Dodici Fondazioni lanciano 20 Cammini d'Italia per sviluppo territoriale e comunità

I cammini come patrimonio culturale dove le comunità si riconoscono
Donatella Pieri, presidente della Commissione Beni e Attività culturali di Acri, descrive l'approccio del progetto.
Mark

Perché le fondazioni hanno scelto proprio i cammini come strumento di sviluppo territoriale? Cosa hanno di speciale rispetto ad altri progetti culturali?

Mimi

I cammini sono spazi di attraversamento, non di consumo passivo. Quando una comunità si mobilita per mantenere un sentiero, per accogliere chi lo percorre, per raccontare la storia che quel percorso porta con sé, genera partecipazione autentica. Non è come finanziare un museo: è come investire in un processo vivo.

Luke

Ma qui bisogna essere chiari: il progetto è ancora in fase sperimentale. Dieci cammini hanno lanciato il crowdfunding, ma non sappiamo ancora quale sarà il tasso di partecipazione effettivo delle comunità, né se il modello del matching grant funzionerà davvero come previsto.

Mark

Quante persone sono coinvolte? Quanti viandanti percorrono questi cammini ogni anno?

Mimi

Il documento non fornisce numeri specifici su questo. Sappiamo che i cammini sono stati selezionati in base alla loro capacità di coinvolgimento comunitario, ma i dati di affluenza non sono stati resi pubblici.

Luke

Esattamente. Senza sapere quanti effettivamente camminano questi percorsi, è difficile valutare se ventimila euro per cammino rappresentino un investimento proporzionato al potenziale di impatto.

Mark

E il crowdfunding? Come funziona concretamente il meccanismo del matching grant?

Mimi

Se una comunità raccoglie il venticinque per cento del valore del progetto attraverso Eppela, le fondazioni aggiungono un ulteriore venticinque per cento. In questo modo, il settantacinque per cento del progetto è finanziato. Il restante venticinque per cento deve venire da altre fonti, spesso dai gestori dei cammini stessi.

Luke

Ma qui c'è una questione di equità: non tutti i cammini hanno la stessa capacità di mobilitazione locale. Un cammino in un'area urbana densa avrà più facilità a raccogliere fondi rispetto a uno in una zona rurale. Il modello potrebbe finire per favorire i cammini già privilegiati.

Mark

Quali sono i cammini che hanno già lanciato le campagne?

Mimi

Dieci su venti. Includono la Via del Sale, il Cammino Tre Laghi, il Cammino di San Jacopo, la Via Vandelli, la Via del Fantini, Bologna Montana Art Trail, il Cammino del Salto, il Cammino di San Francesco di Paola, Kalabria coast to coast e i Cammini Bizantini di San Nilo. Le campagne rimangono aperte fino alla fine di ottobre.

Luke

E gli altri dieci cammini? Perché non hanno ancora lanciato il crowdfunding? Questo potrebbe essere un segnale di difficoltà organizzativa o di scarsa capacità di mobilitazione.

Mimi

È una domanda legittima. Il documento non spiega le ragioni della scelta di alcuni cammini di non partecipare al crowdfunding. Potrebbero avere già fonti di finanziamento alternative, o potrebbero essere in fase di preparazione.

Mark

Quindi il progetto è ancora in corso d'opera.

Mimi

Sì. Siamo a ottobre 2026, le campagne di crowdfunding scadono a fine mese, e i progetti di valorizzazione dovranno ancora essere implementati. È troppo presto per dire se il modello funzionerà.

  • Venti cammini italiani rischiano di restare invisibili senza risorse adeguate per l'accessibilità, i servizi e la valorizzazione culturale.
  • Dodici fondazioni, coordinate da Acri, si uniscono in un modello inedito di collaborazione che supera i confini regionali per agire su scala nazionale.
  • Il crowdfunding su Eppela trasforma le comunità locali da spettatrici a protagoniste: raccogliere il 25% dei fondi sblocca un ulteriore contributo delle fondazioni tramite matching grant.
  • Dieci campagne sono già attive e aperte fino a fine ottobre, con progetti che spaziano dalla Via del Sale ai Cammini Bizantini di San Nilo.
  • Il modello punta a diventare un'infrastruttura duratura, non un'azione episodica, capace di trasformare i sentieri in leve di sviluppo territoriale consapevole.

