Unicef: il divario di genere nelle scienze si allarga, solo il 14% delle ragazze eccellenti punta a carriere Stem

129 milioni di ragazze nel mondo non frequentano la scuola; 650 milioni di donne e ragazze sono state date in sposa da bambine, con rischi crescenti di matrimoni precoci entro il 2030.
Solo il 14% delle ragazze eccellenti aspira a carriere scientifiche
Mentre il 26% dei ragazzi con i medesimi risultati immagina il proprio futuro in scienza e ingegneria.
Mark

Perché il divario è così ampio proprio tra le ragazze eccellenti? Se hanno i risultati migliori, non dovrebbero avere più fiducia nelle loro capacità?

Mimi

Avere i risultati migliori non basta. Ci sono studi che mostrano come le ragazze attribuiscono il loro successo a fattori esterni — fortuna, impegno straordinario — mentre i ragazzi lo attribuiscono al talento. Inoltre, vedono meno modelli di donne nelle carriere Stem, quindi faticano a immaginarsi in quegli ambienti.

Luke

Ma il dato dice "si aspettavano di lavorare". È una proiezione, non una scelta definitiva. Quante di quelle ragazze cambiano idea dopo? Quante finiscono comunque in carriere scientifiche?

Mimi

È una buona domanda. Il dato dell'Unicef cattura le aspettative a un momento specifico, probabilmente durante gli studi secondari. Non sappiamo il tasso di conversione.

Mark

E il 22% di donne nell'Ai — è una cifra globale o solo nei paesi ricchi?

Mimi

L'Unicef non specifica, ma è probabile che sia ancora più basso nei paesi in via di sviluppo, dove il divario digitale stesso è del 43%.

Luke

Esattamente. Se non hai accesso a Internet, non puoi nemmeno iniziare a pensare a una carriera nel settore tech. Il divario nelle aspirazioni è il sintomo, non la malattia.

Mark

Allora cosa cambia il quadro?

Mimi

Accesso all'istruzione di base, modelli femminili visibili, insegnanti che incoraggiano le ragazze a perseguire queste carriere, e politiche che rendono il lavoro scientifico compatibile con la vita familiare.

Luke

E matrimoni precoci — 650 milioni di donne e ragazze date in sposa da bambine. Quel numero è difficile da metabolizzare. Quante di quelle ragazze avrebbero potuto essere ingegnere?

Mimi

Esattamente. Il divario nelle aspirazioni è un lusso che molte ragazze nel mondo non possono permettersi.

  • Il divario tra ambizioni scientifiche femminili e maschili è netto: a parità di risultati scolastici, le ragazze aspirano a carriere Stem quasi la metà rispetto ai ragazzi.
  • In oltre due terzi dei paesi, le donne rappresentano meno del 15% dei laureati in discipline scientifiche e tecnologiche, e nell'intelligenza artificiale sono appena il 22% dei professionisti.
  • 129 milioni di ragazze nel mondo sono escluse dall'istruzione, con le più giovani intrappolate in contesti di conflitto armato dove il rischio di restare fuori dalla scuola raddoppia.
  • La pandemia da Covid-19 e i matrimoni precoci — che coinvolgono 650 milioni di donne e ragazze — aggravano una crisi già strutturale, mentre il divario digitale tra uomini e donne continua ad allargarsi.
  • L'Unicef e la presidente italiana Carmela Pace chiedono un cambiamento culturale globale che si traduca in parità salariale, accesso equo all'istruzione e protezione sociale concreta.

In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, l'Unicef ricorda al mondo che il talento non basta quando la cultura, la struttura sociale e la povertà tracciano confini invisibili attorno al futuro di milioni di ragazze. Solo il 14% di quelle che eccellono in scienze osa immaginare una carriera scientifica, contro il 26% dei coetanei maschi — non per mancanza di capacità, ma per il peso di aspettative che la società impone ancora prima che una bambina entri in un'aula. Centoventinovemilioni di ragazze non frequentano nemmeno la scuola: un numero che trasforma ogni statistica in una storia di potenziale negato.

Quando una ragazza ottiene i migliori voti in matematica o scienze, le probabilità che si immagini ingegnera o ricercatrice sono la metà di quelle di un coetaneo maschio con gli stessi risultati. Solo il 14% delle studentesse eccellenti in scienze aspira a una carriera in quel campo, contro il 26% dei ragazzi. Sono i dati diffusi dall'Unicef in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, dedicata quest'anno al tema del digitale e delle nuove generazioni.

Il divario si estende ben oltre le aspettative individuali. In più di due terzi dei paesi del mondo, le donne rappresentano meno del 15% dei laureati nelle discipline Stem. Nel settore dell'intelligenza artificiale — dove gli algoritmi plasmano la vita quotidiana di tutti — solo il 22% dei professionisti è donna. Un'assenza che non è neutra: chi progetta i sistemi decide anche chi ne beneficia.

