Trump fa dietrofront su Meloni: «Mi è sempre piaciuta», rapporto «molto buono»

Non decido la strategia italiana in base ai rapporti personali
Meloni aveva tracciato un confine netto tra affinità personale e interesse nazionale durante i mesi di tensione con Trump.
Mark

Allora Trump ha semplicemente cambiato idea su Meloni, o c'è qualcosa di più tattico dietro questa dichiarazione?

Mimi

Sembra che il G7 sull'energia abbia giocato un ruolo importante. Gli alleati europei hanno ceduto alle richieste di Washington sulle riserve di diesel, e Trump ha celebrato questo come una vittoria. Quando ottiene quello che vuole, il tono cambia.

Luke

Ma aspetta — Trump dice che le è sempre piaciuta. Questo non è vero. Ha detto che gli aveva fatto pena, che era pessima, che non le importava dell'Iran. Sono affermazioni documentate. Questa non è una riconciliazione, è una revisione della storia.

Mark

Meloni come ha reagito a questa dichiarazione?

Mimi

Non sappiamo ancora. Quello che sappiamo è che lei aveva detto chiaramente: non decido la strategia italiana in base ai rapporti personali. Aveva tracciato un confine.

Luke

E qui sta il punto. Meloni aveva anche detto che non si parlavano da settimane, pochi giorni prima di questa dichiarazione di Trump. Non c'è stato un momento di riconciliazione documentato tra loro. Trump ha semplicemente dichiarato che il rapporto è buono.

Mark

Quindi potrebbe essere una mossa unilaterale di Trump?

Mimi

Esattamente. Trump ha una storia di fare dichiarazioni che invertono completamente la sua posizione precedente. Meloni aveva mantenuto una linea coerente: l'Italia farà quello che ritiene giusto per i suoi interessi, indipendentemente dal rapporto personale.

Luke

E questo è importante da notare. Meloni non ha mai ceduto su questioni concrete — le basi militari, l'Iran, le spese per la difesa. Ha mantenuto la posizione italiana anche quando Trump la criticava duramente. Questa dichiarazione di Trump non cambia nulla di quello.

Mark

Cosa dovremmo aspettarci adesso?

Mimi

Dipenderà da come Meloni risponde. Se accetta questa versione riconciliata, potrebbe segnalare un ritorno a una cooperazione più fluida. Se rimane fredda, significa che sa che le parole di Trump non significano necessariamente azioni.

Luke

E qui c'è un'incertezza reale. Non sappiamo se Meloni e Trump si sono effettivamente parlati dopo il G7. Sappiamo solo che Trump ha fatto questa dichiarazione. Tutto il resto è ancora da verificare.

  • Dopo mesi di attacchi diretti, insulti pubblici e settimane di silenzio telefonico, Trump ha dichiarato senza esitazione che Meloni gli è «sempre piaciuta» — una inversione che ha colto di sorpresa molti osservatori.
  • Lo scontro era stato aspro: Trump l'aveva accusata di non curarsi della minaccia nucleare iraniana, aveva raccontato di averle «fatto pena» per una foto al G7 di Evian, e l'aveva definita «pessima» per il suo rifiuto di partecipare agli attacchi a Hormuz.
  • Meloni aveva tenuto la linea con fermezza, respingendo ogni accusa come «totalmente inventata», ribadendo l'autonomia italiana sulla difesa e smettendo di rispondere agli attacchi pubblici di Trump.
  • Il disgelo coincide con una concessione europea concreta — le riserve di diesel — che Trump ha trasformato in una vittoria diplomatica da celebrare, cambiando registro anche verso la premier italiana.
  • La premier aveva ammesso a settembre di non parlare con Trump da settimane e di aver sperato in un rapporto più facile: ora il tono è cambiato, ma la solidità del cambiamento rimane tutta da verificare.

Tra Washington e Roma, i rapporti tra leader non seguono mai una traiettoria dritta: dopo mesi di scontri pubblici, accuse e silenzi diplomatici, Donald Trump ha dichiarato che il suo rapporto con Giorgia Meloni è «molto buono» e che lei gli «è sempre piaciuta». La svolta è arrivata all'indomani del G7 sull'energia, dove l'Europa ha accolto le richieste americane sulle riserve di diesel — un successo che Trump ha celebrato con elogi insoliti verso gli alleati. Resta però aperta la domanda che accompagna ogni disgelo improvviso: se sia l'inizio di una nuova stagione o soltanto una pausa tra due tempeste.

Donald Trump ha dichiarato che il suo rapporto con Giorgia Meloni è «molto buono» e che lei gli «è sempre piaciuta» — parole pronunciate dopo il G7 sull'energia, dove gli alleati europei hanno accettato di mettere a disposizione le riserve di diesel per contenere i prezzi del carburante. Una vittoria diplomatica che Trump ha celebrato elogiando l'Europa come «eccezionale», invertendo mesi di toni ben diversi.

