microsoft ha deciso di allungare la vita utile di Windows 10 per i consumatori italiani. A giugno 2026, l'azienda di Redmond ha annunciato ufficialmente che le patch di sicurezza gratuite continueranno fino al 12 ottobre 2027, spostando in avanti di dodici mesi la scadenza originaria. La mossa riguarda milioni di computer ancora in uso nonostante il supporto ordinario sia terminato il 14 ottobre 2025. Molti di questi PC funzionano perfettamente ma non soddisfano i requisiti tecnici di Windows 11; altri ospitano software professionale difficile da sostituire; in numerosi casi, l'acquisto di una nuova macchina semplicemente non si giustifica economicamente.

Per accedere agli aggiornamenti estesi, gli utenti devono iscriversi al programma Extended Security Updates, o ESU. Chi si è già registrato non deve fare nulla: la proroga si applica automaticamente senza necessità di nuove licenze o installazioni manuali. Chi non ha ancora aderito può farlo adesso, dato che la registrazione rimane aperta fino alla fine del programma. Non è richiesto alcun abbonamento, né obbligatorio il passaggio a Windows 11. Le condizioni si applicano a tutti i consumatori dello Spazio economico europeo, Italia compresa.

Microsoft ha semplificato notevolmente le regole di accesso rispetto alle proposte iniziali. In origine, l'azienda aveva considerato diverse strade: una quota di registrazione, l'uso di punti Microsoft Rewards, o la sincronizzazione delle impostazioni tramite Windows Backup. Le normative europee e le contestazioni delle associazioni di consumatori hanno spinto Redmond a cambiare direzione. Oggi in Italia non serve attivare il backup su OneDrive né spendere punti Rewards. Rimane un solo vincolo: l'account Microsoft. L'utente deve utilizzarne uno con privilegi di amministratore e continuare ad accedere a Windows con lo stesso profilo usato per l'iscrizione. Il sistema effettua controlli periodici, e se l'accesso con quell'account si interrompe, il PC può perdere l'idoneità dopo un massimo di 60 giorni, richiedendo una nuova registrazione.

Chi preferisce mantenere un account locale ha un'alternativa a pagamento: una cifra una tantum di circa 26 euro più eventuali imposte. Serve comunque un'autenticazione iniziale con l'account Microsoft a cui resta legata la licenza, ma successivamente non è più necessario usarlo per accedere a Windows. Esiste anche uno script di terze parti, ConsumerESU, che non è ufficialmente supportato ma consente di forzare l'iscrizione anche con un account locale, aggirando alcuni controlli regionali.

Per iscriversi, l'utente deve innanzitutto verificare di avere Windows 10 versione 22H2, l'ultima release principale distribuita nell'ottobre 2022, con gli aggiornamenti necessari già applicati. Sono ammesse le edizioni Home, Pro, Pro Education e Pro for Workstations. La procedura passa da Impostazioni, Aggiornamento e sicurezza, quindi Windows Update. Sui PC idonei compare il collegamento per l'iscrizione; basta selezionare "Iscriviti ora" e seguire la procedura guidata. Una sola licenza ESU consumer copre fino a 10 dispositivi, purché ciascuno rispetti i requisiti e venga aggiunto con lo stesso account. Se il collegamento non compare, le cause più comuni sono tre: la release potrebbe essere precedente alla 22H2, potrebbero esserci aggiornamenti in sospeso da completare con un riavvio, oppure si sta usando un profilo standard senza permessi amministrativi.

I computer uniti a un dominio Active Directory, quelli collegati a Microsoft Entra ID, quelli gestiti tramite MDM e quelli configurati in modalità kiosk rimangono esclusi dal programma gratuito. Un dispositivo semplicemente registrato in Microsoft Entra può invece risultare idoneo. La gratuità riguarda esclusivamente gli utenti domestici. Le imprese devono passare dal programma ESU commerciale, che arriva fino a ottobre 2028 con costi crescenti: circa 52 euro per dispositivo il primo anno, circa 105 euro il secondo, circa 210 euro il terzo. I prezzi effettivi possono variare in base ai canali di vendita, e le licenze sono cumulative. Per una società con 100 postazioni significa circa 5.200 euro nel primo anno e circa 10.500 euro nel secondo.

Dopo il 12 ottobre 2027, Windows 10 continuerà comunque ad avviarsi e a far funzionare programmi e periferiche compatibili. Le vulnerabilità scoperte successivamente nel kernel o nello stack di rete potrebbero però restare senza correzione. Firewall, antivirus e account senza privilegi amministrativi riducono alcuni rischi, ma non sostituiscono gli aggiornamenti di sicurezza del sistema operativo stesso. Per chi intende rimanere su Windows 10 oltre quella data, la protezione dipenderà sempre più da misure difensive esterne piuttosto che da patch ufficiali.

Non serve attivare il backup su OneDrive e nemmeno spendere i punti Rewards
— Condizioni semplificate di Microsoft per l'accesso al programma ESU in Italia
Envie de l'histoire complète ? Lire l'original sur TecnoAndroid ↗
Nous contacter FAQ