In Svizzera, il numero d'emergenza tossicologico 145 ha risposto a quasi 45mila chiamate nel 2025, segnando un aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. Quasi la metà di questi casi ha coinvolto bambini e adolescenti, vittime per lo più di incidenti domestici con farmaci e prodotti di uso quotidiano. Questi numeri non raccontano solo una statistica sanitaria, ma ricordano quanto la fragilità si annidi negli spazi più familiari della vita domestica, e quanto sia necessario che una voce esperta sia sempre raggiungibile nell'istante in cui la normalità si incrina.
Tox Info 145 sempre più sollecitato: +4,6% di consultazioni nel 2025
Quasi la metà dei casi ha riguardato bambini e adolescenti
Perché questo numero di consultazioni è in aumento? È perché più persone sanno che il servizio esiste, o perché gli avvelenamenti stanno diventando più frequenti?
Probabilmente entrambe le cose. Il servizio è sempre più conosciuto, ma i dati suggeriscono anche che gli incidenti domestici rimangono una realtà costante. Con quasi 45mila chiamate, il centro è diventato una risorsa essenziale che molti non sapevano nemmeno di avere.
Ma il comunicato non specifica se l'aumento è dovuto a una maggiore consapevolezza o a incidenti effettivamente più numerosi. Sappiamo solo che le consultazioni sono aumentate del 4,6%. Non possiamo escludere che il servizio sia semplicemente diventato più visibile.
Cosa mi colpisce è che il 70% delle chiamate proviene da cittadini comuni. Significa che la gente sa cosa fare quando succede qualcosa?
Sì, e questo è positivo. Significa che il numero è entrato nella consapevolezza collettiva come risorsa di emergenza. Ma il 30% da professionisti sanitari mostra anche che il servizio è consultato anche da chi ha formazione medica, il che suggerisce che le domande non sono sempre banali.
Vero, ma non sappiamo quante di quelle chiamate da cittadini avrebbero potuto essere evitate con una migliore prevenzione o imballaggio dei prodotti. Il dato ci dice che la gente chiama, non perché chiama in modo appropriato.
I bambini rappresentano quasi il 50% dei casi. È una proporzione sorprendente?
Considerando che i bambini sono una frazione della popolazione totale, sì, è molto alta. Significa che gli incidenti domestici con i più giovani sono una parte significativa del carico di lavoro del centro. E il fatto che il 94% sia accidentale, non volontario, sottolinea che stiamo parlando di prevenzione, non di crisi psicologica.
Ma il comunicato non dice se questa proporzione è stabile nel tempo o se sta aumentando. Se i bambini rappresentavano il 48% nel 2024 e il 50% nel 2025, è una tendenza preoccupante o una variazione normale? Non lo sappiamo.
Il Parlamento ha approvato 1,5 milioni di franchi. È sufficiente?
Per il 2026, sì, è stato approvato. Ma la fondazione ha detto chiaramente che ha bisogno di finanziamenti stabili a lungo termine. Questo suggerisce che i 1,5 milioni potrebbero non essere sufficienti se le consultazioni continuano a crescere.
Esattamente. Il comunicato della fondazione sottolinea la necessità di finanziamenti sostenibili, il che è un modo diplomatico di dire che il credito annuale non è una soluzione. Ma non sappiamo quale sia il budget totale del centro, quindi non possiamo valutare se 1,5 milioni rappresentano un aumento, una conferma o un taglio rispetto agli anni precedenti.
Il Polso
- Quasi 45mila chiamate in un anno: il servizio 145 è sotto una pressione crescente e costante, senza margini di pausa.
- Circa 22mila casi hanno riguardato bambini e adolescenti, spesso vittime di una curiosità che incontra un flacone di medicinali o un detergente lasciato a portata di mano.
- Farmaci e prodotti domestici dominano le cause: oggetti ordinari che diventano pericoli reali in un momento di distrazione.
- Il Parlamento ha stanziato 1,5 milioni di franchi per il 2026, ma la fondazione avverte che i finanziamenti annuali non bastano a garantire stabilità operativa nel lungo periodo.
- Se il trend di crescita del 4,6% annuo dovesse continuare, il sistema rischia di non riuscire a tenere il passo senza risorse strutturali e interventi preventivi mirati.
In Svizzera, il numero d'emergenza tossicologico 145 ha risposto a quasi 45mila chiamate nel 2025, segnando un aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. Quasi la metà di questi casi ha coinvolto bambini e adolescenti, vittime per lo più di incidenti domestici con farmaci e prodotti di uso quotidiano. Questi numeri non raccontano solo una statistica sanitaria, ma ricordano quanto la fragilità si annidi negli spazi più familiari della vita domestica, e quanto sia necessario che una voce esperta sia sempre raggiungibile nell'istante in cui la normalità si incrina.
