Nel silenzio dei corpi in crescita, qualcosa si infiamma: Roma e il Lazio registrano un aumento del 25% delle malattie infiammatorie croniche intestinali tra i bambini e gli adolescenti nell'arco di un decennio. L'ospedale Sant'Andrea ha risposto costruendo un centro di eccellenza che ogni anno accompagna almeno ottanta giovani pazienti attraverso diagnosi complesse e terapie innovative. La domanda che resta aperta — se l'aumento rifletta una maggiore capacità di riconoscere la malattia o una sua vera espansione — è essa stessa una forma di cura: guardare con attenzione ciò che prima sfuggiva.
Malattie infiammatorie intestinali: +25% tra i giovani romani
Se non diagnosticate in tempo, compromettono la crescita e lo sviluppo
Perché proprio in questa fascia d'età, tra i 10 e i 15 anni, si concentra il picco di diagnosi?
Secondo il professor Di Nardo, queste patologie esordiscono soprattutto in età pediatrica, proprio in quella finestra. Non è ancora completamente chiaro se sia una questione biologica legata allo sviluppo, a fattori ambientali o a una combinazione di entrambi.
Ma il 25% di aumento in dieci anni — è un aumento reale della malattia, o stiamo semplicemente diagnosticando meglio quello che c'era sempre stato?
È una domanda legittima. Il Sant'Andrea non specifica se l'incremento rifletta una migliore consapevolezza medica o un vero cambio epidemiologico. Sappiamo che i casi sono in aumento, ma la causa sottostante rimane aperta.
Quali sono le conseguenze se un bambino non viene diagnosticato in tempo?
Possono essere serie: compromissione della crescita, problemi nello sviluppo puberale, malnutrizione cronica. Sono effetti che possono lasciare segni permanenti durante anni cruciali di sviluppo.
E il centro del Sant'Andrea riesce a intercettare questi casi in tempo? Quindici giorni per una prima visita è buono, ma per una malattia che progredisce, potrebbe non essere abbastanza veloce in tutti i casi.
È un punto valido. Il centro ha recentemente potenziato i servizi, il che suggerisce che prima c'era un collo di bottiglia. Ora riescono a rispondere più rapidamente, ma non sappiamo se questo sia sufficiente per tutti i pazienti che ne hanno bisogno.
Cosa rende il Sant'Andrea diverso da altri ospedali?
Hanno tecnologie diagnostiche avanzate — videocapsula, enterografia-RM — e farmaci biologici innovativi. Ma soprattutto hanno un approccio multidisciplinare che include psicologi, cosa fondamentale per bambini con malattie croniche.
Però questi servizi sono concentrati in un solo ospedale di Roma. Cosa succede ai pazienti nel resto del Lazio che non hanno accesso a queste competenze?
Der Puls
- In dieci anni i casi di Morbo di Crohn e colite ulcerosa tra i 10 e i 15 anni sono cresciuti del 25% nel Lazio, un segnale che gli ospedali non possono più ignorare.
- Se non diagnosticate in tempo, queste patologie possono bloccare la crescita, ritardare la pubertà e portare a malnutrizione — il corpo adolescente paga il prezzo del ritardo.
- Solo a settembre il centro del Sant'Andrea ha registrato quattro nuove diagnosi e ricevuto tre richieste di second opinion da altre regioni, segno di una pressione crescente sul sistema.
- Il centro risponde con videocapsula, enteroscopia, risonanza magnetica e farmaci biologici di ultima generazione, affiancando ai medici anche psicologi per sostenere i pazienti nel percorso.
- Una prima visita viene garantita generalmente entro quindici giorni, un tempo relativamente contenuto per patologie di questa complessità, che attira famiglie anche da fuori regione.
Nel silenzio dei corpi in crescita, qualcosa si infiamma: Roma e il Lazio registrano un aumento del 25% delle malattie infiammatorie croniche intestinali tra i bambini e gli adolescenti nell'arco di un decennio. L'ospedale Sant'Andrea ha risposto costruendo un centro di eccellenza che ogni anno accompagna almeno ottanta giovani pazienti attraverso diagnosi complesse e terapie innovative. La domanda che resta aperta — se l'aumento rifletta una maggiore capacità di riconoscere la malattia o una sua vera espansione — è essa stessa una forma di cura: guardare con attenzione ciò che prima sfuggiva.
Nell'ultimo decennio Roma e il Lazio hanno visto crescere del 25% le diagnosi di Malattia di Crohn e colite ulcerosa tra bambini e adolescenti, con una concentrazione particolare nella fascia tra i 10 e i 15 anni. Non è un fenomeno marginale: gli ospedali della regione lo monitorano con attenzione crescente, consapevoli che dietro ogni numero c'è un corpo in sviluppo che rischia di essere compromesso.
L'ospedale Sant'Andrea di Roma ha risposto attivando un centro specializzato all'interno del reparto di pediatria, che segue ogni anno almeno 80 giovani pazienti — inclusi bambini provenienti da altre regioni in cerca di cure avanzate. Il 40% è affetto da Morbo di Crohn, il 60% da colite ulcerosa: due condizioni distinte che richiedono percorsi diagnostici e terapeutici differenziati.