Alla radice del problema c'è spesso l'accesso stesso all'istruzione. Secondo l'Unicef, 129 milioni di ragazze nel mondo non vanno a scuola. Nei paesi in conflitto, la probabilità di restare escluse dall'istruzione è più che doppia rispetto ai contesti di pace. Solo il 49% dei paesi ha raggiunto la parità di genere nella scuola primaria; nella secondaria superiore, quella percentuale crolla al 24%.

La pandemia da Covid-19 ha aggravato una situazione già fragile. A livello globale, 650 milioni di donne e ragazze sono state date in sposa da bambine, con i matrimoni precoci concentrati soprattutto in Bangladesh, Brasile, Etiopia, India e Nigeria. Il divario digitale completa il quadro: la differenza tra utenti uomini e donne su Internet è cresciuta dall'11% nel 2013 al 17% nel 2019, toccando il 43% nei paesi meno sviluppati.

Carmela Pace, presidente dell'Unicef Italia, ha ricordato che promuovere l'uguaglianza di genere significa costruire un cambiamento culturale profondo: parità salariale, accesso equo all'istruzione, sicurezza e protezione sociale. Perché il divario che separa una ragazza brillante dalla carriera che meriterebbe non nasce dal talento, ma dalle scelte — e dalle non-scelte — che la società compie ogni giorno intorno a lei.

Quando una ragazza eccelle in matematica o scienze nei paesi a medio e alto reddito, le probabilità che immagini il suo futuro in una carriera scientifica sono dimezzate rispetto a quelle di un coetaneo maschio. Solo il 14% delle ragazze con i migliori risultati in queste discipline si aspetta di lavorare in scienza o ingegneria, mentre il 26% dei ragazzi altrettanto bravi nutre questa ambizione. È il quadro che emerge dai dati dell'Unicef diffusi in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, dedicata quest'anno al tema "Digital generation. Our generation".

Il divario si allarga quando si guarda al panorama globale delle discipline Stem — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. In oltre due terzi dei paesi del mondo, la percentuale di donne tra i laureati in questi campi rimane inferiore al 15%. Nel settore dell'intelligenza artificiale, il fenomeno raggiunge proporzioni ancora più marcate: solo il 22% dei professionisti dell'Ai sono donne, un squilibrio che ha conseguenze concrete perché questi stessi professionisti progettano gli algoritmi che influenzano le nostre vite quotidiane.

Ma il problema affonda le radici ancora più a fondo, nel diritto stesso all'istruzione. Secondo l'Unicef, 129 milioni di ragazze nel mondo non frequentano la scuola. Di queste, 32 milioni sono in età da scuola primaria, 30 milioni in età da secondaria inferiore e 67 milioni in età da secondaria superiore. Nei paesi colpiti da conflitti armati, le ragazze hanno più del doppio delle probabilità di restare fuori dalla scuola rispetto a quelle che vivono in paesi in pace. Solo il 49% dei paesi ha raggiunto la parità di genere nell'istruzione primaria. A livello secondario inferiore, questa percentuale scende al 42%, e nella secondaria superiore crolla al 24%.

Carmela Pace, presidente dell'Unicef Italia, ha sottolineato che promuovere l'uguaglianza di genere significa garantire alle bambine e alle ragazze maggiori opportunità per colmare il divario rispetto ai loro coetanei maschi. Significa, ha aggiunto, attuare un cambiamento culturale globale che si traduca in equità salariali tra uomini e donne, in pari accesso all'istruzione, in sicurezza e protezione sociale.

La pandemia da Covid-19 ha aggravato ulteriormente questa situazione già critica. A livello globale, 650 milioni di donne e ragazze sono state date in sposa da bambine, con circa la metà di questi matrimoni concentrati in Bangladesh, Brasile, Etiopia, India e Nigeria. Anche prima della pandemia, 100 milioni di ragazze correvano il rischio di matrimonio precoce entro il 2030, nonostante alcuni paesi abbiano registrato riduzioni significative negli ultimi anni. Il divario digitale completa il quadro: la differenza tra utenti uomini e donne su Internet è cresciuta dall'11% nel 2013 al 17% nel 2019, raggiungendo il 43% nei paesi meno sviluppati.

Questi numeri raccontano una storia di opportunità negate e potenziale non realizzato. Una ragazza che eccelle in scienze non sceglie di abbandonare questa strada per mancanza di talento, ma per una combinazione di fattori culturali, sociali e strutturali che iniziano molto prima della scuola superiore e si estendono ben oltre. Il divario non è una conseguenza naturale delle capacità, ma il risultato di scelte — e di non-scelte — che la società compie ogni giorno.

Promuovere l'uguaglianza di genere significa garantire maggiori opportunità alle bambine e alle ragazze per colmare il gap rispetto ai loro coetanei maschi, e attuare un cambiamento culturale globale che si traduca in equità salariali, opportunità, sicurezza e protezione sociale.
— Carmela Pace, presidente dell'Unicef Italia
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