All'inizio di novembre 2026 la piattaforma di Meta restringe ancora il cerchio dei telefoni capaci di ospitarla, fissando nuovi requisiti minimi in nome di sicurezza, privacy e stabilità. È un congedo silenzioso più che una chiusura improvvisa: come spesso accade con la tecnologia, ciò che è stato strumento quotidiano scivola lentamente verso l'obsolescenza, e a restare indietro sono soprattutto i dispositivi che nessuno ha più avuto motivo di toccare. Per chi custodisce ancora un vecchio telefono di scorta o lo usa da anni senza pensarci, la questione diventa concreta: aggiornare o perdere la
WhatsApp esce di scena su vecchi smartphone: ecco la lista dei modelli a rischio
I telefoni non si spegneranno, ma le chat potrebbero restare chiuse
Quindi da novembre 2026 certi telefoni smettono di funzionare?
No, i telefoni restano accesi e usabili. È WhatsApp che non sarà più supportata ufficialmente sui sistemi troppo vecchi.
Quali sono le soglie?
Android 6.0 come minimo, e iOS 15.5 per gli iPhone.
Va detto che l'elenco dei modelli viene dall'articolo, non da una tabella ufficiale che possiamo vedere qui. Conviene verificare sul proprio telefono.
Chi rischia di più?
Chi usa telefoni di scorta o chi ha parenti anziani con modelli vecchi, come Galaxy S3 o Moto G di prima generazione.
E gli iPhone?
iPhone 6s, 7 e SE di prima generazione si possono aggiornare gratis oltre la 15.5. iPhone 5s, 6 e 6 Plus restano fuori.
Attenzione: per gli Android si parla di modelli "da controllare", non di esclusi certi. Dipende dall'aggiornamento raggiunto.
E le chat?
Meglio salvarle prima. L'articolo però si interrompe prima di spiegare i passaggi.
Quindi quella procedura qui resta sconosciuta.
Il Polso
- Da novembre 2026 WhatsApp alza la soglia: Android 6.0 e iOS 15.5 diventano il minimo indispensabile.
- Galaxy S3, Moto G di prima generazione, Optimus G e iPhone 5s, 6 e 6 Plus si trovano sul filo del blocco.
- Il rischio non è immediato, ma chi non aggiorna potrebbe perdere messaggi, chiamate e accesso alle chat.
- Molti di questi telefoni sono ancora in uso come dispositivi di scorta o nelle mani di utenti anziani, spesso ignari della scadenza.
- La via d'uscita passa per tre gesti: verificare la versione del sistema, aggiornarla dove possibile e salvare lo storico delle conversazioni.
All'inizio di novembre 2026 la piattaforma di Meta restringe ancora il cerchio dei telefoni capaci di ospitarla, fissando nuovi requisiti minimi in nome di sicurezza, privacy e stabilità. È un congedo silenzioso più che una chiusura improvvisa: come spesso accade con la tecnologia, ciò che è stato strumento quotidiano scivola lentamente verso l'obsolescenza, e a restare indietro sono soprattutto i dispositivi che nessuno ha più avuto motivo di toccare. Per chi custodisce ancora un vecchio telefono di scorta o lo usa da anni senza pensarci, la questione diventa concreta: aggiornare o perdere la possibilità di comunicare.
Con l'arrivo di novembre 2026, WhatsApp stringe ancora i requisiti tecnici per i telefoni che possono ospitarla. Meta spiega che le nuove soglie servono a garantire sicurezza, privacy e stabilità alle funzioni più recenti dell'applicazione.
Il cambiamento non spegne i dispositivi da un giorno all'altro, ma chi possiede un telefono datato e mai aggiornato rischia di ritrovarsi senza possibilità di inviare messaggi, chiamare o aprire le proprie conversazioni. Sono spesso proprio i telefoni di scorta o quelli di persone anziane a restare indietro.
Su Android il limite minimo diventa la versione 6.0, mentre per gli iPhone serve almeno iOS 15.5. Tra i modelli da verificare figurano il Galaxy S3, il Moto G di prima generazione, vari modelli LG come Optimus G e Nexus 4, e Xperia Z. Sul fronte Apple molti iPhone possono ancora essere aggiornati, mentre iPhone 5s, 6 e 6 Plus restano esclusi in modo definitivo.
Il consiglio che resta è semplice: controllare la versione del sistema installata, aggiornare dove possibile e salvare una copia delle chat prima che arrivi il blocco.
Con l'inizio di novembre 2026 il campo dei telefoni in grado di far funzionare WhatsApp si restringe ancora. La piattaforma di messaggistica di Meta ha aggiornato i requisiti tecnici minimi, spiegando che servono a garantire sicurezza, privacy e stabilità alle nuove funzioni dell'applicazione.
Il cambiamento non spegne i telefoni da un giorno all'altro. Chi però possiede un dispositivo datato e mai aggiornato rischia di non riuscire più a mandare messaggi, fare chiamate o aprire le proprie chat.
La soglia per Android è la versione 6.0, nota come Marshmallow. I telefoni fermi ad Android 5.0 o a versioni precedenti hanno già perso la compatibilità ufficiale. Per gli iPhone il requisito minimo sale a iOS 15.5.
Secondo l'articolo, molti dei modelli coinvolti sono ancora in uso come telefoni di scorta o appartengono a utenti anziani. Tra gli Android da controllare, per verificare che siano aggiornabili ad Android 6.0, ci sono per Samsung il Galaxy S3, il Galaxy S4 Mini, il Galaxy Note 2, il Galaxy Core e i Galaxy Trend e Trend Lite. Per Motorola figurano il Moto G e il Moto E di prima generazione e il Droid Razr HD.
La lista di LG comprende Optimus G, Optimus L5, Optimus L7, Optimus F7, Lucid 2, Nexus 4 e G2 Mini. Per Sony ci sono Xperia Z e Xperia SP.
Sul versante Apple la situazione è meno critica. La gran parte dei modelli che supportano iOS 15, come iPhone 6s, iPhone 7 e la prima generazione di iPhone SE, può essere aggiornata gratuitamente oltre la versione 15.5 ed evitare così il blocco. Restano invece esclusi in modo definitivo i modelli più vecchi, fermi a iOS 12: iPhone 5s, iPhone 6 e 6 Plus.
Il testo introduce poi le indicazioni per salvare lo storico delle conversazioni prima che l'app smetta di funzionare, ma la parte dedicata alla procedura si interrompe e non è riportata. Il consiglio di fondo resta quello di controllare la versione del sistema installata, aggiornare dove possibile e fare una copia delle chat prima del blocco.
Citazioni salienti
I requisiti aggiornati servono a garantire sicurezza, privacy e stabilità alle nuove funzionalità dell'app.— WhatsApp (Meta), come riportato da Webboh