In una piccola repubblica baltica che conosce il peso della storia e la vicinanza del pericolo, i lettoni hanno scelto i loro rappresentanti in parlamento. Il premier uscente Kulbergs mantiene il primato, ma l'ascesa inattesa del populismo di Slesers ricorda che il malcontento economico può riscrivere le mappe politiche anche nei paesi più saldamente ancorati all'Occidente. Mentre i caccia della Nato sorvolavano la Lituania per un drone russo, la Lettonia votava — e il risultato porta con sé domande che vanno ben oltre i confini nazionali.
Lettonia al voto: Kulbergs favorito, ma crescono i populisti di Slesers
Il malcontento economico ha creato uno spazio che i populisti hanno saputo occupare
Perché il risultato di Slesers è così sorprendente? Il 12 per cento non sembra un numero enorme.
Perché i sondaggi lo davano molto più basso. Ha superato le aspettative, il che significa che il malcontento economico è più profondo di quanto i numeri ufficiali suggerissero.
Ma non sappiamo ancora se questo è voto di protesta o voto di fiducia genuina nel suo programma. Gli exit poll catturano il momento, non le intenzioni stabili.
E il fatto che il 35 per cento della popolazione sia russofono — quanto conta davvero?
È una domanda che gli analisti si pongono. Slesers sta cercando di attrarre proprio quel voto, ma anche lettoni di etnia lettone che soffrono economicamente.
Esatto. Non possiamo assumere che tutti i russofoni votino allo stesso modo, e non possiamo nemmeno dire quanti dei voti di Slesers vengono da quella comunità. I dati non lo dicono.
Cosa succede adesso, concretamente?
Kulbergs deve negoziare una coalizione. Potrebbe escludere Slesers, ma allora avrà bisogno di altri partner. Potrebbe includerlo, ma questo cambierebbe la politica estera lettone.
E non sappiamo ancora quali altri partiti hanno superato la soglia di sbarramento. Gli exit poll sono una fotografia, non il quadro completo.
Der Puls
- Il partito populista Lettonia Prima ottiene il 12%, superando ogni previsione e trasformando un outsider in un possibile ago della bilancia del futuro governo.
- Il caro-vita, i salari bassi e un sistema sanitario in affanno hanno alimentato un malcontento che i movimenti populisti hanno saputo intercettare con precisione.
- La minoranza russofona — il 35% della popolazione — rappresenta un terreno conteso, corteggiato da forze che propongono un atteggiamento meno rigido verso Mosca.
- Kulbergs guida con il 35% ma non basta: la formazione della coalizione lo costringerà a scegliere se aprire la porta a Slesers o cercare alleanze più difficili.
- Sullo sfondo, la guerra ibrida di Mosca è già presente: un drone viola lo spazio aereo lituano mentre i lettoni votano, ricordando a tutti che la posta in gioco è anche geopolitica.
In una piccola repubblica baltica che conosce il peso della storia e la vicinanza del pericolo, i lettoni hanno scelto i loro rappresentanti in parlamento. Il premier uscente Kulbergs mantiene il primato, ma l'ascesa inattesa del populismo di Slesers ricorda che il malcontento economico può riscrivere le mappe politiche anche nei paesi più saldamente ancorati all'Occidente. Mentre i caccia della Nato sorvolavano la Lituania per un drone russo, la Lettonia votava — e il risultato porta con sé domande che vanno ben oltre i confini nazionali.
La Lettonia ha chiuso i seggi delle sue undicesime elezioni parlamentari dalla dichiarazione di indipendenza del 1991. Circa 1,5 milioni di aventi diritto si sono espressi per rinnovare i 100 seggi della Saeima, con quattordici partiti in lizza. Mentre i risultati arrivavano, nella vicina Lituania i caccia della Nato decollano per intercettare un drone russo che ha violato lo spazio aereo: per i paesi baltici, ormai prima linea della guerra ibrida di Mosca, è quasi routine.