In un paese dove il paesaggio è memoria collettiva, dodici fondazioni italiane hanno scelto i sentieri come luogo di rinascita comunitaria. Con il progetto 'Paesaggio che vai', venti cammini da nord a sud della penisola diventano laboratori di coesione sociale, tutela culturale e turismo consapevole. È un gesto che riconosce nei percorsi fisici qualcosa di più profondo: la capacità di un territorio di raccontarsi e di ritrovarsi.

Dodici fondazioni italiane riunite sotto l'egida di Acri hanno dato vita a 'Paesaggio che vai. Cammini d'Italia per fare comunità', un progetto che punta a trasformare venti sentieri sparsi lungo la penisola in strumenti concreti di sviluppo locale e coesione sociale. L'idea di fondo è che i cammini non siano semplici percorsi fisici, ma spazi vivi dove il patrimonio culturale e paesaggistico si fa esperienza condivisa e il turismo consapevole genera ricchezza diffusa.

Tra i promotori figurano Cariplo, la Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud, il Monte di Bologna e Ravenna e altri enti di rilievo nazionale. I venti cammini selezionati — dal Cammino di Oropa della Pace in Piemonte al Kalabria coast to coast in Calabria, passando per la Via Francigena e il Cammino Materano — sono stati scelti per il loro valore storico-culturale, la capacità di mobilitare le comunità e l'accessibilità effettiva. Ciascuno riceverà un finanziamento indicativo di ventimila euro, gestito da enti del terzo settore con il supporto della piattaforma nazionale Cammini d'Italia.

Il meccanismo finanziario è pensato per generare partecipazione dal basso: le fondazioni coprono almeno il 50% dei costi, mentre il restante viene attivato attraverso campagne di crowdfunding sulla piattaforma Eppela. Quando una comunità raggiunge il 25% tramite raccolta fondi, le fondazioni aggiungono un ulteriore 25% con un matching grant, portando il finanziamento complessivo al 75% del valore totale. Dieci cammini hanno già avviato le loro campagne, aperte fino alla fine di ottobre.

Donatella Pieri, presidente della Commissione Beni e Attività culturali di Acri, ha definito il progetto un esperimento di sistema: non iniziative isolate, ma un percorso condiviso dove le fondazioni lavorano insieme valorizzando le specificità locali. La regia operativa è affidata a Fondazione Cariplo, la comunicazione a Fondazione con il Sud, il crowdfunding a Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Nei prossimi mesi, i risultati delle campagne e la qualità dei progetti diranno se questo modello può davvero fare dei cammini italiani un'infrastruttura di sviluppo territoriale capace di durare nel tempo.

Dodici fondazioni italiane hanno lanciato un esperimento ambizioso: trasformare venti cammini sparsi da nord a sud della penisola in motori di sviluppo locale e coesione comunitaria. L'iniziativa, battezzata "Paesaggio che vai. Cammini d'Italia per fare comunità", parte da un'intuizione semplice ma potente: i sentieri non sono solo percorsi fisici, ma spazi dove le comunità si riconoscono, dove il patrimonio culturale e paesaggistico prende forma concreta, dove il turismo consapevole può generare ricchezza diffusa.

