Mentre Trump e Putin si accordano su una roadmap verso la pace con negoziati previsti a Gedda, la Russia lancia droni contro le ferrovie ucraine poche ore dopo l'impegno di Mosca a sospendere gli attacchi energetici. È una contraddizione antica quanto la guerra stessa: le parole dei potenti che si sovrappongono al fragore delle armi, lasciando i popoli a interpretare quale delle due sia la verità. L'Europa, scettica e inquieta, comincia a interrogarsi sulla propria capacità di stare in piedi da sola.
Ucraina-Russia: Trump e Zelensky in colloquio, negoziati a Gedda domenica
La Russia sta cercando di indebolire l'Ucraina, non di porre fine alla guerra
Allora Trump e Putin hanno davvero concordato qualcosa di sostanziale in quella telefonata di tre ore?
Hanno detto di sì. La Casa Bianca ha confermato che hanno concordato una tabella di marcia verso la pace e che i negoziati per il cessate il fuoco inizieranno domenica a Gedda. Putin si è impegnato a sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche per trenta giorni.
Ma la Russia ha lanciato droni contro le ferrovie ucraine poche ore dopo. Quindi l'impegno di Putin vale quanto la carta su cui è scritto.
Esatto. È un segnale molto chiaro. Zelensky lo ha notato subito e ha detto che non crede che Mosca sia sincera.
Cosa pensa Zelensky di questi negoziati?
Pensa che la Russia stia cercando di indebolire l'Ucraina, non di porre fine alla guerra. Ha detto che Mosca non è nemmeno pronta per il primo passo, che sarebbe un cessate il fuoco.
Zelensky ha parlato con Trump? Cosa gli ha detto?
Sì, hanno parlato. Ma i dettagli di quella conversazione non sono stati resi pubblici completamente. Sappiamo che Trump ha detto di non aver discusso degli aiuti militari con Putin.
E l'Europa cosa ne pensa?
È divisa. Meloni sostiene lo sforzo di Trump. Ma Bruxelles è scettica. Von der Leyen dice che l'Europa deve prepararsi alla guerra. Kallas ha detto che l'Ue non può accettare uno stop agli aiuti a Kiev.
Draghi ha detto qualcosa di ancora più forte, vero?
Sì. Ha avvertito che la sicurezza europea è messa in dubbio dal disimpegno di Trump e che sarà inevitabile per l'Europa dotarsi di una difesa comune indipendente.
Quindi domenica a Gedda potrebbe essere il momento in cui tutto cambia?
Potrebbe. Ma gli attacchi russi continuano. Nella notte precedente, la Russia ha lanciato due missili balistici Iskander-M, quattro S-300 e centoquarantacinque droni. Un uomo di ventinove anni è stato ucciso nella regione di Sumy.
Quindi mentre si parla di pace, la guerra continua normalmente. Non è una buona premessa per i negoziati.
Der Puls
- Putin promette una tregua sulle infrastrutture energetiche, ma i droni russi colpiscono le ferrovie di Dnipropetrovsk poche ore dopo la telefonata con Trump.
- Un uomo di 29 anni muore nella regione di Sumy mentre missili balistici e oltre 145 droni continuano a martellare il territorio ucraino nella stessa notte.
- Zelensky dichiara apertamente di non credere alle intenzioni di Mosca, avvertendo che la Russia vuole indebolire l'Ucraina, non fermare la guerra.
- I negoziati di domenica a Gedda, in Arabia Saudita, rappresentano il prossimo banco di prova, ma l'UE rifiuta di accettare qualsiasi stop agli aiuti militari a Kiev.
- Draghi lancia l'allarme: il disimpegno americano rende inevitabile per l'Europa costruire una difesa comune e indipendente.
Mentre Trump e Putin si accordano su una roadmap verso la pace con negoziati previsti a Gedda, la Russia lancia droni contro le ferrovie ucraine poche ore dopo l'impegno di Mosca a sospendere gli attacchi energetici. È una contraddizione antica quanto la guerra stessa: le parole dei potenti che si sovrappongono al fragore delle armi, lasciando i popoli a interpretare quale delle due sia la verità. L'Europa, scettica e inquieta, comincia a interrogarsi sulla propria capacità di stare in piedi da sola.
Donald Trump e Vladimir Putin hanno parlato per quasi tre ore mercoledì, tracciando insieme quella che hanno chiamato una tabella di marcia verso la pace. L'accordo prevede negoziati domenica a Gedda, in Arabia Saudita, con la partecipazione dell'inviato speciale Steve Witkoff. Durante il colloquio, Putin si è impegnato a sospendere per trenta giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine. Sembrava un passo verso la de-escalation.
Ma la realtà sul campo ha risposto in modo diverso. Poche ore dopo la telefonata, la Russia ha colpito con droni il sistema elettrico che alimenta le ferrovie nella regione di Dnipropetrovsk. La compagnia ferroviaria statale Ukrzaliznytsya ha confermato l'attacco. Nella stessa notte, le forze russe avevano già lanciato missili balistici Iskander-M, missili S-300 e oltre centoquaranta droni, tra cui gli Shahed kamikaze. Nella regione di Sumy, un uomo di ventinove anni ha perso la vita e tre persone sono rimaste ferite.
