Nel cuore dell'autunno romano, la Rai ha inflitto al giornalista Sigfrido Ranucci una sospensione disciplinare di dieci giorni, intrecciando provvedimenti aziendali e battaglie giudiziarie in una vicenda che interroga i confini tra potere editoriale e libertà di informazione. Mentre il tribunale del Lavoro di Roma si prepara a pronunciarsi sul suo reintegro alla guida di Report, il caso Ranucci si trasforma in uno specchio delle tensioni irrisolte tra giornalismo d'inchiesta e governance pubblica.
Ranucci sospeso 10 giorni dalla Rai, il legale annuncia ricorso
Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete
Cosa ha spinto la Rai a sospendere Ranucci proprio adesso, mentre il tribunale sta decidendo?
Formalmente, quattro contestazioni disciplinari: accessi non autorizzati di una persona vicina a lui, diffusione di conversazioni private, inoltro di mail aziendali, e critiche a colleghi. Ma il tempismo è quello che colpisce.
Aspetta — quanti accessi esattamente? "Una cinquantina" è quello che dice la fonte. Non sappiamo se la Rai ha contato bene, se erano davvero non autorizzati, o se c'è una versione diversa da parte di Ranucci.
E le conversazioni private con il parlamentare M5s?
Ranucci le ha pubblicate. La Rai dice che non doveva farlo. Lui probabilmente dirà che era rilevante per il pubblico interesse.
Esatto. Sappiamo che sono state pubblicate, ma non sappiamo il contenuto, non sappiamo se Ranucci aveva motivi editoriali legittimi, non sappiamo cosa dice lui in sua difesa.
Il giudice del lavoro deciderà tutto questo?
Dovrebbe. La decisione è attesa entro questa settimana. Se il giudice lo reintegra, la sospensione di dieci giorni diventa quasi un dettaglio.
Quasi. Ma intanto Ranucci perde dieci giorni di stipendio, e il messaggio che la Rai manda è chiaro, indipendentemente da quello che dirà il tribunale.
Corsini ha detto che spera Ranucci non torni. È una cosa che un direttore dovrebbe dire pubblicamente?
Probabilmente no. Suggerisce che la decisione è già presa, che il processo è una formalità.
O suggerisce che Corsini è convinto di essere nel giusto. Non è la stessa cosa. Quello che non sappiamo è se il giudice sarà d'accordo.
El Pulso
- La Rai colpisce Ranucci con dieci giorni di sospensione senza retribuzione, fondandosi su quattro contestazioni che vanno dagli accessi non autorizzati alle sedi alla diffusione di conversazioni private con un parlamentare.
- Il tempismo del provvedimento — arrivato a pochi giorni dalla presentazione delle difese articolate del giornalista — accende i sospetti della difesa, che annuncia ricorso immediato senza commentare la 'coincidenza temporale'.
- Il tribunale del Lavoro di Roma è chiamato a decidere entro questa settimana sulla richiesta di reintegro, mentre Ranucci ha tempo fino al 13 ottobre per scegliere tra tre destinazioni alternative offerte dall'azienda.
- Report avanza verso la nuova gestione con Claudia Di Pasquale al debutto l'8 novembre, mentre il direttore Corsini dichiara apertamente di sperare che Ranucci non venga reintegrato, scatenando la reazione dei Cinque Stelle.
- Ranucci risponde dal basso, citando De Gregori sui social e annunciando incontri pubblici, trasformando la sua battaglia legale in un appello diretto al pubblico.
Nel cuore dell'autunno romano, la Rai ha inflitto al giornalista Sigfrido Ranucci una sospensione disciplinare di dieci giorni, intrecciando provvedimenti aziendali e battaglie giudiziarie in una vicenda che interroga i confini tra potere editoriale e libertà di informazione. Mentre il tribunale del Lavoro di Roma si prepara a pronunciarsi sul suo reintegro alla guida di Report, il caso Ranucci si trasforma in uno specchio delle tensioni irrisolte tra giornalismo d'inchiesta e governance pubblica.
La Rai ha inflitto a Sigfrido Ranucci una sospensione disciplinare di dieci giorni senza retribuzione, nel pieno di una disputa legale sulla sua rimozione dalla conduzione di Report. L'avvocato Roberto De Vita ha annunciato immediatamente ricorso, mentre il tribunale del Lavoro di Roma si appresta a pronunciarsi sulla richiesta di reintegro, attesa già entro questa settimana.
Il provvedimento si fonda su quattro contestazioni: accessi non autorizzati alle sedi Rai da parte di una persona vicina al giornalista, la pubblicazione di conversazioni private con il parlamentare M5S Dario Carotenuto, l'inoltro di comunicazioni aziendali a Valter Lavitola, e la denigrazione di colleghi indicati come possibili successori alla guida del programma.
