Yemen riconquista Bab el-Mandeb, Houthi colpiscono Riad e Aramco

Due persone uccise nei bombardamenti sauditi nel governatorato di Sana'a, inclusa una studentessa, e sette ferite.
Lo stretto rimane precario, il gruppo mantiene la capacità di colpire
Sebbene gli Houthi abbiano perso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, continuano a rappresentare una minaccia al traffico marittimo.
Mark

Cosa significa esattamente che gli Houthi hanno "perso" lo stretto? Potevano davvero controllare una rotta marittima mondiale?

Mimi

Controllavano i punti costieri più stretti, dove potevano lanciare droni e missili contro le navi. Non è il controllo navale tradizionale, ma era abbastanza per interrompere il traffico e costringere le navi a deviare.

Luke

Ma il rapporto dice che "potrebbero comunque colpire le navi da posizioni più a nord". Quindi non è che il problema sia risolto, giusto?

Mimi

Esatto. Hanno perso la posizione più forte, ma rimangono una minaccia. È più difficile per loro, non impossibile.

Mark

E gli attacchi contro Riad e Aramco? Sono contemporanei alla perdita dello stretto?

Mimi

Sì, sono la risposta immediata. Mentre perdono territorio, colpiscono obiettivi sauditi per mostrare che rimangono capaci di fare danni.

Luke

Il portavoce Houthi ha affermato gli attacchi, ma il rapporto non dice se hanno effettivamente colpito gli obiettivi o se sono stati intercettati. Sappiamo solo quello che hanno detto.

Mark

E le vittime civili nei bombardamenti sauditi?

Mimi

Due morti, inclusa una studentessa, e sette feriti nel governatorato di Sana'a. Sono effetti collaterali della campagna aerea saudita.

Luke

Ma non sappiamo se questi numeri sono verificati o se vengono da fonti yemenite. Il rapporto non specifica.

Mark

Cosa significa il commento dell'Iran sulle navi americane?

Mimi

L'Iran sostiene che gli americani si sono ritirati dal Golfo Persico per la prima volta. È una dichiarazione di forza, un modo di dire che hanno il controllo della situazione.

Luke

Ma è una dichiarazione iraniana. Non abbiamo conferma indipendente di dove si trovino effettivamente le navi americane.

  • Dopo un mese di occupazione Houthi, le forze governative yemenite hanno ripreso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb con un'offensiva rapida sostenuta da circa cento caccia sauditi.
  • Gli Houthi hanno risposto con droni e missili balistici contro l'aeroporto internazionale di Riad e la raffineria Aramco di Rabgh, portando la guerra direttamente nel cuore dell'Arabia Saudita.
  • I bombardamenti sauditi sul governatorato di Sana'a hanno ucciso due civili, tra cui una studentessa, e ferito altre sette persone, aggravando il già pesante costo umano del conflitto.
  • Pur avendo perso lo stretto, gli Houthi avanzano a Taiz e mantengono la capacità di minacciare il traffico marittimo da posizioni più a nord lungo la costa yemenita.
  • L'Iran alza la tensione regionale avvertendo che un conflitto diretto farebbe divampare 'fiamme che travolgeranno tutti', mentre Teheran sostiene che le navi americane si siano ritirate a oltre mille chilometri dalle sue coste.

Lungo le acque dello stretto di Bab el-Mandeb, dove da secoli si incrociano le rotte del commercio mondiale, si è consumato un nuovo capitolo di una guerra che non smette di ridisegnare i confini del potere nel Mar Rosso. Le forze yemenite sostenute da Riad hanno riconquistato il corridoio marittimo con l'operazione 'Alba dello Yemen', ma gli Houthi hanno risposto colpendo l'aeroporto di Riad e le raffinerie Aramco, dimostrando che perdere un territorio non significa perdere la capacità di fare male. In questo conflitto, ogni vittoria tattica porta con sé il peso di nuove fragilità, e il destino di una delle rotte petrolifere più vitali del pianeta resta sospeso tra avanzate e rappresaglie.

Lo stretto di Bab el-Mandeb, porta d'acqua tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden attraverso cui scorre il petrolio del Golfo verso il Mediterraneo, è tornato sotto il controllo del governo yemenita dopo un mese di occupazione Houthi. L'operazione militare battezzata 'Alba dello Yemen' ha visto le forze governative avanzare lungo la costa con la copertura aerea di circa cento caccia sauditi, riconquistando posizioni strategiche nella zona di Dhubab e isolando i ribelli rimasti nell'area. Il presidente yemenita Rashad al-Alimi ha annunciato la controffensiva giurando di combattere fino alla liberazione del Paese.

