A fine giugno 2021, la variante Delta del coronavirus aveva già attraversato ogni confine regionale italiano, quadruplicando la propria presenza nel giro di un solo mese. Come accaduto altrove in Europa, la sua maggiore contagiosità non si traduceva però in un proporzionale aumento di morti e ricoveri, segno che la campagna vaccinale stava assolvendo il proprio compito. L'Italia si trovava così a navigare una fase delicata: monitorare la diffusione di un ceppo più agile senza cedere all'allarme, affidandosi alla scienza del sequenziamento e alla memoria collettiva di ciò che la vaccinazione pu
Variante Delta in Italia: la mappa dei focolai regione per regione
La variante Delta quadruplicata in un mese, ma i decessi rimangono bassi
Perché la variante Delta è diventata così importante in questo momento?
Perché era il ceppo più contagioso che il virus avesse sviluppato fino a quel punto. La circolazione era quadruplicata in un mese. Ma il dato che conta davvero è che i decessi e i ricoveri non seguivano lo stesso andamento.
Aspetta. Quadruplicata rispetto a cosa, esattamente? Rispetto ai casi totali di Covid, o rispetto ad altri ceppi?
Rispetto al mese precedente. A maggio c'era meno circolazione, a giugno era quattro volte di più. Ma Luke ha ragione a chiedere chiarezza: il dato è sulla prevalenza relativa, non su numeri assoluti di popolazione.
E perché i ricoveri rimanevano bassi se i contagi aumentavano?
Perché la campagna vaccinale stava proteggendo le persone. Chi aveva ricevuto due dosi risultava protetto anche contro questa variante.
Ma qui c'è un problema di sequenziamento. Non tutte le regioni sequenziavano allo stesso modo. La Campania faceva il cinquanta per cento di tutti i sequenziamenti nazionali. Questo significa che il numero di casi che vediamo in Campania potrebbe essere più accurato, ma il numero in altre regioni potrebbe essere sottostimato.
Esatto. Per questo alcune regioni hanno iniziato a sequenziare il cento per cento dei tamponi positivi a fine giugno.
Quali erano le regioni più colpite?
Campania con centouno casi, Puglia con cinquantuno, Sardegna con quarantatré, Alto Adige con trentaquattro. Ma bisogna ricordare che questi numeri riflettono anche lo sforzo di sequenziamento di ogni regione.
E i cluster? Quanti erano veramente controllati?
La maggior parte era tracciata e circoscritta. A Brindisi tre focolai, a Aprilia nel Lazio uno, a Trinità d'Agultu in Sardegna uno. Erano situazioni gestibili, non diffusioni incontrollate.
Cosa succedeva dopo il ventotto giugno?
Le regioni acceleravano il sequenziamento per capire meglio come la variante Delta stava diventando prevalente rispetto agli altri ceppi. Era il momento di prepararsi a quello che sarebbe successo dopo.
El Pulso
- La variante Delta si è quadruplicata in Italia tra maggio e giugno 2021, seguendo un'ondata già visibile in tutta Europa e in particolare nel Regno Unito.
- Oltre 400 casi confermati distribuiti in tutte le regioni rivelano una diffusione capillare, con focolai significativi in Campania (101 casi), Puglia (51) e Sardegna (43), incluso un cluster sul set del film Disney 'La Sirenetta'.
- Nonostante la crescita dei contagi, decessi e ricoveri restano contenuti: la doppia dose vaccinale si conferma scudo efficace anche contro questa mutazione.
- Le regioni rispondono con misure mirate — zone rosse in Sicilia, sequenziamento al 100% dei tamponi nel Lazio e in Lombardia, circolari di contenimento in Puglia — per tenere sotto controllo i focolai prima che si espandano.
- Il monitoraggio capillare attraverso il sequenziamento genomico si afferma come strumento chiave per leggere l'evoluzione della variante nei mesi a venire.
A fine giugno 2021, la variante Delta del coronavirus aveva già attraversato ogni confine regionale italiano, quadruplicando la propria presenza nel giro di un solo mese. Come accaduto altrove in Europa, la sua maggiore contagiosità non si traduceva però in un proporzionale aumento di morti e ricoveri, segno che la campagna vaccinale stava assolvendo il proprio compito. L'Italia si trovava così a navigare una fase delicata: monitorare la diffusione di un ceppo più agile senza cedere all'allarme, affidandosi alla scienza del sequenziamento e alla memoria collettiva di ciò che la vaccinazione può fare.
A fine giugno 2021, la variante Delta aveva raggiunto ogni regione italiana. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, la sua circolazione era quadruplicata in un solo mese, rispecchiando quanto stava accadendo nel resto d'Europa. Eppure il numero di decessi e ricoveri rimaneva basso: la campagna vaccinale proteggeva chi aveva ricevuto due dosi anche contro questo ceppo più contagioso.
La Toscana era stata l'ultima regione a registrare casi confermati, identificati dal laboratorio di virologia dell'ospedale Cisanello di Pisa. In Sardegna, 43 casi erano stati sequenziati tra Cagliari e Sassari, con un cluster di 22 positivi emerso sul set del film Disney 'La Sirenetta' a Trinità d'Agultu. La Campania guidava il conteggio nazionale con 101 casi, distribuiti in piccoli focolai nell'area napoletana: il presidente De Luca aveva sottolineato come la regione stesse conducendo la metà di tutti i sequenziamenti italiani. La Puglia contava 51 casi, con tre focolai a Brindisi già circoscritti.