La difesa ha sollevato obiezioni sul tempismo: la sospensione è arrivata a pochi giorni dalla presentazione delle memorie difensive di Ranucci, proprio mentre il giudice sta valutando il ricorso cautelare contro la rimozione da Report. De Vita ha scelto di non commentare la 'coincidenza temporale', in attesa della pronuncia.
Sul fronte delle scelte, la Rai ha prorogato al 13 ottobre il termine entro cui Ranucci dovrà optare tra tre alternative: vicedirettore al Tg3, vicedirettore a Rainews o corrispondente al Cairo. Intanto, Report si prepara al cambio di guardia con Claudia Di Pasquale, il cui debutto è fissato per l'8 novembre dopo la rinuncia di Giulia Presutti.
Le dichiarazioni del direttore dell'Approfondimento Rai Paolo Corsini — che ha auspicato pubblicamente il mancato reintegro di Ranucci, definendo l'ipotesi 'ucronia' — hanno scatenato la reazione dei Cinque Stelle, che hanno parlato di 'sfrontatezza' e accusato la Rai di operare sotto una 'totale, sfacciata impunità'. Ranucci, intanto, continua a comunicare sui social citando De Gregori e annunciando incontri con il pubblico, a partire da Bologna sabato prossimo.
La Rai ha inflitto a Sigfrido Ranucci una sospensione disciplinare di dieci giorni senza retribuzione, nel mezzo di una battaglia legale sulla sua rimozione dalla conduzione di Report. L'avvocato del giornalista, Roberto De Vita, ha annunciato immediatamente che presenterà ricorso contro il provvedimento, mentre il tribunale del Lavoro di Roma si prepara a pronunciarsi sulla richiesta di reintegro che potrebbe arrivare già questa settimana.
La decisione di Viale Mazzini si fonda su quattro contestazioni disciplinari specifiche. La prima riguarda circa cinquanta accessi alle sedi Rai da parte di Laura Cianfoni, ex sindacalista Cisl e persona vicina a Ranucci, accessi che secondo l'azienda non sarebbero stati autorizzati. La seconda contestazione riguarda la pubblicazione di conversazioni private con il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Dario Carotenuto. La terza accusa verte sull'inoltro di diverse comunicazioni aziendali a Valter Lavitola. Infine, la Rai contesta a Ranucci la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, inizialmente indicati come possibili successori alla guida del programma di inchiesta.
Il tempismo del provvedimento ha sollevato obiezioni immediate dalla difesa di Ranucci. L'avvocato De Vita ha sottolineato come la sospensione arrivi a pochi giorni dalla presentazione delle difese articolate del giornalista, nelle quali sono state contestate nel merito e nel metodo le accuse formulate dall'azienda. "Una decisione che interviene mentre il tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report", ha dichiarato, aggiungendo che la difesa non commenterà "la coincidenza temporale" in attesa della pronuncia del giudice.
La situazione rimane in sospeso su più fronti. La giudice Donatella Casari aveva fissato il 30 settembre come termine per il deposito delle note difensive, che sia la Rai sia i legali di Ranucci hanno presentato. Una decisione sulla richiesta di reintegro è attesa entro questa settimana, probabilmente già domani. Contemporaneamente, la Rai ha prorogato fino al 13 ottobre il termine entro il quale Ranucci deve scegliere tra tre alternative offerte dall'azienda: vicedirettore al Tg3, vicedirettore a Rainews, oppure corrispondente al Cairo.
Intanto, il programma Report prosegue il suo corso verso una nuova gestione. Giulia Presutti ha rinunciato al ruolo di conduttrice, e al suo posto arriverà Claudia Di Pasquale, il cui debutto è previsto per l'8 novembre. Paolo Corsini, direttore dell'Approfondimento Rai, ha commentato la situazione durante la presentazione della nuova edizione di "2 di Picche" a Milano, dichiarando di sperare che Ranucci non venga reintegrato. "Ranucci reintegrato? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia", ha detto, aggiungendo che la Rai sta "lavorando serenamente" e ritiene di "avere fatto tutto correttamente".
Le dichiarazioni di Corsini hanno provocato una reazione immediata dai Cinque Stelle, che le hanno bollate come espressione di "sfrontatezza che travalica ogni limite". Il movimento ha accusato la Rai di operare sotto una "totale, sfacciata impunità", utilizzando l'espressione "TeleMeloni" per criticare quello che percepisce come un allineamento politico dell'azienda. Ranucci, dal canto suo, ha continuato a comunicare sui social media, citando De Gregori e annunciando i suoi prossimi appuntamenti con il pubblico, a partire da un evento previsto per sabato prossimo a Bologna, dichiarando: "Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete".
Citas Notables
Faremo ricorso— Roberto De Vita, avvocato di Ranucci
Ranucci reintegrato? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia— Paolo Corsini, direttore dell'Approfondimento Rai