Nel ciclismo, come nella vita, esistono margini così sottili da sfidare la percezione umana: Giulio Ciccone ha perso l'oro europeo in Slovenia per 2,8 millesimi di secondo contro Remco Evenepoel, e quella distanza quasi invisibile ha aperto una domanda che va oltre il risultato sportivo. Il corridore abruzzese non contesta il valore del campione belga, ma chiede di vedere con i propri occhi il punto esatto in cui la tecnologia ha deciso il confine tra vittoria e sconfitta. La Uec ha risposto con dati e sistemi, ma ha chiuso la porta a ogni ulteriore dialogo, lasciando la controversia sospesa t
Ciccone contesta l'oro europeo: «Voglio il vero fotofinish»
Finché quella corrispondenza non mi viene mostrata, per me resta una domanda
Perché Ciccone non accetta semplicemente la spiegazione tecnica della Uec? Sembra che gli abbiano già spiegato come funziona il sistema.
Ha ascoltato la spiegazione, ma dice che non è quello che gli serve. Vuole vedere il fotofinish vero, quello che corrisponde alla linea d'arrivo reale, non una spiegazione di come funziona il sistema.
Ma qui c'è un problema: Ciccone dice di aver rivisto centinaia di volte le immagini disponibili. Quali immagini? Quelle televisive? Perché la Uec spiega che il fotofinish non è una fotografia tradizionale, e che l'asse orizzontale rappresenta il tempo, non la distanza. Se sta guardando riprese televisive, potrebbe non stare guardando la stessa cosa che il sistema ufficiale ha registrato.
Esatto. E questo è il punto che Ciccone sta cercando di sollevare. Non sta dicendo che il sistema sia sbagliato. Sta dicendo: mostratemi il fotofinish ufficiale sulla vera linea d'arrivo, così posso vedere con i miei occhi se corrisponde al verdetto.
La Uec ha usato due sistemi indipendenti. Entrambi hanno dato lo stesso risultato?
La nota della Uec non lo dice esplicitamente. Dice che sono stati utilizzati due sistemi indipendenti che hanno fornito due immagini separate per la verifica, ma non specifica se i risultati coincidevano o se c'era una procedura di risoluzione se divergessero.
E questo è il silenzio che rende la richiesta di Ciccone ancora più ragionevole. Se due sistemi indipendenti confermano lo stesso risultato, perché non mostrarlo?
Potrebbe essere una questione di privacy o di protocollo?
Potrebbe. Ma la Uec ha chiuso la porta dicendo che non rilascerà ulteriori dichiarazioni. Questo trasforma una controversia tecnica in una questione di fiducia istituzionale.
Le Pouls
- Una differenza di 0,0028 secondi separa Ciccone dall'oro europeo, un margine che sfida i limiti stessi della percezione e della fiducia nel verdetto tecnico.
- Il ciclista abruzzese ha trascorso la notte a rivedere ossessivamente le immagini della volata, trovando nelle riprese disponibili qualcosa che non riesce a conciliare con il risultato ufficiale.
- Ciccone ha portato i suoi dubbi su Instagram con un lungo messaggio pubblico, chiedendo non la revisione della gara ma semplicemente di visualizzare il fotofinish esatto sulla linea d'arrivo reale.
- La Uec ha risposto spiegando che il sistema EtherLynx Vision PRO X registra 13.000 fotogrammi al secondo e che due sistemi indipendenti hanno confermato lo stesso verdetto.
- L'organizzazione ha chiuso il caso dichiarando che non rilascerà ulteriori comunicati, lasciando Ciccone con la sua domanda senza una risposta visiva diretta.
Nel ciclismo, come nella vita, esistono margini così sottili da sfidare la percezione umana: Giulio Ciccone ha perso l'oro europeo in Slovenia per 2,8 millesimi di secondo contro Remco Evenepoel, e quella distanza quasi invisibile ha aperto una domanda che va oltre il risultato sportivo. Il corridore abruzzese non contesta il valore del campione belga, ma chiede di vedere con i propri occhi il punto esatto in cui la tecnologia ha deciso il confine tra vittoria e sconfitta. La Uec ha risposto con dati e sistemi, ma ha chiuso la porta a ogni ulteriore dialogo, lasciando la controversia sospesa tra la certezza della macchina e il dubbio dell'uomo.
Giulio Ciccone non riesce a trovare pace dopo la volata dei Campionati Europei di ciclismo in Slovenia. Sulla carta il verdetto è netto: sconfitto da Remco Evenepoel per 2,8 millesimi di secondo. Ma il corridore abruzzese ha rivisto centinaia di volte quelle immagini, e ogni volta vede qualcosa che non quadra con il risultato ufficiale.
Lunedì mattina, dopo aver ascoltato le spiegazioni dei commissari e dei tecnici federali italiani, Ciccone ha scelto di condividere pubblicamente i suoi dubbi su Instagram. Il suo non è un atto d'orgoglio ferito: riconosce apertamente che Evenepoel era il corridore più forte in gara, capace di gestire la competizione con intelligenza e forza. La sua richiesta è più specifica e più semplice: vuole vedere il fotofinish vero, quello che corrisponde esattamente alla linea d'arrivo ufficiale. Se quell'immagine confermasse il verdetto, dice, non avrebbe altro da aggiungere.
