In un territorio dove l'identità si misura anche nel sapore, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha inaugurato il primo ottobre un laboratorio capace di leggere la firma molecolare degli alimenti, distinguendo l'autentico dall'imitato. La tecnologia NMR FoodScreener®, frutto di un investimento superiore ai 400mila euro e di una rete di collaborazioni tra università, istituzioni e consorzi produttivi, si propone come sentinella scientifica delle eccellenze DOP e IGP modenesi. In un'epoca in cui le frodi alimentari erodono silenziosamente la fiducia e il reddito dei produttori legittimi, ques
Unimore inaugura laboratorio NMR per autenticità e origine degli alimenti
La scienza può aiutarci a dimostrare quanto il territorio sia realmente presente
Perché un'università investe 400mila euro in uno strumento per analizzare gli alimenti? Non bastano i controlli già esistenti?
I controlli tradizionali spesso arrivano tardi, dopo che il danno è fatto. Questo laboratorio permette di leggere la composizione chimica di un prodotto e capire dove viene davvero da. È come avere un'impronta digitale molecolare.
Ma quanto è affidabile? La fonte dice che la tecnologia "permette di analizzare" e "sviluppare metodi", ma non dice se questi metodi funzionano già o se devono ancora essere creati.
È un buon punto. L'inaugurazione è il primo passo. I ricercatori dovranno ancora fare il lavoro di sviluppare le metodologie specifiche per ogni prodotto.
Chi ne trarrà beneficio? Solo i grandi consorzi?
Teoricamente no. Il laboratorio è stato pensato come punto di convergenza tra università, istituzioni pubbliche, consorzi e aziende. Anche i piccoli produttori dovrebbero poter accedervi.
"Teoricamente" è la parola giusta. La fonte non dice nulla su come sarà gestito l'accesso, i costi per le aziende, i tempi di analisi. Sono dettagli importanti che ancora non conosciamo.
Angela Sini dei Custodi del Lambrusco sembra entusiasta. Cosa si aspetta concretamente?
Vuole usare la scienza per dimostrare che il suo Lambrusco è davvero quello che dice di essere. Se il laboratorio riesce a caratterizzare chimicamente il terroir, diventa uno strumento di protezione contro le contraffazioni.
Ma anche lì: la fonte riporta quello che spera, non quello che il laboratorio ha già dimostrato di poter fare. Sono speranze fondate, ma ancora speranze.
The Pulse
- Ogni anno le frodi alimentari sottraggono milioni di euro ai produttori di Aceto Balsamico, Lambrusco e Parmigiano Reggiano, minando la reputazione internazionale di un territorio costruita in secoli di tradizione.
- La piattaforma NMR FoodScreener® agisce come un'impronta digitale molecolare, analizzando la composizione chimica degli alimenti per certificarne l'origine geografica e smascherare le contraffazioni in modo rapido e affidabile.
- L'investimento da oltre 400mila euro è stato reso possibile da una sinergia inedita tra dipartimenti universitari, Camera di Commercio, consorzi di tutela e aziende agroalimentari locali, segnando un modello di collaborazione pubblico-privata.
- I produttori stessi, come i Custodi del Lambrusco, vedono nel laboratorio un'opportunità per dimostrare scientificamente il legame tra territorio e prodotto, trasformando la ricerca in strumento di narrazione e protezione.
- Il laboratorio è oggi operativo, ma la sua vera prova sarà nei prossimi anni: riuscire a scalare le metodologie sviluppate fino a un impatto industriale concreto sulla tracciabilità e sulla lotta alle frodi.
In un territorio dove l'identità si misura anche nel sapore, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha inaugurato il primo ottobre un laboratorio capace di leggere la firma molecolare degli alimenti, distinguendo l'autentico dall'imitato. La tecnologia NMR FoodScreener®, frutto di un investimento superiore ai 400mila euro e di una rete di collaborazioni tra università, istituzioni e consorzi produttivi, si propone come sentinella scientifica delle eccellenze DOP e IGP modenesi. In un'epoca in cui le frodi alimentari erodono silenziosamente la fiducia e il reddito dei produttori legittimi, questo strumento trasforma la chimica in giustizia.
Il primo ottobre, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha inaugurato il laboratorio NMR FoodScreener®, una piattaforma da oltre 400mila euro installata presso il Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti. La tecnologia a risonanza magnetica nucleare, sviluppata dall'azienda Bruker, funziona come un'impronta digitale molecolare: analizza la composizione chimica degli alimenti e ne traccia l'origine geografica, permettendo di distinguere un autentico Aceto Balsamico Tradizionale da un'imitazione, un vero Lambrusco da una contraffazione, il Parmigiano Reggiano genuino da versioni adulterate.
Maria Cecilia Rossi, direttrice del Centro, ha descritto l'inaugurazione come il consolidamento di competenze già radicate nell'ateneo. Davide Bertelli, docente del Dipartimento di Scienze della Vita, ha sottolineato come la piattaforma consentirà di sviluppare ricerca e trasferimento tecnologico con metodologie analitiche innovative, capaci di rispondere con rapidità e affidabilità alle sfide della tracciabilità e della lotta alle frodi. Il laboratorio è concepito come punto di convergenza tra università, istituzioni pubbliche, consorzi di tutela e imprese agroalimentari.
Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio di Modena, ha evidenziato come l'investimento nella certificazione di filiera rappresenti la strada maestra per proteggere i consumatori e premiare la qualità autentica, in un territorio che si posiziona ai vertici nazionali per il valore generato dai prodotti DOP e IGP. Anche Angela Sini, dei Custodi del Lambrusco, ha espresso fiducia nella scienza come strumento per custodire la tradizione: se la ricerca riuscirà a comprendere più a fondo ciò che rende unici i loro vini, i produttori avranno un mezzo in più per proteggerli e raccontarli.
Nei prossimi mesi il laboratorio dovrà dimostrare se le metodologie sviluppate potranno essere applicate su scala industriale, trasformando una promessa scientifica in una protezione concreta per produttori e consumatori.
Giovedì mattina, 1° ottobre, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha acceso i riflettori su una nuova arma nella difesa dei suoi tesori agroalimentari: un laboratorio dotato di tecnologia a risonanza magnetica nucleare, costato oltre 400mila euro, capace di leggere dentro gli alimenti per certificarne l'origine e smascherare le contraffazioni. La piattaforma NMR FoodScreener®, realizzata e ottimizzata dall'azienda Bruker, è stata inaugurata presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche, all'interno del Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti dell'ateneo.
La tecnologia funziona come una sorta di impronta digitale molecolare. Analizza la composizione chimica dei prodotti e ne traccia l'origine geografica, permettendo ai ricercatori di sviluppare metodi per distinguere un autentico Aceto Balsamico Tradizionale di Modena da un'imitazione, un vero Lambrusco da una contraffazione, il Parmigiano Reggiano genuino da versioni adulterati. In un territorio dove la reputazione internazionale riposa su denominazioni di origine protetta e indicazioni geografiche protette, questo strumento rappresenta una difesa concreta contro le frodi che ogni anno sottraggono milioni ai produttori legittimi.
Maria Cecilia Rossi, direttrice del Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti, ha inquadrato l'inaugurazione come un consolidamento di competenze già radicate. L'università modenese ha accumulato negli anni un'esperienza solida su autenticità e provenienza dei prodotti agroalimentari; il nuovo laboratorio trasforma quella conoscenza in capacità operativa. Davide Bertelli, docente del Dipartimento di Scienze della Vita, ha spiegato che la piattaforma permetterà di sviluppare ricerca e trasferimento tecnologico basati su metodologie analitiche innovative, capaci di fornire risposte rapide e affidabili sulla caratterizzazione degli alimenti, sulla verifica della loro genuinità e sulla protezione delle eccellenze territoriali. Il laboratorio è stato concepito come punto di convergenza tra università, istituzioni pubbliche, consorzi di tutela e aziende agroalimentari, uno spazio dove sviluppare progetti congiunti e applicare le tecnologie più moderne ai temi della tracciabilità, della lotta alle frodi e della valorizzazione della qualità.
L'acquisizione dello strumento è stata resa possibile da una sinergia tra enti pubblici e privati, frutto di anni di lavoro coordinato tra ricercatori di diversi dipartimenti — Scienze della Vita, Scienze Chimiche e Geologiche — e delle connessioni già consolidate con le realtà economiche locali. Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio di Modena, ha sottolineato come l'investimento nella certificazione di filiera e nella tracciabilità sia la strada maestra per proteggere i consumatori e premiare la qualità autentica. La Camera di Commercio ha sostenuto l'adozione del nuovo strumento presso Unimore come atto concreto di impegno verso le eccellenze agroalimentari locali, portando innovazione tecnologica dentro i processi economici e di controllo di un territorio che storicamente si posiziona ai vertici nazionali per il valore generato dai prodotti DOP e IGP.
Anche i produttori stessi guardano al laboratorio con interesse strategico. Angela Sini, rappresentante dell'associazione Custodi del Lambrusco e titolare della Cantina della Volta, ha espresso come la scienza possa diventare uno strumento efficace per custodire la tradizione, soprattutto quando i prodotti sono fortemente legati alla loro origine. Se la ricerca riuscirà a comprendere ancora più a fondo ciò che rende unici i loro vini, i produttori avranno a disposizione un mezzo in più per proteggerli e raccontarli. Per i Custodi del Lambrusco, il nuovo laboratorio rappresenta un'opportunità concreta di dimostrare scientificamente quanto il territorio sia realmente presente e riconoscibile nei prodotti che nascono da esso.
Con l'inaugurazione di questa piattaforma, il Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti di Unimore amplia significativamente le proprie capacità di indagine e mette a disposizione delle istituzioni e delle filiere produttive uno strumento dedicato allo studio e alla valorizzazione dell'autenticità alimentare. Nei prossimi mesi e anni, il laboratorio dovrà dimostrare se riuscirà effettivamente a diventare il punto di riferimento che l'università e il territorio si ripromettono, e se le metodologie sviluppate potranno essere applicate su scala industriale per proteggere davvero i consumatori e i produttori legittimi dalle frodi.
Notable Quotes
Se attraverso la scienza riusciremo a conoscere ancora meglio ciò che rende unici i nostri prodotti, avremo uno strumento in più per proteggerli e per raccontarli meglio— Angela Sini, Cantina della Volta e rappresentante dei Custodi del Lambrusco
Investire nella certificazione di filiera e nella tracciabilità dei prodotti è la strada maestra per proteggere i consumatori e premiare la qualità vera— Giuseppe Molinari, Presidente della Camera di Commercio di Modena