F1 Messico: Leclerc svetta nelle seconde libere, Antonelli quarto nonostante la febbre

Due punti per riportare il titolo in Italia 73 anni dopo Ascari
Ad Antonelli, leader del Mondiale, basta un nono posto domenica in Messico per il titolo piloti.
Mark

Leclerc primo anche nelle seconde libere. Quanto conta davvero?

Mimi

Conta come indicazione, e il distacco è minimo: Norris a 0''103, Russell a 0''106. Ma le libere non dicono tutto.

Luke

Esatto, e dal testo non sappiamo con quali carichi di benzina o gomme abbiano girato. Il crono è un fatto, la gerarchia reale no.

Mark

Antonelli è quarto dopo la febbre. Dobbiamo preoccuparci?

Mimi

L'allarme è rientrato, ha girato regolarmente e nelle prime libere era secondo.

Luke

Rientrato secondo il resoconto, però non abbiamo dettagli medici. Sappiamo solo dell'influenza con febbre alta e del via libera precauzionale della Fia.

Mark

E il titolo?

Mimi

Gli basta un nono posto, due punti, per riportare il titolo piloti in Italia 73 anni dopo Ascari.

Luke

Va ricordato che è una condizione per domenica, non ancora un risultato.

Mark

Hamilton si è fermato a 30 minuti dalla fine.

Mimi

Sì, undicesimo tempo. Poi ha parlato del 2027 come orizzonte.

Luke

Sul motivo dello stop il testo non dice nulla: è un'incognita.

  • Leclerc ferma il cronometro sull'1'17''827 e la Ferrari si mette davanti alla McLaren di soli 0''103.
  • Antonelli, leader del Mondiale, torna in pista dopo l'influenza e chiude quarto, a 0''217 dal monegasco.
  • Hamilton si ferma con la Ferrari a mezz'ora dalla fine e scivola all'undicesimo posto, lasciando un'ombra sul pomeriggio.
  • Domenica bastano due punti, un nono posto, ad Antonelli per riportare il titolo piloti in Italia dopo 73 anni.
  • Il gruppo di vertice è talmente compatto che ogni decimo, soprattutto in qualifica, può cambiare il destino del weekend.

Nel vecchio circuito di Città del Messico, dove l'altitudine e l'aria sottile mettono alla prova ogni monoposto, Charles Leclerc ha ancora una volta trovato il ritmo più alto, lasciando i rivali a pochi millesimi di distanza. Dietro questa classifica serrata si intravede un campionato in cui il vantaggio si misura in decimi e dove la storia italiana sembra farsi vicina: un giovane pilota bolognese, tornato da una febbre improvvisa, può domenica riportare il titolo piloti in Italia dopo settantatré anni. Il Messico diventa così non solo una gara, ma un passaggio che racconta la fatica, la fortuna e la tenuta di chi insegue un sogno a lungo rimasto lontano.

Sull'Autódromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico, nelle seconde prove libere, Charles Leclerc ha fermato il cronometro sull'1'17''827, confermando il ritmo mostrato già nella prima sessione. Alle sue spalle la McLaren di Lando Norris a 0''103 e la Mercedes di George Russell a 0''106: margini minimi, che descrivono un gruppo molto compatto.

Quarto tempo per Kimi Antonelli, leader del Mondiale, a 0''217 da Leclerc. Per il pilota bolognese la giornata pesava più del solito: il giovedì aveva saltato gli impegni con i media a causa di un'influenza con febbre alta, e la Fia gli aveva concesso di restare a riposo in hotel. L'allarme è rientrato in fretta e Antonelli è tornato in pista già nelle prime libere, chiuse al secondo posto.

La posta in gioco è alta: domenica gli basterà un nono posto per riportare il titolo piloti in Italia, 73 anni dopo Alberto Ascari. Meno sereno il pomeriggio di Lewis Hamilton, costretto a fermare la Ferrari a mezz'ora dalla fine e chiuso all'undicesimo posto.

