In Italia 17 milioni di donne sono in menopausa; ogni anno 450mila entrano in questa fase, seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Tra il 40-60% delle donne riferisce difficoltà cognitive durante la menopausa, fenomeno noto come 'brain fog' o nebbia cognitiva, spesso legato a calo di estrogeni.
Menopausa, riscriviamo le regole: la campagna nazionale per la salute delle donne
La menopausa non è una malattia, ma un nuovo inizio della vita
Perché il ministero della Salute ha deciso di lanciare proprio adesso una campagna nazionale sulla menopausa?
Perché i numeri sono diventati impossibili da ignorare. Diciassette milioni di donne in Italia vivono questa fase, e ogni anno altre 450mila vi entrano. È la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Non è più un tema privato, è una questione di salute pubblica e di economia.
Ma il rapporto tra menopausa e abbandono del lavoro è documentato da uno studio specifico, la Women's Health Initiative. È uno studio americano, giusto? Sappiamo se questi dati si applicano direttamente al contesto italiano?
È una domanda giusta. Lo studio è stato citato come riferimento, ma il punto è che il fenomeno esiste ed è riconosciuto. Il ministero lo ha ritenuto sufficientemente significativo da includerlo nella presentazione.
E il 'brain fog', la nebbia cognitiva? Quanto è diffuso davvero?
Tra il 40 e il 60 per cento delle donne riferisce difficoltà cognitive durante la menopausa. Problemi di memoria, rallentamento nell'elaborazione delle informazioni. È un sintomo che molte non si aspettano e che spesso non viene riconosciuto.
Ma qui c'è una distinzione importante: questi disturbi non trovano riscontro ai test neuropsicologici standard. Significa che sono reali dal punto di vista dell'esperienza della donna, ma non sono misurabili con i test tradizionali. È una cosa che i medici devono imparare a riconoscere diversamente.
Esattamente. È per questo che il progetto include anche il supporto psicologico. Non è solo una questione di ormoni, è una questione di come la donna vive questa fase e di come la società la sostiene.
Cosa cambierà concretamente per una donna che lavora e attraversa la menopausa?
Il ministero sta attivando percorsi multidisciplinari, supporto psicologico, e sta chiedendo che gli ambienti di lavoro diventino più adeguati. Ambienti più confortevoli per chi soffre di vampate, servizi igienici accessibili. Sembra banale, ma per una donna che lavora fa una differenza enorme.
Questi sono impegni dichiarati. Sappiamo se ci sono finanziamenti specifici, se ci sono scadenze, se le aziende sono state coinvolte in questo processo?
Il progetto include finanziamenti attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, e il tema è stato inserito nel Piano nazionale della prevenzione. Ma hai ragione a chiedere i dettagli di implementazione. Quello è il passo successivo.
Il Polso
- In Italia 17 milioni di donne sono in menopausa; ogni anno 450mila entrano in questa fase
- La menopausa è la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità
- Tra il 40-60% delle donne riferisce difficoltà cognitive durante la menopausa, fenomeno noto come 'brain fog'
- Il ministero della Salute attiva percorsi di supporto psicologico e ambienti di lavoro più adeguati
In Italia 17 milioni di donne sono in menopausa; ogni anno 450mila entrano in questa fase, seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Tra il 40-60% delle donne riferisce difficoltà cognitive durante la menopausa, fenomeno noto come 'brain fog' o nebbia cognitiva, spesso legato a calo di estrogeni.
Presentato alla Camera il progetto 'Menopausa, riscriviamo le regole' con convegno nazionale, portale e libro per affrontare questa fase della vita con approccio multidisciplinare e supporto psicologico.
Alla Camera dei deputati, il 30 giugno, è stato presentato un progetto che intende cambiare il modo in cui l'Italia affronta la menopausa. Non come malattia, non come declino inevitabile, ma come una fase della vita che merita attenzione, sostegno e una risposta coordinata da parte del sistema sanitario, delle istituzioni e della società nel suo complesso. Il progetto si chiama 'Menopausa, riscriviamo le regole' e comprende un convegno nazionale, la creazione di un portale informativo e la pubblicazione di un libro intitolato 'M come Menopausa', scritto da Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni per Cairo Editore.
I numeri raccontano una storia che non può essere ignorata. In Italia vivono circa 17 milioni di donne in menopausa. Ogni anno, altre 450mila donne entrano in questa fase della vita. Eppure, secondo i dati della Women's Health Initiative, la menopausa rappresenta la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Questo dato non è una curiosità medica: significa che il Paese non sostiene ancora adeguatamente le donne nel momento in cui affrontano uno dei cambiamenti più significativi della loro esistenza. Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, ha sottolineato come il fenomeno abbia ricadute sociali ed economiche che vanno ben oltre la sfera sanitaria. Le donne, ha ricordato, sono professioniste, leader, si prendono cura delle famiglie e contribuiscono in modo determinante all'economia nazionale. Vanno sostenute in tutte le fasi della vita.
Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia all'università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, ha inquadrato la menopausa come uno dei due grandi cambiamenti ormonali che attraversano l'esistenza femminile, insieme alla pubertà. È un passaggio straordinario, ha detto, ma non deve essere banalizzato. Prima della menopausa, le donne godono di una protezione cardiovascolare legata agli ormoni. Dopo questo passaggio, acquisiscono una vulnerabilità simile, se non talvolta superiore, a quella maschile. Con l'aumento dell'aspettativa di vita, le donne vivono mediamente circa due anni in più rispetto agli uomini, e questo divario potrebbe ampliarsi ulteriormente. Eppure, spesso mancano informazione, cultura ed educazione sui determinanti della salute in questa fase della vita.
Uno dei sintomi meno conosciuti ma più diffusi è quello che gli esperti chiamano 'brain fog', la nebbia cognitiva. Secondo Mario Zappia, presidente della Società italiana di Neurologia, tra il 40 e il 60 per cento delle donne riferisce difficoltà cognitive durante la menopausa. Descrivono problemi di memoria, riduzione dell'apprendimento verbale e un rallentamento nella velocità di elaborazione delle informazioni. Nella maggior parte dei casi, questi disturbi non trovano riscontro ai test neuropsicologici standard, una condizione definita come 'declino cognitivo soggettivo'. Le cause sono molteplici: la riduzione dei livelli di estrogeni gioca un ruolo importante, ma anche le alterazioni dell'umore, lo stress emotivo, i disturbi del sonno e i sintomi vasomotori come le vampate di calore contribuiscono al fenomeno. Il rischio sembra essere maggiore nelle donne che affrontano una menopausa precoce. La buona notizia, secondo Zappia, è che gli studi longitudinali indicano come questi disturbi non tendono a peggiorare nel tempo e rappresentano nella maggior parte dei casi una condizione transitoria alla quale l'organismo riesce progressivamente ad adattarsi.
Campitiello ha precisato che la menopausa non è una malattia e nella maggior parte dei casi non richiede una terapia farmacologica. È però una condizione che comporta cambiamenti fisici e sintomi che possono incidere profondamente sulla qualità della vita e sulla capacità di svolgere normalmente l'attività lavorativa. Per questo motivo, il ministero della Salute ha deciso di sviluppare percorsi multidisciplinari dedicati che accompagnino le donne non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e sociale. Una grande novità di quest'anno è l'attivazione di percorsi di supporto psicologico specifici per le donne in menopausa. Il ministero ha inoltre istituito una struttura interdipartimentale dedicata alla salute della donna, con un approccio che accompagna tutto il percorso di vita, dall'infanzia all'adolescenza, dall'età riproduttiva fino alla menopausa.
Campitiello ha richiamato anche l'importanza di rendere gli ambienti di lavoro più adeguati alle esigenze delle donne in menopausa. Predisporre ambienti più confortevoli per chi soffre di vampate di calore, garantire servizi igienici facilmente accessibili in caso di disturbi urinari, significa favorire il benessere e consentire alle donne di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili. Colao ha sottolineato come sia necessario un impegno anche sul piano educativo. Forse è il momento di ripensare i contenuti della formazione scolastica, non limitandola alle materie tradizionali come matematica, storia o lingue, ma includendo anche l'educazione alla salute e ai suoi determinanti. Solo così potremo formare generazioni più consapevoli e capaci di comprendere i progressi della medicina e della scienza.
Zappia ha concluso sottolineando come la menopausa continui a essere un tema poco esplorato sia negli studi dedicati alla neurologia di genere sia nei trial clinici. Servono maggiori evidenze su come questa fase della vita influenzi l'evoluzione e il trattamento delle principali malattie neurologiche, dalla sclerosi multipla al Parkinson. Le società scientifiche devono dare risposte a queste domande, evidenziando la necessità di rafforzare la ricerca e la sensibilizzazione su un tema destinato a interessare un numero crescente di donne. Il messaggio lanciato da tutti gli esperti è univoco: la menopausa non deve essere considerata l'ultima fase della vita, ma un nuovo inizio.
Citazioni salienti
La menopausa non deve essere considerata l'ultima fase della vita, ma un nuovo inizio— Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute
Le donne rappresentano un asse portante del Paese: sono professioniste, leader, si prendono cura delle famiglie e contribuiscono in modo determinante all'economia. Vanno sostenute in tutte le fasi della vita— Maria Rosaria Campitiello