«Vi seppelliremo»: la risposta di Mosca all'Occidente e il rischio di escalation sulla guerra in Ucraina

La guerra è destinata a cambiare nome: Russia contro Occidente
Così la propaganda russa legge la decisione di Usa e Germania di inviare carri armati a Kiev.
Mark

Perché la decisione sui carri armati è considerata una svolta?

Mimi

Perché a prenderla sono state insieme Usa e Germania, con Francia, Regno Unito e Italia a sostenerla. Mosca la legge come la prova che il nemico è l'Occidente intero, non solo Kiev.

Mark

E cosa c'entra Kruscev?

Mimi

Gli utenti di Tsargrad hanno rilanciato il suo «Vi seppelliremo» del 1956, detto agli ambasciatori occidentali. È un richiamo storico, ma i toni di oggi sembrano più duri.

Luke

Fermiamoci però su chi parla: utenti di un sito ultranazionalista e un conduttore tv. Sono voci rumorose, ma non sono decisioni del governo.

Mark

E l'accusa dell'uranio, quella di Gavrilov?

Mimi

Gavrilov guida la delegazione russa all'Osce a Vienna. Dice che i Leopard 2 e i blindati americani hanno proiettili con nucleo di uranio e che inviarli equivarrebbe a fornire bombe sporche.

Luke

Ed è un'affermazione sua. Nel testo non ci sono prove che quelle munizioni siano previste nella fornitura. Resta attribuita, non confermata.

Mark

Solovyov che chiede di bombardare Berlino va preso sul serio?

Luke

È un'opinione in prima serata, non un piano. Dice qualcosa sul clima, non sulle intenzioni di Mosca.

Mimi

Giusto. Il punto è se alle parole seguiranno atti.

Luke

E questo oggi non lo sa nessuno.

  • La decisione di inviare carri armati a Kiev ha acceso una reazione immediata e rovente nei media ultranazionalisti russi.
  • Funzionari e conduttori televisivi parlano apertamente di uno scontro diretto tra Russia e Occidente.
  • Un diplomatico russo all'Osce ha evocato proiettili all'uranio e l'uso di bombe nucleari sporche, accuse però non verificate.
  • Per ora nessuna risposta militare concreta è stata annunciata: la tensione resta affidata alla retorica.
  • Le capitali europee sono chiamate a decidere come reagire mentre la situazione potrebbe degenerare o restare ferma.

Nelle ore successive alla decisione di Washington e Berlino di inviare carri armati a Kiev, con il sostegno di Parigi, Londra e Roma, la retorica del Cremlino e dei suoi media si è fatta più dura. La guerra in Ucraina sembra scivolare, agli occhi di Mosca, verso un confronto aperto tra Russia e Occidente, mentre l'Ucraina quasi scompare sullo sfondo. Come spesso accade nelle fasi di tensione, le parole precedono i fatti, e resta da vedere quale peso avranno.

Sul sito ultranazionalista Tsargrad, nelle ore successive alla decisione sui carri armati, molti utenti hanno scritto la stessa frase: «Vi seppelliremo». È il motto che Krusciov pronunciò nel 1956 davanti agli ambasciatori occidentali, e oggi torna come segnale di sfida.

La decisione è arrivata dagli Stati Uniti e dalla Germania, con il sostegno di Francia, Regno Unito e Italia: l'invio di carri armati all'Ucraina. Per molti osservatori segna una svolta, perché la guerra rischia di essere percepita da Mosca non più come un conflitto con Kiev, ma come uno scontro con l'Occidente.

Le dichiarazioni dei funzionari sono dure. Konstantin Gavrilov, capo della delegazione russa all'Osce, ha sostenuto che i proiettili con nucleo di uranio contaminerebbero il terreno e che una fornitura simile sarebbe una minaccia nucleare. L'accusa non è supportata da prove. Più aggressivo il conduttore Vladimir Solovyov, che in prima serata ha invocato il bombardamento di Berlino.

Al momento non si registra una risposta militare concreta. Resta da capire se questa retorica si tradurrà in escalation reale o rimarrà nella guerra delle parole, e come reagiranno le capitali europee.

Sul sito ultranazionalista Tsargrad, nelle ore successive alla decisione sui carri armati, molti utenti hanno scritto la stessa frase, traslitterata dal russo: «My vas pochoronim», cioè «Vi seppelliremo». È la formula che Nikita Kruscev pronunciò nel 1956 davanti agli ambasciatori del blocco occidentale. A riferirlo è il Corriere della Sera, da cui riprende l'analisi di Affaritaliani.

La decisione che ha scatenato queste reazioni è stata presa il giorno prima da Stati Uniti e Germania, con il sostegno di Francia, Regno Unito e Italia: l'invio di carri armati all'Ucraina. Per la lettura che ne dà l'articolo, segna una nuova fase. La guerra tra Russia e Ucraina rischia di cambiare nome e di diventare, nella percezione di Mosca, uno scontro tra Russia e Occidente.

Il clima, osserva la fonte, va ben oltre quello della Guerra fredda, almeno a giudicare dai toni. E non da ieri. Ma la scelta quasi congiunta di Washington e Berlino viene presentata dalla propaganda russa come la prova definitiva di una guerra contro i «poteri forti» americani ed europei, i nemici di sempre. In questa narrazione l'Ucraina resta sullo sfondo, quasi un dettaglio.

Le dichiarazioni, scrive il Corriere, sono molte e tutte dello stesso tenore. Si distingue per originalità quella di Konstantin Gavrilov, capo della delegazione russa all'Osce a Vienna. Secondo lui i Leopard 2 e i blindati americani sarebbero dotati di proiettili con nucleo di uranio, il cui uso contamina il terreno, come accadde in Jugoslavia e in Iraq. Una fornitura di questo tipo a Kiev, ha avvertito, verrebbe valutata come l'uso contro la Russia di bombe nucleari sporche, con le conseguenze che ne potrebbero derivare. L'accusa non è accompagnata da prove nel materiale di partenza e resta non verificata.

Più sguaiata la posizione del noto conduttore televisivo Vladimir Solovyov, che in prima serata ha sostenuto che bisogna bombardare Berlino. Ha aggiunto che andrebbe fatto subito, senza aspettare un attimo, e ha ripreso anche lui il «Vi seppelliremo».

Il quadro è fatto dunque di toni da propaganda e minacce di funzionari, mentre per ora non risulta una risposta militare concreta. Resta da capire se questa retorica si tradurrà in un'escalation reale o rimarrà parte della guerra delle parole, e come reagiranno le capitali europee.

Fornire a Kiev munizioni all'uranio sarebbe considerato un uso di bombe nucleari sporche contro la Russia.
— Konstantin Gavrilov, capo della delegazione russa all'Osce (parafrasi)
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