In casa Ferrari si guarda già oltre: Hamilton punta a difendere il secondo posto tra i Costruttori e considera queste ultime gare un banco di prova per la vettura del 2027. Leclerc, invece, non si sente favorito con certezza: vede un trend positivo, ma per lui la Mercedes resta la riferimento e la Red Bull è molto forte. Il verdetto, per la Ferrari e per il titolo di Antonelli, arriva domenica.

Sull'Autódromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico, nelle seconde prove libere, il miglior tempo è stato ancora di Charles Leclerc. Il pilota monegasco della Ferrari ha fermato il cronometro sull'1'17''827, dopo aver comandato anche la prima sessione. Alle sue spalle è finita la McLaren di Lando Norris, a 0''103, e poi la Mercedes di George Russell, a 0''106. Margini minimi, che raccontano un gruppo molto compatto.

Quarto tempo per Kimi Antonelli, leader del Mondiale con la Mercedes, a 0''217 da Leclerc. Subito dietro di lui la Red Bull di Max Verstappen, a 0''311. Per Antonelli la giornata aveva un peso particolare: il giovedì, dedicato agli impegni ufficiali con i media, lo aveva saltato per un'influenza virale con febbre alta. La Fia gli aveva dato un via libera precauzionale per restare a riposo in hotel. L'allarme è poi rientrato, e il pilota bolognese è tornato regolarmente in pista già nelle prime libere, chiuse al secondo posto dietro alla sola Ferrari di Leclerc.

La posta in gioco è alta. Domenica, nel Gran Premio del Messico, ad Antonelli basterà un nono posto, cioè due punti, per riportare il titolo piloti in Italia 73 anni dopo Alberto Ascari.

Serata meno serena per Lewis Hamilton, costretto a fermare la sua Ferrari a 30 minuti dalla fine della sessione. L'inglese ha chiuso con l'undicesimo tempo, dopo aver concluso le prime libere in quarta posizione.

Le prime libere erano state segnate anche da un dato curioso: in pista c'erano tre piloti italiani insieme, cosa che non succedeva dal Gran Premio di Malesia del 2011. Con Antonelli hanno girato Leonardo Fornaroli, diciassettesimo su McLaren, già visto nelle FP1 di Barcellona e Budapest, e Gabriele Minì, quattordicesimo su Alpine, al suo esordio assoluto in una sessione ufficiale di Formula 1.

Il compagno di squadra Russell ha reso omaggio ad Antonelli: lo ha definito un ottimo ragazzo, pieno di energia, e ha spiegato che quest'anno non c'è stato motivo di incrinare il rapporto. Secondo Russell le rivalità nascono spesso da episodi in pista, ma i due si sono trovati in duello diretto solo in una o due gare, perché Antonelli ha mantenuto un livello superiore al suo.

In casa Ferrari si guarda già avanti. Hamilton ha indicato come obiettivo mantenere il secondo posto nella classifica Costruttori, ma ha anche spiegato che queste cinque gare serviranno da test per il 2027: bisognerà conservare sulla vettura del prossimo anno ciò che funziona sulla SF-26, nella fiducia di avere finalmente una power unit all'altezza di Mercedes e Red Bull. Si aspetta una lotta serrata con loro.

Leclerc ha frenato sull'etichetta di favorito: non sa se la Ferrari lo sia, vede un trend positivo e ricorda che a Singapore e Austin la squadra ha sfruttato al massimo il proprio potenziale. Per lui la favorita resta la Mercedes ovunque si vada, e la Red Bull è molto forte. Sarà l'ottimizzazione del pacchetto a fare la differenza, soprattutto in qualifica, dove far quadrare tutto è difficile. Il verdetto, per Ferrari e per il titolo di Antonelli, arriva domenica.

Penso che la Mercedes rimanga la favorita ovunque andiamo; anche la Red Bull è molto forte.
— Charles Leclerc
Queste cinque gare saranno test in vista del 2027.
— Lewis Hamilton
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