Nel giorno in cui ottobre si chiude e il conto delle guerre si fa più pesante, Volodymyr Zelensky consegna al mondo un bilancio di perdite e di terreno che parla di una Russia in affanno e di un Ucraina che resiste. Sono cifre che arrivano da una sola delle due mani che reggono il conflitto, e per questo restano da verificare, come ogni racconto di vittoria pronunciato mentre la guerra continua. Accanto a questa voce si fa strada un'altra apertura: da Mosca si dice che Putin non ha mai rifiutato il dialogo, e dal Vaticano il Papa indica il piccolo gesto umanitario di Oleshky come seme possibil
Zelensky: la Russia perde terreno e uomini, e il Papa rilancia l'appello alla pace
Ogni giorno di guerra costi all'aggressore il più possibile
Zelensky parla di perdite russe record a ottobre. Qual è il dato?
54.400 soldati tra morti e feriti gravi, il più alto di tutta la guerra secondo lui, con un picco di 2.250 il 21 ottobre.
Ma sono cifre ucraine, e il testo non cita verifiche indipendenti né risposte russe. Sono una dichiarazione di parte.
E sul territorio?
Kiev dice di aver liberato 96,2 chilometri quadrati, 10,4 più di quelli conquistati dai russi.
Anche questo dato viene da una sola fonte. Il confronto regge solo se si accetta il conteggio ucraino di entrambe le cifre.
Che cosa ha detto Mosca?
Ushakov ha detto che Putin risponderebbe al telefono e che Zelensky può venire a Mosca se vuole negoziare.
È un'apertura, ma con un luogo preciso. Non risulta una proposta di incontro altrove né una data.
E il Papa?
Ha citato l'azione umanitaria a Oleshky e ha auspicato nuove iniziative di pace. Leone stesso ha mediato la tregua per la cittadina.
Dettagli di quella tregua il testo non ne dà, quindi non sappiamo quanto sia estendibile.
The Pulse
- Zelensky annuncia su Telegram 54.400 perdite russe in ottobre, il dato più alto dell'intera guerra.
- Kiev rivendica 96,2 km² liberati contro 85,8 km² di avanzata russa, cifre ancora senza riscontro indipendente.
- Mosca apre al dialogo: Putin non ha mai rifiutato di parlare con Zelensky, che è invitato a venire di persona.
- Il Papa Leone sostiene la tregua umanitaria a Oleshky e chiede che quella collaborazione diventi nuove iniziative di pace.
- Il cessate il fuoco invocato da Kiev e l'invito di Mosca restano lontani dall'incontrarsi.
Nel giorno in cui ottobre si chiude e il conto delle guerre si fa più pesante, Volodymyr Zelensky consegna al mondo un bilancio di perdite e di terreno che parla di una Russia in affanno e di un Ucraina che resiste. Sono cifre che arrivano da una sola delle due mani che reggono il conflitto, e per questo restano da verificare, come ogni racconto di vittoria pronunciato mentre la guerra continua. Accanto a questa voce si fa strada un'altra apertura: da Mosca si dice che Putin non ha mai rifiutato il dialogo, e dal Vaticano il Papa indica il piccolo gesto umanitario di Oleshky come seme possibile di una pace più grande.
Il primo novembre, a ottobre appena concluso, Volodymyr Zelensky ha affidato a Telegram il suo bilancio di guerra: secondo lui le forze ucraine hanno inflitto alla Russia le perdite più pesanti mai registrate e hanno riconquistato più territorio di quanto gli occupanti ne abbiano preso. Il dato più alto riguarda il mese stesso, con 54.400 soldati russi tra morti e feriti gravi e un picco di 2.250 uomini il 21 ottobre.
Sul terreno, sostiene il presidente, l'Ucraina ha liberato 96,2 chilometri quadrati, dieci in più di quanto la Russia ne abbia conquistati, circa 85,8. «La Russia sta perdendo», ha detto, indicando nel cessate il fuoco e nella diplomazia la via per fermare un conflitto che costa così caro all'aggressore. Sono però affermazioni di una sola parte, senza conferme indipendenti né repliche di Mosca sui numeri.
