Dacia Spring di seconda generazione: motore elettrico più potente e autonomia fino a 250 km

Una sola ricarica a settimana, nessun investimento speciale
La nuova Spring è costruita attorno alla realtà del pendolare urbano che ricarica a casa e non ha bisogno di autonomia lunga.
Mark

Perché Dacia ha deciso di rifare completamente la Spring? Non poteva semplicemente aggiornare il modello precedente?

Mimi

Hanno scelto una nuova piattaforma, la RGEV small, che ha permesso di ripensare tutto da zero. Non era solo un aggiornamento estetico—volevano più spazio interno, migliore dinamica, e ridurre i costi di produzione.

Luke

Ma quanto di questo è realmente nuovo? La potenza del motore è aumentata solo di poco rispetto alla generazione precedente, se c'era una.

Mark

Allora cosa cambia davvero per il cliente?

Mimi

L'autonomia è il grande salto: 250 chilometri contro i 200 circa della versione precedente. E le opzioni di ricarica sono molto più flessibili—puoi ricaricare da casa in nove ore, o da un wallbox in meno di tre.

Luke

Giusto, ma il dato importante è che il 75 per cento dei clienti attuali ricarica a casa. Quindi Dacia sta costruendo un'auto per una nicchia molto specifica: il pendolare urbano che non ha bisogno di autonomia lunga.

Mark

È una strategia intelligente?

Mimi

Sì, perché riconosce come la gente usa davvero le auto in città. Non tutti hanno bisogno di un'auto che faccia 500 chilometri. La maggior parte vuole qualcosa di semplice, economico, che non inquini.

Luke

Vero, ma il prezzo non è stato comunicato. Senza sapere quanto costa, è difficile valutare se è davvero conveniente rispetto ai competitor che stanno entrando in questo segmento.

Mark

Cosa ne pensi del design?

Mimi

È più moderno e solido rispetto alla generazione precedente. Più lunga e più larga, ma mantiene le proporzioni compatte che la rendono maneggevole in città.

Luke

Però non sappiamo come si comporta realmente in strada. I numeri dicono che accelera da zero a 100 in 12,1 secondi e raggiunge 130 all'ora, ma come si sente al volante? È stabile? Come è l'isolamento acustico?

  • Il mercato delle citycar elettriche accessibili è in fermento: con oltre 210.000 unità vendute in 40 Paesi, la Spring è già un riferimento, ma la concorrenza non dorme.
  • L'ansia da autonomia — il freno psicologico più grande all'adozione dell'elettrico — viene affrontata di petto: 250 km in ciclo WLTP cambiano la percezione quotidiana dell'auto.
  • Dacia risponde alle abitudini reali dei propri clienti: il 75% ricarica a casa, quindi la nuova Spring è progettata attorno alla presa domestica, non alla colonnina autostradale.
  • Le opzioni di ricarica scalabili — da una normale presa a un wallbox trifase da 11 kW fino alla DC da 50 kW — permettono a ogni tipo di utente di trovare la propria soluzione senza investimenti obbligati.
  • La crescita dimensionale (+15 cm in lunghezza, +18 cm in larghezza) e la nuova piattaforma RGEV small proiettano la Spring verso un pubblico più ampio, senza abbandonare la vocazione urbana.

Da cinque anni la Dacia Spring rappresenta la porta d'ingresso più democratica al mondo dell'elettrico; ora, con la seconda generazione, il marchio rumeno affina quella promessa senza tradirla. Un motore più potente, un'autonomia che supera i 250 chilometri e una piattaforma completamente rinnovata segnano un passo evolutivo pensato per chi vive la città ogni giorno. Non è una rivoluzione, ma la conferma che la mobilità sostenibile può essere alla portata di tutti, senza sacrificare né il portafoglio né la semplicità.

Dacia ha svelato la seconda generazione della Spring, la citycar elettrica che dal 2021 incarna l'accesso più economico al mondo a batteria. Oltre 210.000 clienti in più di 40 Paesi hanno scelto il modello originale; la nuova versione non ne tradisce la filosofia, ma la porta a un livello superiore: stessa semplicità, più muscoli e un'autonomia che finalmente tocca i 250 chilometri.

La vettura nasce sulla piattaforma RGEV small di Renault, una base inedita che ha permesso di ridisegnare le proporzioni. La Spring cresce di 15 centimetri in lunghezza e 18 in larghezza, guadagnando un aspetto più solido e contemporaneo — e soprattutto più spazio interno — senza rinunciare alla compattezza che la rende ideale nel traffico urbano.

