In un momento in cui l'Europa osserva i conti pubblici con attenzione crescente, il governo italiano ha scelto la via della prudenza: 29 miliardi di euro distribuiti su due anni tra energia e difesa, con il ministro Giorgetti che avverte come ogni decimale di deficit pesi sul destino del Paese. La decisione riflette la tensione perenne tra le ambizioni politiche di una coalizione eterogenea e i vincoli di un'architettura europea che non perdona gli eccessi. L'Italia cammina su un filo sottile, cercando di uscire dalla procedura di infrazione senza spegnere le aspettative dei propri alleati di
Scostamento da 29 miliardi: Giorgetti frena sulla difesa, prudenza sulla manovra
I decimali fanno la differenza, e quindi l'auspicio è di aprire quello spazio
Perché Giorgetti ha deciso di ridurre la spesa per la difesa se il governo aveva già annunciato un importo maggiore un mese fa?
Il ministro ha spiegato che il contesto economico è diventato più complesso, con inflazione e tassi di interesse che rimangono difficili da prevedere. Ha scelto di essere più prudente rispetto agli annunci precedenti, riducendo la spesa militare di circa 7 miliardi per mantenere il controllo sul deficit.
Ma questo significa che il governo aveva fatto promesse che non poteva mantenere? O è una decisione strategica consapevole?
Probabilmente entrambe le cose. Un mese fa Giorgetti aveva annunciato 36 miliardi, ora sono 29. Dice che monitora "giorno per giorno" la situazione, quindi sembra una correzione di rotta basata su dati più recenti.
E come hanno reagito gli alleati a questa riduzione?
Il ministro della Difesa Crosetto ha accettato con comprensione, anche se spera in un aumento nel 2027. La Lega è soddisfatta perché l'energia ha raggiunto lo stesso livello della difesa. Ma Forza Italia e gli altri alleati stanno già presentando lunghe liste di richieste per la manovra.
Quanto è realistico che il governo mantenga il deficit sotto il 3% depurato dallo scostamento? Giorgetti insiste molto su questo punto.
È il nodo cruciale per uscire dalla procedura di infrazione europea. Giorgetti sottolinea che "i decimali fanno la differenza" perché un 3,1% nel 2025 aveva fatto fallire l'obiettivo precedente. Ma il debito rimane al 138% del Pil, quindi il margine è stretto.
Quali sono i rischi maggiori per questa manovra?
L'incertezza sui tassi e l'inflazione, l'incertezza sul futuro della Bce, e le pressioni politiche interne. Giorgetti ha detto chiaramente che il contesto richiede "maggiore attenzione", il che significa che potrebbe essere costretto a ulteriori correzioni.
Ma le opposizioni dicono già che sarà "l'ennesima manovra di mezze misure". Cosa significa concretamente per i cittadini?
Ancora non lo sappiamo. La manovra arriva alla Camera entro il 20 ottobre. Quello che sappiamo è che il governo sta cercando di bilanciare i vincoli europei con le pressioni politiche interne, e la prudenza di Giorgetti suggerisce che le scelte saranno limitate.
Il Polso
- Il governo approva 29 miliardi di scostamento, ma il ministro Giorgetti frena subito le aspettative: la prossima manovra sarà improntata alla prudenza, non all'espansione.
- La spesa militare viene ridotta di circa 7 miliardi rispetto agli annunci di un mese fa, creando tensioni silenziose con il ministro Crosetto e le ali più atlantiste della coalizione.
- Il deficit salirà al 3,4% nel 2027, ma il governo si aggrappa alla soglia del 3% come ancora di salvezza per uscire dalla procedura di infrazione europea.
- Forza Italia, Lega e Noi Moderati moltiplicano le richieste — flat tax, pensioni anticipate, sgravi per i giovani — mentre Giorgetti monitora i tassi giorno per giorno in un contesto che definisce 'complesso'.
- Il 13 ottobre il Parlamento dovrà votare lo scostamento a maggioranza assoluta: un appuntamento che mette alla prova la compattezza del centrodestra prima della corsa finale verso Bruxelles.
In un momento in cui l'Europa osserva i conti pubblici con attenzione crescente, il governo italiano ha scelto la via della prudenza: 29 miliardi di euro distribuiti su due anni tra energia e difesa, con il ministro Giorgetti che avverte come ogni decimale di deficit pesi sul destino del Paese. La decisione riflette la tensione perenne tra le ambizioni politiche di una coalizione eterogenea e i vincoli di un'architettura europea che non perdona gli eccessi. L'Italia cammina su un filo sottile, cercando di uscire dalla procedura di infrazione senza spegnere le aspettative dei propri alleati di governo.
Il consiglio dei ministri ha approvato uno scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro spalmato su due anni, destinato in parti uguali a energia e difesa. Ma il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha subito raffreddato gli entusiasmi: in un contesto che ha definito «complesso», con inflazione e tassi ancora imprevedibili, la prossima legge di bilancio sarà all'insegna della cautela.
Rispetto agli annunci di un mese fa, la quota destinata alla difesa è stata ridimensionata di circa 7 miliardi — lo 0,3% del Pil — con il ministro Crosetto che ha accettato il taglio auspicando condizioni migliori nel 2027. La Lega ha invece espresso soddisfazione per la parità raggiunta tra investimenti energetici e militari, un equilibrio che fotografa i compromessi interni alla coalizione.