Il professor Giovanni Di Nardo, direttore del centro, sottolinea quanto sia cruciale intervenire presto: senza una diagnosi tempestiva, l'infiammazione cronica e il malassorbimento dei nutrienti possono rallentare la crescita e ritardare lo sviluppo puberale. Solo nel mese di settembre sono arrivate quattro nuove diagnosi e tre richieste di second opinion da strutture nazionali.
Il centro si distingue per l'uso di tecnologie avanzate — videocapsula, enteroscopia, enterografia con risonanza magnetica — e di farmaci biologici di ultima generazione, con la capacità di testare marcatori predittivi per personalizzare le terapie. Il percorso è multidisciplinare: accanto ai gastroenterologi pediatrici lavorano psicologi, figura essenziale per chi affronta una malattia cronica in età evolutiva.
Le prime visite vengono garantite generalmente entro quindici giorni, un tempo contenuto per patologie così complesse. Resta aperta la domanda più profonda: l'aumento dei casi riflette una migliore capacità diagnostica o una reale crescita dell'incidenza? In entrambi i casi, avere un centro di eccellenza a disposizione rappresenta una risorsa concreta per i giovani pazienti e le loro famiglie.
Nel corso dell'ultimo decennio, Roma e il Lazio hanno registrato un incremento significativo di diagnosi di malattie infiammatorie croniche intestinali tra i più giovani. La Malattia di Crohn e la colite ulcerosa, le due patologie gastrointestinali più diffuse in questa popolazione, hanno visto aumentare i loro casi del 25% negli ultimi dieci anni, con una concentrazione particolare tra i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 10 e 15 anni. Non si tratta di un fenomeno isolato o marginale: questi numeri riflettono una tendenza che gli ospedali della regione stanno monitorando con crescente attenzione.
L'ospedale Sant'Andrea di Roma ha risposto a questa crescita attivando un centro specializzato all'interno del reparto di pediatria dedicato esclusivamente alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Ogni anno il centro segue almeno 80 giovani pazienti, una cifra che comprende anche bambini e adolescenti provenienti da altre regioni italiane che cercano cure specializzate. Tra i pazienti seguiti, il 40% è affetto da Malattia di Crohn mentre il 60% soffre di colite ulcerosa, due condizioni che richiedono un approccio diagnostico e terapeutico differenziato ma ugualmente complesso.
Secondo il professor Giovanni Di Nardo, direttore del centro, la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono cruciali per evitare conseguenze gravi sulla salute dei giovani pazienti. Se non identificate e curate nei tempi giusti, queste patologie possono compromettere la crescita staturo-ponderale e lo sviluppo puberale, fenomeni legati al malassorbimento dei nutrienti e all'infiammazione cronica che spesso si accompagna a malnutrizione. Solo nel mese di settembre il centro ha registrato quattro nuove diagnosi, e ha ricevuto tre richieste di second opinion da altre strutture nazionali per pazienti già diagnosticati ma seguiti altrove.
Il centro del Sant'Andrea si distingue per l'utilizzo di metodiche diagnostiche avanzate e terapie innovative. Gli strumenti a disposizione includono la videocapsula, l'enteroscopia e l'enterografia con risonanza magnetica, tecnologie che permettono una visualizzazione dettagliata dell'apparato gastrointestinale. Accanto a questi strumenti diagnostici, il centro impiega farmaci biologici di ultima generazione e ha la capacità di testare marcatori biologici predittivi, ovvero indicatori che permettono di prevedere come un paziente risponderà a un determinato trattamento o se rischia di sviluppare effetti collaterali.
L'approccio al paziente è strutturato secondo un percorso diagnostico terapeutico assistenziale aziendale che garantisce la presenza di competenze multidisciplinari. Accanto ai gastroenterologi pediatrici, il team include psicologi, una figura fondamentale considerando l'impatto emotivo e psicologico che una malattia cronica ha su bambini e adolescenti in fase di sviluppo. I giovani pazienti vengono seguiti sia in regime ambulatoriale che in ricovero, a seconda delle necessità cliniche. Il centro ha recentemente potenziato i suoi servizi e riesce a fissare una prima visita medica generalmente entro quindici giorni dalla richiesta, un tempo di attesa relativamente breve considerando la complessità delle patologie trattate.
La crescita costante dei casi negli ultimi dieci anni suggerisce che queste malattie non sono più rare o eccezionali nella popolazione pediatrica romana e laziale. Il fatto che il Sant'Andrea riceva richieste di second opinion da altre regioni indica che il centro ha acquisito una reputazione di eccellenza nel trattamento di queste condizioni complesse. Quello che rimane da comprendere è se l'aumento del 25% rifletta una maggiore consapevolezza e una migliore capacità diagnostica, oppure un vero incremento dell'incidenza della malattia nella popolazione. In ogni caso, la disponibilità di un centro specializzato con competenze avanzate rappresenta una risorsa importante per i giovani pazienti e le loro famiglie.
Bemerkenswerte Zitate
Se non diagnosticate e trattate precocemente, possono compromettere la crescita staturo-ponderale e lo sviluppo puberale, a causa del malassorbimento e dell'infiammazione cronica spesso associati a malnutrizione— Professor Giovanni Di Nardo, direttore del centro Sant'Andrea
Queste patologie sono in costante aumento, con un incremento dell'incidenza del 25% rispetto a dieci anni fa, ed esordiscono soprattutto in età pediatrica, in particolare tra i 10 e i 15 anni— Professor Giovanni Di Nardo