Ogni anno, con l'arrivo dell'autunno, le città riaprono i termosifoni e le famiglie fanno i conti con il costo del calore. A Verona, dal 15 ottobre 2026, quel momento è arrivato — ma questa volta il peso è più gravoso del solito: la bolletta del gas salirà del 52% rispetto all'anno precedente, frutto di un prezzo della materia prima quasi triplicato in dodici mesi. Dietro i numeri domestici si nascondono tensioni geopolitiche lontane, mercati energetici instabili e un potere d'acquisto che si assottiglia stagione dopo stagione.
Via libera al riscaldamento, ma i prezzi del gas salgono del 52%
Il caro-riscaldamento sarà veramente molto rilevante
Allora, il riscaldamento è permesso da ieri, ma nessuno lo accende ancora perché fa ancora caldo. Quello che importa è il prezzo, giusto?
Esattamente. Il permesso è una formalità. Quello che conta è che quando arriverà il freddo, le famiglie dovranno pagare il 52 per cento in più rispetto all'anno scorso.
Ma aspetta — il 52 per cento di aumento è calcolato su quale base? Su quello che le famiglie hanno pagato l'anno scorso, quando i prezzi erano bassi?
Sì, è un confronto anno su anno. L'anno scorso i prezzi erano scesi in modo rilevante. Quindi il confronto è con un anno particolarmente favorevole.
Questo non cambia il fatto che una famiglia media pagherà 522 euro in più, però.
E il motivo di questi aumenti? È tutto legato al prezzo del gas?
Il prezzo della materia prima gas è aumentato del 160 per cento. A settembre 2025 costava 0,30 euro al metro cubo, ora è a 0,82.
E perché? Cosa ha fatto salire il prezzo così tanto?
Le tensioni geopolitiche. Il Medio Oriente, il conflitto tra Stati Uniti e Iran, lo stretto di Hormuz. Questi fattori determinano il prezzo del gas mondiale.
Quindi se le tensioni non si risolvono prima dell'inverno, i prezzi potrebbero salire ancora?
È quello che temono gli esperti. Federconsumatori dice che la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.
Ma nessuno sa davvero cosa accadrà. Le previsioni sono basate su scenari geopolitici che potrebbero cambiare da un giorno all'altro.
Cosa chiedono i consumatori al governo?
Interventi organici: disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, investire nelle rinnovabili, ampliare i sostegni per le famiglie, rivedere gli oneri di sistema.
The Pulse
- Dal 15 ottobre i riscaldamenti sono legalmente accesi a Verona, ma il vero shock non è il freddo fuori dalle finestre — è la bolletta che arriverà a fine mese.
- Il prezzo del gas è passato da 0,30 a 0,82 euro al metro cubo in un solo anno, trascinando i costi familiari verso aumenti che possono superare i 600 euro a stagione.
- Associazioni di consumatori come Adico e Federconsumatori lanciano l'allarme: le famiglie devono prepararsi subito, perché i prezzi bassi dell'inverno scorso non torneranno.
- Lo scenario geopolitico — conflitto USA-Iran, stretto di Hormuz, instabilità mediorientale — rischia di aggravare ulteriormente la situazione energetica verso fine anno.
- Le richieste delle associazioni convergono su misure strutturali: disaccoppiare elettricità e gas, potenziare le rinnovabili, ampliare i sussidi e snellire gli oneri di sistema.
Ogni anno, con l'arrivo dell'autunno, le città riaprono i termosifoni e le famiglie fanno i conti con il costo del calore. A Verona, dal 15 ottobre 2026, quel momento è arrivato — ma questa volta il peso è più gravoso del solito: la bolletta del gas salirà del 52% rispetto all'anno precedente, frutto di un prezzo della materia prima quasi triplicato in dodici mesi. Dietro i numeri domestici si nascondono tensioni geopolitiche lontane, mercati energetici instabili e un potere d'acquisto che si assottiglia stagione dopo stagione.
Il 15 ottobre a Verona è scattato il permesso di accendere i riscaldamenti. Le temperature sono ancora miti, ma la preoccupazione vera non riguarda il freddo: riguarda il conto che arriverà dopo.
La bolletta del gas per la stagione 2026-27 aumenterà del 52% rispetto all'anno precedente. Secondo i dati Istat elaborati da Adico, una famiglia media veronese — quella che consuma 950 metri cubi in inverno — pagherà circa 1.520 euro, contro i 998 dell'anno scorso. Un aggravio di 522 euro. Chi consuma di più arriverà a pagare fino a 605 euro in più rispetto all'inverno precedente. La causa è diretta: il prezzo del gas è salito del 160%, da 0,30 a 0,82 euro al metro cubo tra settembre 2025 e settembre 2026.
Carlo Garofolini, presidente di Adico, invita le famiglie a mettere in campo tutte le strategie possibili per contenere i consumi, sottolineando che il calo dei prezzi registrato l'anno scorso non si ripeterà. Alessandro Torluccio di Confesercenti Veneto allarga la prospettiva: gli aumenti energetici sono sistemici da quattro anni, e lo scenario geopolitico — Medio Oriente, conflitto USA-Iran, stretto di Hormuz — potrebbe aggravare tutto verso fine anno. Quando il gas costa di più, le imprese trasferiscono i rincari sui prezzi finali, i consumi calano e l'economia locale ne risente.
