Nel cuore dell'integrazione bancaria europea, UniCredit compie un passo che ridisegna i confini tra capitali e sovranità nazionali: la BaFin tedesca ha autorizzato la banca italiana a superare la soglia del 30% in Commerzbank, cedendo il testimone alla BCE, che avrà fino a ottobre per pronunciarsi. Quella che è iniziata come un'acquisizione silenziosa nel settembre 2024 si è trasformata in una delle operazioni finanziarie più cariche di tensione politica dell'Europa contemporanea, ponendo domande profonde su chi governa davvero le istituzioni sistemiche di un paese.
Germania approva UniCredit oltre il 30% di Commerzbank: ora tocca alla BCE
La BCE avrà fino a 80 giorni per il verdetto definitivo
Perché la BaFin ha dovuto approvare questa richiesta? Non è una decisione che spetta direttamente alla BCE?
La BaFin è l'autorità di vigilanza bancaria tedesca, quindi ha competenza sulla prima valutazione. Ma poiché Commerzbank è una banca europea, la BCE deve dare il suo assenso finale per qualsiasi partecipazione superiore al 30%. È un sistema a due livelli.
Giusto, ma qui c'è una cosa da chiarire: la BaFin ha approvato la richiesta, ma questo non significa che abbia detto sì al controllo di UniCredit. Ha solo detto che la domanda può procedere verso la BCE. Sono due cose diverse.
Allora cosa succede adesso, concretamente?
La BCE ha fino a 80 giorni lavorativi per decidere. Se chiede informazioni aggiuntive, il termine si estende. Altrimenti il verdetto arriva a ottobre.
E qui bisogna stare attenti: 80 giorni è il massimo teorico. Se la BCE non chiede nulla, sono 60. Non sappiamo ancora quale strada prenderà.
UniCredit già controlla il 50% circa dei diritti di voto. Come è possibile che la BCE possa ancora dire no?
Perché il 30% è una soglia legale. Superarla significa entrare in un regime di controllo che richiede approvazione esplicita. Il fatto che UniCredit abbia già il 50% dei voti non cambia il fatto che deve ottenere il permesso normativo.
Esatto. E la Germania ha già detto che considera questa una scalata ostile. La BCE dovrà bilanciare le considerazioni di stabilità finanziaria con le preoccupazioni politiche di Berlino. Non è scontato come potrebbe sembrare.
The Pulse
- Il via libera della BaFin rimuove l'ultimo ostacolo regolamentare tedesco, trasferendo alla BCE la responsabilità — e il peso politico — della decisione finale.
- UniCredit controlla già circa il 50% dei diritti di voto in Commerzbank, una posizione che le consentirebbe di nominare parte del consiglio di sorveglianza della banca tedesca.
- Il governo di Berlino aveva definito la manovra una scalata 'ostile', ma le resistenze politiche non hanno fermato l'avanzata metodica orchestrata dall'AD Andrea Orcel.
- La BCE dispone di 60 giorni lavorativi, estendibili a 80, per valutare il superamento della soglia: il verdetto è atteso nella seconda metà di ottobre e potrebbe aprire la strada al controllo pieno.
Nel cuore dell'integrazione bancaria europea, UniCredit compie un passo che ridisegna i confini tra capitali e sovranità nazionali: la BaFin tedesca ha autorizzato la banca italiana a superare la soglia del 30% in Commerzbank, cedendo il testimone alla BCE, che avrà fino a ottobre per pronunciarsi. Quella che è iniziata come un'acquisizione silenziosa nel settembre 2024 si è trasformata in una delle operazioni finanziarie più cariche di tensione politica dell'Europa contemporanea, ponendo domande profonde su chi governa davvero le istituzioni sistemiche di un paese.
La scalata di UniCredit su Commerzbank ha superato un passaggio normativo decisivo: la BaFin, l'autorità di vigilanza bancaria tedesca, ha comunicato al gruppo italiano che la richiesta di oltrepassare il 30% del capitale della banca di Francoforte può procedere. Da questo momento, il cronometro della BCE inizia ufficialmente a scorrere — 60 giorni lavorativi, estendibili fino a 80 — con un verdetto atteso nella seconda metà di ottobre.
