Ogni anno, quando la dichiarazione dei redditi è già partita verso il fisco, l'errore scoperto a posteriori riapre un piccolo passaggio di responsabilità tra cittadino e Stato. In questo articolo di Money.it la questione si scioglie in una scelta tra strumenti diversi, a seconda che lo sbaglio penalizzi o avvantaggi il contribuente e che cosa sia stato dimenticato. Il tempo è il vero vincolo: le finestre di correzione del 25 ottobre, del 10 novembre e del 30 novembre 2021 scandiscono la possibilità di rimediare senza pagare un prezzo maggiore.
Errori nel 730/2021: come correggerli, quale modello scegliere e le scadenze da rispettare
Tre date da ricordare: 25 ottobre, 10 novembre e 30 novembre
Se ho sbagliato il 730, qual è la prima cosa da capire?
In che direzione va l'errore. Se è a mio sfavore uso il 730 integrativo entro il 25 ottobre; se mi ha dato un credito Irpef troppo alto, serve il modello Redditi 2021.
E se ho semplicemente dimenticato dei redditi?
Anche in quel caso si passa dal modello Redditi. Poi c'è il 730 rettificativo, per errori di compilazione o di calcolo, da fare con il Caf o il commercialista che mi ha assistito.
Il testo dice che serve un intermediario per l'integrativo. Vale anche se ho consegnato il primo modello al datore di lavoro?
Sì, l'articolo lo precisa: va presentato a Caf o professionista anche in quel caso.
Cosa succede se la correzione peggiora la mia posizione?
Bisogna pagare subito imposta, interessi al tasso legale con maturazione giornaliera e la sanzione ridotta del ravvedimento operoso.
Quanto costi esattamente la sanzione, però, l'articolo non lo dice. Non ci sono importi né percentuali, quindi non si può stimare l'onere.
E chi cambia lavoro?
Se il datore comunica il diniego al conguaglio, arriva una mail dell'Agenzia. Si può inviare un 730 integrativo di tipo 2 fino al 10 novembre, con o senza nuovo sostituto.
Resta da verificare caso per caso quale modello si applichi: il testo dà le regole generali, non sostituisce il parere di un Caf.
O Pulso
- Un errore nel 730 già inviato obbliga a scegliere in fretta tra integrativo, rettificativo e modello Redditi.
- Se lo sbaglio gioca contro il contribuente, il 730 integrativo va presentato entro il 25 ottobre 2021.
- Il modello Redditi correttivo si chiude il 30 novembre 2021, poi resta solo il Redditi integrativo.
- Chi ha cambiato datore di lavoro e riceve un diniego di conguaglio deve agire entro il 10 novembre per il 730 integrativo di tipo 2 online.
Ogni anno, quando la dichiarazione dei redditi è già partita verso il fisco, l'errore scoperto a posteriori riapre un piccolo passaggio di responsabilità tra cittadino e Stato. In questo articolo di Money.it la questione si scioglie in una scelta tra strumenti diversi, a seconda che lo sbaglio penalizzi o avvantaggi il contribuente e che cosa sia stato dimenticato. Il tempo è il vero vincolo: le finestre di correzione del 25 ottobre, del 10 novembre e del 30 novembre 2021 scandiscono la possibilità di rimediare senza pagare un prezzo maggiore.
Il 30 settembre 2021 è la scadenza per inviare il 730, ma chi si accorge di un errore dopo l'invio ha ancora margini di manovra. La strada giusta dipende dalla natura dello sbaglio e dal modello già usato, e sbagliare strada può costare sanzioni o rimborsi mancati.
Se l'errore penalizza il contribuente, si presenta il 730 integrativo entro il 25 ottobre, tramite un Caf o un professionista. Se invece l'errore lo avvantaggia, o se si sono dimenticati redditi, serve il modello Redditi 2021. Per correzioni di compilazione o di calcolo si può tornare dall'assistente fiscale e preparare un 730 rettificativo.
Il modello Redditi offre due vie entro il 30 novembre: il Redditi aggiuntivo, per completare redditi o investimenti esteri dopo un precompilato, e il Redditi correttivo, per dati dimenticati o inseriti male. Dopo quella data resta solo l'integrativo. Le conseguenze economiche seguono il risultato: un credito maggiore porta a un rimborso, un debito maggiore va pagato subito con interessi e sanzione ridotta.
Chi ha cambiato lavoro e riceve dal fisco una mail sul diniego di conguaglio deve indicare il nuovo sostituto con un 730 integrativo di tipo 2, o inviare il modello senza sostituto. Online questa possibilità scade il 10 novembre. Infine, per verificare l'invio, basta controllare nel portale dell'Agenzia la ricevuta con la dicitura "73021" e il protocollo telematico.
Il 30 settembre 2021 è la data ultima per inviare il modello 730 di quest'anno, ma per chi la dichiarazione l'ha già spedita all'Agenzia delle Entrate e vi ha trovato un errore, il calendario non si ferma lì. Le strade per correggere dipendono da due cose: che tipo di sbaglio si è commesso e quale modello è stato usato. Presentare la dichiarazione giusta nei tempi giusti serve a evitare sanzioni e a ottenere gli eventuali rimborsi Irpef.
Il primo bivio riguarda la direzione dell'errore. Se si sono scoperti sbagli nel 730, precompilato oppure ordinario, si può inviare una dichiarazione integrativa fino al 25 ottobre. Quando l'errore è a sfavore del contribuente, lo strumento è il 730 integrativo. Quando invece è a suo favore, cioè ha generato un credito Irpef maggiore di quello davvero spettante, bisogna ricorrere al modello Redditi 2021. Lo stesso modello serve a chi si accorge di aver dimenticato dei redditi.
Il 730 integrativo va presentato a un intermediario, un Caf o un professionista, anche se la dichiarazione precedente era stata consegnata al datore di lavoro o all'ente pensionistico. Se invece lo sbaglio è di compilazione o di calcolo, il contribuente può tornare da chi gli ha prestato assistenza, il Caf o il commercialista, e in quel caso si compila il 730 rettificativo.
Per chi ha già inviato un 730 e vuole completarlo o correggerlo, c'è poi il modello Redditi, utilizzabile fino al 30 novembre 2021 in due versioni. Il Redditi aggiuntivo si presenta se è stato inviato il 730 precompilato e nel 2020 sono stati percepiti, per esempio, redditi soggetti a tassazione separata o a imposta sostitutiva, plusvalenze di natura finanziaria, oppure si detengono investimenti e attività finanziarie all'estero, vale a dire i quadri RM, RT e RW. Il Redditi correttivo, sempre entro il 30 novembre, serve invece se dopo l'invio del 730 ci si accorge di aver dimenticato dati o di averli inseriti in modo errato. Superata quella data resta possibile soltanto il Redditi integrativo.
Le conseguenze economiche cambiano con l'esito della nuova dichiarazione. Se ne risulta un maggiore credito o un minor debito, si può chiedere il rimborso. Se emerge un minor credito o un maggior debito, occorre pagare subito l'imposta dovuta, gli interessi al tasso legale con maturazione giornaliera e la sanzione ridotta prevista dal ravvedimento operoso.
Chi ha già inviato il modello Redditi web e vi riscontra dimenticanze o errori deve presentare il Redditi correttivo entro il 30 novembre 2021. Il modello viene predisposto con i dati dell'ultima dichiarazione trasmessa. Anche qui, dopo quella data è ammesso solo il Redditi integrativo.
Un caso a parte è quello di chi ha cambiato lavoro. Se il datore di lavoro indicato nella dichiarazione comunica all'Agenzia un avviso di diniego a effettuare il conguaglio fiscale, il contribuente riceve una mail dall'Amministrazione finanziaria che lo invita ad accedere all'ultimo 730 presentato per leggere comunicazioni importanti. Il diniego può verificarsi se, dopo l'invio, il contribuente ha un nuovo sostituto d'imposta o nessuno. Le opzioni sono due: indicare il nuovo sostituto con un 730 integrativo di tipo 2, oppure inviare lo stesso modello senza indicare alcun sostituto. Se oltre ai dati del sostituto vanno completate o corrette altre informazioni, servono il Redditi aggiuntivo o correttivo, oppure l'integrativo. L'invio del 730 integrativo di tipo 2 tramite la precompilata sarà disponibile fino al 10 novembre 2021; dopo, resta il modello Redditi.
Per verificare che il Caf abbia davvero trasmesso il 730, si può accedere al portale dedicato dell'Agenzia delle Entrate, dove si controllano e stampano le ricevute di invio e dei versamenti F24. La ricevuta della dichiarazione si riconosce dalla dicitura "73021" nella colonna "Tipo documento" e riporta lo stesso numero di protocollo telematico della dichiarazione. Le date da tenere a mente sono tre: 25 ottobre, 10 novembre e 30 novembre 2021.
Citações Notáveis
Se l'errore è a favore del contribuente, e ha generato un credito Irpef maggiore del dovuto, va usato il modello Redditi 2021.— Money.it, sintesi della procedura dell'Agenzia delle Entrate