A Latina, in un territorio che ha conosciuto la fatica dell'industria e il peso dell'energia nucleare, una giovane società di deep tech prova a immaginare un calcolatore che non usa elettroni ma luce. QuantHum Edge, lavorando con il centro di ricerca della Sapienza nella stessa città, sostiene che la sua architettura modulare potrà un giorno raggiungere quasi diecimila qubit. È però una promessa costruita al momento su simulazioni, e la distanza tra ciò che si calcola e ciò che si costruisce è la misura reale della questione.
Computer quantistico a luce: la startup pontina QuantHum Edge punta a 9.936 qubit con la Sapienza
Dal laboratorio virtuale al primo modulo fisico: lì si vedrà se i dati reggono
Partiamo dal punto semplice: che cosa sta costruendo QuantHum Edge?
Un computer quantistico modulare che usa polaritoni, quasiparticelle ibride luce-materia, in cavità fotoniche su chip. Il programma si chiama Noesis e nasce a Cisterna di Latina, con la Sapienza.
Il numero che colpisce è 9.936 qubit. Da dove viene?
Da 108 qubit per modulo moltiplicati per 92 moduli, nello scenario massimo.
Ed è appunto uno scenario massimo. Nessuno ha detto che esista una macchina così: è un obiettivo di progetto.
E le prestazioni dichiarate?
Operazioni a due qubit in 3-3,3 nanosecondi, fidelity stimata al 99,86-99,90%, throughput per modulo da 5,5-7 a 18 miliardi di operazioni al secondo come traguardo.
Attenzione al verbo: stimata. Vengono da oltre 1.560 simulazioni con Comsol e QuTiP, e la società stessa parla di «evidenze in lab virtuale». Non c'è una misura su hardware.
Quindi che cosa si sa davvero?
Si sa che esiste un accordo con il Ce.R.S.I.Te.S. per ricerca, simulazioni e validazione. Non si sa se il Dev-Tile confermerà i numeri, né quando arriverà.
Il Dev-Tile è il test vero, poi il prototipo pilota e il rack.
E il tecnopolo nell'ex centrale nucleare?
L.I.S.A. è una proposta, non un progetto approvato: Quantum Park, AI Park ed Energy & Mobility Park nel sito Sogin in smantellamento.
Der Puls
- Il progetto Noesis punta a 9.936 qubit, ma la cifra nasce da un modello e non da una macchina esistente.
- Oltre 1.560 simulazioni con Comsol e QuTiP reggono tutte le stime di velocità e affidabilità.
- I tempi delle operazioni a due qubit dovrebbero scendere da circa 3 nanosecondi a 1,2-1,4, con fidelity che punta al 99,99%.
- Il prossimo ostacolo concreto è il Dev-Tile, il primo modulo fisico, dove le stime dovranno confrontarsi con il mondo reale.
- Il ssistema è pensato per scalare, ma senza un prototipo il percorso resta ancora sospeso.
A Latina, in un territorio che ha conosciuto la fatica dell'industria e il peso dell'energia nucleare, una giovane società di deep tech prova a immaginare un calcolatore che non usa elettroni ma luce. QuantHum Edge, lavorando con il centro di ricerca della Sapienza nella stessa città, sostiene che la sua architettura modulare potrà un giorno raggiungere quasi diecimila qubit. È però una promessa costruita al momento su simulazioni, e la distanza tra ciò che si calcola e ciò che si costruisce è la misura reale della questione.
A Cisterna di Latina una startup del territorio pontino, QuantHum Edge, sostiene di poter costruire un computer quantistico basato sulla luce. Lavora in collaborazione con il Ce.R.S.I.Te.S., centro di ricerca della Sapienza con sede a Latina, su ricerca, simulazioni e validazione tecnica.
Il progetto principale, Noesis, usa polaritoni, quasiparticelle ibride tra luce e materia, intrappolate in cavità fotoniche su chip. Ogni modulo contiene 108 qubit e il sistema può arrivare a 92 moduli, cioè 9.936 qubit nello scenario massimo: un limite di progetto, non una macchina esistente.
Le prestazioni sono ricavate da oltre 1.560 simulazioni. Le operazioni a due qubit richiedono oggi, nelle stime, tra 3 e 3,3 nanosecondi, con l'obiettivo di scendere a 1,2-1,4, mentre la fidelity stimata è del 99,86-99,90%. La società stessa parla di «evidenze in lab virtuale».
Il passaggio decisivo sarà il primo modulo fisico, il Dev-Tile, seguito da un prototipo pilota. Solo allora si capirà quanto di queste stime sopravvive fuori dal laboratorio virtuale.
A Cisterna di Latina c'è una startup che dice di poter costruire un computer quantistico usando la luce. Si chiama QuantHum Edge, è una società deep tech del territorio pontino e lavora con il centro di ricerca della Sapienza che ha sede a Latina, il Ce.R.S.I.Te.S. L'accordo tra le due parti copre tre ambiti: ricerca, simulazioni e validazione tecnica.
Il programma principale si chiama Noesis. La sua tecnologia si basa sui polaritoni, quasiparticelle ibride tra luce e materia, confinate in cavità fotoniche integrate su chip. In pratica, la luce viene intrappolata su un dispositivo e usata come supporto per i qubit.
L'architettura è modulare. Ogni modulo contiene 108 qubit e il sistema può arrivare fino a 92 moduli, per un totale di 9.936 qubit nello scenario massimo. È questa la cifra che dà il titolo al progetto, ma va letta per ciò che è: un limite superiore di progetto, non una macchina esistente.
I numeri sulle prestazioni, infatti, vengono da simulazioni. Sono oltre 1.560, condotte con i software Comsol e QuTiP, e la stessa società le definisce «evidenze in lab virtuale». Le operazioni a due qubit richiedono oggi, nelle stime, tra 3 e 3,3 nanosecondi; l'obiettivo è scendere a 1,2-1,4. La fidelity stimata è del 99,86-99,90%, con un traguardo fissato al 99,985-99,995%. Il throughput per modulo dovrebbe passare dagli attuali 5,5-7 miliardi di operazioni al secondo a 18 miliardi.
Il passaggio decisivo è dunque dal virtuale al fisico. Il prossimo passo previsto è il primo modulo reale, chiamato Dev-Tile, a cui dovrebbero seguire un prototipo pilota e poi una configurazione in rack.
Accanto a Noesis, QuantHum Edge porta avanti altri due progetti. sAIpiens è un programma di ricerca su un'intelligenza artificiale ibrida, che combina processori classici, neuromorfici e quantistici. L.I.S.A. è invece la proposta di un tecnopolo articolato in tre aree: Quantum Park, AI Park ed Energy & Mobility Park. Il sito indicato è l'ex centrale nucleare di Latina, di proprietà di Sogin dal 1999 e in fase di smantellamento.
Resta da vedere se i dati simulati reggeranno alla prova del Dev-Tile: sarà il primo modulo fisico a dire quanto di queste stime sopravvive fuori dal laboratorio virtuale.
Bemerkenswerte Zitate
Le simulazioni sono «evidenze in lab virtuale».— QuantHum Edge