A un mese dalle elezioni di midterm, l'America osserva un presidente indebolito confrontarsi con il giudizio del tempo: Donald Trump, con un indice di gradimento crollato al 38%, affronta una stagione elettorale in cui i democratici appaiono favoriti a riconquistare la Camera dei Rappresentanti. Sullo sfondo di una guerra prolungata contro l'Iran e di un'inflazione che logora le famiglie, il linguaggio del potere si fa più aspro, e le minacce di stati d'emergenza e Guardia Nazionale ai seggi riportano alla memoria le ombre del 6 gennaio 2021. Le democrazie, come gli individui, si misurano nei
Un mese dalle Midterm, l'America di Trump a un bivio cruciale
Rifiuta di escludere poteri straordinari, alimentando timori di caos
Cosa rende queste midterm così diverse dalle altre? Perché il linguaggio di Trump su uno stato di emergenza è così preoccupante?
Perché non è una minaccia astratta. Trump ha già provato a contestare un'elezione, e il 6 gennaio è accaduto. Ora, con i sondaggi contro di lui, sta di nuovo usando il linguaggio dei poteri straordinari. I democratici non lo vedono come retorica.
Ma aspetta — ha effettivamente minacciato di usare questi poteri, o ha solo rifiutato di escluderli? C'è una differenza tra "molte persone pensano che dovrei usarle" e un vero piano.
Giusto. E quanto sono affidabili questi sondaggi che lo danno al 38%?
I sondaggi sono coerenti da mesi. L'inflazione e la guerra all'Iran hanno eroso il consenso. Ma Trump ha ragione su una cosa: i sondaggi possono sbagliare.
Esattamente. Il 71-72% di probabilità per i democratici di riprendere la Camera è una stima, non una certezza. E al Senato la situazione è molto più incerta.
Cosa succede se Trump perde il Congresso? Cosa fa allora?
Nessuno lo sa davvero. Per questo i costituzionalisti stanno preparando ricorsi legali. Stanno cercando di essere pronti.
Ma qui il vero problema è che non sappiamo se Trump ha effettivamente un piano per contestare i risultati, o se sta solo alimentando il caos per mantenere il controllo della base.
E questi referendum su tasse e aborto — cambiano il quadro?
Potrebbero. Se i democratici vincono su questi temi, potrebbe aumentare la loro mobilitazione complessiva. Ma sono questioni statali, non federali.
E non sappiamo ancora come influenzeranno il voto per le cariche federali. Sono variabili separate, anche se correlate.
Le Pouls
- Trump tocca il minimo storico del 38% di approvazione, travolto dal peso della guerra all'Iran e da un'inflazione che non accenna a cedere.
- Il presidente minaccia di invocare poteri straordinari e schierare la Guardia Nazionale ai seggi, rifiutando di escludere misure eccezionali in un'intervista a Time.
- I democratici rispondono lanciando il 'New Battlefield Project' per presidiare i seggi e preparando dossier legali per bloccare eventuali decreti presidenziali anti-voto.
- Le proiezioni assegnano ai democratici il 71-72% di probabilità di riconquistare la Camera, mentre la battaglia al Senato si gioca su terreni storicamente repubblicani come Texas, Ohio e Alaska.
- Trentanove referendum su tasse ai milionari, intelligenza artificiale e diritto all'aborto trasformano il voto di novembre in un plebiscito su questioni che ridisegneranno la società americana.
A un mese dalle elezioni di midterm, l'America osserva un presidente indebolito confrontarsi con il giudizio del tempo: Donald Trump, con un indice di gradimento crollato al 38%, affronta una stagione elettorale in cui i democratici appaiono favoriti a riconquistare la Camera dei Rappresentanti. Sullo sfondo di una guerra prolungata contro l'Iran e di un'inflazione che logora le famiglie, il linguaggio del potere si fa più aspro, e le minacce di stati d'emergenza e Guardia Nazionale ai seggi riportano alla memoria le ombre del 6 gennaio 2021. Le democrazie, come gli individui, si misurano nei momenti in cui la sconfitta si avvicina.
A un mese dalle elezioni di midterm, Donald Trump si trova in una posizione politica sempre più fragile. Il suo tasso di approvazione è crollato al 38%, eroso dal protrarsi della guerra contro l'Iran e dall'aumento del costo della vita. I democratici sono proiettati come favoriti netti per riconquistare la Camera dei Rappresentanti, con una probabilità stimata tra il 71 e il 72% secondo istituti come Decision Desk HQ. Trump continua a definire i sondaggi "fake news", ma il timore di una débâcle congressuale è ormai palpabile tra i repubblicani.
Più che i numeri, è il linguaggio del presidente a destare allarme. In un'intervista a Time, Trump ha rifiutato di escludere il ricorso a poteri straordinari, evocando la possibilità di uno stato d'emergenza e del dispiegamento della Guardia Nazionale presso i seggi. Le sue parole hanno riacceso i timori di una ripetizione delle tensioni che portarono all'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Chuck Schumer ha accusato direttamente il presidente di voler manipolare l'esito del voto, mentre i democratici hanno risposto con il 'New Battlefield Project', una rete di volontari a protezione dei seggi, e con la preparazione di ricorsi legali preventivi.
La partita al Senato è più incerta: i democratici devono conquistare pochi seggi cruciali in Stati tradizionalmente repubblicani come Texas, Ohio, Michigan e Alaska, veri banchi di prova della tenuta del movimento trumpiano.
