Mercato auto italiano in calo a gennaio: -5,9% con 133.692 immatricolazioni

Le ibride dominano al 45%, le elettriche rimangono ferme al 5%
A gennaio il mercato italiano mostra una chiara preferenza per i veicoli ibridi mentre le auto completamente elettriche stagnano.
Mark

Allora, il mercato auto italiano perde il 5,9% a gennaio. È una cifra che dovrebbe preoccupare?

Mimi

Dipende dalla prospettiva. In sé, il 5,9% è un calo significativo, ma non catastrofico. Quello che preoccupa davvero è il trend: il quarto trimestre 2024 era già stato debole, e gennaio non ha invertito la rotta.

Luke

Ma quanto di questo calo è dovuto a fattori strutturali e quanto a stagionalità? Gennaio è tradizionalmente un mese difficile per l'auto.

Mimi

È vero, ma il confronto è con gennaio 2024, quindi la stagionalità dovrebbe essere neutralizzata. Quello che emerge è che il contesto economico rimane incerto.

Mark

E le ibride? Sembrano l'unica storia positiva.

Mimi

Esatto. Le ibride salgono di 7 punti percentuali e arrivano al 45% del mercato. È una crescita impressionante.

Luke

Però bisogna distinguere: il 33,5% sono mild hybrid, che sono sostanzialmente auto a benzina con un piccolo motore elettrico. Le full hybrid vere sono solo l'11,5%. E le elettriche pure rimangono al 5%, completamente dipendenti dagli incentivi.

Mark

Quindi senza incentivi, le elettriche non decollano?

Mimi

Esattamente. Il dato è chiaro: al 5% e fermo. Quando gli incentivi mancano, la domanda crolla.

Luke

E il diesel? Perde il 45% dei volumi. È un crollo vero o è anche dovuto a un'offerta ridotta?

Mimi

Entrambi. L'offerta di mercato è sempre minore, ma c'è anche una scelta consapevole dei consumatori di allontanarsi dal diesel.

Mark

Cosa succede adesso a livello europeo?

Mimi

La Commissione Europea ha avviato un dialogo strategico per definire il futuro dell'automotive europeo. L'Italia sta guadagnando consensi con una posizione meno radicale sulla transizione energetica.

Luke

Ma quanto peseranno le politiche di Trump su tutto questo? Quagliano suggerisce che potrebbero avere un impatto importante.

Mimi

È il grande interrogativo. Se gli Stati Uniti allentano i vincoli ambientali, la pressione sulla Commissione Europea potrebbe diminuire, e anche i costruttori potrebbero ricalibrare le loro strategie green.

  • Con oltre 8.300 immatricolazioni in meno rispetto a gennaio 2024, il mercato italiano apre l'anno con un segnale d'allarme che l'Unrae non può ignorare.
  • Il diesel crolla del 45% e scompare quasi dall'orizzonte, mentre il metano esce definitivamente dalle statistiche: la mappa delle alimentazioni si sta ridisegnando in tempo reale.
  • Le ibride conquistano il 45% del mercato, ma questa crescita maschera una transizione elettrica che ristagna: le BEV rimangono ferme al 5%, prigioniere dell'assenza di incentivi.
  • I privati tengono e crescono fino al 63% delle immatricolazioni, ma il noleggio a lungo termine arretra, segnalando tensioni nelle flotte aziendali e nei grandi operatori.
  • La Commissione Europea ha aperto il 30 gennaio un tavolo strategico sull'automotive, con un piano d'azione atteso per il 5 marzo: le regole del gioco potrebbero cambiare, anche sotto la pressione delle scelte dell'amministrazione Trump.

Nel primo mese del 2025, il mercato automobilistico italiano ha immatricolato 133.692 vetture, segnando una contrazione del 5,9% rispetto a gennaio 2024 e un divario ancora più profondo — quasi un quinto dei volumi — rispetto all'era pre-pandemia. Il quadro riflette una transizione energetica incompiuta, dove le ibride avanzano con sicurezza mentre le elettriche restano ancorate al 5%, in attesa di incentivi che le rendano accessibili. Sullo sfondo, l'Europa avvia un dialogo strategico sull'automotive, consapevole che le scelte di oggi plasmeranno la mobilità di domani.

Il 2025 comincia in salita per l'automobile italiana. Le 133.692 immatricolazioni di gennaio rappresentano un calo del 5,9% rispetto allo stesso mese del 2024, con oltre 8.300 vetture mancanti all'appello. Il confronto con gennaio 2019 è ancora più impietoso: meno 19,1%, un divario che racconta quanto il mercato sia ancora distante dai volumi pre-pandemia, quando i prezzi erano ben più contenuti.

L'Unrae ha rivisto al ribasso le previsioni per l'intero anno, stimando circa 1.550.000 immatricolazioni — appena 9.000 in meno rispetto al 2024, ma comunque il segnale di un mercato che fatica a trovare slancio. L'incertezza economica pesa, e il quarto trimestre 2024 non aveva lasciato presagire nulla di diverso.

Tra le alimentazioni, le ibride sono le vere protagoniste: conquistano il 45% del mercato, guadagnando 7 punti percentuali. Il benzina arretra al 26,9%, il diesel subisce un crollo verticale — meno 45% dei volumi, appena il 9,3% di quota — e il metano scompare del tutto. Le elettriche rimangono bloccate al 5%, completamente dipendenti dagli incentivi pubblici, mentre le plug-in hybrid si fermano al 3,6%.

