Nel lungo racconto di una guerra che logora due popoli e mette alla prova la pazienza delle diplomazie, da Mosca arriva un segnale di apertura: la disponibilità a colloqui a tre con Kiev e Washington, accompagnata dalla convinzione che la fine del conflitto sia vicina. Le parole rassicuranti di Donald Trump si sovrappongono a un fronte immobile, dove ogni parte sembra attendere che il tempo lavori a proprio favore. Resta da vedere se questo dialogo annunciato diventerà una vera trattativa o se si fermerà alla soglia delle dichiarazioni.
Ucraina, Mosca apre a colloqui trilaterali: 'La fine del conflitto è vicina'
Mosca dice sì, Trump dice «siamo vicini», ma l'intesa resta in salita
Cosa c'è di nuovo, in sostanza?
Mosca dice sì a colloqui trilaterali con Kiev e Washington e parla di fine del conflitto vicina. Trump dice: «Siamo vicini».
E perché Mosca dovrebbe aprire adesso?
Il Corriere della Sera scrive che il fronte è in stallo e che il Cremlino cerca di sfruttare il fattore tempo, anche per ragioni di bilancio.
Attenzione: è un'analisi del giornale, non una dichiarazione del Cremlino. Le motivazioni restano interpretazione.
La Stampa parla di un accordo che conviene a entrambi.
Sì, due nemici in difficoltà. Ma aggiunge che l'intesa è in salita.
Ed è l'informazione chiave: «vicina» è una parola di Mosca e di Trump, non un fatto verificato. Non abbiamo date, luoghi o termini.
Che ruolo ha Oslo?
Martedì lì si sono incontrati Zelensky e Witkoff, inviato di Trump. Ne parla Radio Radicale con David Carretta.
Del contenuto di quell'incontro, però, qui non sappiamo nulla.
The Pulse
- Mosca dichiara disponibilità a colloqui trilaterali e parla di una fine del conflitto ormai vicina, mentre Trump insiste che l'intesa è a un passo.
- Il fronte ucraino resta bloccato e la pressione economica di una guerra che si allunga cresce su entrambi i fronti.
- Il Cremlino, secondo le analisi della stampa, punta a incassare concessioni dall'interlocutore americano e a giocare sul fattore tempo.
- Il negoziato procede in salita: il contatto diretto tra Zelensky e l'inviato Steve Witkoff a Oslo è il primo banco di prova concreto.
- Nessuna data, sede o agenda è ancora fissata per il tavolo a tre, e le condizioni delle parti restano avvolte nell'incertezza.
Nel lungo racconto di una guerra che logora due popoli e mette alla prova la pazienza delle diplomazie, da Mosca arriva un segnale di apertura: la disponibilità a colloqui a tre con Kiev e Washington, accompagnata dalla convinzione che la fine del conflitto sia vicina. Le parole rassicuranti di Donald Trump si sovrappongono a un fronte immobile, dove ogni parte sembra attendere che il tempo lavori a proprio favore. Resta da vedere se questo dialogo annunciato diventerà una vera trattativa o se si fermerà alla soglia delle dichiarazioni.
Da Mosca arriva un sì ai colloqui trilaterali sull'Ucraina, accompagnato dall'affermazione che la fine del conflitto è vicina. Lo riporta Sky TG24, che affianca la dichiarazione russa alla frase di Donald Trump: «Siamo vicini». Russia, Ucraina e Stati Uniti sarebbero i tre protagonisti di un eventuale tavolo, ma per ora mancano date, luogo e agenda.
Sul terreno, il quadro è quello di un fronte in stallo. Secondo il Corriere della Sera, Vladimir Putin punterebbe su Trump, raccogliendo concessioni e sfruttando il tempo, anche per ragioni di bilancio legate al peso economico di una guerra che si prolunga. La Stampa legge la situazione in modo speculare: un accordo converrebbe a entrambi i nemici, ma l'intesa resta in salita.
Un passo concreto è già sul tavolo. Radio Radicale segue da Bruxelles, con David Carretta, l'incontro di martedì a Oslo tra Volodymyr Zelensky e Steve Witkoff, inviato di Trump. Sarà quel contatto diretto a dire se le parole di apertura diventeranno atti verificabili.
Il titolo che apre la giornata è di quelli che si leggono con cautela: da Mosca arriva un «sì» ai colloqui trilaterali sull'Ucraina e, insieme, l'affermazione che la fine del conflitto è vicina. Lo riporta Sky TG24, che accosta alla dichiarazione russa un'altra frase, quella di Donald Trump: «Siamo vicini». Mosca e Kiev, scrive la stessa testata, sono pronte a parlarsi.
I colloqui di cui si discute avrebbero tre attori: la Russia, l'Ucraina e gli Stati Uniti. Il materiale disponibile non indica una data, un luogo né un'agenda per un eventuale tavolo a tre. Dice invece che le due parti in guerra hanno manifestato disponibilità a sedersi a parlare, con Washington nel ruolo di terzo interlocutore.
Sul piano militare il quadro descritto dalla stampa italiana è quello di un fronte in stallo. Il Corriere della Sera ricostruisce la strategia di Vladimir Putin: puntare su Trump, incassando intanto concessioni, e cercare di sfruttare il fattore tempo. Tra le ragioni di questa scelta il quotidiano cita anche considerazioni di bilancio, cioè il peso economico di un conflitto che si prolunga.
La Stampa offre una lettura speculare: un accordo converrebbe a entrambi i nemici, che si trovano in difficoltà. Ma il giornale aggiunge che l'intesa resta in salita. È la distanza tra l'ottimismo delle dichiarazioni e la difficoltà del negoziato reale, che le fonti disponibili non quantificano né dettagliano.
Un passaggio concreto, intanto, c'è. Radio Radicale propone un collegamento da Bruxelles con David Carretta sull'incontro di martedì a Oslo tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Steve Witkoff, inviato di Trump. È il contatto diretto tra Kiev e l'emissario americano che fa da sfondo alle parole sull'apertura ai colloqui.
Il materiale a disposizione è costituito da titoli e sommari di diverse testate, non da resoconti estesi. Per questo contenuti dell'eventuale intesa, condizioni poste dalle parti e tempi restano fuori dal quadro. Si sa che Mosca si dice disponibile, che Trump parla di vicinanza e che le analisi giornalistiche indicano un negoziato difficile.
Cosa guardare adesso: gli esiti dell'incontro di Oslo tra Zelensky e Witkoff, l'eventuale convocazione di un tavolo trilaterale e se alle parole di apertura seguiranno atti verificabili.
Notable Quotes
Siamo vicini.— Donald Trump, come riportato da Sky TG24
Un accordo conviene ai due nemici in difficoltà, ma l'intesa è in salita.— La Stampa (titolo, parafrasi)