Oltre alle cariche istituzionali, gli americani voteranno su 39 referendum che toccano temi profondi: tasse sui milionari, data center per l'intelligenza artificiale e diritto all'aborto. La Proposition 40 della California propone un'imposta una tantum del 5% sui patrimoni superiori a 1,1 miliardi di dollari, con il 90% del ricavato destinato alla sanità. Sul fronte dell'aborto, gli elettori di Idaho, Missouri, Virginia e Nevada decideranno come regolare localmente una materia che continua a mobilitare l'America a quattro anni dalla sentenza della Corte Suprema che ne ha cancellato la protezione federale.
A un mese dalle elezioni di midterm, Donald Trump si trova di fronte a una situazione politica sempre più precaria. I sondaggi lo collocano ai minimi storici, con un tasso di approvazione crollato al 38% negli ultimi mesi, mentre i democratici si presentano come favoriti netti per riconquistare almeno il controllo della Camera dei Rappresentanti. Le cause del declino sono molteplici: il protrarsi della guerra contro l'Iran e l'aumento continuo del costo della vita hanno eroso il consenso che il presidente aveva mantenuto fino a pochi mesi fa. Eppure Trump continua a liquidare i dati dei sondaggi come "fake news", anche se il timore di una sconfitta congressuale è ormai palpabile all'interno del partito repubblicano.
Di fronte al rischio di una débâcle elettorale, Trump ha intensificato la sua campagna, recandosi in una serie di Stati in bilico e non, invitando gli elettori a votare come se il suo nome fosse sulla scheda. Ma questa volta il messaggio rischia di non funzionare. Più preoccupante ancora è il linguaggio che il presidente ha iniziato a usare pubblicamente: ha minacciato di invocare uno stato di emergenza e di schierare la Guardia Nazionale presso i seggi elettorali. In un'intervista rilasciata a Time, Trump ha rifiutato esplicitamente di escludere il ricorso a poteri straordinari, affermando che "molte persone pensano che dovrei usarle". Queste dichiarazioni hanno riacceso i timori tra i democratici, che hanno evocato lo spettro dell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato, ha accusato direttamente Trump di voler manipolare l'esito del voto a causa del suo svantaggio nei sondaggi. Tra gli analisti e negli ambienti politici cresce la preoccupazione che il movimento Maga stia preparando il terreno per contestare una possibile sconfitta, ricreando dinamiche di tensione e caos simili a quelle che portarono all'assalto di cinque anni fa. In risposta, i democratici hanno lanciato il 'New Battlefield Project', una piattaforma per reclutare volontari a protezione dei seggi. Contemporaneamente, costituzionalisti di orientamento progressista stanno preparando dossier legali per bloccare tempestivamente qualsiasi decreto presidenziale volto a impedire il voto per posta o a schierare l'esercito.
Sul fronte strettamente elettorale, le proiezioni assegnano ai democratici una probabilità del 71-72% di riconquistare la maggioranza alla Camera, secondo istituti come Decision Desk HQ. La partita al Senato è più complessa: i democratici hanno bisogno di guadagnare pochi seggi cruciali per ribaltare l'attuale maggioranza repubblicana, ma le sfide decisive si giocheranno in Stati tradizionalmente orientati a destra come Texas, Ohio, Michigan e Alaska. Questi territori rappresentano il vero banco di prova della forza residua del movimento trumpiano.
Oltre alle elezioni per le cariche federali e statali, gli americani saranno chiamati a pronunciarsi su circa 39 quesiti referendari che toccano temi sociali, economici e istituzionali di grande rilevanza. Tra questi spiccano le proposte relative alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale e le tasse sui milionari. La Proposition 40 della California è la più nota: prevede un'imposta una tantum del 5% sui residenti con un patrimonio superiore a 1,1 miliardi di dollari, con il 90% del ricavato destinato alla sanità. Anche altri Stati stanno valutando misure simili: nello stato di Washington è in discussione l'abrogazione di un'imposta sul reddito del 9,9% a carico dei milionari, mentre in Florida gli elettori dovranno pronunciarsi su varie riforme delle imposte sugli immobili.
Un altro tema che dominerà i ballot di novembre è l'aborto, uno dei più divisivi nel panorama politico americano contemporaneo. A quattro anni dalla storica sentenza della Corte Suprema che ha rovesciato la protezione federale del diritto all'interruzione di gravidanza, gli elettori di Idaho, Missouri, Virginia e Nevada dovranno decidere come le autorità locali regoleranno questa materia. Questi referendum rappresentano un'occasione cruciale per misurare il sentimento popolare su una questione che ha già dimostrato di essere in grado di mobilitare gli elettori in modo significativo.
In questo contesto di tensione politica e incertezza, Trump ha trovato il tempo per commentare il suo rapporto con la premier italiana Giorgia Meloni, affermando che è "molto buono" e che gli è "sempre piaciuta", in risposta a domande sui suoi attacchi passati alla presidente del Consiglio. Il commento, sebbene marginale rispetto alle questioni centrali della campagna americana, riflette il tentativo del presidente di mantenere una certa normalità diplomatica mentre affronta una delle sfide politiche più significative della sua carriera.
Citations marquantes
Molte persone pensano che dovrei usarle— Donald Trump, in un'intervista a Time, riferendosi ai poteri straordinari
Trump sta cercando di manipolare o truccare l'esito del voto a causa del suo svantaggio nei sondaggi— Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato