Mozziconi di sigaretta, i produttori pagheranno per lo smaltimento

Chi produce il prodotto deve farsi carico anche di ciò che accade dopo
Il principio della responsabilità estesa del produttore trasferisce ai fabbricanti di sigarette l'onere economico della gestione dei mozziconi.
Mark

Perché il governo italiano decide proprio adesso di fare questo? I mozziconi sono sempre stati un problema.

Mimi

La direttiva europea sulla plastica monouso è stata emanata nel 2019, e l'Italia l'ha recepita nel 2021. Ma recepire una direttiva e attuarla sono due cose diverse. Questo schema di regolamento è il passo concreto per trasformare il principio in pratica operativa.

Luke

Giusto, ma il principio della responsabilità estesa del produttore non è nuovo. Quello che è nuovo è applicarlo ai filtri di sigaretta. E la domanda vera è: funzionerà? Perché le iniziative volontarie, come quelle del Consorzio Erion Care, non hanno fermato l'abbandono.

Mimi

Esatto. Le iniziative volontarie si basavano sulla sensibilizzazione dei fumatori. Ma il nuovo regolamento aggiunge un elemento: l'obbligo economico per i produttori. Se devi pagare per lo smaltimento, hai un incentivo a investire in prevenzione e raccolta.

Mark

E quanto dovranno pagare? Lo schema lo specifica?

Luke

No, questo è il punto. Lo schema definisce il quadro, ma i dettagli sui costi, sui criteri di calcolo, sulle modalità di versamento—tutto questo sarà discusso durante la consultazione che termina il 31 ottobre. Quindi ancora non sappiamo quanto peseranno questi obblighi economici.

Mimi

Vero. E questo è il motivo per cui la consultazione è così attesa dal settore. I produttori di tabacco vorranno capire l'entità dell'onere prima che il regolamento diventi definitivo.

Mark

Quindi il 31 ottobre è una scadenza importante.

Luke

Molto importante. Dopo quella data, il ministero pubblicherà il testo definitivo. E a quel punto, gli obblighi diventeranno vincolanti.

Mimi

Quello che colpisce è che il regolamento non si limita ai costi di smaltimento. Richiede anche misure di prevenzione e sensibilizzazione. Quindi i produttori dovranno investire sia nella gestione del rifiuto che nella comunicazione ai fumatori.

Mark

Una responsabilità a 360 gradi, insomma.

Luke

Sulla carta sì. Ma la vera responsabilità è sempre quella economica. Se il costo è basso, l'incentivo a investire in prevenzione rimane debole.

  • I mozziconi di sigaretta — contenenti filtri in plastica — rappresentano uno dei rifiuti più diffusi nell'ambiente urbano e naturale italiano, un problema che le iniziative volontarie non hanno saputo arginare.
  • Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato uno schema di regolamento che obbliga i produttori di tabacco a farsi carico dei costi di raccolta, smaltimento e prevenzione legati ai filtri abbandonati.
  • La consultazione pubblica aperta fino al 31 ottobre è il momento cruciale in cui l'industria, le associazioni ambientali e i gestori dei rifiuti possono contestare, correggere o sostenere il testo proposto.
  • La tensione centrale rimane irrisolta: stabilire quanto dovranno pagare i produttori, secondo quali criteri e con quali meccanismi di controllo, senza distorcere il mercato.
  • Il quadro definitivo, atteso dopo la chiusura della consultazione, ambisce a rendere sistematica una responsabilità che finora era affidata alla sensibilità individuale di produttori e consumatori.

Da decenni i mozziconi di sigaretta punteggiano le strade, le spiagge e i parchi italiani come una forma silenziosa di abbandono collettivo. L'Italia compie ora un passo strutturale: trasferire ai produttori di tabacco la responsabilità economica di ciò che resta dopo il consumo, traducendo in regole operative un principio già sancito dalla direttiva europea sui prodotti monouso. È il riconoscimento che la buona volontà non basta, e che il ciclo di vita di un prodotto non termina con la sua vendita.

L'Italia si appresta a scaricare sui produttori di tabacco il costo di un problema visibile ovunque: i mozziconi di sigaretta abbandonati nei parchi, sulle spiagge, per le strade. Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato uno schema di regolamento che formalizza questo trasferimento di responsabilità, dando corpo operativo a una direttiva europea — la 2019/904 — già recepita nel 2021 con il Decreto Legislativo 196.

Quella norma aveva introdotto il principio della responsabilità estesa del produttore per la filiera del tabacco: chi fabbrica il prodotto risponde anche di ciò che accade dopo il consumo. Ma un principio senza struttura rimane lettera morta. Lo schema pubblicato dal Mase disegna la mappa concreta degli obblighi: i produttori dovranno sostenere i costi di raccolta e smaltimento dei filtri in plastica, e investire in campagne di prevenzione rivolte ai fumatori.