Il numero d'emergenza tossicologico svizzero 145 ha chiuso il 2025 con 44'736 consultazioni, segnando un aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. Una crescita che non sorprende chi conosce il servizio, ma che pone domande concrete sulla sua sostenibilità futura.
Ciò che colpisce di più nei dati è la presenza massiccia dei più giovani: quasi la metà dei casi ha riguardato bambini e adolescenti, per un totale di circa 22mila episodi. La grande maggioranza è classificata come accidentale — il risultato di un momento di distrazione o di una curiosità infantile. Solo il 6% dei casi pediatrici è stato attribuito a intossicazioni volontarie, a conferma che il problema è anzitutto una questione di sicurezza domestica.
I farmaci sono la causa principale, responsabili del 36,1% di tutti gli avvelenamenti. I prodotti per la casa — candeggina, detergenti — seguono con il 21,9%. Oggetti comuni, presenti in ogni abitazione, spesso sottovalutati. Il 70% delle chiamate arriva da cittadini in difficoltà, il restante 30% da professionisti sanitari in cerca di consulenza specializzata.
La fondazione Tox Info Suisse ha ottenuto dal Parlamento federale un credito di 1,5 milioni di franchi per il 2026, ma ha sottolineato pubblicamente che i finanziamenti legati a cicli annuali di approvazione generano incertezza. La richiesta è chiara: servono risorse stabili e prevedibili nel medio e lungo termine, perché il 145 non può permettersi interruzioni — né operative, né finanziarie.
Il numero d'emergenza 145 della Svizzera ha registrato quasi 45mila consultazioni nel 2025, confermando una tendenza di crescente pressione su un servizio che opera senza interruzione, ventiquattro ore al giorno. L'aumento rispetto all'anno precedente è stato del 4,6%, una cifra che riflette non solo una maggiore consapevolezza dell'esistenza del servizio, ma anche una realtà più inquietante: gli avvelenamenti accidentali continuano a rappresentare una minaccia concreta nella vita quotidiana delle famiglie svizzere.
Ciò che colpisce nei numeri è la proporzione dei casi che coinvolgono i più giovani. Quasi la metà delle 44'736 consultazioni ha riguardato bambini e adolescenti, il che significa che approssimativamente 22mila episodi di avvelenamento hanno interessato questa fascia d'età nel corso dell'anno. La stragrande maggioranza di questi casi è stata classificata come incidentale, il risultato di una curiosità infantile o di un momento di disattenzione. Solo il 6% dei casi pediatrici è stato attribuito a intossicazioni volontarie, una distinzione importante che sottolinea come il problema sia principalmente legato alla sicurezza domestica piuttosto che a comportamenti autolesionisti.
I dati epidemiologici raccontano una storia coerente: i medicamenti sono responsabili di più di un terzo di tutti gli avvelenamenti, rappresentando il 36,1% dei casi. I prodotti domestici, dalla candeggina ai detergenti, costituiscono il 21,9% delle cause. Questi sono oggetti ordinari, presenti in ogni casa, spesso riposti in luoghi apparentemente sicuri ma raggiungibili da mani piccole e curiose. Il servizio 145 riceve chiamate sia dalla popolazione generale che da professionisti sanitari: il 70% proviene da cittadini che si trovano di fronte a un'emergenza, mentre il 30% arriva da medici, infermieri e operatori sanitari che cercano consulenza specializzata.
La fondazione Tox Info Suisse, che gestisce questo servizio, ha visto il suo ruolo diventare sempre più critico nel sistema sanitario nazionale. Nel corso della sessione invernale, il Parlamento federale ha approvato un credito di 1,5 milioni di franchi per garantire il funzionamento del centro nel 2026. Tuttavia, questa decisione non ha completamente risolto le preoccupazioni organizzative. La fondazione ha sottolineato pubblicamente la necessità di assicurare un finanziamento stabile e prevedibile a medio e lungo termine, un appello che suggerisce come i fondi attuali, sebbene significativi, rimangono legati a cicli di approvazione annuali che creano incertezza operativa.
La crescita costante delle consultazioni pone interrogativi sulla sostenibilità futura del servizio. Se il trend del 4,6% annuo continua, il numero di chiamate continuerà a salire, richiedendo risorse umane e tecniche sempre maggiori. Il fatto che quasi la metà dei casi riguardi bambini suggerisce anche che la prevenzione rimane un'area dove interventi educativi potrebbero ridurre la pressione sul servizio d'emergenza. Nel frattempo, il 145 continua a operare come una linea di difesa critica, il punto di contatto immediato quando qualcosa va storto in una cucina, in un bagno, in una camera da letto.
Citazioni salienti
Il centro tossicologico ha sottolineato la necessità di assicurare un finanziamento sostenibile a medio e lungo termine— Fondazione Tox Info Suisse