Sul fronte degli acquirenti, i privati guadagnano terreno e raggiungono il 63% delle immatricolazioni. Il noleggio a lungo termine soffre, scendendo al 19,7%, mentre le auto a chilometri zero salgono all'8,3%, specchio delle strategie commerciali dei concessionari.

A livello europeo, il 30 gennaio la Commissione ha avviato un «Dialogo strategico sul futuro del settore automotive», con un piano d'azione atteso per il 5 marzo. Secondo Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor, la posizione italiana — meno radicale sulla transizione energetica — sta guadagnando consensi in Europa. Sullo sfondo, le scelte dell'amministrazione Trump potrebbero influenzare sia le politiche comunitarie sia le strategie green dei costruttori, aprendo scenari ancora tutti da definire.

Il 2025 inizia in salita per il mercato automobilistico italiano. A gennaio sono state immatricolate 133.692 auto, un numero che rappresenta un arretramento del 5,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. In termini assoluti, mancano all'appello oltre 8.300 veicoli rispetto a gennaio 2024. Il dato è ancora più severo se si guarda indietro: confrontato con gennaio 2019, il calo raggiunge il 19,1%, un abisso che riflette come il mercato sia ancora lontano dai volumi pre-pandemia, quando i prezzi erano sensibilmente inferiori.

L'Unrae, l'associazione dei costruttori, non nasconde la preoccupazione. L'incertezza economica persiste, il quarto trimestre 2024 ha deluso le aspettative, e gennaio ha confermato il trend negativo. Di conseguenza, le stime per l'intero 2025 sono state riviste al ribasso: si prevede una stagnazione attorno a 1.550.000 immatricolazioni, circa 9.000 unità in meno rispetto al 2024, un calo dello 0,6%. Non è il crollo, ma è il segnale di un mercato che fatica a trovare slancio.

Tra le alimentazioni, il quadro è frammentato. Le vetture ibride emergono come le vere vincitrici di gennaio, guadagnando ben 7 punti percentuali e conquistando il 45% del mercato totale. All'interno di questa categoria, le mild hybrid rappresentano il 33,5% mentre le full hybrid il 11,5%. Il benzina arretra del 3,3%, fermandosi al 26,9% di quota. Il diesel, invece, subisce un crollo verticale: perde il 45% dei volumi e scende al 9,3% di share, una flessione di 6,5 punti dovuta anche a un'offerta di mercato sempre più ristretta. Il Gpl mantiene il 10,2% di quota con una leggera contrazione di 0,7 punti, mentre il metano scompare completamente dalle immatricolazioni.

Le auto elettriche rimangono bloccate al 5% del mercato, completamente dipendenti dagli incentivi pubblici. Le plug-in hybrid si fermano al 3,6%. Questi numeri raccontano una transizione energetica che procede a rilento, almeno nel segmento dei veicoli completamente elettrici, dove l'assenza di sostegni economici sembra essere il fattore determinante.

Sulla struttura del mercato per tipologia di acquirente, i privati guadagnano terreno e rappresentano il 63% delle immatricolazioni, con un incremento di 1,9 punti. Le auto a chilometri zero, quelle che i concessionari si auto-intestano per raggiungere target di vendita e poi rivendono a prezzo scontato, salgono all'8,3% con un guadagno di 0,4 punti. Il noleggio a lungo termine continua a soffrire, scendendo al 19,7% con una perdita di 1,6 punti percentuali, mentre il noleggio a breve termine registra una contrazione sostenuta, perdendo 0,8 punti e fermandosi al 3,3%. Le società mantengono il 5,6% del totale, in linea con il calo generale del mercato.

Mentre l'Italia affronta questi numeri difficili, a livello europeo si muove qualcosa. Il 30 gennaio la Commissione Europea ha avviato il «Dialogo strategico sul futuro del settore automotive europeo», un'iniziativa che mira a definire un piano d'azione da ufficializzare il 5 marzo. L'obiettivo è garantire la competitività dell'industria europea attraverso l'accesso a talenti e risorse, l'innovazione tecnologica, la regolamentazione e lo sviluppo dei veicoli di nuova generazione.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la posizione italiana sulla transizione energetica, meno radicale rispetto a quella di altri Paesi europei, sta guadagnando consensi all'interno dell'Unione. Il confronto in corso potrebbe portare a posizioni meno intransigenti, anche se probabilmente ancora molto distanti da quello che accade negli Stati Uniti, dove la politica dell'amministrazione Trump non sembra orientata a considerare le preoccupazioni ambientaliste. Le scelte della nuova amministrazione americana potrebbero avere un impatto significativo sia sulle politiche della Commissione Europea che sulle strategie green dei costruttori automobilistici.

Il contesto economico resta incerto e il peggioramento del quadro per il mercato auto impone una revisione al ribasso delle previsioni per l'intero anno 2025
— Unrae
La posizione italiana sulla transizione energetica acquista consensi tra gli altri Paesi dell'Unione Europea e il confronto in corso potrebbe portare a posizioni meno intransigenti
— Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor
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