Il data center di Musk a Southaven: 418 case per blindare Colossus e la class action sul rumore

Residenti di Colonial Hills esposti a rumore costante che impedisce il sonno e fa tremare le abitazioni, con possibili rischi per salute secondo l'OMS.
Un patto di non belligeranza: vendi la casa, ritiri la causa
Secondo la registrazione, l'acquisto delle case di Colonial Hills equivale a ritirarsi dalla class action contro SpaceXAI.
Mark

Partiamo dal punto centrale: perché queste 418 case contano così tanto?

Mimi

Perché secondo la registrazione l'acquisto serve a svuotare la class action. Chi vende si impegna a ritirarsi dalla causa, quindi ogni firma toglie un querelante.

Mark

E il rumore quanto è fuori norma?

Mimi

Le rilevazioni parlano di 65-70 dB fuori dalle case, giorno e notte, contro un limite residenziale di 55.

Luke

Fermiamoci sulla registrazione, però. È la parola di un agente immobiliare, riportata dal Guardian. Non abbiamo un documento di SpaceXAI che dica che lo scopo è questo.

Mimi

Vero, ed è un'attribuzione importante. Però l'agente era incaricato dall'azienda e parlava dell'obiettivo dei 418 immobili.

Mark

E «Elonville»?

Luke

Quella è l'ipotesi di una residente, non un fatto. Che il quartiere diventi un campus blindato non è confermato da nessuno.

Mimi

Il sindaco Musselwhite parla di alloggi per i lavoratori di xAI e SpaceX, quindi una destinazione d'uso c'è, ma diversa dal racconto dei residenti.

Mark

E le turbine?

Luke

C'è l'accordo statale di luglio: 69 turbine temporanee smantellate tra agosto 2026 e luglio 2027. Resta da vedere se i tempi saranno rispettati e se i silenziatori basteranno: oggi non si sa.

  • Turbine a gas da 65-70 decibel, ben oltre il limite residenziale di 55, scuotono le finestre di Colonial Hills giorno e notte.
  • Un agente immobiliare ammette che l'acquisto di 418 case mira a ritirare la class action, e 18 proprietari hanno già firmato.
  • Il sindaco difende l'operazione, parla di entrate fiscali record e liquida le proteste come attacco politico a Musk.
  • Lo Stato del Mississippi impone lo smantellamento delle 69 turbine temporanee entro luglio 2027, in attesa di una centrale da 1,2 GW.
  • Resta aperta la domanda su quante altre famiglie venderanno e su che fine farà la causa legale.

A Southaven, cittadina del Mississippi di poco meno di 60mila anime, il rombo delle turbine che alimentano i data center di SpaceXAI non dà tregua a chi vive nel quartiere di Colonial Hills. In questo angolo di America, dove la corsa all'intelligenza artificiale incontra la quiete domestica, una tensione antica tra progresso e diritto al riposo torna a farsi concreta. Il tentativo dell'azienda di Elon Musk di acquistare case in blocco, mentre il rumore resta fuori dalle finestre, racconta quanto il costo di una tecnologia nuova possa ricadere, prima ancora che sui conti, sulle notti di chi non ha scelto nulla.

A Colonial Hills, quartiere residenziale di Southaven, il rumore non concede tregua. Chi ci vive lo paragona al ronzio costante di un motore d'aereo, e le finestre tremano di continuo. Il frastuono nasce dalle turbine a gas che alimentano i data center di SpaceXAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, collocate a poco più di 500 metri dalle case.

Le turbine producono picchi tra 65 e 70 decibel, sia di giorno sia di notte, ben oltre il limite di 55 dB previsto per le aree residenziali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità collega un'esposizione prolungata a livelli simili a disturbi del sonno, stress e problemi cardiovascolari. Molti residenti hanno avviato una class action contro l'azienda.

Un'inchiesta del Guardian ha rivelato che un agente immobiliare, in una registrazione, ha spiegato l'obiettivo di acquisire 418 case nel quartiere. Diciotto proprietari avrebbero già firmato. Secondo l'agente, l'acquisto serve soprattutto a neutralizzare la causa: chi vende si impegna a ritirarsi. Circola tra i residenti anche l'ipotesi di un campus privato, ma non è un piano confermato.

