Francia, proteste studentesche degenerano: violenze, incendi e oltre 1.700 fermi

Sessantacinque persone del personale scolastico ferite, inclusi quaranta presidi; un quindicenne arrestato per minacce di morte contro un insegnante.
Ora ciò che conta è fare in modo che i figli non siano più in strada
L'appello disperato del ministro dell'Istruzione ai genitori mentre la violenza dilaga nelle scuole francesi.
Mark

Cosa ha scatenato tutto questo? Sembra che sia esploso all'improvviso.

Mimi

Non è esploso dal nulla. Gli studenti protestano da giorni contro Parcoursup, il sistema che usa algoritmi per decidere chi entra all'università. Ma quando il ministro ha incontrato i sindacati studenteschi, non ha offerto nulla di concreto. Quello è stato il punto di rottura.

Luke

Aspetta — cosa chiedono esattamente? Più soldi per le scuole, meno algoritmi, o entrambe le cose?

Mimi

Entrambe. Vogliono più personale, più risorse, edifici scolastici ristrutturati, e l'abolizione di Parcoursup. È un pacchetto di rivendicazioni.

Mark

E il governo cosa ha risposto?

Mimi

Niente di quello che gli studenti volevano sentire. Per questo sono rimasti delusi e hanno deciso di continuare.

Luke

Ma qui parliamo di millesettecentocinquanta fermi in un giorno. Sono numeri enormi. Quanti di questi sono stati veramente violenti e quanti sono stati presi solo perché erano lì?

Mimi

Il ministero ha contato 735 scuole con incidenti. Ci sono stati incendi, razzi lanciati contro gli edifici, aggressioni a insegnanti e presidi. Non è tutto pacifico.

Mark

Sessantacinque feriti tra il personale scolastico — è un numero grave.

Luke

Sì, ma voglio capire: sono feriti da scontri diretti con i manifestanti, o da gas lacrimogeni, o da cosa?

Mimi

La fonte non specifica. Sappiamo che ci sono stati scontri con la polizia in diverse città e che un agente è stato aggredito a Belfort. Ma i dettagli su come esattamente si sono feriti gli insegnanti non sono chiari.

Mark

E cosa succede adesso?

Mimi

Martedì 6 ottobre c'è il terzo atto della mobilitazione. I sindacati hanno confermato il loro sostegno e non escludono scioperi. Venti campus sono già chiusi.

Luke

Quindi questo potrebbe allargarsi oltre le scuole superiori?

Mimi

Esattamente. Se le università si uniscono, diventa un movimento nazionale.

  • 735 scuole coinvolte in incidenti nella seconda giornata di proteste
  • 1.700 fermi e 65 feriti tra il personale scolastico, inclusi 40 presidi
  • 7 milioni di euro di danni stimati nella sola Ile-de-France
  • Martedì 6 ottobre annunciato il terzo atto della mobilitazione

Oltre 735 scuole coinvolte in incidenti nella seconda giornata, con 1.700 fermi e danni stimati a 7 milioni di euro nella sola Ile-de-France. Gli studenti rimangono delusi dall'incontro col ministro dell'Istruzione e chiedono misure concrete su personale, risorse e abolizione di Parcoursup.

La rivolta studentesca francese continua con scontri, incendi e vandalismi in diverse città. Per martedì è annunciato il terzo atto della mobilitazione dopo il fallimento dei negoziati col ministro.

La rivolta studentesca francese non accenna a placarsi. Nella seconda giornata di proteste, le violenze hanno toccato proporzioni senza precedenti: oltre settecentotrentacinque scuole sono state teatro di incidenti, più di millesettecentocinquanta persone sono state fermate, e i danni materiali nella sola regione dell'Ile-de-France — quella di Parigi — ammontano a sette milioni di euro. Gli ingressi di diversi licei sono stati incendiati dal lancio di razzi. Il Lycée Nelson Mandela di Nantes ha subito un rogo così violento che l'edificio resterà chiuso fino ai primi di novembre. Anche il Lycée Roger Verlaine nel quindicesimo arrondissement della capitale e il Lycée Léonard de Vinci hanno visto i loro accessi distrutti dalle fiamme.

Gli scontri si sono verificati in città diverse — Parigi, Lione, Marsiglia, Strasburgo — e il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha denunciato l'aggressione violenta di un agente di polizia a Belfort. Sessantacinque persone del personale scolastico sono rimaste ferite, tra cui quaranta presidi. A Marsiglia, un ragazzo di quindici anni è stato arrestato dopo aver scritto minacce di morte contro il suo ex insegnante di spagnolo sui social network. Venti campus sono stati chiusi e quasi quattrocento licei hanno interrotto le lezioni in presenza o sono passati alla didattica a distanza. Il ministro dell'Istruzione Edouard Géffray ha riferito che dall'inizio della settimana oltre cento scuole hanno subito gravi danni.

La governatrice dell'Ile-de-France Valérie Pécresse ha quantificato i soli danni regionali in sette milioni di euro — una cifra che riflette l'ampiezza della distruzione in una regione che concentra quasi il venti per cento della popolazione francese. Il ministro Géffray ha lanciato un appello ai genitori attraverso la televisione, esortandoli a convincere i figli a non scendere in strada. "Ora ciò che conta è fare in modo che i figli non siano più in strada perché sono in pericolo", ha detto, sottolineando che la priorità è la sicurezza dei giovani.

Ma l'incontro tra il ministro e i rappresentanti dei sindacati studenteschi non ha prodotto i risultati sperati. Uscendo dal colloquio, i leader dei liceali si sono dichiarati "delusi" dall'esito delle trattative e hanno annunciato che la mobilitazione proseguirà in assenza di "misure concrete". Le rivendicazioni degli studenti sono chiare: più personale e risorse per le scuole, la ristrutturazione degli edifici scolastici considerati obsoleti, e soprattutto l'abolizione di Parcoursup, la riforma che affida a un algoritmo il futuro accademico dei giovani. Ryad Rani, presidente dell'Union syndicale lycéenne, ha confermato che la protesta continuerà.

I principali sindacati francesi — CGT, FO, CFDT, Unsa, Sud e Solidaires — hanno confermato il loro sostegno alla mobilitazione e non escludono la possibilità di indire scioperi. Per martedì 6 ottobre è stato annunciato il "terzo atto" della protesta, che ormai infiamma l'intera Repubblica a sette mesi dal voto presidenziale. La rivolta rischia di estendersi anche alle università, trasformando quella che era iniziata come una protesta studentesca in un movimento più ampio che coinvolge i sindacati del lavoro e minaccia di paralizzare ulteriormente il sistema scolastico francese.

I rappresentanti dei liceali si sono detti delusi dall'esito delle trattative con il ministro e hanno annunciato che la protesta proseguirà in assenza di misure concrete
— Sindacati studenteschi francesi
I genitori devono mobilitarsi e dire ai loro figli di non andare a manifestare, perché sono in pericolo
— Ministro dell'Istruzione Edouard Géffray
Möchten Sie die ganze Geschichte? Das Original lesen bei ANSA ↗
Kontakt FAQ