Maurizio Framba di Federconsumatori non è sorpreso: l'organizzazione denuncia da mesi il rischio di rincari consistenti e chiede interventi strutturali — disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, investire nelle rinnovabili, ampliare i sostegni alle famiglie. Michele Ischia di Anaci invita alla cautela: la situazione non raggiungerà i picchi del periodo post-invasione dell'Ucraina, ma il rincaro ci sarà.
Il Comune ha fissato le regole della stagione: riscaldamenti accesi al massimo quattordici ore al giorno, temperatura non oltre i 19 gradi, fino al 15 aprile. Sono le regole di chi sa già che il caldo, quest'inverno, avrà un prezzo molto alto.
Il 15 ottobre a Verona è scattato il permesso di accendere i riscaldamenti nelle case, negli uffici, negli appartamenti. Le temperature ancora miti non lo richiedono ancora, ma la finestra è aperta. Quello che preoccupa davvero, però, non è il freddo che arriva — è il conto che arriverà dopo.
La bolletta del gas per la stagione 2026-27 aumenterà del 52 per cento rispetto all'anno precedente. Non è una stima lontana: i dati arrivano dall'Istat e sono stati elaborati da Adico, l'associazione che tutela i diritti dei consumatori. Una famiglia media veronese, quella che consuma 950 metri cubi di gas in una stagione invernale, pagherà circa 1.520 euro. Dodici mesi fa, per lo stesso consumo, la spesa era di 998 euro. La differenza è di 522 euro. Chi consuma di più — fino a 1.100 metri cubi — dovrà aggiungere 605 euro al conto rispetto all'inverno scorso. Anche chi consuma meno, intorno agli 800 metri cubi, vedrà la bolletta salire da 840 a 1.280 euro.
Il motivo di questi aumenti è semplice e brutale: il prezzo della materia prima gas è salito del 160 per cento. A settembre 2025 costava circa 0,30 euro al metro cubo. A settembre 2026 il prezzo era arrivato a 0,82 euro. Carlo Garofolini, presidente di Adico, non usa mezzi termini: «Non vogliamo fare allarmismo, ma invitiamo le famiglie veronesi a mettere in campo tutte le strategie possibili per affrontare il caro-riscaldamento che sarà veramente molto rilevante soprattutto se confrontato all'anno scorso quando i prezzi erano scesi in modo rilevante». Il messaggio è chiaro. Quello che è accaduto l'anno precedente — un calo dei prezzi — non si ripeterà.
Le cause affondano le radici lontano da Verona. Alessandro Torluccio, direttore regionale di Confesercenti Veneto, allarga lo sguardo: gli aumenti energetici sono sistemici da quattro anni, ma la vera preoccupazione è quello che accadrà verso fine anno. L'energia elettrica è già aumentata negli ultimi mesi. Quello che conta davvero, però, è lo scenario geopolitico: il Medio Oriente, il conflitto tra Stati Uniti e Iran, lo stretto di Hormuz. Questi fattori determinano il prezzo del gas mondiale. E quando il prezzo sale, le imprese commerciali soffrono, i servizi di prossimità soffrono, l'attrattività turistica dei territori soffre. Ma c'è un effetto ancora più diretto: se i costi dell'energia aumentano, le aziende sono costrette a trasferire una parte di questi rincari sui prezzi finali. I consumi calano. La spesa cala.
Maurizio Framba, presidente di Federconsumatori, non è sorpreso. «La situazione non migliorerà e lo sappiamo già», dice. L'organizzazione denuncia da mesi il rischio di rincari energetici consistenti. Il quadro è già segnato dagli aumenti dei carburanti e dal progressivo ridimensionamento del potere d'acquisto delle famiglie. Se le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non si risolvono prima dell'inverno, tutto potrebbe peggiorare ancora. Federconsumatori chiede interventi organici: disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, investire di più nelle fonti rinnovabili, ampliare il sistema di sostegni per le famiglie, rivedere gli oneri di sistema eliminando le componenti obsolete.
Michele Ischia, presidente provinciale di Anaci, l'associazione degli amministratori condominiali, è preoccupato ma cauto. «Non si vivrà la situazione dell'inizio del conflitto in Ucraina», dice, quando i prezzi erano schizzati alle stelle. «È ancora presto per fare previsioni precise. Ma quello che si può già dire è che il rincaro ci sarà».
Il Comune ha fissato le regole. I riscaldamenti possono restare accesi per massimo quattordici ore al giorno, dalle 5 del mattino alle 23. La temperatura massima consentita è di 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi in più. Negli edifici industriali e artigianali il limite scende a 17 gradi. Il provvedimento resterà in vigore fino al 15 aprile. Sono le regole della scarsità, le regole di chi sa che il caldo avrà un prezzo molto alto.
Notable Quotes
Invitiamo le famiglie veronesi a mettere in campo tutte le strategie possibili per affrontare il caro-riscaldamento che sarà veramente molto rilevante— Carlo Garofolini, presidente Adico
La situazione non migliorerà e lo sappiamo già. Un incremento allarmante che non arriva però in maniera inaspettata— Maurizio Framba, presidente Federconsumatori