Il sindaco Darren Musselwhite ha respinto le accuse, definendo false le notizie di residenti cacciati con la forza, e ha promesso entrate fiscali straordinarie per la contea. Sul fronte del rumore, lo Stato ha imposto lo smantellamento delle 69 turbine temporanee tra agosto 2026 e luglio 2027, in vista di una centrale permanente da 1,2 GW con silenziatori avanzati. Resta da capire quante famiglie cederanno e che cosa accadrà alla causa.

A Colonial Hills, quartiere residenziale di Southaven, nel Mississippi, il rumore non si ferma né di giorno né di notte. Chi ci abita lo paragona al rombo costante di un motore d'aereo. Le finestre, raccontano i residenti, tremano per le vibrazioni. Il rumore arriva dalle turbine a gas naturale che alimentano i data center di SpaceXAI, l'azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk, e la centrale si trova a poco più di 500 metri dalle case.

Southaven è una città di poco meno di 60mila abitanti. Alla sua periferia ovest è in costruzione Colossus, il supercomputer con i data center che oggi utilizzano 100.000 chip Nvidia, un numero destinato a crescere. Secondo quanto riportato dal Guardian, per far funzionare tutto questo servono turbine che, fuori dalle abitazioni, producono picchi costanti tra 65 e 70 decibel, sia di giorno sia di notte. Il limite massimo consentito per le aree residenziali è di 55 dB.

La soglia dei 55 dB non è un numero qualunque: l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica che un'esposizione costante al di sopra di quel livello può provocare disturbi del sonno, stress cronico e problemi cardiovascolari. Molti residenti hanno denunciato di non riuscire a dormire né a stare in giardino, e hanno avviato una class action contro SpaceXAI.

A questo punto entra in scena l'inchiesta del Guardian. Il giornale ha ottenuto alcune registrazioni in cui uno degli agenti immobiliari incaricati da SpaceXAI spiega a un residente che l'obiettivo finale è acquisire 418 case a Colonial Hills. Al momento della registrazione, secondo l'agente, 18 proprietari avevano già accettato l'offerta a prezzo di mercato e firmato l'accordo di vendita.

Nella stessa registrazione l'agente ammette senza giri di parole che il motivo principale dell'acquisto in blocco è neutralizzare la class action. L'accordo per ricevere il denaro funziona, di fatto, come un patto di non belligeranza: chi vende si impegna a ritirarsi dalla causa contro SpaceXAI. Una cittadina di Southaven sentita dal Guardian sostiene che Musk voglia estendere gli acquisti all'intero quartiere, creando «una Elonville». Il quartiere, svuotato dei civili, potrebbe diventare un campus privato per i dipendenti dell'azienda: è questa l'ipotesi che circola tra i residenti, non un piano confermato.

Il sindaco di Southaven, Darren Musselwhite, ha difeso l'operazione dopo la pubblicazione dell'inchiesta. Ha definito falsi i servizi dei telegiornali locali che parlavano di residenti cacciati con la forza e ha confermato che gli immobili acquistati ospiteranno la forza lavoro di xAI e SpaceX, man mano che le aziende amplieranno le attività. A suo dire l'operazione genererà entrate fiscali senza precedenti per i contribuenti della contea di DeSoto, con un miglioramento dei servizi pubblici. Musselwhite aveva già invitato chi si lamentava del rumore a valutare l'idea di vendere, e aveva liquidato parte delle proteste come un attacco politico radicale a Musk.

Sul fronte del rumore, intanto, è stato avviato l'iter per attuare l'accordo siglato a luglio con lo Stato del Mississippi. Il piano impone all'azienda di smantellare progressivamente, tra agosto 2026 e luglio 2027, tutte le 69 turbine temporanee a gas responsabili del frastuono. Al loro posto sorgerà una centrale permanente da 1,2 GW con 41 turbine fisse autorizzate e dotate di silenziatori avanzati. Resta da vedere quante altre famiglie venderanno e che cosa ne sarà della class action.

Le notizie su residenti cacciati con la forza sono false; gli immobili ospiteranno la forza lavoro di xAI e SpaceX.
— Darren Musselwhite, sindaco di Southaven (parafrasi)
Musk vuole espandere l'acquisto all'intero quartiere, creando una 'Elonville'.
— Residente di Southaven intervistata dal Guardian
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