Il progetto riunisce sotto l'ombrello di Acri, l'Associazione di Fondazioni italiane, dodici enti di rilievo nazionale: Cariplo, la Fondazione della Spezia, quella di Cuneo, Lucca, Pistoia e Pescia, Torino, la Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud, il Monte di Bologna e Ravenna, Modena, Sardegna e Varrone di Rieti. Insieme, hanno identificato venti cammini secondo criteri precisi: valore storico e culturale, capacità di mobilitare le comunità locali, accessibilità effettiva per i viandanti. La selezione spazia dal Cammino di Oropa della Pace in Piemonte al Cammino Kalabria coast to coast in Calabria, passando per la Via Francigena tra la Valle di Susa e la Toscana Nord, la Via del Sale che collega Lombardia e Liguria, il Cammino Materano tra Basilicata e Puglia.

Ogni cammino riceverà un finanziamento indicativo di ventimila euro per progetti di valorizzazione. Gli interventi sono calibrati sulle esigenze specifiche di ciascun percorso: alcuni puntano sulla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico, altri sull'animazione territoriale, altri ancora sul miglioramento concreto dell'accessibilità e dei servizi per chi cammina. A gestire questi progetti sono enti del terzo settore, accompagnati dal team di esperti di Cammini d'Italia, la piattaforma nazionale che ha fornito il censimento su cui si basa la selezione.

Il modello di finanziamento è costruito per generare partecipazione dal basso. Le fondazioni coprono almeno il cinquanta per cento dei costi. Per il resto, entra in gioco il crowdfunding: dieci cammini hanno già avviato campagne sulla piattaforma Eppela, con l'obiettivo di raccogliere un ulteriore venticinque per cento dai territori e dalle comunità. Quando questo traguardo viene raggiunto, le fondazioni aggiungono un ulteriore venticinque per cento attraverso un meccanismo di matching grant, sbloccando così il settantacinque per cento del valore totale del progetto. I cammini che hanno lanciato le campagne di crowdfunding includono la Via del Sale gestita dall'Associazione La Pietra Verde, il Cammino Tre Laghi del Circolo Culturale Agorà, il Cammino di San Jacopo dell'Associazione Comunità Toscana il Pellegrino, la Via Vandelli, la Via del Fantini, Bologna Montana Art Trail, il Cammino del Salto, il Cammino di San Francesco di Paola, Kalabria coast to coast e i Cammini Bizantini dedicati a San Nilo. Le campagne rimangono aperte fino alla fine di ottobre.

Donatella Pieri, presidente della Commissione Beni e Attività culturali di Acri, ha inquadrato il progetto come un esperimento di sistema che mette i cammini al centro della riflessione sul patrimonio culturale e paesaggistico nazionale. Non si tratta di iniziative isolate, ha spiegato, ma di un percorso condiviso dove dodici fondazioni lavorano insieme, valorizzando le specificità locali e il ruolo cruciale delle comunità nella cura e nella promozione dei cammini. È un modello che supera i confini territoriali tradizionali, permettendo alle fondazioni di condividere esperienze, competenze e risorse su una scala nazionale.

La coordinazione del progetto è affidata a Fondazione Cariplo. La comunicazione istituzionale è curata da Fondazione con il Sud, mentre le attività di crowdfunding sono gestite da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, l'ente impact-oriented della Fondazione CRT. Questa architettura organizzativa riflette l'ambizione del progetto: non è un'azione episodica, ma un'infrastruttura pensata per durare e per generare effetti che si estendono oltre il singolo cammino o il singolo territorio. Nei prossimi mesi, il successo delle campagne di crowdfunding e la qualità dei progetti di valorizzazione che prenderanno forma diranno se questo modello può davvero trasformare i cammini in leve di sviluppo territoriale consapevole.

I cammini rappresentano un patrimonio culturale e paesaggistico e un'espressione delle comunità che li vivono e li attraversano
— Donatella Pieri, Presidente della Commissione Beni e Attività culturali di Acri
Il progetto offre alle fondazioni l'opportunità di condividere esperienze, competenze e risorse, andando oltre i confini dei singoli territori per lavorare insieme su una dimensione nazionale
— Donatella Pieri, Presidente della Commissione Beni e Attività culturali di Acri
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