A Cesena, dopo otto mesi di digiuno e il trauma di una mancata qualificazione mondiale, l'Italia ha ritrovato la vittoria battendo l'Ungheria 2-1 nella Nations League. Non è solo un risultato sportivo: è il segnale che una squadra può ricostruire la propria identità attraverso il gioco, la fiducia e il coraggio di ricominciare. Barella e Pellegrini hanno firmato i gol, ma è l'intera collettività azzurra ad aver scritto qualcosa di più profondo — la storia di un gruppo che si rialza.
L'Italia ritrova il sorriso: 2-1 all'Ungheria e primo posto nel girone
L'Italia torna al successo con una squadra ritrovata, verticale e veloce
Cosa cambia davvero in questa Italia rispetto a quella che abbiamo visto soffrire nei mesi scorsi?
La velocità di transizione e la semplicità. Non è più una squadra che palleggia per il palleggio. Mancini ha capito che con tre attaccanti piccoli e veloci, il cross alto non ha senso. Invece gli scambi bassi, i movimenti verticali, il gioco sulle fasce — questo è quello che funziona.
Ma l'Ungheria non è la Germania. Quanto di quello che abbiamo visto è merito della nuova idea tattica e quanto è semplicemente una squadra più debole?
È una domanda giusta. L'Ungheria ha messo sotto l'Inghilterra in altre occasioni, quindi non è una squadra da sottovalutare. Ma è vero che la Germania ha dato coraggio agli azzurri. Hanno capito che potevano competere.
Pellegrini è stato il migliore in campo. Cosa lo ha reso così decisivo?
Ha preso la squadra sulle spalle dalla posizione di mezzala. Non era solo un passatore, era il regista del gioco verticale. Ha fatto da collante tra difesa e attacco.
Però c'è stato l'autogol di Mancini. Quanto è stata seria la reazione ungherese nel secondo tempo?
Seria abbastanza da creare apprensione. Il cambio di Rossi ha funzionato, Fiola ha dato profondità, e al primo cross è arrivato l'errore. Ma l'Ungheria non ha mai creato veri pericoli dopo il 2-1.
Allora cosa dobbiamo aspettarci dall'Inghilterra?
Una squadra molto più forte, che non farà gli stessi errori. Ma l'Italia ha ritrovato fiducia e un'idea di gioco. Non è poco.
E il fatto che siamo primi nel girone dopo due partite?
È importante psicologicamente. Ma il girone è ancora lungo. La Germania può recuperare, l'Inghilterra è sempre pericolosa. Però almeno adesso l'Italia sa di poter competere.
Il Polso
- L'Italia arrivava a Cesena con il peso di otto mesi senza vittorie e il fantasma del Mondiale mancato ancora vivo nella memoria collettiva.
- Pellegrini e Barella hanno illuminato il primo tempo con due gol che sembravano chiudere la partita, mostrando una squadra finalmente verticale e coraggiosa.
- Un autogol di Gianluca Mancini ha riaperto improvvisamente il match, trasformando una serata di controllo in venti minuti di tensione e apprensione.
- Gli ungheresi hanno creduto alla rimonta, Sallai ha insistito, e l'Italia ha dovuto stringere i denti prima di portare a casa tre punti fondamentali.
- Con il pareggio tra Germania e Inghilterra, gli azzurri si ritrovano in vetta al girone, pronti ad affrontare i prossimi impegni con rinnovata fiducia.
A Cesena, dopo otto mesi di digiuno e il trauma di una mancata qualificazione mondiale, l'Italia ha ritrovato la vittoria battendo l'Ungheria 2-1 nella Nations League. Non è solo un risultato sportivo: è il segnale che una squadra può ricostruire la propria identità attraverso il gioco, la fiducia e il coraggio di ricominciare. Barella e Pellegrini hanno firmato i gol, ma è l'intera collettività azzurra ad aver scritto qualcosa di più profondo — la storia di un gruppo che si rialza.
A Cesena l'Italia ha ritrovato la vittoria che mancava da otto mesi. Il 2-1 sull'Ungheria nella Nations League è il primo successo di questa edizione della competizione, dopo il pareggio all'esordio con la Germania. La squadra di Mancini ha mostrato un volto nuovo: più verticale, più rapido, con tre attaccanti — Gnonto, Raspadori e Politano — capaci di attaccare le fasce con continuità. Su tutti, Pellegrini da mezzala ha preso in mano la squadra, risultando il migliore in campo.
