Petrucci esulta: 'Gioia indescrivibile, mai provata così'. Italia a Tokyo

Una gioia indescrivibile, non l'avevo mai provata così
Petrucci parla della qualificazione olimpica dell'Italia dopo la vittoria sulla Serbia al Preolimpico.
Mark

Cosa rende questa vittoria così speciale rispetto ad altre qualificazioni?

Mimi

È il primo accesso alle Olimpiadi in diciassette anni. L'Italia era assente dal 2004. E non è stata una qualificazione facile: hanno battuto la Serbia, una delle tre nazionali più forti al mondo, in casa loro.

Luke

Ma quanto di questa emozione viene dal fatto che era la Serbia, e quanto dal semplice fatto di tornare alle Olimpiadi dopo così tanto tempo?

Mark

Petrucci parla di aver chiamato Mancini la sera prima. Quanto peso ha davvero avuto?

Mimi

Probabilmente poco dal punto di vista tattico. Ma psicologicamente, in questi momenti, la fiducia conta. Mancini ha detto che avrebbero vinto, e questo ha portato bene secondo Petrucci.

Luke

È una storia carina, ma il merito vero è di Sacchetti e dei giocatori. Non sappiamo se Mancini ha davvero influito sulla partita o se è solo un aneddoto che Petrucci ricorda perché è andato bene.

Mark

Cosa significa per il basket italiano questo ritorno alle Olimpiadi?

Mimi

Significa che il progetto di Sacchetti ha funzionato. Significa che c'è una squadra competitiva, capace di battere avversari di altissimo livello.

Luke

Vero, ma ora viene la parte difficile. Alle Olimpiadi affronteranno squadre ancora più forti. Questa è la qualificazione; Tokyo sarà un'altra storia.

Mark

E il record di atleti azzurri?

Mimi

È un primato storico per l'Italia. Più atleti che mai parteciperanno ai Giochi.

Luke

È un dato positivo, ma non è direttamente collegato a questa vittoria di basket. È una coincidenza temporale che Petrucci sottolinea perché è contento.

  • Diciassette anni di assenza olimpica pesavano come un'eredità difficile da scrollarsi di dosso, ma l'Italbasket ha scelto la notte di Belgrado per riscrivere la propria storia.
  • Battere la Serbia in casa sua, davanti al pubblico serbo, contro una delle nazionali più forti al mondo, trasforma una vittoria sportiva in un'impresa quasi simbolica.
  • Il presidente Petrucci, visibilmente commosso, racconta che nessuno nello spogliatoio ha trattenuto le lacrime: la gioia ha travolto giocatori, staff e dirigenza senza distinzioni.
  • L'allenatore Meo Sacchetti viene indicato come l'architetto silenzioso del risultato, un uomo di dedizione che ha costruito questa squadra con pazienza e metodo.
  • La qualificazione si inserisce in un quadro più ampio: il numero di atleti azzurri a Tokyo ha stabilito un nuovo record storico, superando persino quello di Atene 2004.

Dopo diciassette anni di silenzio olimpico, l'Italia del basket ha ritrovato la sua voce sul palcoscenico più grande dello sport mondiale. A Belgrado, in casa della Serbia — seconda forza planetaria dopo Stati Uniti e Spagna — gli azzurri hanno dominato per quaranta minuti interi, vincendo 102-95 e strappando il pass per Tokyo 2021. È una qualificazione che parla di tempo, di attesa e di riscatto: non solo per una squadra, ma per un intero movimento sportivo che torna a credere in se stesso.

Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, fatica a trovare le parole giuste per descrivere quello che ha vissuto. L'Italia ha battuto la Serbia 102-95 nel Preolimpico di Belgrado, conquistando la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo dopo diciassette anni di assenza. Da quando ha lasciato il Coni per tornare al mondo del basket, dice, non aveva mai provato un'emozione simile.

