ADHD, il caso Costacurta: dalla diagnosi alle terapie corrette

Achille Costacurta ha affrontato un'adolescenza difficile con problemi scolastici, comportamentali, abuso di sostanze e ricovero in comunità prima della diagnosi di ADHD nel 2024.
Una diagnosi tardiva trascinò gli anni attraverso insuccesso e conflitto
La mancata identificazione dell'ADHD in adolescenza può avere conseguenze durature sulla traiettoria di vita di una persona.
Mark

Perché la diagnosi di ADHD arriva così tardi in molti casi, soprattutto negli adolescenti?

Mimi

Perché i sintomi — disattenzione, impulsività, difficoltà di concentrazione — vengono spesso scambiati per pigrizia, mancanza di disciplina o semplici problemi comportamentali. Nessuno pensa che possa trattarsi di un disturbo neurologico.

Luke

Ma come si distingue un adolescente con ADHD da uno che è semplicemente pigro o ribelle? Quali sono i criteri clinici precisi?

Mark

E una volta che la diagnosi arriva, quali sono le opzioni di trattamento?

Mimi

Possono includere interventi psicologici, modifiche comportamentali e, quando appropriato, terapie farmacologiche. Ma tutto deve essere personalizzato sulla base della valutazione clinica.

Luke

Il dottor Dieci ha specificato quali farmaci vengono utilizzati e con quale frequenza? Perché il fai-da-te è così pericoloso?

Mark

Nel caso di Costacurta, cosa avrebbe potuto cambiare se la diagnosi fosse arrivata prima?

Mimi

Probabilmente avrebbe evitato anni di insuccesso scolastico, conflitti e vulnerabilità verso comportamenti a rischio. Una diagnosi tempestiva avrebbe permesso interventi mirati.

Luke

Ma non sappiamo esattamente quali sarebbero stati gli esiti diversi. La storia di Costacurta è una storia personale; non è uno studio controllato. Cosa dice la ricerca sui risultati della diagnosi precoce?

  • Achille Costacurta ha attraversato anni di fallimenti scolastici, conflitti comportamentali e abuso di sostanze prima che qualcuno riconoscesse nell'ADHD la radice del problema.
  • La diagnosi è arrivata solo nel 2024, in una clinica svizzera, quando i segnali erano presenti da anni e avrebbero potuto essere intercettati molto prima.
  • Lo psichiatra Dieci avverte: l'autodiagnosi alimentata da internet e l'automedicazione espongono i giovani a rischi seri, perché l'ADHD può sovrapporsi ad altri disturbi e richiede un percorso personalizzato.
  • Insegnanti, genitori e operatori sanitari restano il primo filtro: quando riconoscono i sintomi, i tempi di diagnosi si accorciano e le traiettorie di vita cambiano.
  • Il mese di ottobre dedicato alla sensibilizzazione sull'ADHD è un'occasione concreta per trasformare la consapevolezza pubblica in diagnosi più rapide e cure più efficaci.

Ogni anno, ottobre riporta l'attenzione su una condizione che troppo spesso viene scambiata per carattere difficile o mancanza di volontà: l'ADHD. La storia di Achille Costacurta — figlio di Billy Costacurta e Martina Colombari, diagnosticato solo nel 2024 dopo un'adolescenza segnata da insuccessi scolastici, abuso di sostanze e ricoveri — ricorda quanto il ritardo diagnostico possa costare in termini di sofferenza umana. Lo psichiatra Massimiliano Dieci offre una bussola: riconoscere i sintomi in tempo, affidarsi alla valutazione specialistica e resistere alla tentazione del fai-da-te, perché dietro comportamenti che sembrano semplice ribellione può nascondersi un funzionamento neurologico che merita cura, non giudizio.

Ottobre è il mese della sensibilizzazione sull'ADHD, e la storia di Achille Costacurta — nato nel 2004, figlio di Billy Costacurta e Martina Colombari — offre un volto concreto a ciò che accade quando questo disturbo non viene riconosciuto in tempo. Achille ha parlato apertamente di un'adolescenza difficile: difficoltà scolastiche, problemi comportamentali, uso di sostanze, ricoveri in comunità. La diagnosi di ADHD è arrivata solo nel 2024, in una clinica svizzera, anni dopo che quei segnali avrebbero potuto essere letti diversamente.

Per capire cosa si nasconde dietro questi percorsi tortuosi, abbiamo interpellato il dottor Massimiliano Dieci, psichiatra e responsabile dell'Unità di Riabilitazione Psichiatrica Specialistica agli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza. Senza entrare nel caso specifico, Dieci spiega che i sintomi dell'ADHD — impulsività, difficoltà di concentrazione, iperattività — vengono spesso scambiati per pigrizia o mancanza di disciplina, quando riflettono invece un funzionamento neurologico che richiede interventi mirati.

