Nel pieno di una carriera costruita sulla pazienza del racconto e sulla fedeltà a un settore spesso trascurato, Alessandra Moneti si è spenta a sessant'anni, lasciando un vuoto nel giornalismo agroalimentare italiano che difficilmente sarà colmato. Per quarantuno anni, dall'interno dell'ANSA, aveva trasformato cifre, leggi e raccolti in storie capaci di restituire dignità e complessità al mondo agricolo. La sua scomparsa improvvisa ricorda quanto fragile sia il filo che lega una voce autorevole al tempo che le è concesso.
È morta Alessandra Moneti, storica voce ANSA del settore agroalimentare
Sapeva andare oltre l'attualità, dando spazio alle persone e ai territori
Chi era Alessandra Moneti per il settore agroalimentare italiano?
Era la voce più riconosciuta. Ha lavorato all'ANSA per quarantuno anni, seguendo la filiera agricola e alimentare con una competenza che andava oltre i numeri e le leggi — raccontava le persone, i territori, le trasformazioni.
Ma quanti lettori raggiungeva effettivamente? L'ANSA è un'agenzia di stampa, quindi il suo lavoro veniva ripreso da altri giornali, ma non abbiamo cifre concrete su quanto fosse diffuso.
Cosa la rendeva diversa da altri giornalisti che coprivano lo stesso settore?
La delicata ironia, la capacità di andare oltre l'attualità stretta. Le associazioni agricole dicono che ha saputo stimolare il confronto e il dialogo, non solo riportare notizie.
Quello che leggiamo sono tributi, non analisi. Nessuno ha detto cosa non le piaceva del settore, se aveva mai criticato duramente una politica agricola. Sappiamo che era stimata, ma non sappiamo se era anche temuta.
Aveva interessi personali oltre il lavoro?
Sì, amava i viaggi e la vela. Era romana, aveva esperienze anche nella comunicazione enogastronomica. Insomma, non era solo una giornalista che copriva il settore, lo viveva.
Ma non sappiamo quasi nulla della sua vita privata, della sua famiglia. La notizia dice che è morta dopo un malore improvviso — niente di più. Non c'è contesto medico, non c'è storia personale.
Cosa significa la sua scomparsa per il giornalismo agroalimentare italiano?
Una perdita significativa. Filiera Italia dice che è stata una colonna portante per oltre venti anni. Non è facile trovare qualcuno con quella combinazione di competenza tecnica e capacità narrativa.
Vero, ma il settore continua. Ci sono altri giornalisti che copriranno l'agroalimentare. Quello che è veramente perduto è il suo sguardo particolare, il suo modo di raccontare — e quello non si sostituisce facilmente.
O Pulso
- Un malore improvviso ha strappato Alessandra Moneti alla vita a sessant'anni appena compiuti, lasciando colleghi e istituzioni senza parole.
- In quarantuno anni all'ANSA era diventata il punto di riferimento indiscusso per chiunque volesse capire la filiera agroalimentare italiana, dal campo alla tavola.
- Ministri, associazioni agricole e fiere di settore si sono uniti nel cordoglio, testimoniando quanto la sua presenza fosse percepita come strutturale, non accessoria.
- Con lei scompare una forma rara di giornalismo specializzato: quello capace di unire rigore tecnico, ironia leggera e attenzione autentica alle persone e ai territori.
- Il mondo dell'informazione agroalimentare si trova ora a fare i conti con un'assenza che mette in luce quanto poco si investa nella formazione di voci davvero esperte.
Nel pieno di una carriera costruita sulla pazienza del racconto e sulla fedeltà a un settore spesso trascurato, Alessandra Moneti si è spenta a sessant'anni, lasciando un vuoto nel giornalismo agroalimentare italiano che difficilmente sarà colmato. Per quarantuno anni, dall'interno dell'ANSA, aveva trasformato cifre, leggi e raccolti in storie capaci di restituire dignità e complessità al mondo agricolo. La sua scomparsa improvvisa ricorda quanto fragile sia il filo che lega una voce autorevole al tempo che le è concesso.
Alessandra Moneti è morta oggi a sessant'anni, colpita da un malore improvviso. Entrata all'ANSA nel 1985, aveva trascorso oltre quattro decenni a costruire una delle firme più riconoscibili del giornalismo agroalimentare italiano, passando dalla redazione Specializzati a quella Economia nell'ultimo anno della sua vita.