Gli exit poll confermano la leadership della Lista Unita del premier uscente Andris Kulbergs, ferma al 35%. Ma la vera sorpresa è il partito populista Lettonia Prima del magnate Ainars Slesers — spesso paragonato a Trump — che raggiunge il 12%, ben oltre le attese. La campagna è stata dominata dall'intreccio tra crisi economica e sicurezza: prezzi alti, salari bassi, sanità sotto pressione, emigrazione e invecchiamento della popolazione hanno creato lo spazio politico che i movimenti populisti hanno saputo occupare. Lettonia Prima e l'Alleanza Potere Sovrano/Giovani Lettoni hanno promesso rilancio economico e suggerito un approccio meno rigido verso Mosca — una posizione che trova ascolto in un paese dove oltre un terzo della popolazione parla russo.
Ora si apre la partita più delicata: i negoziati di coalizione. Kulbergs avrà bisogno di alleati per governare, e il risultato sorprendente di Slesers potrebbe renderlo un partner difficile da ignorare. Come ha sottolineato l'analista politica Sigita Struberga, la risposta a questa domanda determinerà non solo la composizione del governo, ma il posizionamento della Lettonia nei confronti dell'Occidente e della Nato per gli anni a venire.
La Lettonia ha votato. Mentre i seggi si chiudevano, nella vicina Lituania i caccia della Nato sono decollati in risposta a un drone che ha violato lo spazio aereo, costringendo l'aeroporto di Vilnius a sospendere le operazioni. Per le repubbliche baltiche, ormai linea del fronte della guerra ibrida di Mosca contro l'Europa orientale, è routine.
Gli exit poll confermano quello che i sondaggi prevedevano: la Lista Unita del primo ministro uscente Andris Kulbergs guida la corsa con il 35 per cento. Ma il dato che sorprende è altrove. Il partito populista Lettonia Prima, guidato dal magnate Ainars Slesers — spesso descritto come il Trump lettone — ha raggiunto il 12 per cento, ben oltre le previsioni. Circa 1,5 milioni di lettoni aventi diritto al voto si sono recati alle urne per le undicesime elezioni parlamentari dalla dichiarazione di indipendenza nel 1991. Quattordici partiti si contendono i 100 seggi della Saeima, il parlamento, con un sistema proporzionale.
La campagna è stata dominata da due temi che si intrecciano: il costo della vita e la sicurezza. I prezzi sono alti, i salari rimangono bassi, l'economia ristagna. Il sistema sanitario è sotto pressione. L'emigrazione continua e la popolazione invecchia. Questi problemi strutturali hanno creato uno spazio politico che i movimenti populisti hanno saputo occupare. Lettonia Prima e l'Alleanza Potere Sovrano/Giovani Lettoni hanno costruito il loro messaggio promettendo rilancio economico e adottando una linea meno rigida verso Mosca, suggerendo che un completo distacco economico dalla Russia potrebbe essere dannoso. È una posizione che risuona in un paese dove il 35 per cento della popolazione parla russo, anche se gli analisti avvertono che questo gruppo non può essere considerato un blocco monolitico.
La vera incognita ora è cosa accadrà nei negoziati di coalizione. Kulbergs e la sua Lista Unita avranno bisogno di alleati per formare una maggioranza. Lettonia Prima, con il suo risultato sorprendente, potrebbe diventare un partner indispensabile. L'analista politica Sigita Struberga ha posto la domanda cruciale: collaborerà Kulbergs con il partito di Slesers? La risposta determinerà non solo la composizione del prossimo governo, ma anche il tono della politica lettone nei prossimi anni — se rimarrà ancorata all'Occidente e alla Nato, o se cercherà una strada più ambigua nei confronti di Mosca.
Bemerkenswerte Zitate
La grande domanda è se la Lista Unita collaborerà con il partito di Slesers— Sigita Struberga, analista politica