L'Ema anticipa a dicembre: il vaccino Pfizer verso l'approvazione prima di Natale

Ogni giorno conta. Lavoriamo alla massima velocità
Von der Leyen sulla corsa europea per autorizzare i vaccini anti-Covid prima di Natale.
Mark

Perché l'Ema ha deciso di anticipare la riunione di una settimana?

Mimi

La pressione veniva da più direzioni. Germania, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti avevano già iniziato le vaccinazioni, e l'Europa non voleva restare indietro. Anche il ministro Speranza aveva chiesto esplicitamente di accelerare.

Luke

Ma è una decisione che mantiene intatte le procedure di sicurezza? O si sta correndo il rischio?

Mimi

Secondo Speranza, le procedure di sicurezza rimangono intatte. L'Ema sta semplicemente riunendosi prima, non saltando i controlli.

Mark

E se tutto va come previsto, quando inizia la vaccinazione in Italia?

Mimi

Teoricamente il 28 o 29 dicembre, se la logistica è pronta e l'Aifa valida subito il vaccino. Ma Conte ha detto che gli effetti significativi li vedremo in primavera.

Luke

Quante dosi avrà l'Italia a disposizione subito?

Mimi

Nel primo trimestre 2021, Pfizer fornirà 8,749 milioni di dosi. Nel complesso, l'Italia ha opzionato oltre 200 milioni di dosi da varie aziende.

Mark

Chi viene vaccinato per primo?

Mimi

Gli operatori sanitari, poi il personale e gli ospiti delle Rsa, poi gli anziani della popolazione generale.

Luke

E quanti italiani servono per avere un effetto reale sulla pandemia?

Mimi

Secondo gli esperti, tra i 10 e i 15 milioni di abitanti vaccinati, un numero che si dovrebbe raggiungere nella primavera inoltrata.

Mark

Quindi siamo ancora lontani da un'immunità di gregge?

Mimi

Molto lontani. La campagna è appena iniziata, e i numeri dicono che ci vorrà almeno fino a primavera inoltrata per vedere i primi effetti significativi.

Luke

E gli altri paesi europei? Hanno lo stesso piano?

Mimi

Ci sono stati incontri tra i ministri della Salute di otto paesi per coordinare gli aspetti essenziali. L'obiettivo è un avvio comune della vaccinazione negli stati membri.

  • L'Ema taglia una settimana di attesa e convoca per il 21 dicembre la riunione che potrebbe autorizzare il vaccino Pfizer-BioNTech, sotto la pressione esplicita dei ministri europei.
  • L'Europa si sente in ritardo: mentre Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti vaccinano già i loro cittadini, l'Unione corre per non perdere ulteriore terreno.
  • La catena di approvazione è stretta ma possibile: dopo il via libera Ema, la Commissione europea potrebbe agire entro 48 ore, rendendo il vaccino disponibile in tutta l'Ue il giorno successivo.
  • L'Italia punta al 28-29 dicembre come data di avvio, ma la logistica, la validazione Aifa e la distribuzione delle dosi restano variabili decisive ancora da consolidare.
  • Il premier Conte raffredda l'entusiasmo: i primi effetti reali sulla pandemia si vedranno solo in primavera, quando si raggiungeranno i 10-15 milioni di vaccinati necessari per un impatto significativo.

In un momento in cui la pandemia ha ridisegnato i confini del tempo e dell'attesa, l'Europa sceglie di non restare ferma: l'Agenzia europea per i medicinali ha anticipato al 21 dicembre la riunione decisiva sul vaccino Pfizer-BioNTech, aprendo la possibilità che i primi europei vengano vaccinati prima della fine del 2020. È la risposta collettiva di un continente che guarda oltre le proprie frontiere, consapevole che Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti hanno già iniziato il cammino. La speranza, ancora fragile, è che la scienza e la logistica si incontrino in tempo per trasformare un anno di perdite in una soglia verso la rinascita.

L'Agenzia europea per i medicinali ha deciso di anticipare al 21 dicembre la riunione cruciale per valutare l'approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech, rinunciando alla data originaria del 29. La mossa, sollecitata dal ministro della Salute italiano Roberto Speranza e accolta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, apre la possibilità concreta che i primi cittadini europei vengano vaccinati prima della fine dell'anno.

La spinta ad accelerare viene da più direzioni. La Germania ha premuto affinché l'Ue non restasse indietro rispetto a Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti, dove le campagne vaccinali erano già in corso. Negli Usa, la Fda aveva già certificato il vaccino come efficace e sicuro in vista della decisione ufficiale del 17 dicembre. Speranza ha ribadito che l'obiettivo era approvare il vaccino senza rinunciare ad alcuna procedura di sicurezza.

Secondo Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Ema, la Commissione europea potrebbe dare il via libera definitivo entro 48 ore dall'approvazione dell'agenzia. Con la validazione immediata dell'Aifa, la campagna vaccinale italiana potrebbe partire già il 28 o 29 dicembre, a patto che la macchina distributiva sia pronta.