Volodymyr Zelensky non nasconde il suo scetticismo: Mosca non è sincera, ha detto, e non è nemmeno pronta al primo passo concreto, un vero cessate il fuoco. Trump, dal canto suo, ha dichiarato di non aver discusso con Putin della questione degli aiuti militari a Kiev, tema che Mosca considera invece centrale.
L'Europa osserva con una speranza cauta che si mescola a una preoccupazione profonda. Ursula von der Leyen invita il continente a prepararsi alla guerra. Kaja Kallas esclude qualsiasi stop agli aiuti a Kiev. Mario Draghi va oltre: il disimpegno americano, avverte, rende inevitabile per l'Europa costruire una difesa comune e indipendente. I negoziati di Gedda sono il prossimo appuntamento con la storia, ma tra promesse e bombardamenti, la domanda resta aperta: questa volta le parole peseranno più delle bombe?
Donald Trump e Vladimir Putin hanno parlato per quasi tre ore mercoledì, concordando una tabella di marcia verso quella che entrambi hanno definito una pace duratura. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, i due leader hanno deciso di avviare immediatamente i negoziati per un cessate il fuoco, che si terranno domenica nella città saudita di Gedda. L'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha confermato l'appuntamento. Nel corso della conversazione, Putin si è impegnato a sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine per trenta giorni. Tutto sembrava muoversi verso una de-escalation.
Ma poche ore dopo questo impegno, la Russia ha lanciato un attacco con droni contro il sistema elettrico che alimenta le ferrovie nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, nel centro del paese. La compagnia ferroviaria statale Ukrzaliznytsya ha confermato il bombardamento. Era un segnale che contraddiceva immediatamente le parole pronunciate durante la telefonata. Trump ha detto di non aver discusso con Putin della questione degli aiuti militari all'Ucraina durante il loro colloquio.
Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, ha parlato con Trump in questi stessi giorni e ha espresso il suo scetticismo. Non crede che Mosca sia sincera, ha detto. La Russia sta cercando di indebolire l'Ucraina, non di porre fine alla guerra. Zelensky ha sottolineato che Mosca non è nemmeno pronta per il primo passo, che sarebbe un cessate il fuoco vero. Intanto, la notte precedente gli attacchi alle ferrovie, le forze russe hanno colpito l'Ucraina con due missili balistici Iskander-M, quattro missili antiaerei S-300 e centoquarantacinque droni di vario tipo, inclusi gli Shahed kamikaze, secondo quanto riferito dall'Aeronautica militare di Kiev.
Nella regione di Sumy, nell'Ucraina nord-orientale, un uomo di ventinove anni è stato ucciso e altre tre persone sono rimaste ferite in un attacco lanciato dalle forze russe. L'amministrazione militare regionale e la Procura generale hanno confermato i dati. Nel frattempo, le autorità russe hanno riferito che un incendio è scoppiato in un deposito di petrolio nella regione di Krasnodar, a est del confine con l'Ucraina, in seguito a un attacco con droni da parte di Kiev.
Mosca ha annunciato uno scambio di centosettantacinque prigionieri per parte con Kiev per il giorno stesso della telefonata Trump-Putin. Putin ha dichiarato il suo impegno per la pace, ma ha anche ribadito che gli aiuti militari a Kiev devono cessare. Trump ha detto che questa questione non è stata affrontata nella loro conversazione.
L'Europa guarda a questi sviluppi con una miscela di speranza cauta e preoccupazione profonda. La premier italiana Giorgia Meloni ha detto di sostenere lo sforzo di Trump per la pace. Ma Bruxelles non si fida. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che l'Europa deve prepararsi alla guerra. Kaja Kallas, l'alto rappresentante dell'Unione europea, ha detto chiaramente che l'Ue non può accettare uno stop agli aiuti militari a Kiev. Mario Draghi, in un avvertimento più ampio, ha sostenuto che la sicurezza europea è messa in dubbio dal disimpegno di Trump e che sarà inevitabile per l'Europa dotarsi di una difesa comune e indipendente.
I negoziati di domenica a Gedda rappresentano un momento critico. Zelensky rimane convinto che le intenzioni russe non siano sincere. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, lanciati poche ore dopo l'impegno di Putin a fermarli, sembrano dargli ragione. La domanda che rimane sospesa è se questi colloqui porteranno a qualcosa di concreto o se continueranno a essere un'alternanza tra promesse e bombardamenti.
Bemerkenswerte Zitate
Non sono pronti a porre fine a questa guerra. Non sono pronti nemmeno per il primo passo, che è un cessate il fuoco.— Volodymyr Zelensky, presidente ucraino
L'Europa non può accettare lo stop alle armi a Kiev.— Kaja Kallas, alto rappresentante dell'Unione europea