L'Europa segna 1.243.732 nuove immatricolazioni a giugno, in calo rispetto alle 1.311.043 dello stesso mese 2024. L'Italia crolla del 17,4%, triplo rispetto alla media europea, mentre Spagna e Regno Unito crescono rispettivamente del 15,2% e 6,7%.
Mercato auto europeo in calo a giugno, Italia peggiore con -17,4%
Le concessionarie risultano semi-deserte, anticipatrici di mesi difficili
Perché l'Italia cala così più degli altri? È un problema italiano specifico o europeo?
È entrambi. L'Europa nel complesso è in difficoltà — giugno è sceso del 5,1% — ma l'Italia crolla del 17,4%. Questo suggerisce vulnerabilità domestiche più profonde: fiducia dei consumatori più fragile, forse una base economica più debole rispetto a Spagna o Regno Unito.
Ma attenzione: Unrae attribuisce il calo principalmente ai dazi americani annunciati e alla svalutazione del dollaro. Questi sono fattori che colpiscono tutta l'Europa, non solo l'Italia. Perché allora l'Italia soffre il triplo?
Buona domanda. Potrebbe essere che l'Italia esporta più auto verso gli Stati Uniti, o che i consumatori italiani sono più sensibili all'incertezza economica. Ma il comunicato di Unrae non lo specifica.
E il traffico nelle concessionarie che è "debolissimo" — cosa significa per i prossimi mesi?
È un indicatore anticipatore. Se nessuno entra in concessionaria a giugno, è probabile che le vendite rimangono basse anche a luglio e agosto. È un segnale di domanda che non riprenderà velocemente.
Però il dato è qualitativo, non quantitativo. "Debolissimo" è un'impressione, non una misura. Non sappiamo se il traffico è sceso del 10% o del 50%.
I dazi americani dal 1° agosto — sono già certi o ancora negoziabili?
Sono stati annunciati come possibili, con una scadenza. Quindi c'è ancora una finestra per negoziare, ma l'incertezza stessa sta già danneggiando la fiducia.
E il confronto con il 2019 è interessante: giugno 2025 è del 16,6% sotto giugno 2019. Significa che il settore non si è mai veramente ripreso dalla pandemia.
Allora questo non è un crollo nuovo, è una debolezza strutturale?
Sì, esattamente. Il settore europeo è rimasto fragile per sei anni. I nuovi shock — dazi, dollaro debole — colpiscono un mercato che non ha mai consolidato una vera ripresa.
The Pulse
- Europa giugno 2025: 1.243.732 immatricolazioni, -5,1% rispetto a giugno 2024
- Italia giugno 2025: -17,4%, peggiore tra i cinque Major Market europei
- Primo semestre 2025: Europa -0,9%, Italia -3,6%, ma -16,6% rispetto a giugno 2019
- Dazi USA annunciati al 30% sui veicoli europei dal 1° agosto 2025
L'Europa segna 1.243.732 nuove immatricolazioni a giugno, in calo rispetto alle 1.311.043 dello stesso mese 2024. L'Italia crolla del 17,4%, triplo rispetto alla media europea, mentre Spagna e Regno Unito crescono rispettivamente del 15,2% e 6,7%.
Il mercato europeo delle autovetture contrae del 5,1% a giugno, con l'Italia che registra il peggior risultato tra i principali mercati europei con un calo del 17,4%.
A giugno il mercato automobilistico europeo ha subito una contrazione del 5,1%, con 1.243.732 nuove immatricolazioni rispetto alle 1.311.043 dello stesso mese dell'anno precedente. Ma dietro questa cifra complessiva si nasconde una geografia della sofferenza molto diseguale. L'Italia ha registrato il peggior risultato tra i cinque principali mercati europei, con un calo del 17,4% — più del triplo rispetto al declino medio del continente. Mentre la Spagna avanzava del 15,2% e il Regno Unito cresceva del 6,7%, la Francia cedeva il 6,7% e la Germania il 13,8%. L'Italia, però, è scesa ancora più in basso.
Il primo semestre nel suo complesso racconta una storia di stagnazione europea più ampia. Complessivamente, il continente ha immatricolato 6.815.320 vetture nei primi sei mesi del 2025, rispetto alle 6.879.158 dello stesso periodo del 2024 — una perdita dello 0,9%. Ma il confronto con il 2019, l'ultimo anno prima della pandemia e delle crisi internazionali successive, rivela il vero peso della situazione: giugno risulta inferiore del 16,6% rispetto a quel benchmark, mentre l'intero semestre accusa un deficit del 19%.
Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae, l'associazione dei concessionari italiani, ha descritto il mercato nazionale con parole che riflettono una preoccupazione profonda. "Il mercato italiano dell'auto mostra segnali di profonda difficoltà," ha dichiarato, sottolineando che giugno ha rappresentato il risultato peggiore tra i cinque Major Market europei. Ha aggiunto un dettaglio che anticipa i mesi a venire: il traffico nelle concessionarie, indicatore tradizionale della salute futura del settore, è risultato "debolissimo".
Nel ranking dei cinque principali mercati europei, l'Italia ha perso posizioni nel mese di giugno, retrocedendo al quarto posto per numero di immatricolazioni. Nel primo semestre, tuttavia, mantiene ancora il terzo posto, anche se con margini che si stanno assottigliando. La Spagna continua a crescere con un +13,9% nel semestre, il Regno Unito avanza del 3,5%, mentre Italia, Germania e Francia sono tutte in territorio negativo: rispettivamente -3,6%, -4,7% e -7,9%.
Le cause di questo declino, secondo Unrae, sono molteplici e interconnesse. Il settore automobilistico europeo già operava in un contesto di forte incertezza, ma la situazione è peggiorata significativamente con gli annunci dell'amministrazione statunitense. Sono state comunicate possibili tariffe doganali del 30% sui veicoli importati dall'Europa, con decorrenza prevista dal 1° agosto 2025, qualora non si raggiunga un'intesa tra le parti. Contemporaneamente, la svalutazione del dollaro ha creato ulteriori pressioni negative. Secondo Unrae, questi fattori costituiscono presupposti sfavorevoli per le esportazioni, i consumi e gli investimenti delle case automobilistiche europee.
La combinazione di fiducia in calo tra i consumatori, incertezza commerciale internazionale e volatilità valutaria crea un ambiente difficile per il settore. L'Italia, con il suo risultato peggiore tra i grandi mercati europei, appare particolarmente vulnerabile a questi shock. Le concessionarie semi-deserte di cui parla Cardinali suggeriscono che il problema non è solo una questione di statistiche mensili, ma di un vero e proprio rallentamento della domanda che potrebbe persistere nei mesi a venire.
Notable Quotes
Il mercato italiano dell'auto mostra segnali di profonda difficoltà, con il risultato peggiore tra i cinque Major Market europei e traffico nelle concessionarie debolissimo— Andrea Cardinali, Direttore Generale Unrae
La diminuzione della fiducia, unitamente alla svalutazione del dollaro, costituiscono presupposti negativi per le esportazioni, i consumi e gli investimenti delle case automobilistiche— Unrae