Non è la prima volta che il settore si muove sul tema. Iniziative come quelle del Consorzio Erion Care avevano puntato sulla sensibilizzazione volontaria. Ma la buona volontà non ha fermato l'abbandono sistematico dei mozziconi. Il nuovo regolamento punta a costruire un sistema che funzioni a prescindere dalla sensibilità individuale.

La consultazione pubblica, aperta fino al 31 ottobre, è il passaggio in cui produttori, associazioni ambientali e operatori del settore rifiuti potranno presentare osservazioni e proporre correzioni. Non è una formalità: è il momento in cui si negoziano i dettagli decisivi — quanto pagare, secondo quali criteri, con quali controlli. Solo dopo questa fase il ministero pubblicherà il testo definitivo, segnando l'inizio concreto della guerra ai mozziconi annunciata da Roma e Bruxelles.

L'Italia si prepara a trasferire sulle spalle dei produttori di tabacco il peso economico di un problema che da anni si accumula nei parchi, sulle spiagge e per le strade delle città: i mozziconi di sigaretta. Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato uno schema di regolamento che formalizza questo passaggio di responsabilità, traducendo in norme concrete una direttiva europea pensata per contenere la dispersione della plastica monouso nell'ambiente.

La base legale esiste già. Nel novembre del 2021, l'Italia ha recepito la direttiva europea 2019/904 attraverso il Decreto Legislativo numero 196, introducendo un regime di responsabilità estesa del produttore specificamente rivolto alla filiera del tabacco. Quel decreto ha stabilito il principio: chi produce il prodotto deve farsi carico anche di ciò che accade dopo che il consumatore lo ha usato. Ma il principio, da solo, non basta. Serve una struttura operativa, una mappa chiara di obblighi, di costi, di ruoli. Lo schema pubblicato nei giorni scorsi dal Mase fornisce questa mappa.

Il nuovo regolamento definisce come i produttori di sigarette dovranno assumersi la responsabilità economica della raccolta e dello smaltimento dei filtri in plastica che rimangono dopo il consumo. Non è solo una questione di denaro, anche se il denaro è centrale. Il regolamento traccia anche le modalità attraverso cui i produttori dovranno investire in misure di prevenzione e sensibilizzazione, cercando di convincere i fumatori a non abbandonare i mozziconi nell'ambiente. L'intera disciplina ruota attorno a un'idea: attribuire responsabilità definite lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla fabbrica al rifiuto.

Prima di questa formalizzazione, il settore aveva già mosso alcuni passi. Iniziative volontarie di sensibilizzazione erano state promosse, come quelle del Consorzio Erion Care, che aveva cercato di affrontare il problema attraverso la consapevolezza dei cittadini. Ma le iniziative volontarie, per quanto utili, non hanno fermato l'abbandono sistematico dei mozziconi. Il nuovo quadro regolatorio è chiamato a fare quello che la buona volontà non ha potuto fare: strutturare responsabilità e obblighi in modo che il sistema funzioni indipendentemente dalla sensibilità individuale di chi produce o di chi consuma.

Ora inizia una fase di consultazione pubblica che si concluderà il 31 ottobre. Durante questi mesi, i soggetti interessati—i produttori di tabacco, le associazioni ambientali, i gestori dei rifiuti, chiunque abbia una posizione da esprimere—potranno formulare osservazioni sullo schema proposto. Questa consultazione non è una formalità. È il momento in cui il settore può far sentire la propria voce, sollevare questioni di fattibilità, proporre correzioni. Solo dopo questa fase, il ministero pubblicherà il testo definitivo del regolamento.

Ciò che emerge da questo processo è una tensione caratteristica della regolamentazione ambientale contemporanea: come trasferire il costo della gestione dei rifiuti a chi li produce, senza paralizzare l'industria o creare distorsioni di mercato. I produttori dovranno pagare, questo è certo. Ma quanto dovranno pagare, secondo quali criteri, con quali modalità di versamento e controllo—queste sono le domande che la consultazione dovrà affrontare. La guerra ai mozziconi, come l'hanno chiamata Roma e Bruxelles, non è una dichiarazione retorica. È l'inizio di una riscrittura delle regole del gioco.

L'intera disciplina punta ad attribuire responsabilità definite lungo il ciclo di vita del prodotto, con particolare attenzione alla prevenzione della dispersione dei rifiuti nell'ambiente
— Schema di regolamento del ministero dell'Ambiente
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