Nel Centro-Nord, la Lombardia rilevava la variante Delta nel 6% dei positivi a giugno, mentre la variante inglese dominava ancora al 60%. Il Lazio aveva identificato 17 casi concentrati ad Aprilia e aveva avviato il sequenziamento integrale dei tamponi positivi dal 28 giugno. In Sicilia erano attive due zone rosse fino al primo luglio.
Il quadro complessivo, pur mostrando una diffusione significativa, restava gestibile. La tracciatura dei contatti, l'isolamento dei focolai e soprattutto la protezione vaccinale disegnavano un argine fragile ma tenuto: l'Italia guardava ai mesi successivi con attenzione, affidata agli strumenti del sequenziamento e alla memoria di quanto già attraversato.
A fine giugno 2021, la variante Delta del coronavirus aveva raggiunto ogni angolo dell'Italia. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità raccontavano una storia di diffusione rapida: la circolazione di questo ceppo, più contagioso di quelli circolanti fino a quel momento, era quadruplicata nel giro di un mese, da maggio a giugno. Lo stesso fenomeno stava accadendo in tutta Europa, con il Regno Unito in prima linea. Eppure, nonostante l'aumento dei contagi, il numero dei decessi e dei ricoveri rimaneva contenuto. La campagna vaccinale stava funzionando: chi aveva ricevuto due dosi di vaccino risultava protetto anche contro questa nuova mutazione.
La Toscana era stata l'ultima regione a registrare casi confermati di variante Delta. Due persone positive erano state identificate dal laboratorio di virologia dell'ospedale Cisanello di Pisa, che analizza i tamponi dell'area nord-occidentale della regione. Il professor Mauro Pistello, direttore del laboratorio, aveva confermato che i casi erano stati rilevati circa una settimana prima della fine di giugno, anche se i pazienti provenivano da zone più ampie del territorio.
In Sardegna, il quadro era più complesso. Quarantatré casi di variante Delta erano stati accertati e sequenziati nei laboratori di Cagliari e Sassari. Ventinove si concentravano nel nord dell'isola, quattordici nel sud. La maggior parte era collegata ad arrivi da fuori dalla regione, ma un cluster significativo aveva colpito il set del film Disney "La Sirenetta" a Trinità d'Agultu, dove ventidué persone erano risultate positive alla variante Delta. L'assessorato regionale della Sanità non poteva ancora stabilire con precisione quale fosse l'incidenza complessiva della variante sull'isola.
Nel resto del paese, il quadro variava notevolmente da regione a regione. Il Piemonte aveva identificato otto casi tra inizio maggio e fine giugno, tutti già guariti o in via di guarigione. La Lombardia, che sequenziava il cento per cento dei tamponi positivi, registrava la variante Delta nel sei per cento dei casi positivi a giugno, mentre la variante inglese dominava ancora con il sessanta per cento. In Alto Adige, trentaquattro casi erano stati tracciati e messi sotto controllo. Il Friuli Venezia Giulia mostrava una prevalenza della variante Delta nei campioni analizzati, anche se il numero era ancora limitato. Nelle Marche, cinque persone risultavano positive alla variante Delta, con una percentuale regionale del tredici virgola sette per cento.
Le regioni meridionali presentavano situazioni più critiche. Nel Lazio, diciassette casi erano stati identificati, tutti concentrati nell'area di Aprilia, in provincia di Latina, in quello che le autorità sanitarie consideravano un cluster circoscritto. La Campania registrava centouno casi, distribuiti in piccoli focolai principalmente nelle aree di competenza delle Asl di Napoli, con il primo caso individuato a inizio maggio. Il presidente della regione, Vincenzo De Luca, aveva sottolineato la preoccupazione per la situazione, ricordando che la Campania stava conducendo più sequenziamenti di qualsiasi altra regione italiana, rappresentando la metà di tutti i sequenziamenti nazionali. La Puglia contava cinquantuno casi accertati, con tre focolai identificati a Brindisi, l'area più colpita della regione, già circoscritti. In Molise, quattro casi appartenevano allo stesso nucleo familiare a Campobasso e erano stati posti in isolamento. La Sicilia registrava circa trenta casi, con quattordici di essi tra i migranti sulla nave quarantena a Lampedusa.
Diversi presidenti regionali e assessori avevano avviato misure di contenimento. Dal ventotto giugno, il Lazio aveva iniziato il sequenziamento del cento per cento dei tamponi positivi. La Puglia aveva trasmesso alle aziende sanitarie locali circolari con nuove misure per la gestione e il contenimento dei casi. In Sicilia, due zone rosse erano in vigore fino al primo luglio per contenere la diffusione. Il quadro complessivo, sebbene mostrasse una diffusione significativa della variante Delta in tutte le regioni, rimaneva gestibile grazie alla tracciatura dei contatti, all'isolamento dei casi e, soprattutto, alla protezione offerta dalla vaccinazione.
Citas Notables
In Campania abbiamo dei focolai di variante Delta e dobbiamo essere estremamente preoccupati— Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania
La Campania è la regione che fa più sequenziamento per quanto riguarda i positivi, la metà dei sequenziamenti si fanno in Campania— Vincenzo De Luca