Il percorso verso questo momento era stato tortuoso. Le tensioni erano esplose ad aprile, quando Meloni aveva difeso Papa Leone XIV dalle critiche di Trump, e lui aveva risposto attaccandola direttamente, accusandola di non sostenere l'offensiva a Hormuz e di non preoccuparsi della minaccia nucleare iraniana. A giugno, al G7 di Evian, Trump aveva raccontato di aver accettato una foto con lei «per farle pena» — affermazione che Meloni aveva smentito con un video netto: «Io e l'Italia non imploriamo mai».

Nei mesi successivi, la premier aveva mantenuto una posizione ferma: l'Italia avrebbe rispettato gli impegni Nato sulla difesa, ma «stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità», e non avrebbe partecipato agli attacchi all'Iran. Quando Trump aveva continuato ad attaccarla pubblicamente, lei aveva smesso di rispondere, definendo le critiche «immotivate» e «insensate».

A settembre, in un'intervista al New York Times, Meloni aveva ammesso che le cose non erano andate come sperava: «Ho creduto che con Trump sarebbe stato più facile, considerata la nostra convergenza sull'immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate in maniera diversa». Aveva anche rivelato di non sentirlo da settimane.

Ora il tono è cambiato. Ma Meloni aveva già tracciato una linea chiara tra affinità personale e interesse nazionale: «Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali». Se questo disgelo reggerà alla prossima divergenza su difesa o politica estera, è ancora tutto da vedere.

Donald Trump ha invertito rotta. Dopo mesi di attacchi pubblici alla premier italiana Giorgia Meloni, il presidente americano ha dichiarato che il loro rapporto «è molto buono» e che lei gli «è sempre piaciuta». La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda dei giornalisti sui suoi precedenti scontri con la leader italiana, pronunciata dopo il G7 di ieri dedicato all'energia, dove gli alleati europei hanno accettato di mettere a disposizione le loro riserve di diesel per contenere i prezzi del carburante — una vittoria diplomatica per Washington che Trump ha celebrato elogiando l'Europa come «eccezionale».

Ma il percorso che ha portato a questo momento è stato tutt'altro che lineare. Le tensioni tra Roma e Washington hanno iniziato a emergere a metà aprile, quando Meloni aveva definito «inaccettabili» le critiche di Trump rivolte a Papa Leone XIV, che il presidente americano aveva descritto come debole in politica estera. Trump aveva risposto con un'intervista al Corriere della Sera in cui attaccava direttamente la premier, dicendo di aver creduto che fosse «diversa» e rimproverandola di non aver fornito il sostegno militare che lui riteneva necessario nell'offensiva a Hormuz. «A lei non importa se l'Iran ha un'arma nucleare e che farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità», aveva scritto.

Lo strappo si era approfondito a giugno dopo il G7 di Evian, quando Trump aveva raccontato a La7 di essere stato «implorato» da Meloni per una fotografia insieme, aggiungendo di aver accettato perché gli aveva «fatto pena». La risposta della premier era stata immediata e tagliente: un video in cui dichiarava che le affermazioni di Trump erano «totalmente inventate» e che lei e l'Italia «non implorano mai». I partner europei riuniti a Bruxelles le avevano subito offerto la loro solidarietà.

Nei mesi successivi, Meloni aveva mantenuto una linea ferma. Al vertice Nato di inizio luglio ad Ankara, aveva ribadito che l'Italia intendeva rispettare gli impegni sulle spese per la difesa — il 5% del Pil che Trump reclamava — ma «in modo sostenibile, stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità». Soprattutto, aveva chiarito che il suo paese non avrebbe partecipato agli attacchi all'Iran, malgrado il disappunto reiterato di Trump, che aveva definito l'Italia «pessima». Quando Trump aveva continuato a criticarla pubblicamente, dicendo che voleva «tornare a essere amica per far risalire i suoi numeri», Meloni aveva scelto di non replicare più, definendo gli attacchi «immotivati» e «insensati».

In un'intervista al New York Times pubblicata a inizio settembre, Meloni aveva ammesso che le cose non erano andate come sperava. «È chiaro che con Donald Trump ho creduto che le cose sarebbero state più facili, considerata la nostra convergenza sull'immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate in maniera diversa», aveva detto. Aveva anche rivelato di non parlarsi con Trump da diverse settimane e, quando le era stato chiesto se si sarebbero sentiti dopo la pausa estiva, aveva esitato: «Beh, vedremo».

Ora, con la dichiarazione di Trump dopo il G7 sull'energia, il tono sembra essere cambiato. Ma rimane da capire se il disgelo sia duraturo o se rappresenti semplicemente un'altra delle volte in cui il presidente americano ha invertito posizione in base alle circostanze del momento. Meloni aveva tracciato un confine netto tra affinità personale e interesse nazionale: «Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali». La domanda che resta aperta è se questa dichiarazione di Trump cambierà effettivamente il modo in cui i due leader collaboreranno nei prossimi mesi, o se torneranno a scontrarsi non appena emergeranno nuove divergenze su questioni di difesa e politica estera.

È chiaro che con Donald Trump ho creduto che le cose sarebbero state più facili, considerata la nostra convergenza sull'immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate in maniera diversa
— Giorgia Meloni, intervista al New York Times, inizio settembre
Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali
— Giorgia Meloni, durante le tensioni con Trump
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