Il peso della vittoria cresce se si considera l'avversario: la Serbia è considerata la seconda nazionale più forte al mondo, dopo gli Stati Uniti e prima della Spagna. Eppure l'Italia l'ha dominata dall'inizio alla fine, in casa loro, davanti a un pubblico che alla fine ha finito per applaudire gli azzurri. Petrucci descrive la partita come una prova di forza totale, quaranta minuti di controllo assoluto.

Nello spogliatoio non c'è stato nessuno che non abbia pianto. Il presidente riserva parole di grande stima per l'allenatore Meo Sacchetti, uomo semplice e dedito, al quale attribuisce buona parte del merito di questo risultato straordinario. Un aneddoto svela anche un tocco di scaramanzia: la sera prima della partita, Petrucci aveva chiamato Roberto Mancini chiedendogli un po' di ottimismo. Mancini aveva risposto che l'Italia avrebbe vinto. E così è stato.

La qualificazione porta con sé anche un primato collettivo: il numero di atleti azzurri che parteciperanno a Tokyo ha superato il record storico stabilito ad Atene 2004, quando Petrucci era ancora al Coni. Oggi ride nel sapere che Giovanni Malagò ha battuto il suo vecchio record. È una gioia che dedica alla sua famiglia, consapevole che l'Olimpiade — come ama ripetere — resta la manifestazione più grande per diventare campioni.

Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, non riesce a trattenere l'emozione mentre parla della qualificazione dell'Italia alle Olimpiadi di Tokyo. La squadra ha battuto la Serbia 102-95 nel Preolimpico, conquistando un pass che mancava dal 2004. È un risultato che ha scosso profondamente il dirigente: da quando ha lasciato il Coni per tornare al basket, non aveva mai provato nulla di simile.

La vittoria assume ancora più valore considerando chi è stato battuto. La Serbia è una delle nazionali più forti del mondo, seconda solo agli Stati Uniti e alla Spagna nel panorama internazionale. Eppure l'Italia l'ha dominata dall'inizio alla fine, e lo ha fatto in casa loro, a Belgrado, davanti al pubblico serbo. Quella stessa folla che alla fine ha applaudito gli azzurri. Petrucci descrive la partita come esaltante, una prova di forza che ha mantenuto il controllo per i quaranta minuti di gioco.

L'emozione che permea il racconto del presidente è palpabile. Non è solo una qualificazione olimpica, per quanto importante. È il ritorno dell'Italia al più grande palcoscenico dello sport mondiale dopo diciassette anni di assenza. I giocatori e lo staff stanno festeggiando, e Petrucci sottolinea che non c'è stato nessuno che non abbia pianto di gioia. Meo Sacchetti, l'allenatore, ha ricevuto il merito di Petrucci insieme a tutto lo staff: è un uomo semplice, dice il presidente, e la sua dedizione ha portato a questo risultato straordinario.

Un aneddoto rivela anche un tocco di superstizione nel momento. Petrucci racconta di aver chiamato Roberto Mancini la sera prima della partita, chiedendogli un po' di ottimismo. Mancini ha risposto che l'Italia avrebbe vinto. E così è stato. Il gesto ha portato bene, scherza Petrucci, anche se dietro c'è la consapevolezza che il vero merito appartiene ai ragazzi in campo e a chi li ha preparati.

La qualificazione per Tokyo rappresenta anche un altro primato per lo sport italiano. Il numero di atleti azzurri che parteciperanno ai Giochi ha stabilito un nuovo record storico, superando quello di Atene 2004 quando Petrucci era ancora al Coni. Il presidente ride nel ricordare come Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, abbia battuto il suo vecchio record. È una gioia che Petrucci dedica alla sua famiglia, consapevole che questo momento rappresenta qualcosa di più grande di una semplice qualificazione sportiva. L'Olimpiade, come dice lui stesso, è la manifestazione più grande per diventare campioni.

È una gioia indescrivibile. Da quando ho lasciato il Coni e sono tornato al basket non avevo mai provato un'emozione simile
— Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro
Meo è un uomo semplice, l'ho visto piangere, come tutti noi. Non c'è stato uno che non abbia pianto
— Gianni Petrucci, su Meo Sacchetti
Contact Us FAQ