Sotto il cofano lavora un motore da 60 kW (80 CV) con 175 Nm di coppia: lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 12,1 secondi, la velocità massima è di 130 km/h. Numeri discreti, pensati per chi vuole muoversi in città senza diventare un ostacolo, non per chi cerca emozioni sportive.

Il vero salto è nella batteria LFP da 27,5 kWh, che garantisce fino a 250 km in ciclo WLTP. Dacia ha costruito la ricarica attorno alle abitudini reali: il caricabatterie AC da 6,6 kW di serie porta la batteria dal 15 all'80% in nove ore, il tempo di una notte. Chi ha fretta può contare su un wallbox da 7 kW (2 ore e 55 minuti) o su uno trifase da 11 kW e su colonnine pubbliche da 22 kW (1 ora e 55 minuti). È disponibile anche la ricarica DC da 50 kW per i tragitti occasionali fuori città. La Spring non è un'auto da autostrada: è un'auto da vita urbana, pensata per chi vuole smettere di inquinare senza rinunciare alla praticità di ogni giorno.

Dacia ha tolto il velo dalla seconda generazione della Spring, la citycar elettrica che da cinque anni rappresenta il punto di accesso più accessibile al mercato delle auto a batteria. Dalla sua introduzione nel 2021, il modello ha conquistato oltre 210.000 clienti in più di 40 Paesi, diventando il riferimento per chi vuole passare all'elettrico senza compromessi sulla semplicità e l'economia che hanno sempre caratterizzato il marchio della famiglia Renault. La nuova versione non stravolge la ricetta, ma la affina: stessa filosofia, ma con muscoli più sviluppati e un'autonomia che finalmente tocca i 250 chilometri.

La vettura poggia sulla piattaforma RGEV small di Renault, una base completamente nuova che ha permesso ai tecnici francesi di ripensare le proporzioni e il design. La Spring cresce: 15 centimetri più lunga e 18 centimetri più larga rispetto al modello precedente, con un cofano corto e passaruota pronunciati che le conferiscono un aspetto più solido e contemporaneo. Questo aumento di dimensioni non è puro esercizio stilistico—traduce in più spazio interno per i passeggeri, mantenendo però le proporzioni compatte che la rendono ideale per la giungla urbana. I progettisti hanno anche accelerato il processo di sviluppo, riducendo i costi di produzione grazie all'impiego delle ultime tecnologie elettriche del gruppo.

Sotto il cofano batte un motore da 60 kilowatt, equivalenti a 80 cavalli, con una coppia di 175 newton-metro. Questi numeri si traducono in uno scatto da zero a 100 chilometri orari in 12,1 secondi e una velocità massima di 130 chilometri orari. Non sono cifre che fanno tremare i polsi, ma sono esattamente quello che serve per muoversi senza ansia nel traffico cittadino e periurbano, senza sentirsi un ostacolo per gli altri veicoli. La Spring non aspira a essere una sportiva; aspira a essere affidabile e discreta, e questi dati lo confermano.

L'autonomia è il vero salto in avanti. La batteria LFP da 27,5 kilowattora utili promette fino a 250 chilometri in ciclo misto WLTP, una cifra che cambia il modo di vivere l'auto. L'analisi dei clienti della prima generazione ha rivelato che nel 75 per cento dei casi la ricarica avveniva a domicilio, spesso nel tragitto casa-lavoro. Dacia ha costruito la nuova Spring attorno a questa realtà: con una sola ricarica a settimana, la maggior parte degli utenti urbani non avrà mai il pensiero dell'autonomia. Il caricabatterie in corrente alternata da 6,6 kilowatt incluso di serie consente di passare dal 15 all'80 per cento della carica in nove ore, il tempo di una notte o di una giornata lavorativa. Basta una presa domestica ordinaria; nessun investimento in attrezzature speciali.

Per chi ha fretta, le opzioni si moltiplicano. Con una presa potenziata, il tempo scende a cinque ore e 40 minuti. Un wallbox da 7 kilowatt lo riduce a due ore e 55 minuti. Chi dispone di un wallbox trifase da 11 kilowatt o di accesso a una stazione pubblica da 22 kilowatt può ricaricare dal 15 all'80 per cento in un'ora e 55 minuti. E per i lunghi tragitti, c'è anche un attacco per la ricarica in corrente continua da 50 kilowatt, anche se la Spring non è costruita per essere un'auto da autostrada. È costruita per la città, per il pendolarismo, per le gite nel weekend quando il tempo lo consente. È costruita, insomma, per la vita reale di chi vive in un centro urbano e vuole smettere di inquinare senza rinunciare alla praticità.

Nel 75 per cento dei casi la ricarica della prima generazione di Spring avveniva a domicilio
— Analisi Dacia sui clienti della prima serie
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