Il primo gol è arrivato alla mezz'ora: lancio di Cristante, affondo di Spinazzola sulla sinistra, velo di Raspadori e conclusione precisa di Barella dal limite. Poco dopo, Politano ha superato Szalai sulla destra e ha centrato per Pellegrini, che ha appoggiato in rete il 2-0. L'Ungheria, solida ma non eccelsa tecnicamente, ha subito a lungo il dominio azzurro senza creare veri pericoli.
Nel secondo tempo, però, il calcio ha ricordato che nulla è mai scritto. Un cambio di Rossi ha dato profondità agli ungheresi, e al primo cross Gianluca Mancini ha infilato la propria porta. Il 2-1 ha cambiato la psicologia della gara: gli avversari hanno iniziato a crederci, e l'Italia ha dovuto soffrire negli ultimi venti minuti prima di conservare il risultato.
Con il contemporaneo pareggio tra Germania e Inghilterra, gli azzurri si ritrovano in prima posizione nel girone. Non è poco, per una squadra che deve ricostruire fiducia e identità dopo il trauma della mancata qualificazione mondiale. Il sorriso è tornato, e ora l'Inghilterra attende.
A Cesena, l'Italia ha ritrovato la vittoria che le mancava da otto mesi. Il 2-1 sull'Ungheria nella Nations League rappresenta il primo successo di questa edizione della competizione, dopo il pareggio all'esordio con la Germania. Barella e Pellegrini hanno segnato nel primo tempo, costruendo una prestazione che ha mostrato una squadra ritrovata, verticale e veloce, lontana dalla sofferenza che aveva caratterizzato i mesi precedenti.
La nuova Italia di Mancini ha preso forma già contro la Germania, ma è stata contro l'Ungheria che il disegno tattico ha trovato piena espressione. Tre attaccanti compatti e rapidi — Gnonto, Raspadori e Politano — hanno attaccato le fasce con continuità, mentre Pellegrini, posizionato da mezzala, ha preso in mano la squadra e si è rivelato il migliore in campo. La difesa a tre ha mantenuto il controllo della situazione, e il palleggio non è stato fine a se stesso ma funzionale al gioco verticale. L'Ungheria, solida ma tecnicamente non eccelsa, ha subito a lungo il dominio azzurro senza creare veri pericoli. Marco Rossi ha cercato di organizzare la resistenza con una mediana di quattro uomini molto fisica, ma il ritmo imposto dall'Italia ha reso difficile ogni reazione.
Il primo gol è arrivato alla mezz'ora. Cristante ha lanciato lungo, Spinazzola ha affondato sulla sinistra, si è liberato del marcatore e ha messo al centro. Raspadori ha fornito il velo, e Barella ha calciato dal limite con precisione. Poco dopo, ancora Politano ha trovato spazio sulla destra, ha superato Attila Szalai e ha centrato in area: Pellegrini ha appoggiato in rete il 2-0. L'Italia sembrava lanciata verso il terzo gol, e nel secondo tempo le occasioni non sono mancate. Politano ha colpito la traversa, Cristante e Raspadori hanno avuto chance importanti, i dribbling di Gnonto hanno continuato a creare problemi alla difesa ungherese.
Ma il calcio non è matematica. Quando tutto sembrava scritto, Gianluca Mancini ha infila Donnarumma nella sua porta. Il cambio di Rossi — Fiola al posto di Schafer — ha dato profondità all'Ungheria, e al primo cross il difensore azzurro ha commesso l'errore che ha riaperto la partita. Il 2-1 ha cambiato la psicologia della gara. Gli ungheresi hanno iniziato a crederci, Sallai ha provato ancora, e negli ultimi venti minuti l'Italia ha dovuto soffrire. Mancini ha inserito Dimarco e Belotti per cercare di gestire la situazione, e alla fine la vittoria è stata conservata, anche se con qualche brivido.
Con il pareggio tra Germania e Inghilterra, l'Italia si ritrova in prima posizione nel girone. Non è poco, considerando dove la squadra era arrivata dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. Il sorriso è tornato, la fiducia si è riaccesa, e ora l'Inghilterra attende. Una squadra che ha ritrovato il coraggio e la voglia di giocare, che non rinuncia al controllo ma sa quando accelerare, rappresenta una base solida su cui costruire.
Citazioni salienti
L'Italia non vinceva una partita ufficiale da otto mesi, in Nations con il Belgio— Fabio Licari, inviato di Gazzetta dello Sport