Il 5 settembre 2024, a Serravalle, San Marino ha interrotto vent'anni di attesa calcistica battendo il Liechtenstein in Nations League con un gol al 97° minuto. Non è soltanto un risultato sportivo: è la storia di una piccola nazione che affida il proprio sogno a studenti e lavoratori comuni, uomini che chiedono permessi al datore di lavoro per indossare una maglia. In un'epoca in cui il calcio è dominato da contratti milionari, questa vittoria ricorda che il gioco appartiene ancora a chi lo ama senza riserve.
San Marino, vittoria storica in Nations League dopo 20 anni: il gol del liceale Sensoli
Hanno scritto la storia senza professionisti, solo con studenti e lavoratori
Come si spiega una vittoria che mancava da vent'anni? È solo questione di fortuna o c'è qualcosa di più profondo?
C'è una costruzione dietro. La Federazione ha scelto consapevolmente di puntare su una rosa giovane, con studenti e lavoratori. Sensoli ha 19 anni, frequenta ancora il liceo. Non è improvvisazione, è una strategia.
Ma quanti gol aveva segnato San Marino prima di questi ultimi mesi? Trentaquattro in tutta la storia. Quattro in pochi mesi è un cambio reale, oppure è ancora una squadra che segna poco e ha avuto fortuna?
È vero che il numero totale rimane basso. Ma il trend è cambiato. E questa volta hanno vinto nonostante due giocatori importanti fossero fuori: Berardi infortunato, il capitano Vitaioli con un virus intestinale.
Cosa significa concretamente che i giocatori devono chiedere permessi al lavoro?
Significa che nessuno di loro può vivere di calcio. Uno fa l'operaio, un altro è libero professionista. Quando c'è una convocazione, devono negoziare con il datore di lavoro. Se i giorni sono troppi, prendono ferie.
E questo non è uno svantaggio competitivo enorme? Altre nazionali hanno professionisti che si allenano ogni giorno.
Sì, è uno svantaggio. Ma è anche quello che rende questa vittoria significativa. Non è una squadra costruita con risorse illimitate.
Chi è Cevoli e perché la sua storia importa?
Era un calciatore di seconda categoria quando è arrivato a San Marino. La repubblica gli ha permesso di diventare professionista. Ha giocato in Serie A, per la Reggiana di Ancelotti. Nel 2023 ha avuto un malore improvviso. Ora allena la Nazionale e vuole restituire quello che ha ricevuto.
Quindi è una storia di gratitudine personale che si trasforma in progetto sportivo?
Esattamente. E il fatto che il gol decisivo sia stato segnato da uno studente di liceo, non da un professionista, dice qualcosa su come questa squadra è costruita.
Cosa viene dopo? È solo una vittoria isolata o l'inizio di qualcosa?
Cevoli parla di un nuovo percorso. Ma dipenderà da come la Federazione continuerà a investire su questi ragazzi.
Rimane il fatto che è una sola partita. Bisogna vedere se riescono a ripetersi.
Le Pouls
- Vent'anni senza una vittoria ufficiale pesano come un'eredità difficile da scrollarsi di dosso, e ogni sconfitta alimentava il dubbio che il traguardo fosse irraggiungibile.
- La vigilia della partita si è complicata ulteriormente: un infortunio e un virus intestinale hanno privato la squadra di due titolari fondamentali in una rosa di soli 45 convocabili in tutto.
- Un gol annullato durante la gara ha fatto temere il peggio, ma al 97° minuto Nicko Sensoli — studente liceale classe 2005 — ha trasformato l'impossibile in realtà.
- Negli spogliatoi è esplosa la festa, il presidente della Federazione ha pianto, e il segnale è arrivato fino all'Argentina grazie a un collegamento televisivo con ESPN.
- L'allenatore Cevoli, sopravvissuto a un malore improvviso nel 2023 e tornato in panchina proprio con San Marino, vede in questa vittoria l'inizio di un nuovo percorso, non un punto di arrivo.
Il 5 settembre 2024, a Serravalle, San Marino ha interrotto vent'anni di attesa calcistica battendo il Liechtenstein in Nations League con un gol al 97° minuto. Non è soltanto un risultato sportivo: è la storia di una piccola nazione che affida il proprio sogno a studenti e lavoratori comuni, uomini che chiedono permessi al datore di lavoro per indossare una maglia. In un'epoca in cui il calcio è dominato da contratti milionari, questa vittoria ricorda che il gioco appartiene ancora a chi lo ama senza riserve.
La sera del 5 settembre, San Marino ha battuto il Liechtenstein in Nations League. Per molti sarebbe una notizia di ordinaria amministrazione; per la piccola repubblica, significava attendere vent'anni. L'ultima vittoria risaliva al 2004, un'amichevole contro lo stesso avversario, nello stesso stadio di Serravalle. Questa volta era ufficiale.
Il gol è arrivato al 97° minuto, firmato da Nicko Sensoli, nato nel 2005, ancora studente di liceo con la maturità alle porte. La rosa sammarinese non somiglia a quella di nessun'altra nazionale europea: nessun professionista in campo, solo studenti e lavoratori che chiedono permessi sportivi o consumano le ferie per rispondere alla convocazione. La partita era stata complicata fin dalla vigilia — un infortunio e un virus intestinale avevano tolto due titolari — e durante il match un gol era stato annullato. Poi è arrivato Sensoli, e tutto il resto è diventato storia.
La celebrazione ha travalicato i confini della piccola repubblica: il presidente della Federazione piangeva a bordo campo, negli spogliatoi è scoppiata la festa, e un collegamento con ESPN Argentina ha permesso a Dante Rossi, veterano di origini sudamericane, di condividere il momento con un pubblico lontano migliaia di chilometri.
Roberto Cevoli, l'allenatore, porta con sé una storia che si intreccia intimamente con San Marino: era un calciatore di seconda categoria quando arrivò nella repubblica, e da lì costruì una carriera che lo portò fino alla Serie A, alla Reggiana di Carlo Ancelotti. Nel gennaio 2023 un malore improvviso lo fermò. Il ritorno in panchina è avvenuto proprio con la Nazionale sammarinese, quasi un debito da onorare. «Voglio restituire quello che San Marino mi ha dato», ha spiegato. Con questa vittoria, Cevoli guarda già avanti: «Abbiamo scritto la storia. Spero sia l'inizio di un nuovo grande percorso».
La sera del 5 settembre, San Marino ha vinto una partita di calcio. Questo fatto, in sé, potrebbe sembrare ordinario. Ma per la Nazionale sammarinese significava attendere vent'anni. L'ultima vittoria risaliva al 2004, un'amichevole contro lo stesso Liechtenstein nello stesso stadio di Serravalle. Questa volta, però, era una gara ufficiale di Nations League. Il gol è arrivato al 97esimo minuto, quando la partita sembrava ormai decisa diversamente. L'ha segnato Nicko Sensoli, classe 2005, ancora studente di liceo. Tra pochi mesi lo aspetta l'esame di maturità. Roberto Cevoli, l'allenatore, ha raccontato l'emozione con voce tremante: il presidente della Federazione piangeva al fischio finale.
La rosa che ha conquistato questa vittoria non assomiglia a quella di altre nazionali europee. Nessun giocatore professionista militava nelle file sammarinesi fino al 6 settembre, quando è diventato ufficiale il trasferimento di Nicola Nanni alla Torres. Gli altri si dividono tra i banchi di scuola, le università e il lavoro. Sensoli, l'eroe della serata, frequenta il liceo. Molti compagni di squadra sono ancora studenti. Chi lavora deve chiedere permessi sportivi al datore di lavoro, e quando i giorni necessari sono troppi, deve ricorrere alle ferie. È una squadra costruita attorno a vite ordinarie, a ragazzi che si allenano e giocano per amore del calcio e della loro piccola nazione, non per contratti milionari.
La strada verso questa vittoria era stata segnata da segnali incoraggianti. Nei mesi precedenti, la Nazionale aveva segnato quattro gol nelle qualificazioni europee contro Danimarca, Kazakistan e Finlandia. Un dato che potrebbe sembrare modesto, ma che acquista peso quando si sa che nella storia intera di San Marino, i gol realizzati sono stati soltanto 34. Quattro di questi erano arrivati in pochi mesi. La partita contro il Liechtenstein, però, è stata complicata. Due giorni prima, Filippo Berardi si era infortunato. La mattina stessa della gara, il capitano Matteo Vitaioli era stato colpito da un virus intestinale. Giocatori difficili da rimpiazzare, soprattutto considerando che i calciatori convocabili dalla Federazione sono soltanto 45 in totale. Durante la partita, un gol sammarinese è stato annullato. Poi è arrivato il momento di Sensoli, al 97esimo minuto, dopo sette minuti di recupero.
La celebrazione è stata immediata e carica di significato. I giocatori hanno corso sotto la tribuna. Negli spogliatoi è scoppiata la festa. C'è stato anche un collegamento televisivo con ESPN Argentina, dove Dante Rossi, veterano della squadra sammarinese di origine argentina, ha potuto condividere il momento con il pubblico del Sud America. Una vittoria che ha travalicato i confini di una piccola repubblica.
Roberto Cevoli, l'allenatore, incarna una storia che si intreccia profondamente con San Marino. Era un calciatore di seconda categoria quando arrivò nella repubblica. Dopo una stagione, il passaggio al professionismo. La sua carriera lo ha portato fino alla Serie A, dove ha giocato per la Reggiana di Carlo Ancelotti, che definisce il suo maestro. Nel gennaio del 2023, un malore improvviso lo ha fermato. Era a letto con sua moglie quando è accaduto, senza preavviso. C'è stata paura. Quell'esperienza, ha detto, gli ha insegnato molto. Il ritorno in panchina è avvenuto proprio con la Nazionale sammarinese. «Voglio restituire quello che San Marino mi ha dato», ha spiegato. Con questa vittoria, il cerchio si è chiuso, almeno per il momento. Ma Cevoli guarda già avanti, a nuovi obiettivi. «Abbiamo scritto la storia. Per me significa tanto. Spero sia l'inizio di un nuovo grande percorso». Una prima vittoria ufficiale che potrebbe essere, davvero, solo l'inizio.
Citations marquantes
Un orgoglio enorme. Una partita che aspettavamo da tanto. Il Presidente piangeva al fischio finale.— Roberto Cevoli, allenatore della Nazionale
Sono diventato un calciatore professionista grazie a questo Paese. Voglio restituire quello che San Marino mi ha dato.— Roberto Cevoli