Debito ancora in crescita nel 2027 al 138,5%. Giorgetti chiede prudenza

Il contesto è complesso, serve più attenzione
Giorgetti avverte sulla necessità di prudenza in un'economia segnata da inflazione e volatilità dei mercati.
Mark

Perché il debito continua a crescere se il Governo sta cercando di ridurlo?

Mimi

Perché l'inflazione e i tassi di interesse più alti stanno erodendo i margini di manovra. Anche se il deficit nominale scende, il debito sale in rapporto al Pil a causa di questi fattori.

Luke

Ma il Pil nominale è cresciuto più del previsto, no? Allora il rapporto debito-Pil dovrebbe migliorare, non peggiorare.

Mimi

Sì, il Pil nominale è cresciuto, ma la spesa per interessi è cresciuta ancora di più. E il Superbonus continua a pesare con i crediti d'imposta edilizi.

Mark

Cosa significa che Giorgetti chiede prudenza?

Mimi

Significa che il Governo vuole evitare di promettere cose che poi non può mantenere. I mercati sono nervosi, l'inflazione è alta, e ogni annuncio sbagliato potrebbe far salire i rendimenti dei titoli italiani.

Luke

Ma il Governo ha già approvato una manovra da 14 miliardi di disavanzo aggiuntivo. Non è già una scelta non prudente?

Mimi

Sì, ma Giorgetti dice che è necessaria per la crescita. La prudenza che chiede è su come comunicarla e come gestire le aspettative.

Mark

Quando l'Italia uscirà dalla procedura per disavanzi eccessivi?

Mimi

Secondo le regole attuali, nel 2030. Ma il Governo spera di negoziare con la Ue un approccio più flessibile.

Luke

Spera? Non è ancora deciso?

Mimi

No, è ancora in negoziato. Giorgetti sembra fiducioso, ma non è garantito.

Mark

E se i tassi di interesse continuano a salire?

Mimi

Allora la spesa per interessi crescerà ancora, e il debito diventerà ancora più difficile da gestire. È il rischio maggiore che il Governo sta affrontando.

  • Debito pubblico italiano al 138,5% del Pil nel 2027, in crescita rispetto alle previsioni di primavera
  • Deficit al 3,4% nel 2027 e al 3,3% nel 2028, con scostamento parziale di 29 miliardi
  • Spesa per interessi in crescita, con il debito che scenderà solo dal 2028 in poi
  • Italia uscirà dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2030 con le regole attuali

Il debito pubblico italiano continuerà a crescere nel 2027 al 138,5%, rimandando il ritorno a una traiettoria discendente di un anno rispetto alle previsioni precedenti. L'attivazione parziale della clausola di scostamento (29 miliardi invece di 36) riflette negoziati con la Commissione Ue e la necessità di gestire un contesto di inflazione e volatilità dei mercati obbligazionari.

L'Italia approva il Dpfp con deficit al 3,4% nel 2027 e debito in crescita al 138,5%. Il ministro Giorgetti avverte sulla necessità di prudenza in un contesto economico complesso.

Il Governo italiano ha approvato ieri sera il Documento programmatico di finanza pubblica con una notizia che sorprende al ribasso: il debito pubblico continuerà a crescere nel 2027, raggiungendo il 138,5% del Pil. Era stato previsto diversamente nella primavera scorsa. Questo significa che il ritorno a un debito in discesa slitterà di un anno, rimandato al 2028, quando scenderà al 137,9% prima di proseguire la riduzione nei due anni successivi.

L'approvazione del Dpfp e della relazione sullo scostamento ha autorizzato un extradeficit di 29 miliardi, una cifra inferiore ai 36 miliardi inizialmente considerati. Questa scelta riflette i negoziati con la Commissione europea e la volontà di gestire un contesto economico particolarmente instabile. Il deficit salirà al 3,4% nel 2027 e al 3,3% nel 2028. L'extradeficit è stato diviso equamente tra investimenti verdi e spesa per la difesa, con lo 0,3% del Pil destinato a ciascuna voce per entrambi gli anni. La rinuncia a circa 7 miliardi nel 2028 è stata accolta con comprensione anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha chiarito di «comprendere perfettamente le ragioni della scelta».