In serata la Unione Europea del Ciclismo ha risposto con una nota ufficiale. Il sistema EtherLynx Vision PRO X utilizzato alla gara registra la linea d'arrivo 13.000 volte al secondo. La Uec ha precisato un dettaglio tecnico importante: il fotofinish non è una fotografia tradizionale, ma una composizione cronologica in cui l'asse orizzontale rappresenta il tempo e non la distanza, il che può generare distorsioni visive apparenti senza però alterare l'accuratezza del risultato. Ai Campionati Europei sono stati impiegati due sistemi indipendenti, che hanno fornito due immagini separate a conferma dello stesso verdetto.
La Uec ha concluso dichiarando che non rilascerà ulteriori comunicati sull'argomento. La controversia rimane così sospesa: da una parte un atleta che dice di vedere qualcosa di incompatibile con il risultato, dall'altra un'organizzazione che sostiene di aver applicato la tecnologia più precisa disponibile, e per due volte. Ciccone conserva l'argento, Evenepoel l'oro, e tra loro restano quei 2,8 millesimi che nessuna spiegazione ha ancora reso del tutto visibili.
Giulio Ciccone ha passato la notte a rivedere le immagini della volata che lo ha visto soccombere ai Campionati Europei di ciclismo in Slovenia. Il verdetto era netto sulla carta: sconfitto da Remco Evenepoel per 2,8 millesimi di secondo, una differenza così minuscola da essere quasi invisibile all'occhio umano. Eppure il corridore abruzzese non riesce a trovare pace. Lunedì mattina, dopo che i commissari e i tecnici federali italiani gli hanno spiegato come era stato interpretato il fotofinish, Ciccone ha deciso di condividere pubblicamente i suoi dubbi attraverso un lungo messaggio su Instagram.
Non si tratta di una semplice protesta d'orgoglio. Ciccone riconosce pienamente il valore della prestazione di Evenepoel, descrivendo il belga come il corridore più forte in gara, capace di gestire una competizione complessa con intelligenza e forza. Ma c'è qualcosa nelle immagini disponibili che non quadra, secondo il ciclista italiano. Ha rivisto centinaia di volte quei fotogrammi, e ogni volta vede una dinamica che non riesce a conciliare con il risultato ufficiale. Non è una questione di spiegazioni tecniche: Ciccone dice di aver già ascoltato come funziona il sistema. Quello che chiede è diverso e più specifico.
Vuole vedere il fotofinish vero, quello che corrisponde esattamente alla linea d'arrivo reale. Non chiede che una ripresa televisiva sostituisca il sistema ufficiale. Non mette in discussione la correttezza della gara di Evenepoel. Chiede semplicemente di visualizzare, in maniera inequivocabile, il passaggio delle due ruote nel punto preciso dove il regolamento stabilisce che viene determinato l'arrivo. Se quell'immagine confermasse il verdetto, dice, non avrebbe altro da aggiungere. Ma finché quella corrispondenza non gli viene mostrata, la domanda rimane senza risposta.
La Unione Europea del Ciclismo ha risposto in serata con una nota ufficiale che spiega il funzionamento del sistema EtherLynx Vision PRO X utilizzato ai Campionati Europei. Il dispositivo registra la linea d'arrivo 13.000 volte al secondo, permettendo di determinare l'ordine di arrivo con estrema precisione anche quando le differenze sono minime. La Uec sottolinea un punto cruciale: il fotofinish non è una fotografia tradizionale. L'immagine finale è composta dalla successione cronologica delle registrazioni effettuate sulla linea d'arrivo, il che significa che l'asse orizzontale rappresenta il tempo, non la distanza. Questo può creare distorsioni apparenti di ruote, biciclette e corridori, ma senza alcuna conseguenza sull'accuratezza del risultato.
Nel ciclismo, il riferimento determinante è la parte più avanzata della ruota anteriore nel momento in cui raggiunge la linea d'arrivo. Ai Campionati Europei sono stati utilizzati due sistemi indipendenti di fotofinish, che hanno fornito due immagini separate per la verifica del risultato. La Uec ha concluso la sua dichiarazione affermando che non rilascerà ulteriori comunicati sull'argomento. La controversia rimane quindi sospesa: da una parte un atleta che dice di vedere qualcosa che non corrisponde al verdetto, dall'altra un'organizzazione che sostiene di aver utilizzato la tecnologia più precisa disponibile, applicata due volte per garantire l'accuratezza. Ciccone ha ottenuto la medaglia d'argento, Evenepoel l'oro, e il margine tra loro è rimasto di 2,8 millesimi.
Citations marquantes
Ho riguardato centinaia di volte le immagini disponibili e continuo a vedere una dinamica che non riesco a conciliare con quel verdetto— Giulio Ciccone
Sto chiedendo una cosa molto semplice: vedere il fotofinish sulla vera linea d'arrivo— Giulio Ciccone