Gli Houthi non hanno incassato la sconfitta in silenzio: il portavoce militare Yahya Saree ha rivendicato attacchi con droni e missili balistici contro l'aeroporto internazionale di Riad e la raffineria Aramco di Rabgh, oltre a diversi siti militari nel sud dell'Arabia Saudita. Il gruppo, pur avendo perso il controllo dello stretto, mantiene la capacità di colpire il traffico marittimo da posizioni più settentrionali e continua ad esercitare pressione su altri fronti, come a Taiz, dove ha conquistato tratti di una strada di montagna lasciando sotto assedio le forze governative.

I bombardamenti sauditi nel governatorato di Sana'a hanno causato due morti, tra cui una studentessa, e sette feriti. Sullo sfondo, l'Iran ha alzato il tono della crisi regionale: il consigliere Ali Fadavi ha avvertito che un conflitto diretto farebbe divampare fiamme capaci di travolgere tutti, sostenendo che per la prima volta nessuna nave americana si trovi nelle acque del Golfo Persico o dello Stretto di Hormuz. La riconquista di Bab el-Mandeb segna un punto di svolta tattico, ma il controllo di questo corridoio vitale resta precario in un conflitto che continua a mutare forma senza trovare pace.

Lo stretto di Bab el-Mandeb, uno dei corridoi marittimi più critici del mondo per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo, è tornato sotto il controllo del governo yemenita dopo un mese di occupazione Houthi. L'operazione militare, battezzata "Alba dello Yemen", ha visto le forze governative avanzare rapidamente lungo la costa con il supporto di circa cento caccia sauditi, conquistando posizioni strategiche nella zona di Dhubab, il punto più stretto dello stretto. Le truppe hanno anche riconquistato la pista di atterraggio locale e isolato le restanti forze ribelli nell'area, sebbene i combattimenti continuassero presso una base militare vicina.

L'Arabia Saudita, che arma e addestra le forze governative yemenite, ha fornito la copertura aerea per l'operazione e ha richiesto supporto logistico ai propri alleati per ripristinare la navigazione libera nel Mar Rosso e fermare gli attacchi Houthi contro il territorio saudita. Il presidente yemenita Rashad al-Alimi ha annunciato la controffensiva domenica, giurando di combattere "fino a quando il Paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica". I contrattacchi sono stati lanciati su diversi fronti, inclusa la provincia di Sanaa, la capitale dello Yemen.

Gli Houthi hanno risposto agli attacchi con una serie di colpi contro obiettivi sauditi. Secondo il portavoce militare dei ribelli yemeniti Yahya Saree, i droni e i missili balistici e da crociera hanno colpito l'aeroporto internazionale di Riad, la raffineria di Aramco a Rabgh e diversi siti militari e aeroporti nel sud dell'Arabia Saudita. Sebbene il gruppo abbia perso il controllo dello stretto, rimane in grado di minacciare il traffico marittimo da posizioni più a nord lungo la costa yemenita e dall'entroterra.

Nel frattempo, gli Houthi hanno compiuto importanti avanzamenti in altre zone del conflitto. Presso la città di Taiz, i ribelli hanno conquistato alcuni tratti di una strada di montagna, lasciando sotto assedio le forze governative presenti nella zona. Questo suggerisce che il gruppo, pur avendo perso il controllo dello stretto cruciale, continua a esercitare pressione militare su altri fronti.

I bombardamenti sauditi nel governatorato di Sana'a hanno causato vittime civili: due persone sono state uccise, tra cui una studentessa, mentre altre sette sono rimaste ferite. Sul fronte diplomatico e militare più ampio, l'Iran ha avvertito che "se scoppia una guerra contro di noi, le fiamme travolgeranno tutti". Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che per la prima volta non ci sono navi statunitensi nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman o nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano, sostenendo che le forze americane si sono ritirate a più di mille chilometri dal territorio iraniano.

La riconquista dello stretto rappresenta un punto di svolta tattico nel conflitto yemenita, ma il controllo del cruciale corridoio marittimo rimane precario. Gli Houthi, pur perdendo la loro posizione più forte, mantengono la capacità di colpire il traffico marittimo e continuano a lanciare attacchi contro obiettivi sauditi. La situazione rimane fluida, con il gruppo che cerca di compensare la perdita dello stretto con operazioni su altri fronti e con attacchi a lungo raggio contro il territorio saudita.

Fino a quando il Paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica
— Presidente yemenita Rashad al-Alimi
Se scoppia una guerra contro di noi, le fiamme travolgeranno tutti
— Governo iraniano
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