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, ha dominato la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri con un messaggio di cautela. Ha sottolineato che il «contesto particolarmente complesso» rende «sempre più complicato» sia fare previsioni sia mantenere i percorsi di finanza pubblica. L'inflazione globale e le vendite di titoli di Stato sui mercati internazionali hanno creato uno scenario che «richiede maggiore attenzione». Giorgetti ha messo a verbale l'esigenza di «un approccio più prudente rispetto alle cose annunciate» nei mesi precedenti, quando la manovra era stata presentata con una griglia di promesse e anticipazioni in vista delle elezioni.

Il peso degli interessi sul debito è diventato un fattore sempre più rilevante. La spesa per interessi sta crescendo sull'onda dei rialzi dei rendimenti già registrati e di quelli previsti per il prossimo futuro, mentre la Banca centrale europea affronta pressioni inflazionistiche che potrebbero portare a decisioni restrittive sui tassi. Nel 2029, anno privo di extradeficit da clausola, il disavanzo è ora stimato al 2,3% del Pil invece del 2,1% previsto cinque mesi fa, e il debito arriva al 136,6% anziché al 136,3%. Giorgetti ha anche osservato che occorre «fare chiarezza al più presto» sulla leadership della Banca centrale europea, in riferimento alle voci di possibili dimissioni della presidente Christine Lagarde.

Un altro elemento di preoccupazione riguarda la spesa primaria netta, l'indicatore centrale nelle nuove regole fiscali europee. L'inflazione spinge verso l'alto le uscite per pensioni e assegno unico universale, voci indicizzate. Secondo i calcoli comunicati ieri da Giorgetti, questo indicatore aumenterebbe del 3,3% nel 2027, superando sia la traiettoria annuale concordata con l'Ue (1,9%) sia quella cumulata (2,8%). L'Italia ha quindi richiesto che questo «fattore rilevante» sia considerato nelle verifiche sul rispetto dei vincoli fiscali, una richiesta che dovrebbe essere discussa venerdì prossimo all'Ecofin a Lussemburgo.

Giorgetti ha però chiarito che l'Italia non chiede «una flessibilità ulteriore» nel senso di fare più deficit. La richiesta è piuttosto di poter evitare interventi restrittivi che ridurrebbero il disavanzo ma peserebbero sulla crescita economica. Per il 2026, il deficit rimane confermato al 2,9%, anche se la crescita stimata è salita all'1%, sensibilmente più alta dello 0,6% atteso in primavera. Per il 2027 il Governo prevede una crescita dello 0,8%, due decimali oltre le previsioni di primavera, effetto atteso dalla manovra arricchita di 14 miliardi di disavanzo aggiuntivo. Nel 2028 la crescita è stimata allo 0,9%, mentre per il 2029 viene confermato lo 0,8%.

Sotto tutto questo impianto tracciato dal ministero dell'Economia domina una prudenza intensificata dalle sorprese degli ultimi mesi. Per due volte il Governo non ha potuto uscire anticipatamente dalla procedura per disavanzi eccessivi. Con l'applicazione rigida delle regole Ue, l'Italia abbandonerebbe il braccio correttivo del Patto di stabilità solo nel 2030. Tuttavia, è in corso da tempo un negoziato con la Ue su un approccio più morbido che Giorgetti sembra dare per acquisito. Il mercato obbligazionario, reduce da una settimana agitata, osserva attentamente questi sviluppi: gli investitori guardano alle cifre complessive e alla direzione di marcia, non solo ai dettagli tecnici negoziabili a Bruxelles.

Contesto particolarmente complesso che rende sempre più complicato fare previsioni e tenere i percorsi di finanza pubblica
— Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
Non chiediamo una flessibilità ulteriore, ma di poter evitare interventi restrittivi che peserebbero sulla crescita
— Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
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