Il premier Giuseppe Conte ha però invitato alla cautela: per un impatto reale sulla pandemia serviranno tra i 10 e i 15 milioni di vaccinati, un traguardo che gli esperti collocano nella primavera inoltrata. L'Italia ha già contrattualizzato 8,749 milioni di dosi Pfizer per il primo trimestre 2021 e un totale di oltre 202 milioni di dosi da vari produttori. La priorità andrà agli operatori sanitari, poi al personale e agli ospiti anziani delle Rsa, e infine agli anziani della popolazione generale.

Intanto, una videoconferenza tra i ministri della Salute di otto paesi europei ha lavorato al coordinamento della campagna. Von der Leyen ha ribadito che ogni giorno conta. In Italia, il ministro Boccia ha convocato la riunione finale per varare il piano vaccini nazionale. La macchina si sta mettendo in moto, con la speranza che il vaccino arrivi nelle braccia degli europei prima che l'anno si chiuda.

L'Agenzia europea per i medicinali ha deciso di anticipare di una settimana la riunione cruciale sul vaccino anti-Covid. Invece di attendere il 29 dicembre, i vertici Ema si incontreranno il 21 dicembre per valutare l'approvazione del siero Pfizer-BioNTech. La mossa rappresenta un'accelerazione significativa nei tempi, richiesta esplicitamente dal ministro della Salute italiano Roberto Speranza e accolta con favore dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha dichiarato probabile che i primi cittadini europei ricevano il vaccino ancora prima della fine dell'anno.

La pressione per velocizzare il processo arriva da più fronti. La Germania ha spinto con forza affinché l'Ue non restasse indietro rispetto a paesi come Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti, dove le campagne vaccinali erano già iniziate. Negli Usa, l'agenzia del farmaco Fda ha già certificato il vaccino come efficace e sicuro in un rapporto reso pubblico in vista della decisione ufficiale del 17 dicembre sull'uso d'emergenza. Speranza ha ribadito l'auspicio che l'Ema, mantenendo intatte tutte le procedure di sicurezza, potesse approvare il vaccino in anticipo e che le vaccinazioni iniziassero al più presto nei paesi dell'Unione.

Secondo Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Ema, il passaggio successivo alla Commissione europea per l'approvazione definitiva potrebbe avvenire entro 48 ore dal via libera dell'agenzia. Una volta ottenuto il nulla osta, il vaccino sarebbe utilizzabile dal giorno seguente in tutti i paesi dell'Ue. Se la macchina distributiva e la logistica fossero pronte, e con la validazione immediata dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, la campagna vaccinale italiana potrebbe partire già il 28 o 29 dicembre.

Il premier Giuseppe Conte ha però temprato le aspettative, sottolineando che i primi effetti significativi della vaccinazione si vedranno in primavera. L'Italia avrà le prime dosi già a gennaio, ma per ottenere un impatto rilevante sulla pandemia serviranno tra i 10 e i 15 milioni di abitanti vaccinati, un traguardo che gli esperti collocano nella primavera inoltrata, prima dell'estate. Secondo il contratto già sottoscritto, Pfizer fornirà all'Italia 8,749 milioni di dosi nel primo trimestre 2021, con un totale di 26,92 milioni di dosi. Nel complesso, l'Italia ha già opzionato 202,573 milioni di dosi da varie aziende produttrici.

La strategia vaccinale italiana prevede un ordine di priorità ben definito. Gli operatori sanitari saranno i primi a ricevere il vaccino, seguiti dal personale e dagli ospiti anziani delle residenze sanitarie assistenziali. Successivamente, la campagna procederà vaccinando prima gli anziani della popolazione generale. Il paese dovrebbe avere assicurate almeno 10 milioni di dosi da Pfizer e Moderna per le fasi iniziali. Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, ha confermato questi piani.

L'obiettivo rimane quello di un avvio coordinato della vaccinazione in tutti gli stati membri dell'Ue. Ieri si è tenuta una videoconferenza tra i ministri della Salute di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera per identificare gli aspetti essenziali della campagna che dovrebbero essere coordinati a livello statale. Von der Leyen ha ribadito che ogni giorno conta e che l'Ue sta lavorando alla massima velocità per autorizzare i vaccini anti-Covid. Oggi, con il ministro Speranza, il commissario Arcuri e il capo della Protezione civile Borrelli, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia terrà la riunione finale per varare il piano vaccini italiano. La macchina si sta mettendo in moto, con il vaccino che potrebbe arrivare nelle braccia degli europei prima che l'anno finisca.

I primi significativi effetti della vaccinazione li avremo in primavera. Già a gennaio avremo le prime dosi e gli esperti indicano tra i 10 e i 15 milioni di abitanti vaccinati per ottenere questo effetto in primavera inoltrata, prima dell'estate.
— Premier Giuseppe Conte
Il mio auspicio è che l'Ema, nel rispetto di tutte le procedure di sicurezza, possa approvare il vaccino Pfizer-BioNTech in anticipo e che al più presto le vaccinazioni possano iniziare anche nei Paesi dell'Ue.
— Ministro della Salute Roberto Speranza
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