Aperte le candidature per sanitari nella campagna vaccinale anti-Covid

Il vaccino sarebbe utilizzabile dal giorno dopo nei Paesi Ue
Se l'Ema avesse approvato il vaccino Pfizer il 21 dicembre, la Commissione europea avrebbe potuto autorizzarlo entro 48 ore.
Mark

Perché Arcuri ha aperto le candidature proprio il 16 dicembre, se la campagna non sarebbe partita prima di fine mese?

Mimi

Perché il reclutamento è un processo che richiede tempo. Dovevano raccogliere le candidature, verificare i requisiti, organizzare l'assegnazione del personale alle strutture. Non potevano aspettare l'approvazione del vaccino per iniziare a cercare chi lo avrebbe somministrato.

Luke

Ma qui c'è un'incertezza di fondo: non sapevano ancora se il vaccino sarebbe stato approvato il 21 dicembre o il 29. Stavano reclutando personale per una campagna che poteva iniziare in due date completamente diverse.

Mark

Quindi il portale era una scommessa?

Mimi

Era una preparazione. Se tutto fosse andato bene, avrebbero avuto il personale pronto. Se no, avrebbero comunque avuto il tempo di organizzarsi per gennaio.

Luke

Vero, ma nota che Rasi parla di "tutta probabilità" per l'approvazione entro 48 ore. Non è una certezza. E poi c'è Aifa, l'agenzia italiana, che doveva validare tutto immediatamente. Quante agenzie devono dire sì prima che una dose arrivi a un braccio?

Mark

Tre: Ema, Commissione europea, e Aifa.

Mimi

Esatto. E ognuna poteva rallentare il processo. Per questo avevano bisogno di personale già reclutato e pronto.

  • L'Italia non può più aspettare: il portale personalevaccini.invitalia.it apre oggi stesso, segnalando che la campagna vaccinale non è più un'ipotesi ma un cantiere aperto.
  • La tensione si concentra su una data: il 21 dicembre, quando l'Ema potrebbe anticipare il via libera al vaccino Pfizer-BioNTech, comprimendo i tempi di tutto il sistema europeo.
  • Se la catena di approvazioni reggesse — Ema il 21, Commissione europea entro il 26-27, AIFA immediatamente dopo — l'Italia potrebbe vaccinare i primi cittadini già il 28 o 29 dicembre.
  • Lo scenario più concreto resta però gennaio 2021, quando il 90% delle dosi richieste dalle Regioni sarà disponibile e la campagna potrà davvero decollare su scala nazionale.

Nel mezzo di una pandemia che ha ridisegnato i confini del quotidiano, l'Italia compie il 16 dicembre 2020 un passo concreto verso la redenzione collettiva: il commissario Arcuri apre le porte a medici, infermieri e assistenti sanitari disposti a farsi strumento della campagna vaccinale nazionale. La macchina si mette in moto, ma il suo ritmo dipende ancora da decisioni europee e da una logistica che deve dimostrare di essere all'altezza del momento.

Il 16 dicembre 2020, il commissario straordinario Domenico Arcuri annuncia l'apertura delle candidature per il personale sanitario destinato alla campagna vaccinale anti-Covid. Attraverso il portale telematico personalevaccini.invitalia.it, medici, infermieri e assistenti sanitari — italiani, europei e di paesi terzi — possono presentare la propria disponibilità. Anche i medici in pensione sono ammessi. I contratti previsti durano fino a nove mesi, con possibilità di rinnovo.

Il destino della campagna, però, è legato a un calendario ancora incerto. L'Agenzia europea per i medicinali ha anticipato al 21 dicembre la propria riunione sul vaccino Pfizer-BioNTech, dopo aver ricevuto nuovi dati su sicurezza ed efficacia. Secondo l'ex direttore esecutivo dell'Ema, Guido Rasi, un'approvazione in quella data permetterebbe alla Commissione europea di dare il via libera entro il 26 o 27 dicembre, rendendo il vaccino utilizzabile nei paesi dell'Unione dal giorno successivo.

Se l'Italia fosse pronta sul piano logistico e l'AIFA convalidasse il farmaco senza indugi, le prime somministrazioni potrebbero avvenire già il 28 o 29 dicembre. Tuttavia, lo scenario più probabile rimane un avvio a pieno regime nei primi giorni di gennaio 2021, quando il 90% delle dosi richieste dalle Regioni sarà effettivamente consegnato. Il numero preciso di persone da vaccinare nella giornata simbolica di apertura della campagna europea sarà definito nelle ore successive all'annuncio.

Mercoledì 16 dicembre 2020, Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l'emergenza Covid, ha annunciato l'apertura ufficiale delle candidature per il personale sanitario che avrebbe dovuto somministrare i vaccini anti-Sars-CoV-2 in Italia. Da quella data, medici, infermieri e assistenti sanitari potevano inviare la loro candidatura attraverso un portale telematico dedicato, raggiungibile all'indirizzo personalevaccini.invitalia.it. L'iniziativa rappresentava il primo passo concreto verso l'attivazione della campagna vaccinale nazionale, ancora in fase di preparazione.

I requisiti per candidarsi erano chiari: la piattaforma era aperta a laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio della professione e iscritti agli albi professionali, oltre che a infermieri e assistenti sanitari regolarmente iscritti ai loro rispettivi ordini. L'avviso non si limitava ai soli cittadini italiani, ma accoglieva anche candidati dell'Unione Europea e di paesi terzi. Una scelta particolare riguardava i medici in pensione, ai quali era consentito aderire al programma. I contratti offerti avrebbero avuto una durata massima di nove mesi, con possibilità di rinnovo qualora necessario.

La tempistica della campagna dipendeva però da decisioni che ancora non erano state prese. L'Agenzia europea per i medicinali aveva originariamente programmato di pronunciarsi sul vaccino Pfizer-BioNTech il 29 dicembre, ma aveva deciso di anticipare la riunione al 21 dicembre dopo aver ricevuto nuovi dati sulla sicurezza e l'efficacia del farmaco. Questo cambio di calendario poteva avere conseguenze significative per l'Italia.

Secondo le valutazioni di Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Ema, se l'agenzia avesse dato il via libera il 21 dicembre, la Commissione europea avrebbe potuto approvare il vaccino entro 48 ore, verosimilmente il 26 o 27 dicembre. Una volta ottenuta l'autorizzazione europea, il vaccino sarebbe stato utilizzabile nei paesi dell'Unione dal giorno successivo. Se la logistica italiana fosse stata pronta e l'Agenzia italiana del farmaco avesse convalidato immediatamente il farmaco, la campagna vaccinale nel nostro paese avrebbe potuto iniziare già il 28 o 29 dicembre.

Tuttavia, lo scenario più probabile rimaneva un avvio a pieno regime all'inizio di gennaio 2021, quando il 90 per cento delle dosi richieste dalle Regioni sarebbe stato consegnato. In quel caso, alcuni italiani avrebbero potuto ricevere il vaccino già subito dopo Natale, ma solo in numero limitato, sulla base delle quantità che Pfizer avrebbe effettivamente consegnato nel giorno simbolico scelto per l'inizio della campagna europea. Il numero esatto di persone da vaccinare in quella data sarebbe stato definito nelle ore successive all'annuncio di Arcuri.

Medici, infermieri e assistenti sanitari potranno inviare la loro candidatura per via telematica a partire da oggi
— Domenico Arcuri, commissario straordinario all'emergenza
La campagna vaccinale in Italia potrebbe dunque partire già il 28-29 dicembre se l'Ema si pronuncerà prima di Natale
— Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Ema
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