Dopo il deludente Europeo 2024, la Nazionale italiana si presenta allo Stade de France con un volto quasi interamente nuovo: Luciano Spalletti ha scelto la discontinuità come atto di fede nel futuro, conservando solo tre pilastri del passato e restituendo la maglia azzurra a Sandro Tonali. È il primo capitolo di una ricostruzione che non si accontenta di aggiustare, ma vuole ricominciare.
Francia-Italia, Tonali torna in azzurro: la rivoluzione di Spalletti
Solo tre confermati dall'Europeo: una rivoluzione quasi totale
Perché Spalletti ha deciso di cambiare così radicalmente dopo Euro 2024? Non è rischioso?
Il fallimento all'Europeo è stato profondo. Mantenere solo tre giocatori significa che Spalletti ha ritenuto che il problema non fosse tattico, ma strutturale. Voleva ricominciare.
Ma qui non sappiamo cosa intenda per "fallimento". L'Italia è stata eliminata ai quarti? Agli ottavi? Il pezzo non lo dice.
E Tonali? È una sorpresa che torni?
Tonali era stato escluso da Euro 2024, quindi il suo ritorno è significativo. Spalletti gli sta dando una seconda chance, probabilmente perché lo ritiene importante per il centrocampo che vuole costruire.
Giusto, ma non sappiamo se Tonali era stato escluso per scelta tattica o per problemi disciplinari o altro. Il pezzo dice solo che torna.
Il 3-5-2 è una scelta strana per l'Italia, no?
Non è il modulo tradizionale azzurro, è vero. Ma suggerisce che Spalletti vuole più equilibrio e meno dipendenza dall'attacco. Con tre difensori e due ali, ha più copertura.
Vero, ma non sappiamo se questo modulo è stato testato prima o se è un esperimento. Il pezzo non dice nulla di questo.
Bellanova è davvero una novità?
Sì, perché non era stato considerato per Euro 2024, almeno non come titolare. Il suo inserimento in difesa è parte della rivoluzione.
Corretto, ma il pezzo non spiega perché Bellanova sia stato scelto ora. È una scelta basata su forma, su necessità tattica, su infortuni di altri? Non lo sappiamo.
O Pulso
- Il fallimento di Euro 2024 ha reso insostenibile la continuità: Spalletti rompe con quasi l'intera rosa precedente in un solo colpo.
- Solo Donnarumma, Di Lorenzo e Bastoni sopravvivono alla selezione, mentre tutti gli altri cedono il posto a facce nuove o reintegrate.
- Tonali torna in azzurro dopo l'esclusione dal torneo continentale, simbolo di una squadra che vuole ripartire anche dalle seconde possibilità.
- Il 3-5-2 scelto da Spalletti è un segnale tattico preciso: più equilibrio, più solidità, meno improvvisazione rispetto al passato recente.
- Venerdì 6 settembre, contro una Francia tra le più temibili al mondo, si misurerà subito se la rivoluzione è anche una rinascita.
Dopo il deludente Europeo 2024, la Nazionale italiana si presenta allo Stade de France con un volto quasi interamente nuovo: Luciano Spalletti ha scelto la discontinuità come atto di fede nel futuro, conservando solo tre pilastri del passato e restituendo la maglia azzurra a Sandro Tonali. È il primo capitolo di una ricostruzione che non si accontenta di aggiustare, ma vuole ricominciare.
Venerdì 6 settembre, alle 20:45, l'Italia affronta la Francia allo Stade de France nella Nations League 2024-2025. Lo stesso stadio che ha ospitato le Olimpiadi di Parigi diventa ora il palcoscenico del primo atto della ricostruzione azzurra dopo un Europeo da dimenticare.
Luciano Spalletti ha scelto la strada della discontinuità radicale: dei giocatori impiegati all'Europeo, solo Donnarumma, Di Lorenzo e Bastoni conservano il posto. Tutti gli altri lasciano spazio a una squadra quasi interamente rinnovata, con il modulo 3-5-2 a fare da cornice tattica a questa nuova identità.
In difesa debutta Matteo Bellanova accanto ai due confermati, mentre il centrocampo è affidato a Ricci, Frattesi e a Sandro Tonali, l'ex Milan che torna in nazionale dopo l'esclusione dal torneo continentale. In attacco, Retegui e Raspadori formeranno una coppia complementare chiamata a reggere il peso offensivo contro una delle nazionali più forti al mondo.
Questa Italia non è una squadra ritoccata: è una squadra ripensata. La sfida vera, oltre il risultato di venerdì, è capire se la discontinuità nelle scelte produrrà anche una discontinuità nei risultati.
Venerdì 6 settembre, alle 20:45, l'Italia scenderà in campo allo Stade de France di Saint Denis per affrontare la Francia in una partita della Nations League 2024-2025. Lo stadio che ha ospitato le competizioni di atletica alle Olimpiadi di Parigi 2024 farà da teatro a quella che rappresenta il primo capitolo della ricostruzione azzurra dopo il fallimento di Euro 2024.
Luciano Spalletti ha deciso di operare una trasformazione radicale della squadra. Dei giocatori che hanno partecipato al torneo europeo, solo tre manterranno il loro posto: Gianluigi Donnarumma tra i pali, Giovanni Di Lorenzo in difesa e Alessandro Bastoni. Tutti gli altri cambieranno, un segnale chiaro che l'allenatore intende voltare pagina in modo deciso.
Il modulo scelto è il 3-5-2, una scelta che riflette l'intenzione di dare maggiore equilibrio e solidità alla squadra. In difesa, accanto a Bastoni e Di Lorenzo, arriverà Matteo Bellanova, una novità rispetto alle scelte precedenti. Sulle fasce laterali, Dimarco avrà il compito di spingere sulla sinistra, mentre la destra sarà coperta da un'altra soluzione tattica.
Il centrocampo rappresenta il cuore della rivoluzione. Qui Spalletti ha deciso di affidare le redini a tre giocatori di sostanza: Ricci, Frattesi e il ritorno di Sandro Tonali, l'ex Milan che torna a indossare la maglia azzurra dopo l'esclusione dal torneo continentale. È un cambio significativo che segnala la volontà di dare spazio a elementi che possono garantire sia qualità che dinamismo.
In attacco, la coppia scelta è quella formata da Mateo Retegui e Giacomo Raspadori. Due profili diversi ma complementari, che dovranno portare il peso offensivo della squadra contro una Francia che rappresenta uno dei test più impegnativi del calendario internazionale.
Questa formazione, nel suo insieme, racconta una storia di discontinuità rispetto al passato recente. Non è un ritocco, ma una riconfigurazione che tocca quasi ogni reparto. Spalletti ha scelto di non conservare inerzie, di non proteggere reputazioni costruite in precedenza. La sfida ora è capire se questa discontinuità porterà con sé anche una discontinuità nei risultati.
Citações Notáveis
Spalletti dovrebbe affidarsi al 3-5-2— Gazzetta.it