La storia tra i due istituti affonda le radici nel settembre 2024, quando UniCredit acquistò il 9% di Commerzbank direttamente dal governo federale tedesco. Da allora, la banca italiana ha rafforzato metodicamente la propria posizione attraverso azioni e strumenti derivati, avvicinandosi alla soglia critica del 30%. La BCE aveva già autorizzato il salto fino al 29,9% nel marzo 2025, mentre Berlino reagiva con durezza, bollando l'operazione come ostile nei confronti di un istituto considerato di importanza sistemica.
Il 16 marzo 2026, l'AD Andrea Orcel ha formalizzato l'offerta pubblica di scambio: 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, per un valore complessivo stimato attorno ai 38,6 miliardi di euro. Le adesioni sono cresciute costantemente, e a inizio giugno la quota potenziale controllata da UniCredit aveva già superato il 54%, considerando azioni acquisite e adesioni ricevute. L'offerta si è chiusa a metà giugno, con una finestra supplementare protrattasi fino al 3 luglio.
Il risultato è una vittoria significativa per Orcel: UniCredit controlla oggi circa il 50% dei diritti di voto, una percentuale sufficiente per ottenere la maggioranza assembleare e nominare parte del consiglio di sorveglianza. Ma il capitolo finale rimane nelle mani della BCE, il cui pronunciamento nei prossimi mesi determinerà se il gruppo italiano potrà davvero esercitare un controllo completo sulla seconda banca tedesca.
La scalata di UniCredit su Commerzbank ha superato un ostacolo normativo decisivo. L'autorità di vigilanza bancaria tedesca BaFin ha comunicato al gruppo italiano che la sua richiesta di oltrepassare la soglia del 30% del capitale della banca di Francoforte può procedere. Con questo via libera, il cronometro della Banca Centrale Europea inizia ufficialmente a scorrere: l'istituto di Francoforte dispone di 60 giorni lavorativi per completare la propria valutazione, termine che può estendersi fino a 80 giorni qualora la BCE ritenesse necessario richiedere informazioni supplementari. Se non intervengono complicazioni, il verdetto è atteso nella seconda metà di ottobre.
La vicenda tra le due banche affonda le radici in quasi due anni di manovre e negoziati. Nel settembre 2024 UniCredit ha fatto il suo primo passo concreto, acquisendo il 9% di Commerzbank direttamente dalle mani del governo federale tedesco. Da quel momento, la banca italiana ha proseguito metodicamente nel rafforzamento della propria posizione attraverso acquisti di azioni e strumenti derivati, avvicinandosi progressivamente alla soglia critica del 30%.
La Banca Centrale Europea aveva già mosso un passo nel marzo 2025, autorizzando UniCredit a salire fino al 29,9%. Nel frattempo, il governo tedesco aveva reagito con durezza, qualificando apertamente la manovra come una scalata "ostile" nei confronti di un istituto considerato di importanza sistemica per l'economia nazionale. Le tensioni con il management di Commerzbank si sono protratte per mesi, finché il 16 marzo 2026 l'amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel ha deciso di formalizzare l'offerta pubblica di scambio. Il rapporto proposto era di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, per un valore complessivo dell'operazione stimato attorno ai 38,6 miliardi di euro.
Le adesioni hanno registrato una crescita costante nelle settimane successive. A inizio giugno, la quota potenziale controllata da UniCredit aveva già superato il 54%, considerando sia le azioni già acquisite sia le adesioni ricevute all'offerta. L'operazione è rimasta aperta fino a metà giugno, con una finestra tecnica supplementare protrattasi fino al 3 luglio, durante la quale gli azionisti di Commerzbank ancora non aderenti hanno potuto sottoscrivere.
Il risultato complessivo rappresenta una vittoria significativa per Orcel. Secondo analisti ed esperti di golden power, il numero di azioni e posizioni sintetiche accumulate consentirebbe a UniCredit di controllare approssimativamente il 50% dei diritti di voto, una percentuale sufficiente per ottenere la maggioranza nell'assemblea degli azionisti e nominare parte del consiglio di sorveglianza della banca tedesca. Tuttavia, il passaggio successivo rimane nelle mani della BCE. Nei prossimi mesi, l'autorità di vigilanza europea dovrà pronunciarsi definitivamente sul superamento della soglia del 30%, una decisione che di fatto aprirebbe la strada a un possibile controllo completo di Commerzbank da parte del gruppo italiano.
Notable Quotes
La scalata è stata qualificata dal governo tedesco come ostile nei confronti di un istituto di importanza sistemica— Governo federale tedesco