Da Mosca è arrivata un'apertura. Il consigliere Yuri Ushakov ha detto che Putin non ha mai rifiutato di parlare con Zelensky e che risponderebbe a una telefonata, ma se Zelensky vuole incontrarlo di persona è il benvenuto nella capitale russa.
All'Angelus, il Papa Leone ha ricordato l'azione umanitaria svolta a favore dei civili di Oleshky, frutto di una collaborazione tra le parti che lui stesso ha contribuito a mediare, e ha auspicato che quel gesto apra la strada a nuove iniziative di pace. Resta da vedere se l'invito di Mosca e la richiesta di Kiev potranno incontrarsi, mentre Oleshky resta per ora l'esempio concreto di un dialogo possibile.
Il primo novembre, con il mese di ottobre appena chiuso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affidato a Telegram il suo bilancio: secondo lui le forze di Difesa ucraine hanno inflitto al nemico perdite record e hanno riconquistato più territorio di quanto gli occupanti russi siano riusciti a prenderne. Le sue parole sono state riprese dall'agenzia Ukrinform.
I numeri sono quelli forniti da Kiev. Zelensky sostiene che in ottobre la Russia abbia perso 54.400 soldati, tra morti e feriti gravi, la cifra più alta registrata in tutti i mesi del conflitto. Anche il dato giornaliero avrebbe toccato un massimo: il 21 ottobre le perdite russe si sarebbero attestate a 2.250 uomini.
Sul terreno, dice il presidente, gli ucraini hanno liberato 96,2 chilometri quadrati di territorio, cioè 10,4 in più rispetto a quanto gli occupanti hanno conquistato nello stesso periodo. Ne deriva che l'avanzata russa sarebbe stata di circa 85,8 chilometri quadrati. «La Russia sta perdendo», ha detto Zelensky, aggiungendo che l'Ucraina mantiene le posizioni, libera territori e fa in modo che ogni giorno di guerra costi all'aggressore il più possibile.
Il presidente ha poi indicato una via d'uscita: per fermare le ingenti perdite russe, ha affermato, basterebbe scegliere il cessate il fuoco e la diplomazia. Va precisato che tutte queste cifre sono dichiarazioni di una sola parte in guerra e nel testo non compare alcuna conferma indipendente né una replica di Mosca sui numeri.
Da Mosca è arrivata invece un'apertura sul piano del dialogo. Intervistato da Vesti, in un passaggio riportato dalla Tass, il consigliere presidenziale per la politica estera Yuri Ushakov ha detto che Vladimir Putin non ha mai rifiutato di parlare con Zelensky. Alla domanda se il leader russo risponderebbe a una telefonata del collega ucraino, Ushakov ha replicato che pensa di sì, «ovviamente». Ha poi aggiunto una condizione sul formato: se Zelensky vuole incontrare Putin di persona, è il benvenuto a Mosca. Secondo il consigliere, Kiev starebbe inviando segnali attraverso varie fonti, e se vuole davvero negoziare è libera di andare.
In questo quadro è intervenuto anche Papa Leone, all'Angelus. Ha ricordato che nei giorni scorsi si è svolta un'azione umanitaria a favore della popolazione civile della città di Oleshky, e ha auspicato che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace. Lo stesso Leone ha avuto un ruolo di mediazione nella tregua tra russi e ucraini per la cittadina.
Resta da vedere se l'invito di Mosca, che prevede un incontro nella capitale russa, e la richiesta di cessate il fuoco di Kiev possano incontrarsi. L'episodio di Oleshky è per ora l'esempio concreto di una collaborazione tra le parti.
Notable Quotes
La Russia sta perdendo.— Volodymyr Zelensky, su Telegram
Se vuole davvero negoziare, è libero di venire a Mosca.— Yuri Ushakov, consigliere di Putin