Il suo lavoro non si fermava ai dati di mercato o alle norme di settore: sapeva leggere le trasformazioni culturali dell'agricoltura italiana, dare voce ai territori, raccontare il Made in Italy con competenza e con quella delicata ironia che chi l'ha conosciuta ricorda come tratto distintivo. Romana, appassionata di viaggi e di vela, era una presenza costante alle grandi rassegne del settore, da Vinitaly a SolExpo.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Luigi D'Eramo hanno ricordato la sua gentilezza e disponibilità negli incontri istituzionali. Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Crea hanno reso omaggio a una giornalista capace di valorizzare le eccellenze agricole italiane e di promuovere temi come la qualità delle produzioni, la Dieta Mediterranea e l'innovazione sostenibile.
Filiera Italia l'ha definita una colonna portante del giornalismo agroalimentare degli ultimi vent'anni. Veronafiere ha sottolineato il suo raro senso della notizia. Con la sua scomparsa, un settore strategico per il Paese perde non solo una cronista esperta, ma una narratrice capace di dare profondità umana a storie che troppo spesso restano ai margini dell'attenzione pubblica.
Alessandra Moneti è morta oggi a sessanta anni appena compiuti, colpita da un malore improvviso. La notizia della sua scomparsa ha raggiunto i colleghi dell'ANSA dove aveva costruito una carriera di quarantuno anni, diventando la voce più riconosciuta del giornalismo italiano dedicato all'agroalimentare, al vino e al food.
Entrata in agenzia nel 1985, Moneti aveva trascorso gli ultimi ventuno anni nella redazione Specializzati prima di passare, da quest'anno, alla redazione Economia. La sua firma era diventata sinonimo di competenza nel seguire la filiera agricola e alimentare italiana: non si limitava ai numeri e alle leggi, ma sapeva raccontare anche le tendenze, i costumi, le trasformazioni che attraversavano il settore. Romana di origine, aveva accumulato nel corso della sua carriera numerose esperienze anche nel campo della comunicazione enogastronomica. Chi l'ha conosciuta la ricorda per la grande ironia, la passione per i viaggi e per la vela.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha espresso il suo cordoglio ricordando gli incontri istituzionali nei quali aveva apprezzato non solo la serietà professionale di Moneti, ma anche la gentilezza e la disponibilità che l'hanno sempre caratterizzata. Il sottosegretario Luigi D'Eramo ha sottolineato come resteranno impressi l'umanità e la disponibilità che l'hanno contraddistinta.
Coldiretti ha ricordato come Moneti abbia raccontato per anni l'agricoltura, il cibo e il Made in Italy, seguendone da vicino trasformazioni, difficoltà e successi. Confagricoltura ha scritto che nel corso della sua lunga carriera ha raccontato con competenza, rigore e passione le evoluzioni del settore primario, contribuendo a valorizzarne le eccellenze e il ruolo strategico per il Paese. La sua preparazione professionale, unita alla sua delicata ironia, le ha fatto guadagnare la stima di istituzioni, organizzazioni agricole e operatori del settore. La Confederazione Italiana Agricoltori ha evidenziato come nel suo lavoro sia sempre riuscita ad andare oltre le notizie della stretta attualità, dando spazio alle persone, ai territori e alle trasformazioni delle aziende agricole.
Il Crea ha ricordato come attraverso il suo lavoro abbia contribuito a diffondere la conoscenza del patrimonio agroalimentare italiano, dedicando particolare attenzione ai temi della qualità delle produzioni, della sana alimentazione, della Dieta Mediterranea e del ruolo della ricerca e dell'innovazione a supporto dello sviluppo sostenibile del settore. Filiera Italia ha descritto Moneti come una colonna portante del giornalismo agroalimentare italiano negli ultimi venti anni, capace di stimolare con il suo lavoro rigoroso il confronto e il dialogo.
Veronafiere l'ha ricordata come giornalista di grande preparazione e professionalità che ha saputo raccontare con raro senso della notizia l'evoluzione del settore agricolo e agroalimentare italiano e le rassegne che lo rappresentano, come Vinitaly e SolExpo, alle cui edizioni era una presenza costante e di valore. Con la sua scomparsa, il mondo dell'informazione specializzata perde una voce esperta e autorevole che aveva saputo dare profondità e umanità al racconto di un settore strategico per il Paese.
Citações Notáveis
Era una giornalista appassionata, attenta e competente, che ha seguito con grande professionalità il mio lavoro e numerosi eventi del Ministero— Ministro Francesco Lollobrigida
Per oltre 20 anni Alessandra è stata una colonna portante del giornalismo agroalimentare italiano— Filiera Italia