Sul fronte dei conti, il deficit toccherà il 3,4% nel 2027 per poi scendere progressivamente fino al 2,3% nel 2029. Giorgetti ha però sottolineato che, al netto dello scostamento, il deficit rimane sotto la soglia europea del 3% — elemento decisivo per chiudere la procedura di infrazione. «I decimali fanno la differenza», ha ricordato il ministro, citando il 3,1% del 2025 come monito. Il debito pubblico, fermo sopra il 138% del Pil, inizierà a scendere solo dal 2028.
Intanto i partiti della maggioranza presentano già le loro liste dei desideri: Forza Italia punta alla riduzione della pressione fiscale, la Lega insiste su flat tax e pensioni a 64 anni, Noi Moderati propone zero tasse per i neoassunti under 30. Le opposizioni parlano di «ennesima manovra di mezze misure». Il 13 ottobre il Parlamento voterà lo scostamento a maggioranza assoluta, mentre entro il 20 ottobre la manovra dovrà arrivare alla Camera e il documento programmatico raggiungere Bruxelles: tre scadenze ravvicinate che diranno se il governo saprà tenere insieme numeri e politica.
Il governo italiano ha approvato uno scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro distribuito su due anni, ma il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha subito chiarito che il percorso della prossima legge di bilancio sarà segnato dalla prudenza, non dall'espansione. In un contesto economico che Giorgetti ha descritto come "complesso", dove l'inflazione e i tassi di interesse rimangono variabili difficili da prevedere, il governo ha deciso di ridimensionare lo sforzo destinato alla difesa rispetto a quanto annunciato un mese prima.
Lo scostamento da 29 miliardi era stato inizialmente concepito come equamente diviso tra energia e difesa, ma il ministro ha spiegato che la spesa militare subirà una decurtazione dello 0,3% del prodotto interno lordo, pari a circa 7 miliardi di euro in meno rispetto alle previsioni precedenti. La ripartizione finale prevede quindi uno 0,3% del Pil per l'energia e uno 0,3% per la difesa nel 2027, mentre nel 2028 lo scostamento sale a un ulteriore 0,6% equamente distribuito tra i due settori. Complessivamente, il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal consiglio dei ministri, conferma il sentiero di spesa concordato con l'Unione Europea, anche se con numeri "adeguati" rispetto alle condizioni economiche attuali.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha accettato il ridimensionamento con una dichiarazione di comprensione, pur esprimendo la speranza che le condizioni economiche del 2027 permettano un successivo aumento della spesa militare. Dalla Lega, invece, è arrivata "soddisfazione" per il fatto che gli investimenti in energia hanno raggiunto il livello di quelli destinati alla sicurezza. Questo equilibrio rappresenta un compromesso all'interno della coalizione di governo, dove diverse forze politiche spingono per priorità diverse.
Sotto il peso dello scostamento, il deficit salirà al 3,4% nel 2027, per poi scendere al 3,2% nel 2028 e al 2,3% nel 2029. Tuttavia, Giorgetti ha sottolineato che i dati del 2027 e 2028, "depurati dallo 0,6% dello scostamento", rimangono sotto la soglia del 3%, un elemento cruciale per l'uscita dalla procedura di infrazione europea. Il ministro ha insistito sul fatto che "i decimali fanno la differenza", ricordando come un deficit del 3,1% nel 2025 aveva fatto sfumare l'obiettivo precedente. Il debito pubblico rimane sopra il 138% del Pil, salendo al 138,6% nel 2027, e inizierà un percorso discendente solo dal 2028.
Giorgetti ha adottato un tono di estrema cautela rispetto alle pressioni politiche che già si stanno accumulando in vista della manovra. Ha dichiarato di monitorare "giorno per giorno" la situazione dei tassi e dell'inflazione, oltre all'incertezza riguardante il futuro della presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, su cui ha invitato a "fare chiarezza al più presto". Rispetto a un mese fa, il ministro ha ammesso di essere costretto a un approccio "un attimino più prudente" rispetto agli annunci che circolano sui giornali, sottolineando che il contesto economico "chiaramente richiede maggiore attenzione".
Forza Italia, che ha riunito il suo stato maggiore proprio in vista della manovra, ha già presentato "tante" proposte, incentrate soprattutto sulla riduzione della pressione fiscale. Il leader azzurro Antonio Tajani ha espresso l'auspicio che la manovra non sia "restrittiva". La Lega continua a fare pressione da settimane su misure come la flat tax per gli aumenti salariali dei giovani e l'anticipo della pensione a 64 anni, su cui Giorgetti ha già mostrato apertura. Noi Moderati propone invece zero tasse per i neoassunti under 30. Le opposizioni prevedono già "l'ennesima manovra di mezze misure senza visione".
I prossimi step sono cruciali per il governo. Il 13 ottobre il Parlamento voterà lo scostamento insieme al Documento programmatico di finanza pubblica, un voto che richiede la maggioranza assoluta e impone al centrodestra di mantenere ranghi compatti. Entro metà ottobre il documento programmatico deve essere inviato a Bruxelles, mentre la manovra di bilancio è attesa alla Camera entro il 20 ottobre. Questi appuntamenti determineranno se il governo riuscirà a mantenere l'equilibrio tra le pressioni politiche interne e i vincoli europei.
Citazioni salienti
Abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa— Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
Comprendo perfettamente le ragioni che hanno portato alla scelta— Guido Crosetto, ministro della Difesa