Un rischio crescente, sottolinea Dieci, è quello dell'autodiagnosi: in un'epoca in cui chiunque può riconoscersi nei sintomi letti online, molti giovani tentano di gestire il disturbo senza una valutazione clinica. È un approccio pericoloso, perché la diagnosi potrebbe essere errata e le terapie improvvisate potrebbero rivelarsi inadeguate o dannose. L'ADHD coesiste spesso con altri disturbi e richiede un approccio personalizzato.

Il caso Costacurta illustra il costo umano del ritardo diagnostico: anni di sofferenza, insuccessi e vulnerabilità che una diagnosi tempestiva — accompagnata da terapie psicologiche, comportamentali e, se necessario, farmacologiche — avrebbe potuto ridurre significativamente. Ottobre è l'occasione per ricordare che riconoscere i segnali in tempo non è solo una questione medica, ma un atto di cura collettiva.

Ottobre è il mese in cui l'attenzione si concentra sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività — l'ADHD — e le storie pubbliche che emergono in questo periodo aiutano a mettere a fuoco una condizione spesso fraintesa e diagnosticata troppo tardi. Una di queste storie è quella di Achille Costacurta, nato nel 2004, figlio dell'ex calciatore Billy Costacurta e dell'attrice Martina Colombari. Nel corso degli anni ha parlato apertamente di un'adolescenza segnata da difficoltà scolastiche, problemi comportamentali, uso di sostanze e ricoveri in comunità. La diagnosi di ADHD è arrivata solo nel 2024, presso una clinica in Svizzera — anni dopo che questi segnali avrebbero potuto essere riconosciuti e affrontati con le terapie appropriate.

Per comprendere cosa sia realmente questo disturbo, come si manifesta e come si cura, abbiamo parlato con il dottor Massimiliano Dieci, psichiatra e responsabile dell'Unità Operativa di Riabilitazione Psichiatrica Specialistica presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza, dove dirige anche due comunità psichiatriche. Dieci non entra nel merito della situazione specifica di Costacurta, ma offre una spiegazione dei meccanismi generali del disturbo, dei suoi sintomi e dei rischi che derivano da una diagnosi mancata o ritardata.

Ciò che emerge dalla conversazione è un quadro preoccupante: l'ADHD in adolescenza spesso non viene riconosciuto, e questa mancanza di diagnosi può trascinare i giovani attraverso anni di insuccesso scolastico, conflitti comportamentali e, in alcuni casi, verso l'abuso di sostanze. I sintomi — difficoltà di concentrazione, impulsività, iperattività — vengono frequentemente interpretati come pigrizia, mancanza di disciplina o problemi puramente comportamentali, quando in realtà riflettono un funzionamento neurologico diverso che richiede interventi specifici.

Un aspetto critico che Dieci sottolinea è il pericolo dell'autodiagnosi e dell'automedicazione. In un'epoca in cui le informazioni circolano liberamente online e molte persone si riconoscono nei sintomi descritti su internet, cresce il rischio che persone — soprattutto giovani — tentino di affrontare il disturbo senza una valutazione clinica appropriata. Questo approccio fai-da-te comporta rischi significativi: non solo la diagnosi potrebbe essere errata, ma anche le terapie intraprese potrebbero essere inadeguate o addirittura dannose. La valutazione specialistica rimane fondamentale, perché l'ADHD può coesistere con altri disturbi e richiede un approccio personalizzato.

La storia di Costacurta illustra concretamente cosa accade quando la diagnosi arriva tardi. Gli anni passati senza una comprensione corretta della propria condizione hanno significato sofferenza personale, fallimenti scolastici, e una vulnerabilità aumentata verso comportamenti a rischio. Una diagnosi tempestiva, accompagnata dalle terapie appropriate — che possono includere interventi psicologici, modifiche comportamentali e, quando necessario, trattamenti farmacologici — avrebbe potuto alterare significativamente la traiettoria della sua adolescenza.

Ciò che questo caso mette in luce è l'importanza della consapevolezza pubblica. Quando insegnanti, genitori e operatori sanitari riconoscono i segni dell'ADHD, i tempi di diagnosi si accorciano e gli esiti terapeutici migliorano. Ottobre, come mese dedicato alla sensibilizzazione, rappresenta un'occasione per diffondere questa consapevolezza e per ricordare che dietro comportamenti che sembrano semplicemente difficili o provocatori può nascondersi un disturbo neurobiologico che, una volta identificato correttamente, può essere gestito e trattato in modo efficace.

L'ADHD in adolescenza spesso non viene riconosciuto, e questa mancanza di diagnosi può trascinare i giovani attraverso anni di insuccesso scolastico, conflitti comportamentali e abuso di sostanze
— Dottor Massimiliano Dieci, psichiatra
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